è una serie televisiva anime di fantascienza prodotta da Sunrise e diretta da Shin'ichirō Watanabe. Ambientata nel 2071 e incentrata sulle avventure di una ciurma di cacciatori di taglie spaziali. La serie si addentra nelle questioni irrisolte del passato dei protagonisti, esplorando concetti come l'esistenzialismo, la noia, la solitudine e l'influenza del passato.

L'anime è stato trasmesso per la prima volta in Giappone su TV Tokyo dal 3 aprile al 26 giugno 1998, ma a causa del contenuto controverso della serie furono mandati in onda solo 12 dei 26 episodi prodotti, più uno speciale. La totalità delle puntate venne trasmessa successivamente sul canale satellitare WOWOW dal 24 ottobre 1998 al 24 aprile 1999. Un adattamento italiano curato da Dynamic Italia è andato in onda su MTV all'interno dell'Anime Night, dal 21 ottobre 1999 al 4 maggio 2000. Dall'anime sono stati tratti due manga, pubblicati sulla rivista Asuka Fantasy DX della Kadokawa Shoten, un film, intitolato Cowboy Bebop - Il film, due videogiochi, distribuiti dalla Bandai per PlayStation e PlayStation 2 e una serie live action trasmessa da Netflix.

Cowboy Bebop ha ottenuto un ampio riscontro di critica e commerciale, sia in Giappone sia a livello internazionale. L'opera è stata premiata con numerosi riconoscimenti nel campo dell'animazione e della fantascienza. ed è stata apprezzata per stile, personaggi, trama, doppiaggio, animazione e colonna sonora. Negli anni la serie è andata affermandosi come capolavoro dell'animazione nipponica e numerosi critici lo considerano uno dei migliori anime di tutti i tempi.

Ambientazione Nel 2021 l'esplosione accidentale di un gate sperimentale, dispositivo che permette di effettuare viaggi iperspaziali, danneggia gravemente la Luna, causando la deriva di uno sciame di asteroidi e meteoriti che bombardano la superficie del pianeta Terra, sterminando gran parte della popolazione. I sopravvissuti abbandonano dunque l'ormai inospitale pianeta per colonizzare nuovi sistemi abitabili: Marte, Venere, la cintura asteroidale e i satelliti di Giove.

Nel 2071 l'intero sistema solare è stato reso accessibile ai viaggi iperspaziali grazie ai gate, Marte è diventato il pianeta cardine del nuovo sviluppo umano, ed i nuovi cartelli della criminalità organizzata interplanetaria, primo tra tutti il Red Dragon Crime Syndicate, esercitano la loro influenza all'interno del governo e sull'Inter Solar System Police (ISSP), la polizia del sistema solare, limitandone l'efficacia nel combattere la criminalità. Per far fronte alla minaccia di evasi, terroristi, narcotrafficanti e altri pericolosi criminali, è stato quindi istituito un sistema di "taglie" simile a quello usato nel vecchio West; i nuovi cacciatori di taglie del sistema solare vengono perciò spesso denominati "cowboy".

Trama

Spike Spiegel, un ex-affiliato del Red Dragon, e il suo socio Jet Black, ex-investigatore dell'ISSP, sono due cacciatori di taglie che si spostano di pianeta in pianeta alla ricerca di criminali a bordo della loro astronave: il Bebop. Nel corso delle loro avventure, senza che lo vogliano, ai due si aggiungono tre nuovi compagni: il welsh corgi pembroke iper-intelligente Ein, la provocante truffatrice perseguitata dai creditori Faye Valentine e l'eccentrica e geniale hacker preadolescente Radical Edward.

Nel corso delle loro azioni, di solito fallimentari, inconcludenti o di scarso profitto, tutti i membri dell'improbabile equipaggio dovranno fare i conti con questioni ancora irrisolte del loro turbolento passato, segnato da ricordi traumatici, memorie perdute, abbandoni mai chiariti e amori travagliati. Il tutto trattato con una forte nota filosofica, matura, psicologica ed esistenzialista che riflette sia gli attimi migliori che quelli peggiori della vita di cinque individui sperduti.

Personaggi

I personaggi di Cowboy Bebop sono caratterizzati da un profondo senso di solitudine e rassegnazione, nonché da un rapporto conflittuale con il proprio passato che li porta ad affrontare in modo disilluso i loro turbamenti interiori. Ciò è ben visibile nei personaggi principali: Spike è un uomo che, dopo essersi separato dalla sola donna che abbia mai amato, si considera già morto, non ha più aspettative per il futuro ed è segnato da un'indelebile espressione stanca e indolente, il suo atteggiamento è in generale più antieroico che eroico e, come da lui stesso affermato, «vive in un sogno da cui non riesce a svegliarsi»;Anime di Cowboy Bebop, "Session 5: Ballad of Fallen Angels". Jet è invece una persona che ha perduto fiducia in ciò a cui aveva consacrato la sua vita, e si trova ad osservare cinicamente il dilagare della corruzione convincendosi sempre maggiormente che il mondo in cui viveva un tempo non sia mai esistito. Lo stesso vestiario dei due riflette il loro stato d'animo; nella serie infatti si gioca spesso attorno alla parola "blue", sia come genere musicale che come colore emblema della tristezza.

Anche le protagoniste femminili riflettono tali turbamenti, in particolare Faye, contraddistinta da una esuberante presunzione e sensualità fuori dal comune, è in realtà una persona insicura ed emotivamente vulnerabile poiché priva di un passato, abituata a «abbandonare prima di essere abbandonata»Anime di Cowboy Bebop, "Session 12: Jupiter Jazz Part I". e definita dalla sua seiyū Megumi Hayashibara come una "donna sgradevole"; Ed, infine, pur presentata come spensierata, sensibile e ingenua incrocia intenzionalmente le strade della ciurma del Bebop mossa dal senso di solitudine derivatole dall'essere stata abbandonata da un padre irresponsabile.

Stando a quanto dichiarato in un'intervista dal character designer Toshihiro Kawamoto, dei quattro protagonisti solamente Ed è ispirato ad una persona reale: la compositrice Yōko Kanno. Kawamoto ha inoltre affermato che, durante la realizzazione dei personaggi principali, ha voluto essere certo di renderli i più differenti possibile tra di loro, mentre il regista ha più volte detto di considerarli una parte della sua personalità o un'estensione di se stesso, come ad esempio Spike: «io non fumo, non bevo e non combatto, ma vorrei farlo — quindi Spike lo fa».

Produzione Cowboy Bebop è stato prodotto dallo studio Sunrise sotto il noto pseudonimo di Hajime Yatate. Il direttore del team creativo era Shin'ichirō Watanabe, alla sua prima esperienza alla regia dopo alcuni incarichi da aiuto regista in Macross Plus e ne I cieli di Escaflowne. Gli altri membri erano la sceneggiatrice Keiko Nobumoto, il character designer Toshihiro Kawamoto, il mecha designer Kimitoshi Yamane e la compositrice Yōko Kanno. Molti dei componenti dello staff avevano già lavorato insieme precedentemente. Nobumoto aveva sceneggiato Macross Plus, mentre Kawamoto aveva realizzato i personaggi di Gundam e Kanno aveva composto sia la colonna sonora di Macross Plus che quella de I cieli di Escaflowne. Yamane, invece, non aveva mai lavorato con Watanabe, nonostante avesse precedentemente preso parte allo sviluppo di Bubblegum Crisis e I cieli di Escaflowne.

Inizialmente Cowboy Bebop venne sponsorizzato dalla divisione giocattoli della Bandai nella speranza di vendere modellini delle astronavi presenti nello show. Stando a Watanabe, la sola direttiva che ricevette fu proprio: «finché ci saranno delle astronavi [nella serie], potrai fare quello che vuoi»; tuttavia, dopo la realizzazione del materiale di prova, diventò evidente che la visione del regista differiva da quella della compagnia, la quale accantonò il progetto ritenendo che non fosse adatto alla creazione di merchandise nel campo dei giocattoli. Successivamente però la Bandai Visual recuperò l'idea, conferendo a Watanabe piena libertà creativa.

L'intenzione del regista era di realizzare una serie che non fosse solo indirizzata ad un tradizionale pubblico di adolescenti ma che si rivolgesse anche agli adulti. Infatti, nonostante siano assenti volgarità e turpiloquio, alcuni episodi trattano argomenti delicati come la droga, il terrorismo o la criminalità organizzata. Cowboy Bebop è stato in seguito definito da Watanabe stesso come «80% storia seria e 20% umorismo». Parlando dello sviluppo della storia Watanabe ha dichiarato di aver iniziato a realizzarla dai personaggi, spiegando: «la prima immagine che mi [venne in mente] era una di Spike, da lì ho provato a costruirgli attorno una storia, cercando di renderlo cool». Le numerose scene di combattimento e d'azione ricevettero un'attenzione particolare e trassero giovamento dal fatto che tra i realizzatori ci fossero persone già esperte nel campo del cinema live action. Il finale venne ideato da Watanabe fin dall'inizio, ma fu osteggiato da gran parte dello staff, salvo poi rimanere quello originario che aveva in mente il regista.

L'atmosfera dei pianeti e dei gruppi etnici di Cowboy Bebop fu concepita quasi integralmente da Watanabe con la collaborazione di Isamu Imakake, Shōji Kawamori e Dai Satō.

Lo staff d'animazione decise l'aspetto dei pianeti nelle prime fasi di produzione e solo successivamente si concentrò sul popolo che vi avrebbe abitato, con un'attenzione particolare da parte del regista nel variegare le etnie presenti. Nel corso delle vicende narrate in Cowboy Bebop, Marte è il pianeta usato più di frequente poiché, come spiegato dal responsabile delle scenografie Satoshi Toba, gli altri erano «inaspettatamente difficili da usare»; difatti ogni pianeta aveva delle caratteristiche uniche che gli sceneggiatori dovevano tenere in considerazione nel corso della storia. Toba ha inoltre aggiunto che sebbene la drammatica scena finale dovesse avvenire su Venere, lo staff, non potendo servirsi del pianeta, ripiegò su Marte anche in quell'occasione.

Riguardo alla popolarità dell'opera nel tempo, Watanabe ha dichiarato che, fin dalla prime fasi di produzione di Cowboy Bebop, cercò di motivare il team creativo affermando che stavano lavorando a qualcosa che sarebbe stato ricordato da lì ai prossimi dieci, venti o forse addirittura trent'anni. Sebbene molti fossero scettici allora, il regista si è detto soddisfatto di aver dimostrato la veridicità della sua previsione ed ha ironizzato che, se allora la Bandai Visual non fosse intervenuta, «ora starei lavorando dietro alla cassa di un supermercato».

Colonna sonora

La colonna sonora di Cowboy Bebop è stata composta da Yōko Kanno, che per la sua registrazione ha formato appositamente il gruppo musicale jazz/blues dei The Seatbelts, prendendovi parte in qualità di tastierista. Le musiche jazz, country e blues di Kanno sono state universalmente apprezzate dalla critica e hanno contribuito in modo decisivo a delineare il clima e il ritmo della serie.. Dalla prima trasmissione dell'anime, Kanno e i Seatbelts hanno pubblicato sette album contenenti la colonna sonora dell'opera, due extended play e due raccolte; tutti sotto il marchio Victor Entertainment.

La opening utilizzata è la canzone Tank!, composta da Kanno e suonata dai Seatbelts. Il suo ritmo intenso, unito alle rapide scene di animazione, hanno reso la sequenza introduttiva una delle più conosciute e apprezzate nel panorama degli anime.. La sigla di chiusura usata nella maggior parte degli episodi è The Real Folk Blues, composta da Kanno con i testi di Yūho Iwasato, suonata dai Seatbelts e cantata da Mai Yamane; la ending del 13º episodio "Jupiter Jazz (Part 2)" è Space Lion, composta da Kanno e suonata dai Seatbelts, mentre quella dell'ultimo episodio "The Real Folk Blues (Part 2)" è Blue, composta da Kanno con i testi di Tim Jensen, suonata dai Seatbelts e cantata da Mai Yamane.