Il Sukhoi Su-34 (in cirillico: Сухой Су-34, nome in codice NATO: Fullback), più raramente Hellduck, è un cacciabombardiere supersonico pesante di generazione 4+, di origine sovietica ma di fabbricazione russa, sviluppato dalla Sukhoi a partire dalla fine degli anni ottanta ed entrato in servizio nelle forze aerospaziali russe nel 2014.
Pensato per sostituire il Sukhoi Su-24 in missioni di ricognizione, bombardamento e supporto aereo ravvicinato, è in grado di assolvere compiti di interdizione e scorta, anche in ambienti saturi di contromisure elettroniche, grazie all'integrazione di missili aria-aria nel proprio armamento.
Versione profondamente rivista del Su-27, è stato impiegato per la prima volta nella guerra civile siriana. Velivolo ogni-tempo, si distingue sia per il caratteristico muso 'a papera' che per la configurazione a posti affiancati dell'abitacolo, pensata per semplificare la comunicazione dell'equipaggio e diminuirne il carico di lavoro nelle missioni di lunga durata.
Storia del progetto All'inizio degli anni ottanta l'Unione Sovietica disponeva di un ampio numero di velivoli, che comprendevano dal Su-17 fino al MiG-27 di fatto tutti i velivoli militari prodotti negli ultimi due decenni nell'Unione Sovietica. Ciò nonostante non esisteva nessun velivolo che potesse adempiere sia al ruolo di caccia che di bombardiere. Mentre negli Stati Uniti d'America si era adattata la versione E dell'F-15 e in Europa si era sviluppato il Panavia Tornado, le versioni più recenti del Su-27P e del Su-27S potevano al massimo essere armate con missili aria-terra di breve gittata non guidati. Al tutto si aggiunse il costante aumento della spesa per la manutenzione dei velivoli, che rendeva quindi necessario disporre di velivoli capaci di adempiere sia al ruolo di intercettori che di caccia-bombardieri.
Sviluppo Su ordine del ministero dell'aviazione il 21 gennaio 1983 fu incaricato l'OKB Sukhoi dello sviluppo di un nuovo cacciabombardiere pesante. Il nuovo velivolo doveva disporre, secondo le direttive del ministero di un'elevata manovrabilità, di una capacità di carico superiore a tutti i velivoli in servizio nello stesso periodo e di un'autonomia tale da permettere operazioni a lungo raggio. Si decise quindi di utilizzare il Su-27 come base per la progettazione del nuovo velivolo, il quale aveva già dimostrato di disporre di un'ottima manovrabilità e di un'autonomia più che sufficiente. Inoltre i suoi due motori turbogetto AL-31F potevano accelerare il velivolo fino a Mach 2,35. Quello che invece sia alla Sukhoi che al ministero dell'aviazione non era ancora chiaro, era quali velivoli il nuovo apparecchio sarebbe dovuto andare a sostituire. Si pensò inizialmente di sostituire tutti i Su-24, ma successivamente si vollero sostituire anche i Tupolev Tu-22M, anche se alla fine si ritenne che il nuovo apparecchio potesse al massimo andare ad integrare la flotta di Tu-22M. Di conseguenza il nome in codice di questo apparecchio fu più volte modificato. Inizialmente si utilizzò il nome Su-27IB (IB = Istrebitel Bombardirowtshik = cacciabombardiere), che fu successivamente modificato in T-10W per poi essere nuovamente modificato in quello originale.
Con l'avvio del progetto del nuovo modello Sukhoi si diede anche il via a un ampio lavoro di sviluppo dei sistemi d'arma. Per l'elettronica di bordo fu incaricata la ditta Leninets di San Pietroburgo, per i motori turboventola fu incaricata la NPO Saturn, mentre per l'armamento fu sviluppato dalla Wijmpel e dalla Raduga. Il cannone di bordo fu infine sviluppato dalla Totshnost di Tula. Come prototipo si decise di utilizzare un addestratore del Su-27 per la marina sovietica che non era mai stato completato, ma che analogamente al Su-24 aveva i posti del pilota e copilota uno accanto all'altro.
Presso le officine di Novosibirsk fu poi costruita una nuova cabina di pilotaggio blindata, che fu in seguito aggiunta alla fusoliera di un Su-27 opportunamente modificato. A causa però della nuova cabina di pilotaggio, che risultava decisamente più grande di quella del Su-27, si dovettero modificare anche le prese d'aria dei due motori turbogetto, che furono arretrate e che non erano quindi più regolabili come sul caccia Su-27.
Produzione di serie Il 13 aprile 1990 si alzò in volo il primo Su-27IB pilotato da Jevgènij Aleksejèvich Ivànov. In questa prima versione nonostante la nuova cabina di pilotaggio i sedili dei due piloti erano ancora disposti in fila uno dietro all'altro.
Nell'estate del 1990 il Su-27IB apparve nell'aeroporto di Novofjòdorovka nei pressi della città di Sakij sul Mar Nero dove si trovava il centro sperimentale dell'aviazione navale russa per condurre in presenza dell'allora premier Michail Gorbačëv alcune prove sulla portaerei Tbilisi, l'odierna Admiral Kuznecov. Il 13 febbraio 1992 fu poi presentato per la prima volta a Minsk il nuovo apparecchio al pubblico, anche se questa non era stata la prima volta che il velivolo appariva in un aeroporto civile.
Il 18 dicembre 1992 fu poi consegnato il primo velivolo pre serie con l'allestimento definitivo. Rispetto al prototipo precedente il velivoli fu dotato di due Parafreni per l'atterraggio e di un radar nella sezione posteriore. Nel marzo del 1994 poi uno dei primi velivoli costruiti in serie volò senza rifornimenti da Novosibirsk fino a Žukovskij, dove fu presentato con il nome di Su-34 al pubblico. Nel 1995, al salone di Le Bourget, venne presentata una versione del Su-34 denominata Su-32 FN (Fighter Naval) ottimizzata per l'attacco marittimo antinave e antisommergibile con un puntatore specifico e un rilevatore di anomalie magnetiche nel cono di coda.. A partire dal dicembre del 1997 furono anche testati i sistemi d'arma del nuovo Su-34. Nell'aprile del 2000 un Su-34 scortò alcuni Su-24 che si recavano a un'esercitazione nei pressi di Ašuluk. In quella occasione furono testati i sistemi ottici di puntamento Platan e il sistema d'arma EloKa L-175W Kibinij. Dal 2000 al 2002 furono impiegati due velivoli nel conflitto in Cecenia che erano stati dotati dei nuovi computer di bordo BtsWM-386 che sostituirono i vecchi Argon. La ditta Leninec utilizzò inoltre un Tu-134 modificato come banco di prova per il nuovo radar W004. Ciò nonostante fino al 2002 lo sviluppo di questo nuovo apparecchio era andato a rilento. Ma con l'arrivo del nuovo capo in comando dell'aviazione russa Vladimir Michajlov il progetto vide una forte accelerazione. Michajlov minacciò di cancellare il programma qualora non fossero stati messi a disposizione nuovi fondi. Nel solo 2002 i Su-34 volarono più di 150 missioni, completando il primo ciclo di test previsti. Insoddisfatti da alcune caratteristiche i vertici dell'aeronautica ordinarono una seconda serie di test che si concluse nel 2006 con l'utilizzo di armi guidate GLONASS.
Alla fine del 2005 iniziò la produzione di serie. I primi velivoli furono consegnati nel marzo del 2006 e il 12 ottobre 2006 il primo velivolo consegnato entrò ufficialmente in servizio. Entro la fine del 2007 sarebbero dovuti esser consegnati sei velivoli e 10 entro il 2008. la maggior parte dei velivoli che doveva essere consegnata entro il 2006 non lo è ancora, non per la carenza di fondi, ma per lo stato di semiabbandono nel quale versa l'industria bellica russa. Sebbene si siano investite somme significative nel settore, gli anni dopo la caduta del muro hanno ridotto il personale impiegato e si fatica a trovare tecnici e apparecchiature. Nonostante ciò la migliorata situazione economica russa di schierare un intero stormo di Su-34 entro il giugno 2012.
Dal 2021 la nuova versione Su-34M è in produzione e consegna presso le Forze aerospaziali russe.
Nonostante l'impiego in Siria abbia suscitato interesse sul mercato estero sin dal 2015, il primo contratto con cliente estero per la sua versione da esportazione, identificata come Su-34ME, è stato ufficializzato solo nel 2025.
Tecnica Cellula Il Su-34 è caratterizzato da alcune peculiarità comuni a pochi velivoli militari. Se pure sia un'evoluzione del Su-27 il velivolo ha delle dimensioni maggiori rispetto al suo predecessore e contrariamente a tutte le versioni del Su-27 dispone di Alette canard per migliorare la manovrabilità in aria. Altra caratteristica che lo differenzia da quasi tutti i cacciabombardieri è la sua cabina di pilotaggio, che oltre ad essere disposta in modo differente è così ampia da permettere all'equipaggio di potersi alzare in piedi al suo interno. A differenza di ogni altro velivolo militare il Su-34 ha una cabina di pilotaggio pressurizzata che rende superfluo l'utilizzo di maschere per l'ossigeno, anche se ogni velivolo viene dotato in via precauzionale, in caso di guasto, di un sistema simile.
Motori
Sistemi e impianti La componente che comprende l'avionica del Su-34 è composta principalmente dal radar PESA Leninetz W004, dal secondo radar W005, dal sistema Kibiny L175W per la guerra elettronica, dal sistema di puntamento Platan dotato di telecamera e puntatore laser e da un sistema di navigazione di ultima generazione. Al tutto si aggiunge un sistema ausiliario K102 della ditta RPKB di Ramenskoje e un sistema di puntamento aggiuntivo che dovrebbe essere montato su tutti i Su-34 .
Il radar W004 può essere utilizzato sia per individuare bersagli a terra che in aria e può esser inoltre utilizzato per il volo automatico a bassa quota. Il sistema di navigazione è composto da un sistema capace di operare sia con il sistema GPS sia con il sistema GLONASS. Un ricevitore per i segnali radar e un ricevitore per i raggi laser proteggono il velivolo da un eventuale attacco nemico allertando l'equipaggio per tempo che il velivolo è stato preso di mira. La cabina di pilotaggio dispone di una corazza in titanio di 17 millimetri da 1,48 tonnellate.
Il Su-34 è stato progettato per il ruolo d'attacco e bombardamento a medio raggio quindi equipaggiato con radar per l'inseguimento del terreno. Come il Su-35, ha in dotazione lo stesso radar per il controllo dello spazio aereo posteriore.
Armamento
Il Sukhoi Su-34 (e 32) possiede un vasto armamento, che comprende missili (aria-aria, aria-superficie e non guidati), bombe (guidate, aeree e cluster) e un cannone automatico da 30 mm GSh-301 da 150 colpi.
L'aereo possiede 12 piloni (6 sub-alari, 4 sotto la fusoliera e 2 alle estremità alari) per agganciarvi l'armamento e i serbatoi (fino a 3 "PTB-3000" da 3.050 l), secondo lo schema a destra.
L'aereo può trasportare fino a tra armi e carburante sui 12 piloni.
L'aereo può disporre di 35 tipi di armamenti diversi, 16 armamenti guidati e 19 non guidati; inoltre potrebbe anche utilizzare l'armamento di tipo NATO, poiché sull'aereo potrebbe essere installato il pod di acquisizione del bersaglio "Damocles" di Thales, prodotto su licenza da UOMZ.
Missili aria-aria max 8 R-27R1(ER1) – SARH AA-10 Alamo-C a lungo raggio max 8 R-27T1(ET1) – IR AA-10 Alamo-D a lungo raggio max 6 R-73E AA-11 Archer – a corto raggioLa "E" è la versione da esportazione del missile. max 8 R77 / RVV-AYe AA-12 Adder – a medio raggio
Missili aria-superficie max 3 Kh-59ME AS-18 Kazoo – a lungo raggio max 6 Kh-31A AS-17 Krypton – antinave a medio raggio max 6 Kh-31P AS-17 Krypton – antiradar a medio raggio max 6 Kh-29T(TYe) – guida TV AS-14 Kedge-A a corto raggio max 6 Kh-29L – guida laser AS-14 Kedge-B a corto raggio max 6 S-25LD – a corto raggio AS-10 Karen max 6 Kh-25ML AS-10 Karen – antiradar a corto raggio
Missili non guidati / razzi S-8KOM – versione modernizzata (M) a carica cava a penetrazione contro armature di 40 cm di spessore, fino a 4 km di gittata, calibro 80 mm S-8OM – versione modernizzata (M) illuminata, fino a 4,5 km di gittata, calibro 80 mm S-8BM – versione modernizzata (M) antipista a penetrazione contro calcestruzzo armato di 80 cm di spessore, fino a 2 km di gittata, calibro 80 mm