Il Cenacolo Artistico Forlivese è stato un sodalizio artistico attivo a Forlì negli anni 1920. Segnò un significativo rilancio della scultura e della pittura nella Forlì dei primi anni del Novecento, rappresentando un'esperienza centrale nel più ampio contesto culturale italiano, con stretti legami ai principali centri artistici nazionali.E. Casadei, Forlì e dintorni, Società Tipografica Forlivese, Forlì 1928, pp. 326-327
Storia L'associazione fu fondata nel 1920 per iniziativa del pittore Giovanni Marchini e del poeta sacerdote Tommaso Nediani.
Ebbe sede nell'ex barriera daziaria di Porta Cotogni, sul lato destro della via, venendo da Piazza Saffi. La sede fu inaugurata il 25 novembre del 1920, con lo Statuto, lo stendardo e il motto Sub luce tua carpimus iter.E. Santarelli, 1920: nasce il "Cenacolo Artistico Forlivese", ne Il Pensiero Romagnolo, 17 febbraio 1990, Terza Pagina.
Al Cenacolo Giacomo Balla donò il proprio dipinto Siamo in quattro (beato chi li trova), confluito poi nel 1930 nelle raccolte della Pinacoteca civica di Forlì, dov'è tuttora conservata.
L'esperienza del Cenacolo si concluse nel 1928, sia per difficoltà finanziarie sia per le sempre maggiori restrizioni imposte dal regime. I locali con la sede del gruppo scomparvero quando gli edifici dell'ex barriera daziaria furono abbattuti per far posto alla costruzione di due nuovi palazzi, le cosiddette Palazzine Gemelle.Le cosiddette Palazzine Gemelle di Cesare Bazzani.
Associati Del Cenacolo Artistico Forlivese fecero parte, tra gli altri: Giovanni Marchini (1877-1946), fondatore, pittore Tommaso Nediani - fondatore, letterato Pietro Angelini (1888-1977) - pittore Renato Baldani (1884-1944) Dino Bissi Bernardino Boifava (1888-1953) - scultore Leonida Brunetti (1896-1970) - pittore Maceo Casadei (1899-1992) - pittore Augusto Antonio Dirani (1897-1983) Luciano De Nardis (1895-1959), pseudonimo di Livio Carloni Luigi Galotti Nino Muratori Francesco Olivucci (1899-1985) - pittore Ferdinando Rosetti Pio Rossi (1890-1969) Orazio Spighi (1889-1950) Carlo Stanghellini (1901-1956) - pittore Umberto Zimelli (1898-1972)- pittore
Attività e obiettivi Il Cenacolo nacque come risposta a un momento di stagnazione artistica nella Forlì del primo Novecento, con l'ambizione di riportare in vita la tradizione pittorica e plastica locale inserendola in un dialogo vivo con i principali centri culturali italiani. Guidato dal pittore Giovanni Marchini, allievo di Giovanni Fattori e noto per il suo temperamento scapigliato e la sua fama in città, il gruppo si propose di superare l'isolamento provinciale fomentando scambi diretti con Firenze, Bologna, Venezia e Roma, dove gli artisti potessero confrontarsi, esporre e trarre ispirazione da correnti italiane.
Questa visione si concretizzò attraverso amicizie e legami forgiati in contesti diversi: dalle aule delle Accademie e Scuole di Disegno, alle trincee della Grande Guerra, fino alle esperienze di emigrazione all'estero, che unirono generazioni miste tra maestri maturi come Pietro Angelini, Bernardino Boifava e Pio Rossi, e giovani talenti ventenni come Maceo Casadei, Carlo Stanghellini e Umberto Zimelli, molti ex studenti dell'Accademia di Ravenna.
Le attività ruotavano attorno alla sede nella Barriera Cotogni, dove si tenevano riunioni, discussioni e mostre collettive che permettevano di condividere tecniche, visioni e critiche reciproche, stimolando un "risveglio" creativo. L'obiettivo non era solo locale: puntava a elevare la scuola forlivese, erede del Rinascimento con figure come Marco Palmezzano, a livello nazionale, promuovendo l'arte come strumento di crescita culturale e personale, in un periodo di fermento post-bellico.
Note
Bibliografia
Voci correlate Scuola forlivese Palazzo Romagnoli
Categoria:Pittura in Italia Categoria:Movimenti artistici Categoria:Movimenti pittorici Categoria:Cultura a Forlì