Gli Arevaci o Aravaci (Arevakos, Arvatkos o Areukas nelle fonti in lingua greca)Tolomeo, Geografia, II 6, 55. furono una popolazione celtiberica pre-romana che si insediò nella Meseta centrale della Hispania settentrionale e che dominò buona parte della Celtiberia dal IV al II secolo a.C.. I Vaccei erano loro alleati.

Etnonimo . Un'etimologia alternativa è stata fornita dal geografo romano Plinio il VecchioPlinio il Vecchio, Naturalis historia, III, 19, 26-27. il quale li definisce "Celtiberi Arevaci", aggiungendo che devono il loro nome al fiume "Areva" (Araviana), e quindi il loro etnonimo può essere tradotto in "coloro che abitano l'Areva".Plinio il Vecchio, Naturalis historia, III, 19.

Storia Origini e territorio

Il nucleo del territorio abitato dagli Arevaci era centrato sulle attuali province di Soria e in buona parte della Guadalajara, fino a raggiungere le sorgenti del Tago, espandendosi nella metà orientale della provincia di Segovia e nella parte sud-orientale della provincia di Burgos. Per un periodo di tempo dominarono parte della vicina provincia di Saragozza.Strabone, Geografia, III, 4, 12-13. Fondarono grandi città-Stato nella Celtiberia settentrionale, tra cui CluniaPlinio il Vecchio, Naturalis Historia, III, 27. (oggi Alto del Cuerno o Coruña del Conde, Burgos; nome celtiberico: Kolounioku), Voluce/Veluka (vicino a Calatañazor, Soria), Uxama Argelae (Cerro de Castro, vicino a Osma, Soria; nome celtiberico: Arcailicos/Uzamuz), Termantia (Montejo de Tiermes, Soria), chiamata anche Termes o Termesos,Appiano, Guerre iberiche 99. Savia (Soria?) e Numanzia (Muela de Garray, Soria). Altre città citate nelle fonti storiche,Tolomeo, Geografia, II, 6, 55; Appiano, Guerre iberiche, 100. quali Segovia, Ocilis, Comfluenta, Tucris, Lutia, Mallia, Lagni e Colenda, non sono ancora state localizzate.

V-metà del II secolo a.C. In rapporto ai popoli più militarizzati della Meseta orientale, gli Arevaci si impegnarono subito in una politica espansionistica prendendo parte alla migrazione dei Celti del V secolo a.C. al fianco di Lusoni e Vaccei, per poi insediarsi nell'Iberia sud-occidentale.Erodoto, Storie II, 33; IV, 49. Attorno alla metà del II secolo a.C., gli Arevaci crearono con i vicini Lusoni, i Belli e i Titti una federazione tribale di popolazioni celtibere, con Numanzia come capitale federale.Appiano, Guerre iberiche, 48-50.

Durante la Seconda guerra punica la confederazione si mantenne neutrale, anche se i mercenari celtiberi vengono citati come combattenti di entrambi gli schieramenti in numerose occasioni.

II-I secolo a.C.

Arevaci e Belli si ribellarono al dominio della Repubblica romana dando vita alle Guerre celtibere. Dopo la caduta di Numanzia nel 134-133 a.C., i Romani sciolsero la confederazione celtiberica permettendo a Pellendoni ed Uraci di riconquistare la propria indipendenza dagli Arevaci, i quali divennero tecnicamente sottomessi e assorbiti dalla provincia della Spagna Citeriore. Le restanti città degli Arevaci mantennero intatta buona parte della loro capacità militare, e guidati da Clunia e Termantia aiutarono nella difesa della Celtiberia dal tentativo di invasione dei Lusitani nel 114 a.C. e dei Cimbri, che si riversarono dai Pirenei attorno al 104-103 a.C.. Rincuorati da questi successi, e risentiti dalla mancanza di riconoscimento da parte dei romani dei loro sforzi, gli Arevaci iniziarono segretamente a complottare contro il dominio romano unendosi agli altrettanto scontenti vicini celtiberi nella rivolta del 99-81 a.C. (nota anche come Terza guerra celtibera). Non solo gli Arevaci furono annientati dal proconsole Tito Didio nel 92 a.C., ma subirono anche la distruzione della propria capitale, Termantia.Appiano, Guerre iberiche, 99.

Nonostante fossero strati a tutti gli effetti aggregati alla Spagna Citeriore dopo il 93 a.C., le relazioni degli Arevaci con Roma rimasero difficoltose. Continuarono a resistere alle politiche di integrazione e assimilazione romane per decenni, una situazione che si unì agli abusi fiscali e che saltuariamente portò allo scoppio di focolai di violenza per buona parte del I secolo a.C. Nonostante in seguito gli Arevaci fornissero un'unità ausiliaria di cavalleria (la "Ala Hispanorum Aravacorum") nel 29 a.C. per combattere nella prima guerra asturo-cantabrica a fianco delle legioni romane, TacitoTacito, Annales, 4, 45. parla delle pesanti tassazioni come causa di una rivolta nella regione di Termes, in seguito alla quale ci fu l'imboscata e l'assassinio di Lucio Pisone, pretore della Spagna Citeriore, nel 25 a.C..

Religione Praticavano il rito dell'escarnazione esponendo i corpi dei guerrieri uccisi in battaglia agli avvoltoi, come descritto da Silio ItalicoSilio Italico, Punica, II 3, 341-343; 13, 671-672. e Claudio ElianoClaudio Eliano, De Natura Animalium X, 22. e confermato dalle stele funerarie e dalle ceramiche dipinte ritrovate a Numanzia.

Cultura Condivisero con i Vaccei la stessa struttura sociale di tipo collettivista che permise a questi ultimi di sfruttare completamente i vasti campi dell'altopiano occidentale,Diodoro, Bibliotheca historica V, 34, 3. gli Arevaci fossero soprattutto allevatori che operavano la transumanza nelle praterie dell'alta valle dell'Ebro.

Note

Bibliografia Ángel Montenegro et alii, Historia de España 2 - colonizaciones y formación de los pueblos prerromanos (1200-218 a.C.), Editorial Gredos, Madrid (1989) ISBN 84-249-1386-8 Alvarado, Alberto Lorrio J., Los Celtíberos, Universidad Complutense de Madrid, Murcia (1997) ISBN 84-7908-335-2 Berrocal-Rangel, Luis, Los pueblos célticos del soroeste de la Península Ibérica, Editorial Complutense, Madrid (1992) ISBN 84-7491-447-7 Francisco Burillo Mozota, Los Celtíberos, etnias y estados, Crítica, Barcellona (1998) ISBN 84-7423-891-9 Rafael Treviño, Rome's Enemies (4): Spanish Armies 218BC-19BC, Men-at-Arms series 180, Osprey Publishing, Londra (1986) ISBN 0-85045-701-7

Voci correlate Galli Lusitani Spagna preromana Tartessi

Categoria:Celtiberi