Il mostro di Firenze è un film del 1986 diretto da Cesare Ferrario, liberamente tratto dall'omonimo libro del giornalista Mario Spezi.
Trama
Toscana. In località Scopeti, una coppia di giovani fidanzati francesi viene barbaramente uccisa nella propria tenda da campeggio da un misterioso maniaco che, prima di loro, ha già ucciso altre sette coppie e sta terrorizzando tutta la provincia fiorentina da quasi vent'anni, e che è stato ribattezzato dai mass-media il Mostro di Firenze.
Giulia, una giovane giornalista che segue da quattro anni questa terribile vicenda per il quotidiano per cui lavora, è fidanzata con Andreas Ackermann, uno scrittore che su questo macabro e misterioso assassino sta scrivendo un romanzo, tentando anche di ricostruirne la personalità e i motivi che lo abbiano portato a commettere questi terribili delitti.
Per Andreas, che un giorno fa anche la conoscenza della madre di una delle vittime del serial-killer, scoprire l'identità del Mostro è divenuta come un'ossessione tanto da arrivare a crearsi, partendo dalla ricostruzione del primo delitto (avvenuto a Signa nel 1968), un proprio personale identikit psicofisico dell'omicida: un uomo insospettabile, di famiglia benestante, d'intelligenza superiore alla media, spinto a uccidere per via della propria impotenza sessuale concatenata a un trauma vissuto nell'infanzia riguardante le perversioni dei propri genitori.
Quelle che Andreas crede essere solo delle fantasie frutto della propria immaginazione di scrittore, sembrano però iniziare ad avere alcuni riscontri nella realtà: l'uomo infatti comincia a vedere il killer e la madre da lui immaginati in varie situazioni reali: a teatro nel mentre della rappresentazione dell'opera lirica Otello, in un ristorante durante una cena tra amici e infine in un bosco, luogo di uno degli omicidi del Mostro.
Lo scrittore immagina quel giorno in cui l'uomo verrà processato, ma sa che dovranno scavare a fondo anche nella sua infanzia per comprendere cosa lo ha portato a diventare il mostro di Firenze.
Rassegnato dal fatto che probabilmente il killer non verrà mai catturato, Andreas è sempre più perseguitato da quelle che sembrano anche a lui delle allucinazioni, ma quando in un bar di Firenze l'uomo scorge il suo killer lo insegue e lo ferma: trovatosi faccia a faccia con l'uomo, Andreas non sa che cosa dire e come comportarsi e così lo lascia andare, il killer così se ne va, passeggiando tranquillamente tra le vie del centro storico della città.
Produzione
Riprese
Le riprese iniziarono il 19 novembre 1985 e finirono il gennaio 1986. Gli esterni furono girati a Firenze, mentre gli interni erano girati a Roma. La fontana nel bosco dove il "mostro" va a sciacquarsi dopo aver ucciso i fidanzati francesi è il fontanile Testa di Bove nel bosco di Macchia Grande a Manziana; la casa dove il "mostro" abitava da ragazzino si affaccia in Piazza della Rocca ad Ostia Antica; il cinema dove la madre del "mostro" era stata la sera che verrà assassinata dal marito è l'antico palazzo vescovile Episcopo; la scalinata dove Andreas comunica le sue impressioni al commissario che sta seguendo i casi dei misteriosi delitti attribuiti al "mostro" si trova nella fortezza del Forte Belvedere, situato in Via di San Leonardo.
Distribuzione Il film venne distribuito nelle sale cinematografiche italiane il 12 aprile 1986, a pochi mesi di distanza da quello che sarà a posteriori l'ultimo omicidio del misterioso assassino seriale che terrorizzò la provincia fiorentina per quasi vent'anni, per sfruttare la scia emotiva lasciata nell'opinione pubblica.
Titoli In Germania fu conosciuto con i titoli Night Killer e Das Monster von Florenz, nel Regno Unito, negli Stati Uniti, in Australia e Nuova Zelanda fu conosciuto con il titolo The Monster of Florence.
Censura Il film, ottenne il visto censura 81282 il 12 febbraio 1986, e fu vietato ai minori di 18 anni. Nel 1987, ottenuto il visto censura 82195, furono tagliate le sequenze pesanti che abbassarono il divieto ai minori di 14 anni.
Problemi giudiziari Il film, distribuito dalla Titanus di Goffredo Lombardo, ebbe un buon successo di pubblico (superò il miliardo di lire d'incassi), anche se ebbe alcuni problemi alla sua uscita sia con la magistratura, a causa della ricostruzione che veniva data della vicenda e delle ipotesi sulla personalità del Mostro (le indagini delle forze dell'ordine, all'epoca in cui uscì il film, erano ancora ad un punto morto), sia con alcune delle famiglie delle vittime del serial killer, le quali non volevano che si speculasse su questa tragica vicenda.
La magistratura, a pochi giorni dalla sua uscita, dispose il sequestro della pellicola vietandone la programmazione in tutte le sale italiane; in seguito al ricorso presentato dalla Titanus, il film venne dissequestrato e nuovamente distribuito nel circuito cinematografico, ma il divieto di programmazione rimase comunque in vigore anche se solo per le sale cinematografiche della Toscana.
Edizioni home video
VHS Nel 1988 uscì la versione in videocassetta dalla Capitol International Video.
DVD Nel 2020 uscì in versione DVD in versione rimasterizzata in HD con due versione del film, dalla Serendipity S.R.L; la prima versione italiana ha una durata di 91 minuti, mentre la versione cinematografica internazionale ha una durata di 97 minuti.
Opere correlate Il 7 febbraio dello stesso anno (due mesi prima l'uscita della pellicola) era stato distribuito un altro film di genere thriller-horror che s'ispirava alla vicenda del Mostro di Firenze, L'assassino è ancora tra noi, diretto da Camillo Teti e con protagonisti Mariangela D'Abbraccio e Giovanni Visentin.
Controversie Durante la produzione del film sono state sollevate pesanti proteste, nel ricorso Ferrario venne chiesto di sospendere la lavorazione del film, oppure di visionare preventivamente la sceneggiatura per evitare che vengono "violati l'onore, il decoro e la reputazione di Susanna Cambi".
Due mesi prima dell'uscita del film, l'11 febbraio dello stesso anno, i gestori dei cinema fiorentini si rifiutano di proiettare questo e l'altro film sul mostro di Firenze, L'assassino è ancora tra noi, nelle loro sale, Donatella Castellani, comproprietaria con il fratello, Raffaello, di alcuni cinema del centro, confermò di aver rinunciato "per motivi morali, nonostante la perdita economica che tale decisione comporta".
L'eccessiva scrupolosa fedeltà ai dati reali costò al regista una serie di traversi di carattere giuridico, i legali di alcune famiglie delle vittime del Mostro ravvisarono nel corso di proiezioni a porte chiuse dati troppo realistici relativi, persino all'abbigliamento e delle vittime e bloccarono l'uscita del film, obbligando la produzione a non pochi tagli, tra cui anche le scritte sovraimpresse inerenti alle date dei delitti. A causa di ciò, si impegnarono ad impedire l'uscita del film nel territorio fiorentino.
A causa delle controversie giudiziarie, il film uscì "monco", molto in ritardo e soprattutto non più primo sull'argomento.
Note
Collegamenti esterni
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