Il Governo Cossiga II è stato il trentasettesimo esecutivo della Repubblica Italiana, il secondo dell'VIII legislatura.

Esso, nato in seguito alle dimissioni del governo precedente, rimase in carica dal 4 aprilePresidenza del Consiglio dei Ministri. Comunicato, in "Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana", "Serie generale", n. 100, 11 aprile 1980, pp. 3235-3236. al 18 ottobre 1980 (sebbene già dimissionario dal precedente 28 settembre), per un totale di 197 giorni, ovvero 6 mesi e 14 giorni.

Il governo ottenne la fiducia dal Senato della Repubblica il 17 aprile 1980, con 178 voti a favore e 127 contrari.

Il governo ottenne la fiducia dalla Camera dei deputati il 20 aprile 1980, con 335 voti a favore e 271 contrari.

Storia

Il secondo governo di Francesco Cossiga è caratterizzato dalla svolta che prende piede nella DC col "preambolo" elaborato da Carlo Donat Cattin al XIV congresso democristiano celebrato a febbraio. Il documento, cui aderisce la maggioranza che sostiene la segreteria di Flaminio Piccoli, persegue l’alleanza con i socialisti e gli altri partiti laici (c.d. Centro-sinistra "organico" poi Pentapartito) rispetto alla “solidarietà nazionale” con il Partito Comunista Italiano, figlia del Compromesso storico e dell’emergenza seguita all’assassinio di Aldo Moro. Al preambolo si oppongono la cosiddetta area Zac (ex morotei), la Base di Ciriaco De Mita e gli andreottiani provocando una lacerazione nella DC che si rivela fatale per l'azione di governo.

Minato dallo scandalo della fuga del figlio di Carlo Donat-Cattin, Marco, accusato di far parte di Prima Linea e, tra gli altri, dell'omicidio del giudice Alessandrini, sottoposto al fuoco amico dei franchi tiratori su alcuni provvedimenti di natura economica, il governo cade quando la Camera respinge un importante provvedimento su cui è stata posta la questione di fiducia.

Compagine di governo Appartenenza politica L'appartenenza politica dei membri del Governo e dei sottosegretari di Stato, al momento del giuramento, si può così riassumere:

Partito Presidente Ministri Sottosegretari Totale 1 15 34 50 - 9 18 27 - 3 5 8Totale 1 27 57 85

Provenienza geografica La provenienza geografica dei membri del Consiglio dei Ministri si può così riassumere: +RegionePresidenteMinistriSottosegretariTotale1 -34 -4610 -268 - -88 -347 -347 -257 -235 -235 -224 -134 - -44 -213 -123 -112 -112 -112

Situazione parlamentare Camera Collocazione Partiti SeggiCamera dei Deputati Maggioranza Centro-sinistra "organico" (340): DC (262), PSI (62), PRI (16) Astensione Misto (5) Opposizione PCI (201), MSI-DN (30), PSDI (20), PR (18), PLI (9), PdUP-PIC (6), Misto (1)Senato della Repubblica Maggioranza Centro-sinistra "organico" (177): DC (138), PSI (32), PRI (7) Astensione Misto (10) Opposizione PCI (110), MSI-DN (13), PSDI (9), Misto (2)

Composizione CaricaTitolare SottosegretariPresidenza del Consiglio dei ministri Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio Presidente del Consiglio dei ministri Francesco Cossiga (DC) Piergiorgio Bressani (DC)Segretario del Consiglio dei ministri Carmelo Conte (PSI) Antonino Perrone (DC)Sottosegretari con delega alla Cassa del Mezzogiorno Michele Tantalo (DC)Sottosegretario con delega alla Ricerca scientifica Francesco Mazzola (DC)(dal 6 maggio 1980)Ministri senza portafoglio Affari regionali Vincenzo Russo (DC) Coordinamento delle iniziative per la Ricerca scientifica e tecnologica Vincenzo Balzamo (PSI) Coordinamento delle politiche comunitarie Vincenzo Scotti (DC) Funzione pubblica Massimo Severo Giannini (PSI) Interventi straordinari nel Mezzogiorno Nicola Capria (PSI) Rapporti con il Parlamento Remo Gaspari (DC) Incarichi speciali Beniamino Andreatta (DC) MinisteroMinistri Sottosegretari di Stato Affari esteri Emilio Colombo (DC) Libero Della Briotta (PSI) Aristide Gunnella (PRI) Giuseppe Zamberletti (DC) Interno Virginio Rognoni (DC) Marino Corder (DC) Angelo Sanza (DC) Giuseppe Di Vagno (PSI) Grazia e Giustizia Tommaso Morlino (DC) Giuseppe Gargani (DC) Domenico Raffaello Lombardi (DC) Francesco Spinelli (PSI) Bilancio e Programmazione economica Giorgio La Malfa (PRI) Lucio Abis (DC) Finanze Franco Reviglio (PSI) Giuseppe Azzaro (DC) Francesco Colucci (PSI) Mauro Ianniello (DC) Tesoro Filippo Maria Pandolfi (DC) Carlo Fracanzani (DC) Rodolfo Tambroni Armaroli (DC) Angelo Tiraboschi (PSI) Claudio Venanzetti (PRI) Calogero Pumilia (DC)(dall'11 aprile 1980) Difesa Lelio Lagorio (PSI) Pasquale Bandiera (PRI) Amerigo Petrucci (DC) Bartolo Ciccardini (DC) Pubblica istruzione Adolfo Sarti (DC) Baldassare Armato (DC) Antonino Drago (DC) Franca Falcucci (DC) Claudio Lenoci (PSI) Lavori Pubblici Francesco Compagna (PRI) Gianni Fontana (DC) Francesco Fossa (PSI) Luigi Giglia (DC) Agricoltura e Foreste Giovanni Marcora (DC) Fabio Fabbri (PSI) Ferruccio Pisoni (DC) Trasporti Rino Formica (PSI) Antonio Caldoro (PSI) Giuseppe Miroglio (DC) Vitale Robaldo (PRI) Poste e Telecomunicazioni Clelio Darida (DC) Giorgio Bogi (PRI) Pino Leccisi (DC) Gaspare Saladino (PSI) Industria, Commercio ed Artigianato Antonio Bisaglia (DC) Maria Magnani Noya (PSI) Giacomo Samuele Mazzoli (DC) Vito Napoli (DC) Sanità Aldo Aniasi (PSI) Amleto Monsellato (PSI) Bruno Orsini (DC) Commercio con l'Estero Enrico Manca (PSI) Delio Giacometti (DC) Roberto Palleschi (PSI) Marina mercantile Nicola Signorello (DC) Giovanni Nonne (PSI) Partecipazioni statali Gianni De Michelis (PSI) Giuseppe Antonio Dal Maso (DC) Giuseppe Tocco (PSI) Lavoro e Previdenza sociale Franco Foschi (DC) Mario Campagnoli (DC) Francesco Quattrone (DC) Sisinio Zito (PSI) Calogero Pumilia (DC)(fino all'11 aprile 1980) Beni culturali ed Ambiente Oddo Biasini (PRI) Rolando Picchioni (DC) Turismo e Spettacolo Bernardo D'Arezzo (DC) Mario Gargano (DC) Enrico Quaranta (PSI)

Cronologia 1980 Marzo

21 marzo: Nella direzione del Partito Socialista Italiano si ridefiniscono gli equilibri che determinano il controllo del partito essendo ormai incrinata l'alleanza tra Bettino Craxi e Claudio Signorile. Gianni De Michelis si schiera con il segretario e contro gli atteggiamenti eccessivamente critici nei confronti dell'esecutivo, sostenendo l'opportunità che i socialisti assumano la funzione di garantire la "governabilità" del Paese. La sinistra che fa capo a Signorile è messa in minoranza.Il messaggero, 22 marzo 1980 23 marzo: Il presidente della Repubblica, Sandro Pertini, assegna al presidente del Consiglio dimissionario Francesco Cossiga l'incarico di formare il nuovo governo. 27 marzo: Il governo presenta alle Camere la relazione sulla situazione economica del Paese. Segue la polemica fra il Partito Comunista Francese e il Partito Comunista Italiano sul viaggio di Enrico Berlinguer in Cina.Cossiga si riunisce con le delegazioni di DC, PSI e PRI per affrontare la questione del programma e l'assegnazione dei portafogli. Il presidente incaricato, dopo aver tentato invano di raggiungere un accordo coi liberali, dichiara che il governo sarà un tripartito.A Genova i carabinieri del generale Carlo Alberto dalla Chiesa irrompono nella base delle Brigate Rosse. Nello scontro a fuoco vengono uccisi quattro terroristi: Riccardo Dura, Piero Panciarelli, Lorenzo Betassa ed Annamaria Ludmann. Viene gravemente ferito il maresciallo dell'Arma dei Carabinieri Benà. La versione fornita dal generale Dalla Chiesa circa la dinamica dello scontro a fuoco è messa in dubbio da molti giornalisti e studiosi della storia delle Brigate Rosse secondo cui era possibile evitare l'uccisione dei quattro brigatisti. 30 marzo: A Roma si svolge il convegno sul terrorismo organizzato da Lotta Continua.

Aprile 1 aprile: un commando delle Brigate Rosse assalta una sezione della DC di Milano, ferendo quattro persone.Il messaggero, 2 aprile 1980 3-5 aprile: raggiunto l'accordo a tre, seppure con alcuni distinguo del PSI e della sinistra interna DC, Cossiga annuncia la composizione del nuovo governo, formato da 14 democristiani, nove socialisti e tre repubblicani. Il presidente Pertini impone la scelta di ministri non coinvolti in scandali o chiacchierati.Il messaggero, 2-6 aprile 1979 5 aprile: il ministero degli interni fissa per l'8 giugno le elezioni per le regioni a statuto ordinario.Il messaggero, 6 aprile 1980 14-17 aprile: il governo si presenta alle camere. Al Senato la fiducia è approvata con 178 voti a favore e 127 contrari. Alla Camera con 335 voti a favore e 271 contrari. Cossiga rassicura le assemblee che l'approvazione della legge finanziaria, che deve avvenire entro la fine del mese, è la maggiore priorità del governo.Il messaggero, 15-18 aprile 1980 16 aprile: alla Camera passa un emendamento del PCI che aumenta le detrazioni fiscali per lavoratori autonomi e pensionati, per un aggravio totale di 800 miliardi.Il messaggero, 17 aprile 1980 22 aprile: 21 deputati della sinistra interna socialista, capeggiati da Claudio Signorile, inviano una lettera al segretario Craxi in cui si critica parte dell'operato della maggioranza relativo alla partecipazione al governo, in particolare sulla politica estera e sociale.Il messaggero, 23 aprile 1980 23 aprile: la Camera approva in via definitiva la legge finanziaria.Il messaggero, 24 aprile 1980 24 aprile: in vista della scadenza inderogabile del 30 aprile la commissione bilancio della Camera, impegnata a mettere a punto il bilancio dello Stato, viene paralizzata da numerose assenze nelle file della DC, PSDI, PLI, PDUP. Oggetto del contendere le scelte in materia di partecipazioni statali e giustizia. Nella commissione interni sono rivolte pesanti critiche alle dotazioni della presidenza del consiglio, parte sommersa del bilancio statale di circa 800 miliardi non iscritti in nessuna voce ufficiale ma sparsi in varie voci del bilancio del ministero del tesoro. Cossiga viene sollecitato ad avviarne la riforma, come promesso nella presentazione del governo alle camere.Il messaggero, 25 aprile 1980 28 aprile: alla Camera Il governo è nuovamente messo in minoranza sul bilancio del 1978. Numerose le assenze nelle file della maggioranza.A Brescia si conclude il convegno organizzato dalle correnti democristiane dei Dorotei e de La Base dedicato al preambolo elaborato nel corso dell'ultimo congresso democristiano per favorire l’alleanza con i socialisti e gli altri partiti laici rispetto alla solidarietà nazionale con il Partito Comunista seguita all’assassinio di Aldo Moro. Le dichiarazioni di Carlo Donat Cattin e Flaminio Piccoli in proposito scatenano la contrarietà dell'area Zac e degli andreottianiIl messaggero, 29 aprile 1980.

Maggio 5 maggio: nel giorno di apertura della campagna elettorale per le amministrative di giugno Berlinguer, parlando a Roma, definisce la maggioranza del preambolo non la legittima aspirazione a sostituire un sindaco comunista con uno democristiano, bensì una rivincita sul sistema democratico introdotto dalle giunte di sinistra. Zaccagnini, a sua volta, definisce l'operazione una sfida antistorica verso un partito che ha un ruolo fondamentale nella politica italiana, col quale è necessario confrontarsi e non scontrarsi.Il messaggero, 6 maggio 1980 4-5 maggio: consiglio nazionale della DC: si conferma la divisione interna tra la maggioranza del preambolo (Piccoli, Donat Cattin, Fanfani) e la minoranza che fa capo all'area Zac e ad Andreotti. Viene approvata la soluzione della crisi di governo ma il segretario Piccoli, nella sua relazione, sostiene che il tripartito non è l'anticamera di un'apertura al PCI o a una maggioranza a cinque con PSDI e PLI.Il messaggero, 7 maggio 1980