Il governo De Mita è stato il quarantaseiesimo esecutivo della Repubblica Italiana, il secondo della X legislatura.
Esso, nato in seguito alle dimissioni del governo precedente, rimase in carica dal 13 aprile 1988 al 23 luglio 1989 (sebbene già dimissionario dal precedente 19 maggio), per un totale di 466 giorni, ovvero 1 anno, 3 mesi e 10 giorni.
Ottenne la fiducia alla Camera dei deputati il 21 aprile 1988, con 366 voti favorevoli, 215 contrari e 2 astenuti. Ottenne la fiducia al Senato della Repubblica il 23 aprile 1988, con 177 voti favorevoli, 143 contrari ed un astenuto.
Si dimise il 19 maggio 1989.
Compagine di governo Appartenenza politica L'appartenenza politica dei membri del governo, al momento dell'insediamento, si può così riassumere:
Partito Presidente Ministri Sottosegretari Totale 1 15 35 51 - 10 19 29 - 3 5 8 - 2 3 5 - 1 4 5Totale 1 31 66 98
Provenienza geografica La provenienza geografica dei membri del governo si può così riassumere: RegionePresidenteMinistriSottosegretariTotale16714 -3710 -4812 -4610 -268 -246 -235 -145 -134 - -44 - -44 -213 -112 -112 - -22 - -22 - -22 -1 -1
Situazione parlamentare Camera Collocazione Partiti SeggiCamera dei Deputati Maggioranza Pentapartito (377): DC (234), PSI (94), PRI (21), PSDI (17), PLI (11) Appoggio esterno Misto (4) Opposizione PCI (177), MSI-DN (35), PR (13), LV (13), DP (8), Misto (3)Senato della Repubblica Maggioranza Pentapartito (186): DC (125), PSI (43), PRI (9), PSDI (6), Misto (3) Appoggio esterno Misto (9) Opposizione PCI (102), MSI-DN (18), Misto (8)
Il Governo godeva dell'appoggio dei seguenti partiti o gruppi presenti in Parlamento:
Democrazia Cristiana; Partito Socialista Italiano; Partito Repubblicano Italiano; Partito Socialista Democratico Italiano; Partito Liberale Italiano; Südtiroler Volkspartei (appoggio esterno); Union Valdôtaine (appoggio esterno).
Composizione CaricaTitolare SottosegretariPresidenza del Consiglio dei ministri Sottosegretari di Stato alla Presidenza del Consiglio Presidente del Consiglio dei ministri Ciriaco De Mita (DC) Riccardo Misasi (DC)Segretario del Consiglio dei ministri Angelo Sanza (DC)(fino al 19 dicembre 1988) Emilio Rubbi (DC)(dal 5 gennaio 1989)Sottosegretari con delega ai Servizi di sicurezza Vicepresidente del Consiglio dei ministri Gianni De Michelis (PSI)Ministri senza portafoglio Rapporti con il Parlamento Sergio Mattarella (DC) Università e Ricerca scientifica(soppresso) Antonio Ruberti (PSI)(fino al 25 maggio 1989) Problemi delle Aree urbane Carlo Tognoli (PSI) Interventi straordinari nel Mezzogiorno Remo Gaspari (DC) Funzione Pubblica Paolo Cirino Pomicino (DC) Coordinamento della Protezione civile Vito Lattanzio (DC) Coordinamento delle Politiche comunitarie Antonio La Pergola (PSI) Affari sociali Rosa Russo Iervolino (DC) Affari regionali e Problemi istituzionali Antonio Maccanico (PRI) MinisteroMinistri Sottosegretari di Stato Affari esteri Giulio Andreotti (DC) Susanna Agnelli (PRI) Gilberto Bonalumi (DC) Giovanni Manzolini (PSI) Mario Raffaelli (PSI) Interno Antonio Gava (DC) Saverio D'Aquino (PLI) Giorgio Postal (DC) Franco Fausti (DC) Valdo Spini (PSI) Grazia e Giustizia Giuliano Vassalli (PSI) Franco Castiglione (PSI) Francesco Cattanei (DC) Mario D'Acquisto (DC) Bilancio e Programmazione economica Amintore Fanfani (DC) Giuseppe Demitry (PSI) Emilio Rubbi (DC)(fino al 19 dicembre 1988) Angelo Picano (DC)(dal 5 gennaio 1989) Finanze Emilio Colombo (DC) Stefano De Luca (PLI) Dino Madaudo (PSDI) Carlo Merolli (DC) Carlo Senaldi (DC) Domenico Susi (PSI) Tesoro Giuliano Amato (PSI) Tarcisio Gitti (DC) Angelo Pavan (DC) Carmelo Pujia (DC) Maurizio Sacconi (PSI) Difesa Valerio Zanone (PLI) Gaetano Gorgoni (PRI) Delio Meoli (PSI) Mario Bubbico (DC) Giuseppe Pisanu (DC) Pubblica istruzione Giovanni Galloni (DC) Beniamino Brocca (DC) Luigi Covatta (PSI) Savino Melillo (PLI) Giuliano Zoso (DC) Università e Ricerca scientifica(istituito) Antonio Ruberti (PSI)(ad interim)(dal 25 maggio 1989) Carica non assegnata Lavori Pubblici Enrico Ferri (PSDI) Raffaele Costa (PLI) Marte Ferrari (PSI) Gualtiero Nepi (DC) Agricoltura e Foreste Calogero Mannino (DC) Francesco Cimino (PSI) Giovanni Zarro (DC) Trasporti Giorgio Santuz (DC) Angelo Cresco (PSI) Alessandro Ghinami (PSDI) Piergiovanni Malvestio (DC) Poste e Telecomunicazioni Oscar Mammì (PRI) Giuseppe Astone (DC) Vincenzo Sorice (DC) Francesco Tempestini (PSI) Industria, Commercio ed Artigianato Adolfo Battaglia (PRI) Paolo Babbini (PSI) Ivo Butini (DC) Gianni Ravaglia (PRI) Nicola Sanese (DC) Sanità Carlo Donat-Cattin (DC) Felice Contu (DC) Mariapia Garavaglia (DC) Elena Marinucci (PSI) Commercio con l'Estero Renato Ruggiero (PSI) Enrico Ermelli Cupelli (PRI) Claudio Lenoci (PSI) Alberto Rossi (DC) Marina mercantile Giovanni Prandini (DC) Filippo Fiorino (PSI) Partecipazioni statali Carlo Fracanzani (DC) Giulio Santarelli (PSI)(fino al 2 marzo 1989) Sebastiano Montali (PSI)(dal 2 marzo 1989) Lavoro e Previdenza sociale Rino Formica (PSI) Silvano Costi (PSDI) Natale Carlotto (DC) Elio Fontana (DC) Beni culturali ed ambientali Vincenza Bono (PSDI) Gianfranco Astori (DC) Turismo e Spettacolo Franco Carraro (PSI) Antonio Muratore (PSI) Luigi Rossi di Montelera (DC) Ambiente Giorgio Ruffolo (PSI) Anna Gabriella Ceccatelli (DC)
Cronologia 1988 Marzo 12-14 marzo: all'indomani delle dimissioni di Goria i socialisti mettono subito le mani avanti. Non ci sarà un secondo rinvio del governo alle Camere, che sono pienamente operative e possono proseguire l'esame della legge finanziaria. Il Presidente della Repubblica Francesco Cossiga fissa l'avvio delle consultazioni a lunedì 14. Con un articolo su l'Avanti Craxi - riferendosi al via libera dato dal governo ai lavori della centrale di Montalto di Castro - sostiene che la soluzione della crisi passa per un buon accordo e una grande chiarezza di programmi. La direzione nazionale della DC indica De Mita per l'incarico e presenta un documento programmatico in otto punti (risanamento del debito pubblico, questione morale, riforme istituzionali, mercato comune europeo, disoccupazione e Mezzogiorno).La Voce Repubblicana pubblica un corsivo fortemente polemico nei confronti di Craxi, nel quale si afferma che la levata di scudi socialista contro la centrale nucleare a Montalto di Castro non è giustificata. Il PSI, secondo i repubblicani, ha espresso delle riserve, non si è mai detto esplicitamente contrario, e adombra la possibilità che si vogliano stringere accordi più o meno ufficiali coi Verdi che, assieme a demoproletari e giovani comunisti, hanno manifestato ai cancelli del cantiere nel giorno della ripresa dei lavori.Il messaggero, 13-15 marzo 1988 16-19 marzo: Cossiga conferisce l'incarico a De Mita senza vincoli di mandato. Il presidente incaricato avvia immediatamente le consultazioni, dichiara che sulle riforme istituzionali si discuterà di tutto con tutti ma l'esecutivo rimarrà fedele alla formula del pentapartito. Alessandro Natta, a nome del PCI, sostiene che esiste un contrasto da sanare tra le ambizioni e la formula a cinque. Esiste anche il problema dei rapporti tesi tra socialisti e repubblicani, rispettivamente contro e a favore della scelta nucleare. All'offerta di cooperare tra laici e socialisti di Giorgio La Malfa Claudio Martelli risponde che il PRI può tenersi la propria ostilità. Craxi ripete più volte che non ci sono veti personali o politici ma la disponibilità socialista è, al momento, per la definizione di un programma che si dovrà poi discutere e fissare. In un discorso a Milano il segretario del PSI pone come condizioni irrinunciabili il caso Montalto e l'abolizione del voto segreto.Il messaggero, 17-20 marzo 1988
21 marzo: mentre sono in pieno corso le consultazioni di De Mita esplode il caso di una intervista che Gennaro Acquaviva avrebbe rilasciato all'inviato in Italia del quotidiano spagnolo El País. Secondo le agenzie italiane l'esponente socialista avrebbe dichiarato che il PSI farà il possibile per evitare che il nuovo presidente del consiglio sia De Mita e che il governo vedrà la luce se si concorderà un'operazione mirata al definitivo logoramento del PCI entro il 1990, in modo da portar via al PCI i suoi voti progressisti. Sorpreso mentre sta per iniziare la direzione del PSI Acquaviva, che è uno dei più stretti collaboratori di Craxi, smentisce il contenuto delle agenzie e sostiene che si tratta della distorsione di un colloqui cui avrebbe assistito il giornalista Juan Arias, che a sua volta non rilascia dichiarazioni in merito.A Montalto di Castro le manifestazioni dei residenti contro la centrale nucleare si sommano a quelle degli operai addetti al cantiere, sospeso su direttiva del sindaco. I lavoratori bloccano la via Aurelia e la ferrovia Roma-Pisa e chiedono che venga rispettata la direttiva del governo che garantisce il pagamento dei salari pur con gli effetti sospensivi dei referendum del 1987. Dalla direzione socialista viene ribadito che il prossimo accordo di governo non può passare senza il rispetto della volontà referendaria anti-nucleare.Il messaggero, 22 marzo 1988 22 marzo: il PSI diffonde alla stampa le proposte del programma per il nuovo governo. In tema istituzionale sono proposti l'abolizione del voto segreto (nelle more di una più ampia riforma dei regolamenti parlamentari), la correzione del bicameralismo perfetto e la riforma della presidenza del consiglio; in tema economico la riduzione del disavanzo primario, il contenimento della spesa pubblica e una politica monetaria più equilibrata; in tema fiscale si chiede l'allargamento della base imponibile attraverso una revisione dei carichi di imposta. De Mita sostiene che le richieste socialiste coincidono in gran parte con quelle democristiane ma dalla direzione del partito si chiedono proposte più precise. Intanto il segretario repubblicano Giorgio La Malfa cerca di conciliare i rapporti coi socialisti. 27-30 marzo: dopo quattro giorni di lavoro De Mita invia alle direzioni del pentapartito una proposta di programma che mira a far giungere il nuovo governo fino al 1992 ma rimane generico sui singoli punti. Per i repubblicani è una sorta di razzo a più stadi: secondo Giorgio La Malfa affronta un problema solo quando è sicuro di aver risolto il precedente. Il presidente incaricato si dice fiducioso che entro pochi giorni verrà ufficialmente definito da un vertice di maggioranza. Esclusa ancora una volta l'ipotesi di allargare l'alleanza a radicali e verdi appare chiaro che il nuovo esecutivo sarà un pentapartito, formula che - sostengono le opposizioni - sia stata imposta da Craxi come condizione irrinunciabile.A una settimana dall'entrata in vigore degli effetti abrogativi del referendum (e del vuoto legislativo conseguente) dal Consiglio Superiore della Magistratura sale un appello ai presidenti delle Camere affinché il Senato approvi definitivamente la legge sulla responsabilità civile dei giudici, la cui discussione è bloccata da un veto congiunto di socialisti e radicali.Il messaggero, 23 marzo 1988 31 marzo: la Corte costituzionale dichiara la legittimità dell'art. 5 della legge 194. Per la Consulta la moglie può legittimamente abortire senza dirlo al marito, che non ha quindi diritto a risarcimento per la lesione al diritto di paternità. La sentenza scatena un putiferio di polemiche.
Aprile