La Coppa del Mondo di rugby 2015 () fu l8ª edizione della Coppa del Mondo di rugby, massima competizione internazionale di rugby a 15 organizzata da World Rugby. Nei logo ufficiali della competizione figura ancora l'acronimo dell'International Rugby Board, IRB, perché il suo cambio di nome in World Rugby avvenne nel 2014 a stadio già avanzato di organizzazione del torneo.
Si tenne dal al in Inghilterra e tecnicamente fu la quarta edizione a svolgersi in un solo Paese, il Regno Unito, anche se una delle sedi, il Millennium Stadium di Cardiff, in Galles, era esterna alla giurisdizione della federazione inglese organizzatrice. Il torneo fu ospitato da 13 stadi su 11 città, una delle quali, la capitale Londra, da sola ne mise a disposizione tre.
A laurearsi campione del mondo fu la , alla sua seconda affermazione consecutiva dopo quella di quattro anni prima in casa propria, e terza assoluta considerando la : con tale vittoria divenne la squadra dal palmarès più ricco della competizione e la prima a raggiungere i tre titoli mondiali. Gli All Blacks batterono in finale l' per 34-17, mentre a livello statistico l'Inghilterra stabilì un doppio record negativo, sia per essere stata la prima squadra di casa a non avanzare ai play-off che per aver subìto per la prima volta l'eliminazione nella fase a gironi. Ancora, fu la prima Coppa del Mondo in cui nessuna squadra dell'Emisfero Nord raggiunse le semifinali; passò anche alla storia come l'edizione con il più clamoroso sconvolgimento di pronostico nella storia del torneo, quando il sconfisse il nella prima partita di entrambe nella fase a gironi.
Dal punto di vista dell'affluenza registrò un record di circa due milioni e mezzo di spettatori sugli spalti.
Storia L'organizzazione Il l'IRB sollecitò ufficialmente la presentazione delle manifestazioni d'interesse all'organizzazione delle edizioni di Coppa del Mondo del 2015 e del 2019. L'invito riscosse la maggior adesione mai verificatasi prima d'allora: dieci federazioni, infatti, si dichiararono interessate a ospitare la manifestazione. Alle più o meno prevedibili , , , , Italia, e si aggiunse il , già candidato per il 2011, e anche e , benché queste ultime due in particolare avessero chiarito che la loro candidatura era relativa al solo 2019. Un'ulteriore manifestazione d'interesse, quella dell', fu ritenuta probabile a inizio 2008, prima dell'invito ufficiale, ma mai formalizzata.
Delle dieci potenziali candidate, la Giamaica si ritirò dopo neppure un mese, e la Russia la seguì a febbraio 2009 per portare avanti la candidatura alla Coppa del Mondo di rugby a 7 2013, successivamente assegnatale. Delle otto federazioni rimaste in lizza, Australia e Irlanda (quest'ultima comunque interessata solo a un ruolo di co-organizzatrice insieme al resto delle Isole Britanniche) abbandonarono il campo nella primavera 2009 per difficoltà finanziarie che non permettevano loro di rispettare i requisiti stabiliti dall'IRB, la quale si riservava una quota minima di spettanza di 80 milioni di sterline dall'evento indipendentemente dal risultato economico; in particolare, un'ulteriore motivazione al ritiro australiano era la presa d'atto che l'Oceania, dopo l'assegnazione della Coppa 2011 alla Nuova Zelanda, non avrebbe organizzato due edizioni consecutive di torneo. Una volta ritiratasi l'Irlanda, anche la Scozia, rimasta senza partner per ospitare congiuntamente la Coppa, e anch'essa disincentivata dalla richiesta dell'IRB di un minimo di 80 milioni di sterline di ritorno, annunciò di non avere più interesse all'organizzazione del torneo; di conseguenza anche il Galles si ritirò dalla gara prima ancora di presentare un progetto legato alla candidatura lasciando la sola Inghilterra in rappresentanza delle Isole britanniche a concorrere per l'organizzazione; lo stesso Galles tuttavia si dichiarò disponibile a ospitare incontri in cambio del sostegno alla candidatura inglese, offerta accettata dalla Rugby Football Union con l'inserimento del Millennium Stadium tra le strutture scelte per accogliere le gare del torneo ad assegnazione eventualmente ottenuta.
Le candidature ufficialmente presentate l' al consiglio dell'IRB furono quindi quattro: la citata Inghilterra, il Giappone, l'Italia e il Sudafrica. La candidatura inglese includeva alcune sedi storiche del calcio come Old Trafford a Manchester e Wembley a Londra, oltre a menzionare Millennium Stadium nel rispetto del patto con i gallesi. Quella del Giappone si proponeva, a detta della JRU, di allargare l'evento a tutta l'Asia orientale, tanto che in fase di redazione del piano da sottoporre all'IRB si ventilava l'ipotesi di giocare alcuni incontri a Hong Kong e a Singapore. La Federazione Italiana Rugby intendeva proseguire la tendenza di portare la Coppa del Mondo ai Paesi non anglosassoni dopo l'esperienza in Francia del 2007 nonché allargare la base nazionale di praticanti; il suo piano prevedeva l'organizzazione su nove sedi in Italia, tra cui Roma, Milano, Napoli e Torino con i suoi maggiori impianti calcistici, più il Vélodrome a Marsiglia, in Francia. Anche il Sudafrica presentò una candidatura per una delle due edizioni in palio, e annunciò di voler usare le sedi già costruite per l'allora imminente campionato mondiale di calcio che il Paese avrebbe ospitato un anno più tardi.
Il l'IRB ufficializzò le designazioni dei Paesi ospitanti: per l'edizione 2015 affidò l'organizzazione del torneo all'Inghilterra, mentre per il 2019 il Paese prescelto fu il Giappone.
A dicembre 2010 il presidente del comitato organizzatore Andy Cosslet designò Paul Vaughan, ex tesoriere capo della RFU, ad amministratore delegato, e partirono i lavori e le negoziazioni per assicurarsi le sedi ove svolgere il torneo. Obbligata la scelta di Twickenham per Londra, gli altri due impianti della capitale su cui l'interesse si posò furono lo stadio olimpico, costruito per gli allora imminenti Giochi del 2012, e Ashburton Grove, il nuovo stadio di calcio dell'. Oltre al citato Old Trafford a Manchester fu preso in considerazione anche Anfield, storico impianto interno del . Il furono ufficializzate le date di inizio e fine del torneo e la designazione di Twickenham come sede della finale. A settembre 2012 Paul Vaughan lasciò l'incarico e il suo posto fu preso dall'ex tennista, e direttrice sportiva del comitato organizzatore delle olimpiadi londinesi, Debbie Jevans; gli addetti ai lavori dubitarono della spontaneità di tali dimissioni, alla luce del fatto che le appena terminate olimpiadi erano state un successo, in termini di pubblico e incassi, che aveva alzato di molto lo standard organizzativo di una competizione di largo richiamo tanto da mettere a rischio le possibilità che la Coppa del Mondo potesse replicare tali risultati e spingere Federazione e altri soggetti economicamente interessati a cambiare la guida operativa del comitato e ad affidarlo proprio a Debbie Jevans.
Il , un anno dopo l'ufficializzazione delle date del torneo, furono comunicate le sedi scelte per ospitarne i 48 incontri: Londra confermò Twickenham e lo stadio olimpico, ma la scelta del terzo impianto cadde sul nuovo stadio di Wembley, normalmente dedicato al calcio, sia di club che internazionale; anche Manchester fu designata, ma non con l'Old Trafford bensì con il City of Manchester Stadium. Venuta meno l'opzione Liverpool, la scelta ricadde su Birmingham con il Villa Park, di proprietà dell'; Leicester, a differenza del 1991 e del 1999 in cui fu presente con Welford Road, ospitò i propri incontri al Leicester City Stadium, anch'esso impianto principalmente dedito alla palla rotonda; altri stadi calcistici designati furono Elland Road a Leeds, St James' Park a Newcastle upon Tyne, il Brighton Community Stadium e lo Stadium MK di Milton Keynes. Stadi di rugby, invece, erano Sandy Park ad Exeter e Kingsholm a Gloucester, oltre al Millennium Stadium a Cardiff, unico impianto fuori dall'Inghilterra.
A fine marzo 2015 anche Jevans si dimise dal suo incarico, adducendo ragioni personali alla base della sua decisione. Al momento della sua uscita dal comitato organizzatore, erano stati pre-venduti quasi 1,9 milioni di biglietti dei 2,3 totali. Al posto di Jevans fu nominato, per i rimanenti sette mesi di attività del comitato organizzatore, il direttore finanziario della RFU Stephen Brown.
Il torneo
Confermata la formula a 20 squadre, l'IRB fissò a marzo 2012 i criteri per stabilire le fasce di merito da utilizzare per il sorteggio dei gironi: le 12 squadre direttamente qualificate (ovvero le migliori tre di ogni girone dell'edizione di ) occuparono le prime tre fasce di merito per ordine di ranking al giorno del sorteggio (le quattro migliori in prima fascia, le quattro immediatamente successive in seconda fascia e le ultime quattro in terza fascia); la prima qualificata di Europa e Americhe nonché la qualificata di Oceania e Asia furono assegnate alla quarta fascia e, infine, la seconda europea e americana, la qualificata africana e la vincitrice del ripescaggio in quinta fascia. Ogni girone avrebbe contenuto una squadra per ogni fascia. Il sorteggio si tenne a Londra il , a qualificazioni ancora in atto, per cui erano note solo le tre squadre già qualificate di ogni girone. Il girone A, quello dell', fu subito ribattezzato il girone della morte vista la contemporanea presenza di e , che implicava che una di esse avrebbe raggiunto i quarti di finale; insieme alle tre citate furono sorteggiate Oceania 1 (che si rivelò essere ) e Ripescaggi (successivamente appannaggio dell'). Il girone B mise di fronte le tre qualificate dirette , e e le uscenti di Asia 1 () e Americhe 2 (). La campione uscente fu testa di serie del girone C che vedeva, oltre alle altre due qualificate e , la vincitrice dello slot riservato alla migliore africana (successivamente rivelatasi essere la ) e alla prima delle europee (). Infine il girone D, di fatto un Sei Nazioni in sedicesimo, con , e ad attendere la seconda delle europee () e la migliore delle americane ().
Nel 2014 l'IRB cambiò nome in World Rugby, ma l'organismo di governo della disciplina si premurò di render noto che i marchi apposti sulle competizioni già organizzate o ancora in essere non sarebbero stati modificati, ragion per cui il vecchio logo IRB rimase su tutte le presentazioni ufficiali e gli articoli di merchandising della Coppa del Mondo.
La fase a gironi
Come detto, il raggruppamento A dell' fu chiamato dalla stampa «il girone della morte» perché una delle tre squadre del Top Tier di World Rugby avrebbe fatto compagnia alle due più indiziate di eliminazione e . Nonostante la vittoria, peraltro giudicata non convincente, per 35-11 su nella gara d'apertura del torneo, furono proprio gli inglesi a compromettere gravemente il loro percorso perdendo 25-28 la seconda partita del proprio girone contro il . La successiva vittoria gallese su per 23-13 lasciava all' la sola opzione di battere l' per passare il turno, ma tale eventualità non si concretizzò: gli Wallabies vinsero 33-13 procurando ai padroni di casa una clamorosa eliminazione: prima di allora, infatti, né la squadra del Paese organizzatore in generale, né la stessa Inghilterra in particolare, erano mai uscite dal torneo dopo la fase a gironi. Percorso netto per l' invece che, battendo 15-6 il nell'ultima gara, vinse il girone con 4 successi e mandò i suoi avversari ai quarti di finale da seconda classificata.