La guerra di Pompeo contro Albani ed Iberi fu combattuta tra il generale romano Gneo Pompeo Magno, contro le forze delle popolazioni abitanti nel I secolo a.C. il Caucaso, negli anni 66-65 a.C., e vide i Romani prevalere.
Contesto storico
La guerra contro Mitridate VI, re del Ponto, si protraeva ormai da quasi venticinque anni (dall'89 a.C.). Contro di lui avevano combattuto ottenendo numerosi successi, sia Lucio Cornelio Silla, sia Lucio Licinio Lucullo. Ma la fortuna ed il consenso di Lucullo presso le sue truppe vacillavano da troppo tempo, tanto che certe lamentele sulle recenti campagne militari condotte in Oriente, senza un preventivo appoggio del Senato, giunsero anche a Roma, dove fu deciso di sostituire il proconsole romano nel comando della sua provincia, e di mandare in congedo buona parte dei suoi soldati. Lucullo si trovava così ad essere esonerato, per aver scontentato non solo le sue truppe, ma anche per essersi inimicato la potente fazione di usurai e pubblicani d'Asia.Plutarco, Vita di Lucullo, 33.1-5.
Frattanto Tigrane si era ritirato all'interno del proprio regno, riconquistandone alcune parti in precedenza perdute.Cassio Dione Cocceiano, Storia romana, XXXVI, 8.1-2. mentre Mitridate si affrettò anch'egli a riconquistare parte degli antichi territori del Ponto e dell'Armenia Minore. Lucullo che aveva, in un primo momento tentato di seguirlo, fu costretto a tornare indietro per mancanza di approvvigionamenti.Appiano, Guerre mitridatiche, 88.
Poi fu Mitridate a contrattaccare i Romani, riuscendo anche ad ucciderne molti in battaglia.Cassio Dione Cocceiano, Storia romana, XXXVI, 9.1. Per prima cosa si diresse contro un legatus di Lucullo, di nome Fabio,Plutarco, Vita di Lucullo, 35.1.Cassio Dione Cocceiano, Storia romana, XXXVI, 9.3-5. che per poco non fu massacrato insieme al suo esercito, se durante la battaglia Mitridate non fosse stato colpito da una pietra ad un ginocchio e da un dardo sotto l'occhio, costringendo lo stesso re ad allontanarsi dal campo di battaglia e sospendere i combattimenti, permettendo così a Fabio ed ai Romani di salvarsi. Poi Fabio fu chiuso ed assediato in Cabira e liberato solo grazie all'intervento di un secondo legato, Gaio Valerio Triario, che si trovava casualmente da quelle parti nella sua marcia dall'Asia verso Lucullo.Cassio Dione Cocceiano, Storia romana, XXXVI, 10.1.
Fu, quindi, la volta del secondo legatus di Lucullo, Triario, che era venuto in soccorso a Fabio, con il suo esercito. Triario, deciso ad inseguire Mitridate, riuscì a battere il sovrano del Ponto nel corso di questo primo scontro, presso Comana.Cassio Dione Cocceiano, Storia romana, XXXVI, 10.2. Poi giunse l'inverno, che interruppe ogni operazione militare da entrambe le parti.Cassio Dione Cocceiano, Storia romana, XXXVI, 11.1.
Trascorso l'inverno, Mitridate tornò a scontrarsi con Triario, andando ad accamparsi presso Gaziura di fronte al legato romano.Cassio Dione Cocceiano, Storia romana, XXXVI, 12.1. Mitridate cercava di attirare il legato romano in battaglia ed alla fine Triario cadde nella sua trappola e fu sconfitto pesantemente nei pressi di Zela.Appiano, Guerre mitridatiche, 89.Cassio Dione Cocceiano, Storia romana, XXXVI, 13.1. Ottenute queste due vittorie, Mitridate si ritirò nel paese che i Romani chiamavano piccola Armenia (sulle alture nei pressi di TalauroCassio Dione Cocceiano, Storia romana, XXXVI, 14.2.), distruggendo tutto ciò che non era in grado di trasportare, in modo da evitare di essere raggiunto da Lucullo nella sua marcia.Appiano, Guerre mitridatiche, 90. Poi Mitridate decise di invadere nuovamente la Cappadocia, riuscendo a conquistare quasi tutti i suoi vecchi domini. Procedette quindi a fortificare il suo regno e danneggiò la vicina Cappadocia, mentre i Romani non fecero nulla, o perché erano impegnati contro i pirati del Mediterraneo,Appiano, Guerre mitridatiche, 91. o perché né Acilio, né Lucullo (ormai esautorato dal comando), né Marcio (nuovo governatore di Cilicia), intrapresero alcuna azione contro di lui.Cassio Dione Cocceiano, Storia romana, XXXVI, 17.1-2.
E mentre Lucullo era ancora impegnato con Mitridate e Tigrane II, Gneo Pompeo Magno riusciva a ripulire l'intero bacino del Mediterraneo dai pirati, strappando loro l'isola di Creta, le coste della Licia, della Panfilia e della Cilicia, dimostrando straordinaria disciplina ed abilità organizzativa (nel 67 a.C.). La Cilicia vera e propria (Trachea e Pedias), che era stata covo di pirati per oltre quarant'anni, fu così definitivamente sottomessa. In seguito a questi eventi la città di Tarso divenne la capitale dell'intera provincia romana. Furono poi fondate ben 39 nuove città. La rapidità della campagna indicò che Pompeo aveva avuto talento, come generale, anche in mare, con forti capacità logistiche.Plutarco, Vita di Pompeo, 24-29; Appiano di Alessandria, Guerre mitridatiche, 94-96.
Fu allora incaricato Pompeo di condurre una nuova guerra contro Mitridate VI re del Ponto, in Oriente (nel 66 a.C.),Plutarco, Vita di Lucullo, 35.7. grazie alla lex Manilia, proposta dal tribuno della plebe Gaio Manilio, ed appoggiata politicamente da Cesare e Cicerone.Cassio Dione Cocceiano, Storia romana, XXXVI, 42.3-43.4. Questo comando gli affidava essenzialmente, la conquista e la riorganizzazione dell'intero Mediterraneo orientale, avendo il potere di proclamare quali fossero i popoli clienti e quali quelli nemici, con un potere illimitato mai prima d'ora conferito a nessuno, ed attribuendogli tutte le forze militari al di là dei confini dell'Italia romana.Appiano di Alessandria, Guerre mitridatiche, 97.Livio, Periochae ab Urbe condita libri, 100.1.
Pompeo, avendo capito che era necessario continuare la guerra contro Mitriadate, compì i necessari preparativi, richiamando in servizio la legione Valeriana. Giunto in Galazia, proveniente dal sud dopo aver attraversato le "porte della Cilicia",John Leach, Pompeo, il rivale di Cesare, Milano 1983, p.77. incontrava Lucullo sulla via del ritorno.Plutarco, Vita di Lucullo, 36.2.Cassio Dione Cocceiano, Storia romana, XXXVI, 46.1. Intanto Mitridate, poiché inizialmente disponeva di un numero di armati inferiore a quello di Pompeo, si diede al saccheggio, obbligando Pompeo a corrergli dietro, oltre a cercare in ogni modo di bloccargli i rifornimenti. Il re del Ponto, che disponeva ancora di un esercito di fantiPlutarco, Vita di Lucullo, 32.1. e / cavalieri, si era posizionato lungo la frontiera del suo regno, e poiché Lucullo aveva poco prima devastato quella regione, vi erano poche risorse di approvvigionamento tanto da costringere molti dei suoi armati a disertare.Cassio Dione Cocceiano, Storia romana, XXXVI, 48.2. Il re, allora, essendo ormai a corto di provviste, preferì ritirarsi permettendo a Pompeo di seguirlo, seppure lasciandolo entrare nei suoi territori, e sperando così che anche lo stesso generale romano potesse trovarsi nelle sue stesse condizioni a causa della scarsità dei rifornimenti. Ma Pompeo aveva organizzato in modo adeguato i suoi approvvigionamenti (costruendo anche una serie di pozzi per l'acquaPlutarco, Vita di Pompeo, 32.2.), avendo conquistato poco prima la regione armena dell'Anaitide.Cassio Dione Cocceiano, Storia romana, XXXVI, 48.1.
Pompeo così poté continuare la sua marcia passando attraverso i confini orientali del regno di Mitridate, stabilendovi una serie di nuove postazioni fortificate (ad intervalli regolari di 25 km gli uni dagli altri). Disegnò quindi una linea di circonvallazione che gli permettesse di assediare il re del Ponto ed approvvigionarsi senza grosse difficoltà.Appiano di Alessandria, Guerre mitridatiche, 99.Plutarco, Vita di Pompeo, 32.3.
Frattanto il re sembrava paralizzato dalla pronta reazione del proconsole romano, e non oppose alcuna resistenza ai lavori messi in atto dalle truppe romane. Avendo, inoltre, scarsi approvvigionamenti fu costretto a macellare i suoi animali da soma, risparmiando solo i cavalli. E quando si accorse di avere solo 50 giorni di autonomia (dopo essere stato assediato per almeno 45), decise di scappare una notte con le truppe migliori di cui ancora disponeva, lasciando morire i più deboli, nel silenzio più profondo, per strade in cattive condizioni, diretto verso l'Armenia di Tigrane, nel tentativo di raggiungere l'Eufrate.
Pompeo accortosi della fuga del re del Ponto, riuscì a raggiungerlo con grande difficoltà e ad assalire la sua retroguardia prima che potesse attraversare l'Eufrate, e poi a batterlo in modo irreparabile presso Nicopoli.Plutarco, Vita di Pompeo, 32; Livio, Periochae ab Urbe condita libri, 100.5 e 101.1; Cassio Dione Cocceiano, Storia romana, XXXVI, 48-49.
Casus belli Così molti armati delle truppe mitridatiche morirono e molti altri furono fatti prigionieri. Lo stesso re riuscì a fuggire a stento.Cassio Dione Cocceiano, Storia romana, XXXVI, 49.8. Ancora una volta Mitridate fu costretto alla fuga,Livio, Periochae ab Urbe condita libri, 101.1. attraverso un territorio impervio e roccioso con poche truppe ad assisterlo. Si trattava di un limitato gruppo di cavalieri mercenari e di circa fanti, i quali lo accompagnarono fino alla fortezza di Simorex, dove il re vi aveva depositato un'ingente somma di denaro. Qui distribuì a tutti un ricco premio pari ad un anno di paga. Prese poi i restanti talenti e si affrettò a marciare verso le sorgenti del fiume Eufrate, con l'intenzione di raggiungere la Colchide.Plutarco, Vita di Pompeo, 32.9. Dopo quattro giorni attraversò l'Eufrate, tre giorni dopo entrò nella Chotene (Armenia), dove i suoi abitanti, insieme agli Iberi tentarono di fermarlo con dardi e fionde, per impedirgli di entrare, ma lui riuscì ad avanzare fino al fiume Apsarus.Appiano di Alessandria, Guerre mitridatiche, 101.
Gneo Pompeo era ormai deciso ad inseguire Mitridate attraverso la Colchide,Livio, Periochae ab Urbe condita libri, 101.4. non pensando che il sovrano sarebbe andato in giro liberamente per il Ponto o per il mare d'Azov, o che avesse intenzione di intraprendere qualcosa di grande, costretto com'era a fuggire. Il comandante romano avanzò, quindi, fino ai piedi del Caucaso. Si racconta che in molti dei ruscelli presenti lungo questa catena montuosa, ci fossero ruscelli ricchi di polvere d'oro, che gli abitanti raccoglievano attraverso le pelli di pecora, messe a bagno in modo da raccogliere le particelle anche più sottili della polvere aurea. Forse il vello d'oro del mitologico re Eete era di questo genere.Appiano di Alessandria, Guerre mitridatiche, 103.
Guerra 66 a.C.