Conegliano (Conejàn in veneto, spesso impropriamente Conegliano Veneto) è un comune italiano di abitanti della provincia di Treviso in Veneto. È il più popoloso comune della provincia dopo il capoluogo.

Città natale del celebre pittore Gianbattista Cima da Conegliano, custodisce la sua antica dimora e numerose opere che ne testimoniano l’eredità artistica. Nel Duomo si ammira la splendida pala d’altare del Cima, mentre lungo la storica Via XX Settembre, cuore del centro cittadino, si susseguono palazzi rinascimentali ed edifici affrescati.

Geografia fisica

Territorio Il territorio di Conegliano si trova ai piedi delle colline del Prosecco che precedono le Prealpi Bellunesi, in una posizione intermedia tra la pianura veneto-friulana e le montagne. Si trova ad una trentina di chilometri da Treviso (alla cui provincia appartiene) e ad una quarantina di chilometri (circa 45 km) da Belluno; entrambe le città sono facilmente raggiungibili grazie al collegamento diretto garantito dall’Autostrada A27.

La posizione è tale da consentire collegamenti rapidi con diversi capoluoghi di provincia (Treviso, Venezia, Belluno e Pordenone), oltre ad altre città di rilievo quali Vittorio Veneto, Sacile e Oderzo.

Grazie alla sua collocazione privilegiata, la città è servita da una rete di trasporti molto varia e completa: la città è attraversata dalla linea ferroviaria Venezia–Udine, che la collega direttamente con Treviso e Pordenone, e da importanti arterie stradali come la SS 13 Pontebbana, che unisce Treviso a Udine, e la SS 51 di Alemagna, diretta verso Belluno e Cortina d'Ampezzo.

Il fiume principale è il Monticano, che attraversa il territorio comunale, affiancato da corsi d’acqua minori (torrente Cervano, Monteganel, rogge minori).

Clima

Il clima di Conegliano è di tipo temperato subcontinentale, influenzato dalla posizione pedemontana e dalla vicinanza alle Prealpi Bellunesi. La città, situata ai piedi delle colline del Prosecco, presenta condizioni climatiche intermedie tra quelle della pianura veneto-friulana e quelle delle aree montane.

Gli inverni sono moderatamente freddi, con temperature minime che scendono spesso sotto lo zero nelle notti serene; le gelate non sono rare e la neve può comparire quasi ogni stagione, sebbene tenda a sciogliersi rapidamente nelle zone più basse. Rispetto alla pianura trevigiana, Conegliano registra valori leggermente più rigidi grazie alla vicinanza delle colline. La nebbia è meno persistente rispetto alla pianura, ma si manifesta comunque nelle aree più basse e lungo il corso del Monticano.

Le estati sono calde e afose, con fenomeni di “isola di calore” nel centro urbano. Le colline circostanti offrono tuttavia un microclima più ventilato e fresco. Le ondate di calore, spesso legate all’Anticiclone Subtropicale, possono essere interrotte da temporali improvvisi e talvolta violenti, accompagnati da grandinate e raffiche di vento.

Le precipitazioni annue superano mediamente i 1.000 mm, con valori massimi concentrati in primavera e autunno. L’estate alterna fasi secche a piogge intense di breve durata. Il microclima collinare, caratterizzato da escursioni termiche più marcate e da una buona ventilazione, favorisce la viticoltura e rende l’area particolarmente adatta alla produzione del Prosecco DOCG.

Storia La zona, posta a metà strada tra la montagna e la pianura e punto di passaggio per raggiungere il Friuli, fu da sempre un sito strategico. Attorno al X secolo fu eretta una fortezza controllata dai vescovi di Belluno, ma di probabili origini romane. Lo stesso toponimo sembra derivare dal latino cuniculus indicante i passaggi sotterranei del castelloVedi Mary Falco Moretti, Stemmi di Comuni e Province venete, Edizioni in Castello, Venezia 1985. oppure prendere origine dal prediale romano Cornelianus, con riferimento alla gens Cornelia.

La forma scritta più antica del toponimo, Colinglane, risale al 1016 e potrebbe risultare dall'accostamento dei termini longobardi/germanici Kuning (re, condottiero) e Lane/Laan (strada, passaggio), modificato per successive metatesi in Colinglane e Coniclano, e potrebbe indicare originariamente la presenza o l'inizio di una Strada Reale o comunque di uso militare il cui nome venne poi esteso all'insediamento posto ai piedi della fortezza. A favore di questa ipotesi si deve considerare lo spostamento delle comunicazioni verso l’area pedemontana avvenuto alla fine dell’impero romano in seguito alla distruzione delle antiche città della pianura (Aquileia, Altino, l’antica Opitergium) e di conseguenza la notevole importanza assunta dalla valle del Piave e dal Cenedese in epoca longobarda per controllare i collegamenti tra Cividale e Pavia, come pure tra la Germania e la pianura padana, testimoniata sia dalla presenza di varie fare (Farra di Soligo, Farra d'Alpago, Farra in Valbelluna), che dalla ricca toponomastica locale di origine germanica (Guizza, Scomigo, Arfanta). Questa ipotesi troverebbe riscontro anche nel nome di Via Regia dato in epoca medievale alla strada Alemagna che collega Conegliano a Dobbiaco.

Conegliano "nacque" però nel XII secolo, quando un gruppo di famiglie nobili si organizzò creando un governo di tipo comunale attorno alla bastia, con la conseguente formazione di un borgo. Il castello di Conegliano rimase sempre il centro del potere, sia civile (con la sede della podesteria) che religioso (con la collegiata di San Leonardo). Le attività artigianali ed agricole furono incentivate dalla fondazione di numerosi monasteri: Santa Maria in Mater Domini (1231), il convento dei Padri Umiliati di San Polo (1316), Sant'Antonio, San Francesco dei Frati Minori (1231), per non parlare degli ospizi e delle congregazioni di laici.

Con il sanguinoso assalto del 1153, Conegliano fu però subito sottomessa al comune di Treviso che ne potenziò le difese, ricostruendo il castello, vista la posizione chiave verso il Friuli con i domini del Patriarcato di Aquileia. La cittadina seguì le sorti della Marca e passò agli Ezzelini e agli Scaligeri, che la munirono di nuove fortificazioni. Anche con la Repubblica di Venezia, a cui Treviso passò nel 1337, e la breve parentesi dei Carraresi (1384-1388) l'opera fu continuata e venne innalzata una cinta muraria che racchiudesse il borgo. I lavori di fortificazione e di ampliamento si protrassero anche nei secoli successivi, nonostante il rovinoso attacco delle truppe del Regno d'Ungheria del 1411. Il paese si abbellì anche di palazzi signorili e istituzionali ma la decadenza si fece sentire già dopo la guerra della Lega di Cambrai.

Nel Settecento il castello, già da tempo in rovina, fu in gran parte demolito per fornire materiale di recupero utile alle nuove costruzioni, tra cui il Palazzo Comunale (1744).

In seguito alla Caduta della Repubblica di Venezia, la città passò a Napoleone e infine agli Austriaci che ne svilupparono l'economia e le infrastrutture. Con la costruzione della Strada Maestra d'Italia e della ferrovia (1858) il centro vitale del paese si spostò più a sud, attorno alla stazione. Nel 1866 passò con tutto il Veneto al Regno d'Italia.

Nel 1917, dopo la rotta di Caporetto, Conegliano fu occupata dagli Imperi Centrali e subì notevoli danni. La città riuscì successivamente a risollevarsi grazie alle ferventi attività economiche (prodotti caseari, vinicoli, officine meccaniche, filatura e tessitura del cotone, fabbrica di laterizi e mobili di giunco, ecc.).

Simboli

Stemma comunale Lo stemma, concesso con il gonfalone dal decreto del presidente della Repubblica del 21 febbraio 1972, è così descritto nello Statuto del comune:

Lo scudo crociato è raffigurato fin dalle prime riproduzioni ed è probabile che Conegliano non abbia mai avuto motivo di modificarlo: lo stendardo ripropone la stessa immagine su uno sfondo dello stesso giallo ocra della croce. La croce è tradizionalmente un simbolo guelfo in Italia, a Conegliano simboleggia forse una presa di posizione contro i particolarismi medioevali che dilaniarono il comune dall'epoca della sua fondazione (1112) fino all'annessione allo Stato veneziano, avvenuta nel 1388; annessione che certamente imponeva un giogo, ma portava finalmente la pace in una zona troppo fertile e troppo vicina all'esuberante Treviso, per essere lasciata tranquilla. Durante i periodi delle lotte, l'economia s'appoggiò completamente alla Chiesa: l'agricoltura era stata introdotta dai Benedettini Pomposiani di Santa Maria del Monte, la tessitura era curata dai padri Umiliati di San Polo, i falegnami si riunivano sotto la protezione di San Giuseppe. Sempre guelfa anche la scelta del fondo azzurro, originale invece l'ocra gialla con cui è dipinta la croce… forse originariamente d'oroMary Falco Moretti, Stemmi di Comuni e Province venete, Edizioni in Castello, Venezia, 1985..

Secondo altra teoria, lo stemma sarebbe stato adottato dal Comune ai tempi della sua partecipazione alla Lega Veronese, alla quale Conegliano aveva aderito unitamente a Serravalle ed a Belluno. Lo stemma di queste tre città sarebbe stato derivato da quello della Città scaligera, alla quale sarebbero state apportate delle varianti, consistenti nel colore della croce o nell'inserzione di altri elementi araldici.

Lo stemma attualmente in uso dall'Amministrazione comunale segue le linee dell'araldica civica italiana anche quanto allo scudo, di forma sannitica; tuttavia fino alla prima metà del XX secolo esso era tradizionalmente rappresentato con la foggia tipica dell'araldica veneta, ancora utilizzata per lo stemma della Città di Venezia. Rappresentazioni tradizionali dello stemma si possono trovare, oltre che nei documenti storici, anche nella sala consiliare del Municipio cittadino e su alcuni elementi di arredo urbano ed all'ingresso della Prefettura di Treviso.

Il gonfalone è un drappo di giallo.

Bandiera comunale Nel 2010 l'amministrazione comunaleVedi delibera del Consiglio Comunale n. 377 del 21/12/2010 proposta dal Sindaco. ha richiesto alla Presidenza del Consiglio dei ministri di dotarsi di bandiera civica secondo le seguenti caratteristiche:

ottenendone la concessione con decreto del presidente della Repubblica del 10 ottobre 2013.

Monumenti e luoghi d'interesse

Architetture religiose

La città di Conegliano, legata a una lunga tradizione religiosa e monastica che l'ha interessata per lunghi secoli, conserva molte architetture religiose: dentro le mura dell'antica città e intorno ad esse sorgono le chiese più antiche e importanti (tra tutte il Duomo), vecchi oratori e i monasteri superstiti; nei quartieri più moderni, sviluppatisi nel Novecento, sorgono le relative chiese parrocchiali, esempi di architettura religiosa moderna e contemporanea.

Duomo di san Leonardo, la facciata è incastonata tra i palazzi della contrada; essa è coperta dall'elegante struttura ad archi ogivali della Scuola dei Battuti: sulla facciata di questa è dipinto un grande affresco, considerato il più vasto affresco murale del Veneto e libro dipinto sulla strada. Sia gli affreschi che impreziosiscono l'esterno sia quelli dell'interno (Sala dei Battuti) sono del Pozzoserrato e realizzati nel Cinquecento. All'interno del Duomo, struttura sobria a tre navate, è possibile ammirare l'unica opera del Cima ad essere conservata nella sua città natale: la Pala di Conegliano, datata 1492 e posta dietro l'altare maggiore. Degna di nota è anche la tela rappresentante Santa Caterina battezzata dall'eremita di Palma il Giovane, posta sopra il portale. Sant'Antonio da Padova (XX secolo): è la chiesa dei frati cappuccini, presso la quale è ancora vitale il convento. Santa Maria delle Grazie (2 strutture rispettivamente del XVIII secolo e del XX secolo): edifici sacri della parte orientale della città, sono l'antica e l'attuale sede della parrocchia omonima. Santa Maria Immacolata di Lourdes (XX secolo): edificio degli anni cinquanta, tra le più moderne chiese del centro.