Apprendimento personalizzato è una tecnica pedagogica che mira ad adattare gli ambienti, i percorsi e gli approcci didattici ai bisogni, alle potenzialità e alle aspettative dei singoli individui che apprendono. Le tecnologie contribuiscono al processo di personalizzazione offrendo soluzioni che consentono di gestire in modo flessibile percorsi, ambienti e strumenti.

Storia L'apprendimento personalizzato è stato definito in diversi modi da vari autori. Di seguito è proposto un excursus cronologico a partire dai primi autori che hanno utilizzato il termine "personalizzazione".

H. Parkhurst e il piano Dalton (Dalton e New York, intorno agli Anni 1920): ispirato al lavoro di Maria Montessori e di John Dewey, il Piano Dalton ha lo scopo di promuovere l'autonomia e il senso di fiducia degli studenti in modo da potenziare le loro competenze sociali e il loro senso di responsabilità. Ogni studente può programmare il proprio curriculum secondo i propri bisogni, interessi e abilità. C. Washburne e il piano Winnetka (Winnetka, sempre intorno agli anni '20): ancora una volta ispirato a J.Dewey il piano Winnetka si propone di ampliare l'esperienza educativa includendo in essa attività creative volte allo sviluppo delle competenze sociali ed emotive. Il tipo di programma utilizzato nel piano Winnetka diventerà noto in seguito come "Istruzione Programmata". E. Claparède in L'école sur mesure (1920): agli alunni viene data la possibilità di scegliere liberamente fra una serie di attività proposte dall'insegnante, al fine di migliorare la crescita intellettuale, sociale e morale, sviluppando la propria personalità in modo completo. W. H. Kilpatrick e il "Project Method" (pubblicato nel 1918): il metodo di Kilpatrik pone l'alunno al centro del processo di apprendimento che si realizza attraverso attività di problem setting e problem solving. L'intervento del docente è minimizzato, il suo ruolo è di facilitatore: piuttosto che elargire informazioni e conoscenze, incoraggia l'autodecisione e l'autocontrollo dell'alunno. B. S. Bloom e l'apprendimento per padronanza (1968): il Mastery learning è un metodo di istruzione che parte dal presupposto che tutti gli studenti possono apprendere se hanno a disposizione appropriate condizioni di apprendimento. In modo particolare, il Mastery learning, tradotto letteralmente "apprendimento per padronanza", richiede agli studenti di seguire un percorso propedeutico in cui non è possibile passare ad una fase più complessa se prima non si è dimostrato di aver acquisito una sufficiente competenza nell'unità di apprendimento in corso. H. Gardner (anni ottanta): nella Teoria delle intelligenze multiple, Gardner sostiene che gli uomini hanno diversi modi di apprendere e di elaborare le informazioni, indipendenti l'uno dall'altro. Questa concezione si pone in alternativa all'idea generale di un'unica forma di intelligenza che è il risultato di una serie di abilità correlate e che è misurabile attraverso la formula del Quoziente Intellettivo. Fred Simmons Keller (metà Anni '60): il Sistema di Istruzione Personalizzata proposto da Keller imposta il compito dell'istruzione sulla base dei fabbisogni formativi degli studenti, consentendo loro di lavorare in modo autonomo ai moduli formativi. Il metodo si basa sul riconoscimento dei ritmi individuali di apprendimento: la durata del compito è quella necessaria all'acquisizione della competenza secondo i ritmi di ciascuno studente. Il Sistema di Istruzione Personalizzata presenta inoltre alcuni elementi in comune con il costruttivismo sociale: agli studenti viene chiesto di lavorare in gruppo e di fornire l'un l'altro supporto fra pari, con la supervisione di un facilitatore che risponde a domande sui contenuti di apprendimento. J. Bruner (anni sessanta): sebbene Bruner non usi esplicitamente il termine "personalizzazione", il suo approccio autobiografico fornisce molti spunti per l'educazione degli adulti e ha diversi punti in comune con l'idea di personalizzazione dell'apprendimento. Secondo il suo approccio, l'esperienza dell'individuo e il contesto culturale entro il quale esso apprende costituiscono parte fondante delle strategie e degli stili di apprendimento. Bruner attribuisce grande importanza al linguaggio, assegnandogli la funzione di esplicitare le conoscenze. La competenza narrativa è quindi una competenza di base, per le esperienze di apprendimento, in quanto consente all'individuo di narrarsi e di collocarsi nel mondo e di dargli un significato. L'esperienza dell'auto-narrazione rende gli individui consapevoli della loro identità e si presenta come una base di partenza per la progettazione futura. I. G. Hoz : il primo studioso ad utilizzare il termine "personalizzazione" nel contesto delle Scienze dell'Educazione, il suo lavoro più importante è "Educazione Personalizzata" pubblicato nel 1981.

Il termine "personalizzare" è stato usato nel 2004 in Inghilterra da David Miliband in un discorso nel quale affermò: "l'apprendimento personalizzato è la via verso la quale le nostre migliori scuole adattano la formazione al fine di assicurare che ogni ragazzo raggiunga i migliori standard possibili. Il nostro compito è di rendere questa pratica universale". Questo discorso era guidato dal desiderio generale del Governo in carica (Tony Blair – Partito Laburista) di riorganizzare i servizi formativi. Blair, preoccupato per la perdita di credibilità delle istituzioni pubbliche, proponeva in questo modo nuove strategie per aumentare la fiducia nel settore pubblico. Questa riorganizzazione ha principalmente significato un passaggio da un'offerta generalizzata dei servizi da parte dello Stato, ad un approccio basato sui reali interessi e sulle attività dei cittadini. Parti di questa riorganizzazione appaiono allineate con le nuove politiche che enfatizzano il ruolo dei mercati e del settore privato nel soddisfare i fabbisogni sociali.

Il dottor David Hargreaves pone invece l'attenzione sul processo piuttosto che sul prodotto. Hargreaves ha tentato di definire questa idea stabilendo nove passaggi per la personalizzazione dell'apprendimento: la voce dello studente; la valutazione degli apprendimenti; l'apprendere ad apprendere; le nuove tecnologie; il percorso di apprendimento; l'orientamento e l'informazione; le azioni di supporto e di coaching; lo sviluppo delle forze lavoro; l'organizzazione e la pianificazione del Sistema scuola.

Charles Leadbeater ha contribuito alla definizione del termine "personalizzazione" attraverso delle indicazioni per la personalizzazione dei servizi pubblici nel Regno Unito. Una premessa posta da Leadbeater (2004a) è quella di considerare il sistema educativo come un insieme di indicazioni, comportamenti e segnali condivisi socialmente che dirigono gli attori in un determinato contesto: l'alunno entra in classe, si siede al proprio banco insieme ad altri compagni, ascolta l'insegnante che spiega la lezione, sostiene un'interrogazione o un esame, viene giudicato e passa al livello successivo stabilito dal proprio percorso formativo. Allo studente è solo richiesto di rispettare i ruoli predeterminati, motivo per cui “le dinamiche con cui i servizi sono forniti al cittadino hanno bisogno di essere riscritte” (Leadbeater, 2004a, p.38). Un primo passo consisterebbe nel riorganizzare i processi di apprendimento-insegnamento per renderli partecipati. Occorre dare agli studenti più scelta tra i vari servizi da utilizzare e più responsabilità in fase di utilizzo. I docenti devono informare sulle possibilità di sviluppo offerte da un determinato corso di studio, diventando consiglieri e facilitatori che non devono fornire il servizio direttamente ma devono coinvolgere e responsabilizzare gli utenti nella realizzazione e nel funzionamento del percorso d'apprendimento. Per far crescere il potenziale di scelta è necessario dare agli studenti e alle loro famiglie la possibilità di decidere quali e quante risorse finanziarie destinare al sistema. In questo modo docenti ed amministratori sarebbero chiamati ad assumere il ruolo di consiglieri che aiutano gli utenti a capire il modo migliore per impiegare le risorse da destinare all'educazione e alla formazione. Migliorare l'accesso ai percorsi formativi e aumentare la possibilità di scelta sui servizi da parte dell'utenza, non è ancora sufficiente per ripensare il sistema educativo e personalizzarlo al massimo. Gli studenti e le loro famiglie devono partecipare alla costruzione e alla gestione dei servizi, principio che sancisce l'importanza fondamentale della co-progettazione nel regolare la forma, lo sviluppo e l'erogazione dei servizi in ambito formativo. Leadbeater (2004a) indica le caratteristiche che il servizio pubblico dovrebbe avere per garantire un'esperienza di apprendimento personalizzata: la consultazione intima, in cui i docenti attraverso il dialogo lavorano con gli studenti e le loro famiglie per rendere manifesti i loro problemi, le loro preferenze e le loro aspirazioni; la scelta allargata, in base alla quale i docenti e gli altri professionisti dell'educazione devono ampliare le possibilità di scelta da parte dello studente rispetto a come soddisfare i propri bisogni e non possono limitarsi a proporre solo i servizi che la propria organizzazione offre; la voce potenziata, che rafforza e sblocca la voce delle persone perché si permette loro di fare paragoni tra le alternative e le si aiuta ad articolare le proprie preferenze; la partnership di forniture, in cui le diverse organizzazioni educative, coinvolte in un network, devono lavorare in partnership e ciascuna ha il compito di contribuire alla promozione e alla realizzazione di attività di apprendimento; l'advocacy, per cui i docenti insieme ai professionisti dell'istruzione e della formazione devono proteggere gli interessi degli studenti, sviluppando rapporti che manifestino un reale interesse verso i propri studenti; la coproduzione, per cui gli studenti devono diventare più coinvolti, attivi e responsabili rispetto all'erogazione del servizio; il finanziamento, che deve seguire le scelte degli studenti, in alcuni casi questi potrebbero anche avere a disposizione i fondi per pagare direttamente le offerte di apprendimento utilizzate.

Il modello di personalizzazione proposto da Leadbeater afferma quindi che gli studenti non possono più rimanere dipendenti dai docenti, in quanto devono chiedere, porsi degli interrogativi e cercare le soluzioni migliori. Essi non dovrebbero continuare ad essere semplici consumatori della conoscenza trasmessa dal docente, ma essere maggiormente implicati e responsabilizzati nella partecipazione e nella co-progettazione del servizio richiesto.

Il dottor David Hopkins considera l'apprendimento personalizzato uno dei principali pilastri della riforma, mentre il dottor Michael Fullan ricorda che negli Stati Uniti il concetto di apprendimento personalizzato è più comunemente associato con l'istruzione differenziata.

Definizioni Il termine "personalizzazione" deve essere distinto dal termine "differenziazione", in relazione all'opportunità di scelta che viene offerta allo studente rispetto a cosa apprendere, quando e come. La frase che spesso viene utilizzata per descrivere l'apprendimento "any time, any place or any way" non indica necessariamente un'illimitata possibilità di scelta, poiché chi apprende ha comunque degli obiettivi da raggiungere. Comunque, è possibile offrire a chi apprende l'opportunità nel modo che preferisce e che ritiene più adatto ai propri stili e alle proprie attitudini di apprendimento.

Talvolta "personalizzazione" è impropriamente utilizzato come sinonimo di "individualizzazione": i due termini hanno due distinte implicazioni pedagogiche.