240px|thumb|right|L'albero della vita con il nome delle Sefirot e i sentieri in ebraico. L'albero della vita ( ʿEtz Ḥayyim) o Albero delle Sefirot nella Cabala ebraica è una rappresentazione simbolica delle dieci Sefirot attraverso le quali l'infinito divino si manifesta e si rapporta con la realtà.
Le Sefirot costituiscono uno dei concetti fondamentali della mistica cabalistica e il loro insieme è rappresentato secondo diverse configurazioni, tra cui il cosiddetto albero sefirotico, la cui struttura è considerata una rappresentazione simbolica della cosmogonia propria della mistica cabalistica.
L'espressione «albero della vita» è stata inoltre associata dai cabalisti all'albero della vita menzionato in Genesi , sebbene il rapporto tra le due immagini non sia esplicitato nel testo biblico, e sia ritenuto frutto di una interpretazione della tradizione mistica successivaPer l'uso di Etz Ḥayyim nella tradizione mistica ebraica e per la sua associazione con il diagramma delle dieci Sefirot, si veda ; per l'opera Etz Ḥayyim di Ḥayyim Vital, cfr. ..
Simbologia
ritengono che l'Albero della Vita sia un adattamento ebraico di simboli già presenti presso i popoli antichi: in effetti, ritroviamo in Egitto il sicomoro sacro come pure il Djed, che giocano un ruolo importante nell'esoterismo egizio. Altri Alberi della Vita esistevano ad esempio nella tradizione mesopotamica di Elam con potenti risonanze cosmogoniche. Sotto nomi diversi una stessa percezione si è installata in differenti culture: l'Albero della Vita si chiama l'Aśvattha in India, l'Albero Bo o la ficus religiosa dei Buddhisti, il frassino Yggdrasil dei popoli nordici, l'Asherah originale degli Assiri, il Java-Aleim della tradizione cabalistica caldeaFonte: "Arbre de Vie" su Esopedia..
Resta però il fatto che l'Albero della Vita cabalistico deriva sotto tutti gli aspetti dalla cosmologia ebraica e che i processi filologici, semantici e metafisici della sua elaborazione non dipendono affatto dalle tradizioni predette. L'essenziale della dottrina cabalistica afferente all'Albero Sefirotico è in effetti da ricercare nella letteratura midrashica, specialmente quella risalente alla fine del periodo del Secondo Tempio e riguardo alla quale lo Zohar propone una sintesi delle più complete.
Conviene precisare che l'Albero sefirotico così come lo rappresenta la Cabala ebraica è apparso solamente nel III secolo della nostra era in seno alle scuole rabbiniche. Ed è più globalmente nel XIII secolo che si espande più in particolare in seno alle scuole del sud della Francia e della Spagna. Ma se le forme differiscono da una cultura a un'altra, il fondo, l'essenza resta la stessa e conviene, per essere rigorosi, osservare le appropriazioni esclusive di certi popoli nei confronti di principi spirituali che sono all'origine liberi e universali.
Questo Albero della Vita può essere visto come la rappresentazione del processo di creazione che mette all'opera, tanto nel Macrocosmo che è l'Universo che nel Microcosmo che è l'Essere Umano, energie o potenze creatrici che emanano dal CreatoreSecondo l'Angeologia Tradizionale http://www.72anges.ca. Informazione tratta dallAngelica Yoga tome 1 del Dr François Bouchard, Denise Fredette p. 22-27. La mistica della Cabala utilizza l'Albero della Vita per tentare di distinguere l'Essenza Infinita (En Sof) di un Dio Unico e Creatore, nella maniera in cui egli ha creato a partire dal vuoto (ex nihilo) questo mondo finito (Sof) che è il nostro.
Questo Albero della Vita è impiegato ugualmente nella magia ermetica. Il processo di formazione analizzato allora è quello dell'atto magico, e il ruolo specifico di una Sephira nell'atto magico considerato è attivato dall'invocazione della potenza attiva che è associata ad esso.
Lo schema dell'Albero della Vita è formato da:
4 mondi, 10 centri energetici (o numerazioni chiamate Sephiroth), 3 veli di esistenza negativa non manifestata, 3 pilastri e 22 sentieri
il cui insieme forma le 32 vie della Saggezza (queste 32 vie corrispondono alle dieci Sephiroth e ai ventidue sentieri).
Le dieci sĕfirōt
Le dieci sĕfirōt sonoIbid p. 22-25 L'Arbre de Vie ou l'Ordinateur Cosmique:
Kèter ("corona" o "diadema regale"), centro della volontà creatrice, ispirazione dell'universo; Chokhmàh ("saggezza"), inizio e fine di tutto, pensiero; Binàh ("comprensione, intelligenza"), elaborazione e dunque matrice femminile dell'universo; Dàat ("conoscenza"), grande biblioteca cosmica che racchiude tutte le memorie dell'universo, è la cosiddetta "sephirah nascosta" e normalmente non entra nel computo delle dieci; Chèssed ("misericordia, grazia"), centro dell'organizzazione e della concretizzazione, dell'abbondanza, del potere e dell'autonomia; Ghevuràh ("giustizia, potenza, rigore"), dimora del "chirurgo celeste" che agisce perché le leggi cosmiche siano rispettate, si tratta del centro femminile dell'universo; Tifèret ("bellezza"), legame tra i mondi dello spirito e le realtà materiali, questo centro impianta nell'uomo la coscienza; Nèzakh ("vittoria, trionfo"), centro della bellezza che ispira, della materializzazione dell'amore; Hod ("gloria, onore, eternità"), centro che applica le leggi della sephirah di Binah a un livello vicino alla dimensione materiale, si tratta dello stadio finale dell'elaborazione del piano della vita; Yessòd ("fondamento"), centro che produce la realtà materiale, trasmette le informazioni di provenienza della coscienza superiore di Tiferet verso il mondo fisico e viceversa; Malkhùth ("regno"), centro che rappresenta la realtà fisica, associata al pianeta Terra.
I tre pilastri Le Sephiroth sono spesso ripartite in tre colonne, o gimel kavim ("tre linee" in ebraico). Nelle cerimonie iniziatiche, i due pilastri esterni sono rappresentati dai due pilastri del Tempio di Salomone, Boaz ("la forza è in lui") (il bianco, a destra) e Jachin ("egli stabilisce") (il nero, a sinistra); l'iniziato essendo lui stesso un terzo pilastro della conoscenza, posto tra gli altri due.
L'alternanza di destra / sinistra / centro ha dei paralleli in altri simbolismi: Attività, Passività, Equilibrio. Lo Yang, lo Yin, il Tao. Il Padre, la Madre, e il Bambino. La forza, la forma, la coscienza.
Pilastro della misericordia La colonna di destra (in ebraico, kav yamin) è dominata da Khokhmah. È Jachin la bianca, il pilastro della forza, delle tendenze maschili. Le Sephiroth di questo pilastro (Khokhmah, Chessed, Nezakh) corrispondono a stati attivi.
Questo pilastro è dominato dai principi attivi, di costruzione, di cinetica.
Nella simbologia esoterica, la progressione lungo questo pilastro corrisponde alla magia baccanale dell'ebbrezza, quella dell'invocazione, dove la coscienza è modificata dalla messa in gioco delle emozioni.
Pilastro del rigore La colonna di sinistra (in ebraico, kav smol) è dominata da Binah. È Boaz la nera, il pilastro della forma, degli aspetti femminili. Le Sephiroth di questo pilastro (Binah, Ghevurah, Hod) corrispondono a stati di struttura, passivi.
Questo pilastro è dominato dalle simbologie passive di statica, di distruzione.
Nella simbologia esoterica, la progressione lungo questo pilastro corrisponde al velo del mago, dell'occultismo, dell'evocazione. La coscienza è modificata dal rigore, dallo studio e dalla conoscenza.
Pilastro della coscienza La colonna centrale è dominata da Keter, ed è chiamata il pilastro dell'equilibrio, o della coscienza. Le Sephiroth questo pilastro (Keter, Tiferet, Yessod e Malkhut) traducono un equilibrio tra forza e forma, maschio e femmina, azione e struttura: corrispondono a stati di coscienza equilibrata.
La via di questo pilastro è soprannominata la via della freccia. È la via filosofica e mistica, che comincia con la devozione e finisce con la contemplazione.
I tre veli L'Albero della Vita è tradizionalmente diviso in quattro sezioni, separate da tre veli orizzontali. Il primo velo è quello dell'iniziazione. Esso forma il limite tra Malkhut e il resto dell'albero. L'iniziato che supera questo velo, all'inizio del suo lavoro, prende coscienza del mondo non materiale, e può cominciare a padroneggiare il dominio spirituale e mentale. Il secondo velo è il Paroketh. Esso separa le tre Sephiroth del mondo psichico (Yessod, Hod, Nezakh) da quelle dei domini superiori. L'iniziato che lo supera raggiunge la piccola illuminazione, la nascita di Tiferet, e prende coscienza della sua natura profonda. Il terzo velo è quello della coscienza stessa. Esso attraversa Daat, la non Sephira della conoscenza, e separa le tre Sephiroth del mondo mistico (Tiferet, Ghevurah, Chessed) dalle tre Sephiroth metafisiche (Binah, Khokhmah, Keter). L'iniziato che lo supera raggiunge la sua natura divina, ma perde la propria individualità: è il dominio dell'estasi mistica. Un quarto velo, il velo dell'esistenza, separa l'Albero della Vita stesso dal non creato primordiale, l'Ain Soph Aur. L'iniziato che lo supera raggiunge Dio, ma perde la sua esistenza (perché è scritto che nessuno può vedere Dio e vivere).
I quattro mondi
thumb|right|L'Albero della Vita derivato dal Fiore della Vita. i 4 mondi sono:
Atziluth: l'Emanazione (gli archetipi, i concetti, la mente astratta), Beri'ah: la Creazione (la mente concreta, le forme pensate), Yetzirah: la Formazione (le emozioni, i sentimenti, l'astrale), Asiyah: l'Azione (la cristallizzazione). Per completezza, si include di solito anche un Quinto Mondo, una fase precedente, Adam KadmonIl quinto mondo primordiale, Adam Kadmon, è spesso escluso dalle corrispondenze a causa della sua trascendenza. che viene premessa alle quattro categorie per renderle complete come i regni spirituali della Cabala, nella catena discendente dell'Esistenza: il Seder hishtalshelus (ebraico: סדר השתלשלות) che implica "l'ordine di sviluppo" o "ordine evolutivo" della Creazione Universale, quindi nel significato letterale, "il processo di concatenamento". La corrispondenza fra i quattro mondi e l'Albero della Vita si può fare seguendo vari sistemi.
Una prima corrispondenza dà: Atzilut corrisponde a Keter. Beri'ah corrisponde a Khokhmah e Binah. Yetzirah corrisponde alle sei Sephiroth successive. Asyiah corrisponde a Malkhut.
Una seconda corrispondenza, geometrica, s'interessa più delle interazioni tra Sephiroth, e tende a centrare ogni mondo su una delle Sephirot del pilastro centrale e sul passaggio di un velo. Questa corrispondenza si legge nei motivi circolari dell'Albero della Vita, e associa un mondo a ogni cerchio che serve a tracciare l'albero Asyiah è centrato su Yessod, e si estende da Malkhut a Tiferet, includendo Hod e Nezakh, e attraversando il velo dell'iniziazione. Yetzirah è centrato su Tiferet, e si estende da Yessod a Daat, attraversato dal Paroketh. Esso include dunque Chessed, Ghevurah, Nezakh e Hod, e raduna le sei Sephiroth associate allo Zoar Anpin (il piccolo volto, o Microprosopus). Ber'iah è centrato su Daat, e si estende da Tiferet fino a Keter. Esso è attraversato dal velo della coscienza, e contiene Khokhmah, Binah, Chessed e Ghevurah. Atzilut è centrato su Keter, e si estende da Daat fino ad Ain Soph Aur. Esso comprende Khokhmah e Binah, ed è interamente al di là dell'abisso formato dal Paroketh.
Una terza corrispondenza è da avvicinare al detto "c'è un albero della vita in ciascuna Sephirot". Qui, ogni mondo è considerato come avente il proprio albero della vita; il Keter del mondo inferiore coincidendo con il Malkhut del mondo superiore. Così, nel processo di formazione, ogni mondo è descritto da un albero autonomo, attivato dal risultato del mondo superiore, e la cui produzione attiva a sua volta il mondo inferiore.