La battaglia di Turtucaia (in bulgaro: Битка при Тутракан, Bitka pri Tutrakan o Тутраканска операция, Tutrakanska operacija, in romeno: Bătălia de la Turtucaia), in Bulgaria, fu la battaglia iniziale della prima offensiva delle Potenze centrali durante la campagna di Romania della prima guerra mondiale. La battaglia si protrasse per cinque giorni e si concluse con la presa della fortezza di Tutrakan (Turtucaia in rumeno) e la resa dei suoi difensori.
Antefatto Dall'agosto del 1916 le Potenze centrali si trovarono nel bel mezzo di una crescente difficoltà nell'amministrare il settore militare nei loro differenti stati: ad ovest i tedeschi erano stati coinvolti nella battaglia di Verdun che si era protratta in una costosa guerra di trincea, ad est l'offensiva Brusilov stava mettendo in difficoltà l'esercito austro-ungarico, a sud l'esercito italiano faceva pressione sull'Austria per completare il processo di unificazione con l'annessione dei territori mancanti ed il generale Maurice Serrail stava preparando l'offensiva Monastir contro l'esercito bulgaro.
Il governo rumeno pensò dunque che fosse questo il momento giusto per dare sfogo alle ambizioni nazionali facendosi forte dei propri alleati e dichiarando guerra all'Impero austro-ungarico il 27 agosto 1916. Tre armate rumene invasero la Transilvania attraversando i Carpazi e ricacciando entro i propri confini la Prima Armata austro-ungarica. In breve tempo i rumeni occuparono Orșova, Petroșani, Brașov e raggiunsero Sibiu sulla strada verso il fiume Mureș, principale obbiettivo dell'offensiva.
In risposta a questo atto, l'Impero tedesco dichiarò guerra alla Romania il 27 agosto 1916 e venne seguito in quest'intento dal Regno di Bulgaria il 1º settembre di quello stesso anno. Quello stesso giorno la Terza Armata bulgara iniziò la principale offensiva invadendo la Dobrugia.
Origini e status della fortezza di Turtucaia Originariamente un fortilizio romano, durante il regno dell'imperatore Diocleziano la fortezza di Turtucaia venne largamente sviluppata a divenire una delle più grandi fortezze del limes del Danubio. Nel VII secolo essa divenne parte dell'Impero bulgaro sin quando quest'ultimo non divenne parte dell'Impero ottomano sul finire del XIV secolo. Quando i turchi entrarono nel loro periodo di stagnazione e poi nel successivo declino, considerarono la linea del Danubio quale principale barriera difensiva per i Balcani. L'enorme ampiezza del fiume e la distanza tra le sponde si dimostrò ad ogni modo un'insufficiente difesa contro le armate russe che diverse volte attraversarono il fiume nelle sue parti più esposte e strette durante le guerre russo-ottomane. Per contrastare queste continue invasioni, gli ottomani crearono un quadrilatero fortificato inquadrato nelle città di Ruse–Silistra–Varna–Šumen prevenendo così l'attraversamento dei Balcani ed il successivo raggiungimento di Costantinopoli. Tutrakan era situata nella parte a nord del quadrilatero, nei pressi del Danubio e dell'Argeș.
Con la liberazione della Bulgaria dopo la guerra russo-turca del 1877–1878 Tutrakan formò una parte integrante della nazione. Le ambizioni nazionali della Bulgaria erano in massa dirette verso la Macedonia e la Tracia, abbandonando l'importanza della difesa del Danubio. Come risultato della Seconda guerra balcanica, Tutrakan e l'intera Dobrugia meridionale vennero cedute alla Romania nel 1913.
Lo staff generale rumeno immediatamente prese delle misure per rafforzare le difese del villaggio per sfruttarlo come testa di ponte nella guerra con la Bulgaria. Gli intensi lavori di costruzione terminarono nel giro di due anni, guidati da una squadra di ingegneri belgi.Glenn E. Torrey (2003) Il terreno circostante era favorevole per fare da testa di ponte data l'altezza del punto della fortezza che gittava su un plateau naturale (10 km), elevato a 113 metri sul livello del Danubio.Petar Boychev (2009) p. 4.
Le difese di base della fortezza erano composte di tre trincee concentriche ancorate al fiume.
La principale linea difensiva era costruita da un angolo del plateau naturale di modo da evitare che qualsiasi ponte potesse essere costruito sul fiume. La linea si estendeva su un totale di 30 chilometri con 15 forti lungo il suo asse che prendevano i nomi dagli insediamenti locali:"Tutrakan", "Staro Selo", "Daidur", "Sarsanlar" ecc. ciascuno di questi forti aveva delle guarnigioni di 50-70 uomini stabili, ma i forti erano perlopiù interrati, emergendo solo 60 cm. dal terreno, un terreno che per due metri di terra copriva i tetti sottostanti. La distanza tra i singoli forti era di 1,2 - 2,2 chilometri e poteva essere coperta facilmente da fucili o mitragliatrici. Inoltre i diversi forti erano collegati attraverso una serie di trincee e posti di mitragliatrici, oltre ad avere dei tunnel che collegavano con altre trincee più arretrale. Il centro della resistenza era ben protetto da diversi ostacoli posti a 50 metri dalle linee di fuoco.Министерство на войната (1939) La vicinanza col Danubio assicurava inoltre che una parte del supporto potesse pervenire anche dalla flottiglia rumena.
La guarnigione La difesa del Danubio e della regione della Dobrugia venne posta sotto il comando della Terza Armata rumena del generale Mihail Aslan, che aveva il proprio quartier generale a Bucarest. La fortezza di Tutrakan venne posta alle dipendenze della 17ª divisione di fanteria del generale Constantin Teodorescu il quale dall'inizio del conflitto vi dispose il seguente ordine:
17ª divisione di fanteria (Teodorescu) 18ª brigata di fanteria 36º reggimento di fanteria 76º reggimento di riserva 39ª brigata di fanteria 40º reggimento di fanteria 79º reggimento di fanteria 1 compagnia della guardia confinaria 1 squadrone di cavalleria 4 battaglioni della milizia 1 compagnia di pionieri
La forza totale era di 19 battaglioni con un totale di uomini e 66 mitragliatrici. Solo tre dei battaglioni appartenevano all'esercito stabile, il resto proveniva dalla riserva.
Il generale Teodorescu poteva anche contare sulla presenza di un gran numero di pezzi d'artiglieria giunti nell'agosto del 1916 con un totale di 157 cannoni di vario calibro. Gran parte di questi erano cannoni fissi del calibro di 7.5 - 21 centimetri, ma la maggior parte di questi appartenevano a modelli vecchi per la prima guerra mondiale. L'artiglieria da trincea era invece composta da numerose armi di piccolo calibro da torretta e da postazione.Министерство на войната (1939), p.263 Sul settore occidentale le truppe beneficiavano inoltre dei cannoneggiamenti possibili dalla flottiglia sul Danubio. Gran parte dell'artiglieria venne posta nei punti principali della linea difensiva ma in particolar modo l'artiglieria venne posta troppo ravvicinata, il che rese difficile per tutti i cannoni concentrare il loro fuoco in un singolo punto.Министерство на войната (1939), p.264
La guarnigione di Tutrakan era in contatto diretto con Oltenița attraverso una linea telefonica sommersa che fungeva anche da stazione telegrafica. Malgrado questo, il forte era ad ogni modo tutto sommato isolato rispetto alle altre truppe nella regione (la 9ª divisione, quella più vicina, si trovava appostata a 60 chilometri di distanza e la 19ª divisione era addirittura a 100 chilometri, nei pressi di Dobrič).
In generale, malgrado le evidenti falle nella difesa, il comando rumeno era convinto della forza e della versatilità della fortezza e si preparava allo scontro presagendolo come una "seconda Verdun" o la "Verdun dell'est".Petar Boychev (2009) p. 5.
Gli attaccanti
Per la protezione della loro frontiera sul Danubio, i bulgari avevano mobilitato dal settembre del 1915 la loro terza armata. Il suo comandante, il luogotenente generale Stefan Tošev aveva impiegato più di un anno per preparare le proprie truppe materialmente e moralmente allo scontro con la Romania e quando nel 1916 tali presagi si avverarono chiarificando gli intenti della vicina potenza, l'esercito era ormai al culmine del proprio training.
Sin dalla fine di agosto del 1916 l'armata venne subordinata all'armata del feldmaresciallo tedesco August von Mackensen che venne trasferita dal Fronte macedone specificatamente per coordinare e condurre l'offensiva contro la Romania sotto il controllo appunto del generale von Mackensen. Dal 1º settembre la Terza Armata aveva concentrato 62 battaglioni di fanteria, 55 batterie di artiglieria e 23 squadroni di cavalleria presso la frontiera della Dobrugia in preparazione dell'offensiva.Тошев (2007), page 18 Per le operazioni contro la fortezza di Tutrakan, il generale Toshev programmò di utilizzare l'ala sinistra della sua armata con la composizione seguente:
4ª divisione di fanteria Preslav (Kiselov) 1ª brigata di fanteria (Ikonomov) 7º reggimento di fanteria Preslav (4) 31º reggimento di fanteria Varna (4) 3ª brigata di fanteria (Kmetov) 19º reggimento di fanteria Šumen (4) 48º reggimento di fanteria (3) 47º reggimento di fanteria (2) 4ª brigata di artiglieria (Kukureshkov) 15º reggimento di artiglieria (6) 5º reggimento di artiglieria (6) 2º reggimento di artiglieria pesante (2) 3º reggimento Howitzer (2) 4º battaglione pionieri
1ª brigata di fanteria (Nedialkov) 1º reggimento di fanteria Sofia (4) 6º reggimento di fanteria Turnovo (4) 4º reggimento d'artiglieria (6) 1º reggimento mitragliatrici (3) 1º battaglione pionieri
Distaccamento tedesco-bulgaro (von Hammerstein-Equord dal 4 settembre) 21º battaglione di fanteria tedesco 5º reggimento March (3) 5º reggimento Opalchenie (2) 6º reggimento ulani 105ª batteria di mitragliatrici pesanti tedesche 201ª batteria da campo tedesca 2 batteria da 8.7 cm
Le forze impiegate consistevano in 31 battaglioni di fanteria, 29 batterie e 7 squadroni per un totale di circa uomini e 132 pezzi d'artiglieria, oltre a 53 mitragliatrici.Petar Boychev (2009) p. 7Constantin Kirițescu, "Istoria războiului pentru întregirea României: 1916–1919", vol. I, Questo subito assicurò una fondamentale superiorità numerica ai bulgari sia in uomini che in potenza di fuoco, ma gran parte delle unità al servizio del Regno di Bulgaria, ad eccezione della 1ª brigata della 1ª divisione di fanteria Sofia, non ebbero esperienze dirette di coinvolgimento nei combattimenti, non prendendo parte alla Campagna serba. Inoltre l'esercito bulgaro aveva recentemente approfittato delle ultime invenzioni nel campo delle mitragliatrici e dell'artiglieria pesante, implementano anche il proprio reparto logistico e di comunicazione.
Le artiglierie bulgare e tedesche, ad ogni modo, consistevano in linea di massima di moderni cannoni, artiglieria da campo e cannoni lunghi con calibro variabile tra i 7.5 ed i 15 centimetri. A differenza dei rumeni, comunque, bulgari e tedeschi non potevano contare su un supporto di cannoneggiamento dal Danubio in quanto la flottiglia austro-ungarica era rimasta imbottigliata nel canale di Persina dalla flotta rumena. Inoltre i bulgari misero in campo anche alcuni aeroplani e dirigibili per lo scontro.
Inizialmente il generale Tošev mantenne un controllo diretto sull'ala sinistra della propria armata, ma la battaglia proseguì sotto il comando del generale Panteley Kiselov, comandante della 4ª divisione.
Il governo bulgaro seguì personalmente tutte le fasi delle operazioni e dello scontro e dichiarò guerra alla Romania il 1º settembre.
Piano strategico Il piano bulgaro