Biografia Non sono noti documenti in grado di ricostruire la biografia dello scultore, del quale è nota l'attività solamente nei primi decenni del Cinquecento. Fu membro della famiglia Giolfino, valenti scultori e intagliatori del legno attivi a Verona e nel territorio per cinque generazioni tra il Quattrocento e il SeicentoBegni Redona, p. 150.

Si trasferì a Brescia aprendo una propria bottega nel centro della città, sviluppando qui la maggior parte della sua produzione.

Stile L'opera di Francesco Giolfino è poco documentata, essendo in gran parte perduta o difficile da identificare. Debitrice a Giovanni Zebellana, maestro nella patria veronese, e a Giovanni Teutonico, il Giolfino sembra superare gli eccessi drammatici ed espressionisti della scultura quattrocentesca per preferire, in linea anche con i nuovi stilemi introdotti dal Mantegna, ben presenti nel veronese, un più contenuto sentimento drammatico.

La sua opera dovette influenzare non poco le scuole d'intaglio locali, specialmente Maffeo Olivieri che presenterà spesso moduli espressivi già utilizzati dal Giolfino.

Opere Crocifisso del Duomo nuovo, 1502, Brescia, Duomo nuovo Testa di san Giovanni Battista retta da due angeli, Berlino, Bode-Museum

Note

Bibliografia Pier Virgilio Begni Redona, Quattrocento anni di storia dell'arte a Brescia - Pittura e scultura nel Duomo nuovo in Marco Taccolini (a cura di), Il Duomo nuovo di Brescia - Quattro secoli di arte, storia, fede, Grafo, Brescia 2004 Paolo Cesari (a cura di), Francesco Giolfino, AbacuSistemArte, 2006 Altri progetti

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