L'abuso minorile, o abuso sui minori, è un comportamento nei confronti di minorenni, che consiste nel cagionare un danno psicologico, morale o giuridico.Secondo Alfredo Carlo Moro è un errore pensare il bambino in termini di risorsa perché potrebbe far dimenticare che in principio era soggetto di diritto, v. Moro A.C., (2006), Una nuova cultura dell'infanzia e dell'adolescenza, Milano, Angeli, p. 102 Le forme più frequenti di abuso sui minori sono: somatico (o fisico), psicologico (o emozionale), sessuale, violenza assistita e incuria.
Non sempre le distinzioni categoriali tra casi di abuso fisico, sessuale, psicologico e trascuratezza rispecchiano una realtà che spesso si presenta come molto complessa: è così possibile parlare di “forme miste” di abuso. Tali abusi fanno parte comunque della super-categoria delle "Esperienze Sfavorevoli Infantili". Provocano nel tempo disturbi da stress post traumatico.La prima a proporre nel 1992 questa definizione fu Judith Lewis Herman,Guarire dal trauma: affrontare le conseguenze della violenza, dall'abuso domestico al terrorimo, Magi, 2005
L'abuso all'infanzia può essere definito come:
Storia In tutte le società si riscontrano dei sistemi di protezione nei confronti dell'infanzia. Presso gli ebrei, ad esempio, l'abuso sessuale di minori era punito con la pena capitale, mentre per quello compiuto su bambini più piccoli di nove anni bastava la fustigazione, in entrambi i casi la fattispecie rientrava nel diritto pubblico in quanto si pensava che la società ne sarebbe rimasta danneggiata nel suo insiemeLevitico 18,6.
La prima società nazionale per la prevenzione della crudeltà a danno dei fanciulli fu fondata a Londra nel 1884 e assunse delle équipe di ispettori che controllavano le condizioni dei minori nei quartieri a rischio. Per ogni bambino era stilato un rapporto dove la diagnosi principale era costituita dall'incuria mentre le altre forme di abuso rispondevano alla voce «altri torti»Beveridge W., L'azione volontaria, Edizioni Comunità, Milano, 1954 pag. 209 (tit. orig. Voluntary action, Allen & Urwin, London, 1948). In Inghilterra già nel 1888 fu introdotta la “carta dei fanciulli” che estendeva i doveri di custodia fino alla protezione dagli abusi ai minori.
Nel 1892 Papa Leone XIII organizzò il culto della Sacra Famiglia, allora frammentato in una miriade di associazioni private, in un'unica congregazione con lo scopo di diffondere i valori educativi genitoriali in quanto si riteneva che le dottrine dilaganti del liberalismo e del socialismo la stessero corrompendo. Il documento rappresentativo Neminem fugit contiene le linee guida per l'assunzione a modello per la Sacra Famiglia indicando per ogni figura ideale una funzione nella vita reale (per esempio il padre vigilante, la madre sottomessa e il figlio obbediente).A nessuno sfugge, Fumaneri N., La santa famiglia: devozione, celebrazione, spiritualità; relatore: Lorenzo Zani, AA 1995-96, Trento, Istituto di Scienze Religiose, p. 27
Nel 1913 Albert Mall, dermatologo statunitense, dimostrò che la pratica della masturbazione non inficiava lo sviluppo sessuale come invece erroneamente propugnava l'etica protestante.Mall A., (1913) The sexual life of the child, New York in De Mause L., (1983) Storia dell'infanzia, Emme Edizioni, Milano, p. 348 (tit. orig. The history of abused childhood, Psychiatric press, New York, 1974)
Durante il Fascismo l'80% della popolazione viveva in zone rurali, il regime intendeva mantenere tale status quo in ragione della maggiore condizione morale in quanto «gli adulteri, gli abbandoni e le nascite illegittime sono minori che nelle città»Di Benedetto M., Pittini F. (1959) Assistenza sanitaria sociale, Roma, Armando, p. 185.. Nonostante ciò, non erano rari i casi di abbandono.
L'Opera Nazionale Maternità e Infanzia, a tal proposito, offrì un premio di affiliazione che consisteva in somme di denaro erogate alla coppia sorteggiata che aveva preso in affido uno o più bambiniDi Benedetto M., Pittini F. (1959) Assistenza sanitaria sociale, Roma, Armando, p. 287. Dopo il primo o secondo anno, dunque, il minore era dato in affido (affiliazione) o in adozione presso coppie o single, anche all'estero. L'Omni era dotato di personale specializzato, nel ruolo di assistenti sanitarie visitatrici, con il compito di monitorare l'ambiente sociale e sanitario in cui si sviluppava il minore.
Dopo sei anni era affidato all'Ente Nazionale di Promozione Morale del Fanciullo, fondato da Benigno Di Tullio nel 1944, che si occupava di caratteriali tramite i centri provvisori di servizio sociale, eretistico, instabili, immorali, deboli fisici, tramite classi differenziali, mentre quelli che dopo un periodo di osservazione sono riconosciuti recuperabili frequentavano gli “asili scuola”Di Benedetto M., Pittini F. (1959) Assistenza sanitaria sociale, Roma, Armando, p. 283. Dopo il 14º anno il fanciullo dell'istituto socio-assistenziale è riconsegnato alla famiglia d'origine o avviato al lavoroDi Benedetto M., Pittini F. (1959) Assistenza sanitaria sociale, Roma, Armando, p. 271. Nel rapporto privato rientrava anche la donna che era soggetta all'autorità maritale come affermava la sentenza della Cassazione il 14 maggio 1938.
Se la dichiarazione del 1924 pose il bambino in termini di bisognoso di cure, quella del 1959 aggiunse la famiglia d'origine come oggetto di attenzioni da parte dello Stato. L'art. 3 della Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino del 1948 aggiunse tra i diritti fondamentali anche la sicurezza personale. In Italia, tuttavia, lo Stato sociale fascista rimase sostanzialmente integro fino alla seconda metà degli anni settanta, e solo dal 1979 emerse una certa attenzione da parte dei mass-media tramite la trasmissione di una serie di servizi di cronaca su fatti e delitti compiuti in ambito familiare. In altre parole, l'abuso divenne riconosciuto solo grazie all'ausilio dei mezzi d'informazione.
Persone famose abusate furono Hermann Hesse, Franz Kafka e Cicerone che denunciò gli atti incestuosi di Clodio su sua sorella.
Gli studi e le ricerche sul tema dell'abuso e del maltrattamento all'infanzia hanno vissuto varie fasi: se inizialmente l'interesse era focalizzato sull'abuso fisico, tipologia più facilmente riconoscibile poiché lascia segni più evidenti, dagli anni '80 l'attenzione ha iniziato a spostarsi sull'abuso sessuale a danno di minori, mentre solo più recentemente l'abuso psicologico e la trascuratezza sono divenuti oggetto di studioCaffo E., Camerini G.B., Florit G. Criteri di valutazione nell'abuso all'infanzia. McGrawHill, Milano 2002.
In Svizzera, sino agli anni ottanta, le autorità della confederazione, con la motivazione ufficiale di proteggere i minori, di fatto tolsero ai loro genitori che si trovavano in situazioni di disagio o difficoltà migliaia di bambini affidandoli a famiglie spesso operaie o contadine che avevano bisogno di manodopera a basso costo. Questi bambini-schiavi molto spesso furono oggetto di maltrattamenti e a loro non venne assicurata l'educazione.
Effetto Cenerentola In psicologia evoluzionista, l'effetto Cenerentola descrive il fenomeno di una maggiore incidenza di abusi e maltrattamenti sui minori da parte dei patrigni rispetto ai genitori biologici. Prende il nome dal personaggio della fiaba Cenerentola, una ragazza maltrattata dalla matrigna e dalle sorellastre. Gli psicologi evoluzionisti descrivono questo effetto come un sottoprodotto di un pregiudizio verso la famiglia biologica e di un conflitto tra partner riproduttivi che investono in bambini piccoli non imparentati con uno dei due partner.
Nei primi anni '70, nacque una teoria sul collegamento tra genitori acquisiti e maltrattamenti sui minori. Nel 1973, lo psichiatra forense P.D. Scott riassunse le informazioni su un campione di "casi mortali di bambini maltrattati" perpetrati in preda alla rabbia e scoprì che 15 dei 29 omicidi da lui presi in considerazione, ovvero il 52%, erano stati commessi da patrigniDaly & Wilson (1999), pag. 33.
Dagli anni '70, gli studiosi hanno cercato dati sulla validità dell'effetto Cenerentola da una varietà di fonti, tra cui rapporti ufficiali di abusi sui minori, dati clinici, rapporti sulle vittime e dati ufficiali sugli omicidi e hanno trovato una relazione diretta tra genitori acquisiti e abusi sui minori. Diversi studi, nel 2001 hanno concluso che "i figliastri in Canada, Gran Bretagna e Stati Uniti corrono effettivamente un rischio molto elevato di maltrattamenti sui minori di vario tipo, in particolare percosse letali". In circostanze in cui la famiglia comprende sia figli biologici che figliastri, gli studi hanno rilevato che i patrigni generalmente favoriscono i loro figli biologici. In tali famiglie, i figliastri sono stati presi di mira esclusivamente 9 volte su 10 in uno studio e in 19 su 22 in un altroCrawford (2008), pag. 388.
Gli psicologi evoluzionisti Martin Daly e Margo Wilson propongono che l'effetto Cenerentola sia una conseguenza diretta della moderna teoria evolutiva dell'idoneità inclusiva, in particolare della teoria dell'investimento parentale. Gli psicologi evoluzionisti hanno anche suggerito che una delle cause dell'abuso sui figliastri potrebbe essere la mancanza di un legame di attaccamento genitoriale che la madre normalmente formerebbe con il proprio figlio.
Critica Il filosofo della scienza David Buller, nell'ambito della sua critica generale alla psicologia evoluzionistica, ha esaminato i dati di Daly e Wilson. Egli sostiene che la psicologia evoluzionistica tenta erroneamente di scoprire gli adattamenti psicologici umani piuttosto che "le cause evolutive dei tratti psicologici". Buller sostiene inoltre che il campione canadese di Daly e Wilson del 1985 includeva casi di abuso sessuale e casi di omissione involontaria, come non allacciare la cintura di sicurezza di un bambino in auto. Buller sostiene inoltre che i risultati di Daly e Wilson sono intrinsecamente distorti poiché utilizzano dati provenienti da documenti ufficiali e i funzionari che raccolgono tali dati sono addestrati a prestare particolare attenzione ai patrigni rispetto ai genitori biologici.
I risultati di Daly e Wilson sono stati messi in discussione da uno studio sugli omicidi infantili in Svezia tra il 1975 e il 1995, che ha rilevato che i bambini che vivevano in famiglie con un genitore non genetico non presentavano un rischio maggiore di omicidio rispetto ai bambini che vivevano con entrambi i genitori genetici.
Statistiche Una delle principali conseguenze dell'abuso sui minori è l'allontanamento dall'ambiente d'origine. A tal proposito la Legge 149/2001 stabilisce che nel caso in cui il minore sia vittima di violenza, incuria grave, maltrattamento e abuso il Tribunale per i Minorenni dispone l'allontanamento del minore prevedendone l'inserimento presso una famiglia affidataria o in una comunità di accoglienza.
Secondo dati Eurispes9º rapporto nazionale sulla condizione dell'infanzia e dell'adolescenza, (2008) Telefono Azzurro & Eurispes, Milano, p. 5 sono 1800 i minori scomparsi in Italia nel 2018 dei cui molti provengono da comunità straniere. Nello stesso anno ci sono state circa 4500 denunce per pedofilia on-lineIvi, p. 6.
Secondo l'IstatIvi, p. 7 nel 2001 ci sono stati 144.000 casi di lavoro minorile specialmente nel mezzogiorno dove alcuni fattori rischio quali l'inadempienza scolastica incidono di più; i settori in cui i minori risultano impiegati sono per il 25% la ristorazione, il 21% negli impieghi domestici, il 14% in agricoltura e, infine, 16.978 bambini sarebbero entrati nel mondo dello spettacolo. Secondo l'Eurispes il 77% degli abusi avviene al domicilio della vittima.