Marino è partecipe delle rivendicazioni contadine e sociali che culminano nel "biennio rosso" (1919-1920), ma subisce fondamentalmente con passività l'avvento del fascismo. Negli anni della dittatura fascista a Marino viene inventata la Sagra dell'Uva (1925), che diventerà nei decenni successivi motivo di lustro internazionale per la città.
Dopo aver subito duramente la seconda guerra mondiale nel suo territorio, Marino si risolleva dalle sue macerie per opera di litigiose amministrazioni socialiste e comuniste: nel 1945 nasce la Cantina Sociale Gotto d'Oro, negli anni cinquanta viene avviato il piano per la ricostruzione che prevede la prima urbanizzazione delle frazioni di Santa Maria delle Mole e Frattocchie. La crescita a dismisura delle frazioni, spesso frutto di edilizia abusiva frenata a stento dal piano regolatore generale del 1976, portò ben presto a spinte autonomistiche come quella della frazione di Ciampino, resasi autonoma nel 1974, imitata senza lo stesso successo trent'anni dopo dalle altre frazioni nel breve periodo di indipendenza del comune autonomo di Boville (1993-1994).
I primi decenni del Novecento (1900 - 1922)
La vitivinicoltura dei Castelli Romani, e di Marino in particolare, visse alla fine dell'Ottocento un periodo di crisi. Sul piano macroeconomico, i viticoltori locali subirono gli effetti della depressione economica di fine secolo, aggravati dalle politiche protezionistche adottate dal Governo italiano (guerra doganale con la Francia, 1888-1898). La produzione viticola inoltre fu sconvolta dalla comparsa della filossera, oltre che dalle calamità tradizionali: l'oidio, la peronospora, la grandine. Nel 1899 e nel 1904 si verificarono grandinate nel periodo dell'invaiatura dell'uva, con effetti devastanti sull'economia locale. Le conseguenze della grandinata del 1904 furono documentate in un cortometraggio muto di Filoteo Alberini ("Il disastro di Marino nei suoi dettagli"). La crescente facilità di comunicazioni tra Roma e Marino (nel 1889 era stata aperta la ferrovia Roma-Albano, e nel 1906 sarebbero entrate in servizio le tranvie dei Castelli Romani) portò in quegli anni un gran numero di villeggianti a Marino e negli altri centri dei Castelli Romani. In questo contesto, nacque l'intuizione di organizzare una festa per celebrare Marino ed il suo vino: le "feste castromenie", dal nome di Castrimoenium, municipium romano che si riteneva localizzato nell'area di Marino.
Il comitato esecutivo per le "feste castromenie" fu presieduto dallo scultore Giulio Monteverde, villeggiante a Castel Gandolfo, e composto tra gli altri dallo scultore Lorenzo Cozza, dal pittore Cesare Antonelli, da Ernesto Prosperi, da Pietro Gentili, arazziere dei Sacri palazzi, dal "giornalista caricaturista" Romeo Marchetti, oltre che dal sindaco di Marino, Lodovico Capri, e da Giuseppe Desideri, assessore comunale a Roma e vicepresidente del comitato organizzatore. I festeggiamenti si svolsero tra l'11 settembre e il 10 ottobre 1904; per tutto il mese di settembre, Marino fu meta di visitatori grazie agli eventi organizzati. L'11 settembre fu organizzata una fiaccolata nel Bosco Ferentano, con "passeggiata nipponica" e concerto di un settetto mandolinistico nel bosco; la fiaccolata fu ripetuta il 25 settembre. Domenica 25 settembre a Palazzo Colonna si tenne un "grande concerto", diretto da Pietro Mascagni, con la partecipazione tra gli altri del tenore Francesco Marconi, alla presenza del principe Prospero Colonna, sindaco di Roma. Il 25 settembre sfilò un corteo mascherato, al quale presero parte gli stessi artisti organizzatori della festa. Il corteo venne ripreso da Filoteo Albertini in un cortometraggio muto intitolato "Le feste castromenie a Marino", uno dei primi esempi di cinematografia dal vero. Furono organizzate l'illuminazione delle vie principali e delle fontane, tombole di beneficenza in favore dell'Asilo infantile, della Congregazione di Carità e dell'Ospedale, una "lanciata di bombe" il 25 settembre e fuochi artificiali in piazza del Plebiscito il 29 settembre, due conferenze a Palazzo Colonna, una su Vittoria Colonna (25 settembre) e l'altra sulla battaglia di Lepanto (6 ottobre).
Nel 1908 nacque a Marino Palmira Vitali, contralto, coniugata al maestro Vincenzo Marini. Morì nel 1983 ed è sepolta nel cimitero di Marino.
Nel contesto di vivace partecipazione alla vita politica, all'inizio della prima guerra mondiale (1914), maturò la spedizione di sostegno alla Serbia invasa dall'Austria-Ungheria, cui parteciparono tre marinesi, i fratelli Cesare ed Ugo Colizza ed Arturo Reali, che insieme ad altri volontari garibaldini si unirono volontariamente all'esercito serbo. Cesare Colizza e quattro compagni caddero a Babina Gora, nei pressi di Višegrad, al confine tra Montenegro e Bosnia.Ugo Onorati e Edoardo Scialis, Eroi in camicia rossa, Marino 2014; Ugo Onorati, Partirono da Roma nel 1914, prima che altrove, i volontari garibaldini, in Strenna dei Romanisti, 76, 2015, pp. 391–402. Considerati "i Primissimi" tra i caduti italiani nella Grande Guerra,Antonino Zarcone, I precursori, Roma 2014, pp. 46-53. la memoria dell'episodio è oggetto di particolare attenzione in Serbia, come è stato dimostrato dalle commemorazioni nel centenario della prima guerra mondiale.
Nel 1916 iniziò lo sviluppo della "città giardino" di Ciampino, per iniziativa della Cooperativa Colli Parioli, in un'area del territorio comunale di Marino a ridosso del nuovo aeroporto. A partire dal primo dopoguerra, le località del territorio comunale (Frattocchie, Castelluccia, Due Santi, Cava dei Selci e Santa Maria delle Mole) iniziarono a svilupparsi formando veri e propri centri abitati.
Gli anni del fascismo (1922-1943) I fascisti fecero la loro comparsa ai Castelli Romani il 27 aprile 1921, quando un "tour" di propaganda squadrista toccò Frascati, Marino ed Albano.. Il movimento fascista ebbe qualche difficoltà di radicamento nella zona,. ed inizialmente fu composto da molti personaggi "riciclati" da precedenti esperienze politiche, nazionalisti, popolari e repubblicani conservatori.
Dopo la marcia su Roma (28 ottobre 1922), le squadracce fasciste scacciarono con la forza quasi tutte le amministrazioni prefasciste democraticamente elette: fu il caso delle giunte popolari di Ariccia,. Rocca di Papa,. Frascati,. Grottaferrata. e di quella socialista di Albano o anche del sindaco nazionalista di Monte Compatri.. A Marino invece, l'amministrazione repubblicana decise di aderire ufficialmente al Partito Nazionale Fascista.. Lo stesso fenomeno di trasformismo accadde con la giunta popolare di Castel Gandolfo. e con il sindaco nazionalista di Rocca Priora..
La seconda guerra mondiale (1943 - 1944)
Il 19 luglio 1943, giorno successivo al bombardamento di Roma, 525 aerei statunitensi colpiscono diverse zone periferiche di Roma, l'aeroporto di Roma-Urbe e l'aeroporto di Roma-Ciampino, all'epoca situato in comune di Marino: vengono uccisi diciotto civili marinesi.Zaccaria Negroni, Marino sotto le bombe (III edizione), p. 5. Una seconda incursione aerea su Ciampino causa alcune vittime civili il 17 agosto 1943.
Nel pomeriggio dell'8 settembre 1943, poche ore prima che il maresciallo Pietro Badoglio annunciasse la firma dell'armistizio di Cassibile, alcuni aerei statunitensi colpiscono il nodo stradale di Squarciarelli, in comune di Grottaferrata, tagliando le comunicazioni tramviarie tra Frascati e Marino e danneggiando gli impianti di sollevamento dell'acquedotto che rifornisce in parte anche Marino.Zaccaria Negroni, Marino sotto le bombe (III edizione), p. 6.
Nella notte tra il 22 ed il 23 gennaio 1944, alle 02.45 di notte, ingenti forze anglo-americane sbarcarono ad Anzio, creando una testa di ponte alle porte di Roma: da questa data si intensificano notevolmente i bombardamenti sui Castelli Romani.
Il 30 gennaio 1944, in seguito ad un'azione partigiana nella quale era stato gravemente ferito un ufficiale tedesco, a Marino viene fermato Ferdinando Lanciotti, il quale trovato in possesso di un'arma da fuoco viene fucilato sul posto. Il 1º febbraio 1944 vengono bombardate Ariccia ed Albano Laziale: la via Appia è impraticabile.
Mercoledì 2 febbraio 1944 alle ore 12.30 circa alcuni bombardieri North American B-25 Mitchell della 15ª United States Army Air Forces, dal tonnellaggio di 1360 chilogrammi di bombe ciascuno, bombardarono Marino colpendo il centro storico in diagonale: così Zaccaria Negroni, all'epoca capo locale del Comitato di Liberazione Nazionale, descrive il momento forse più tragico delle sue memorie di guerra, Marino sotto le bombe:
Venne completamente distrutto Palazzo Colonna, dove era stata installata una stadio radio tedesca -e pare che lo stesso feldmaresciallo Albert Kesselring se ne fosse appena servito-; furono anche completamente distrutte la fontana dei Quattro Mori, travolta dalle macerie della facciata orientale di Palazzo Colonna, e la Villa Colonna di Belpoggio, sede di un autoparco. Nell'attuale piazza Giacomo Matteotti il crollo delle abitazioni scoprì una delle torri della duecentesca Rocca Frangipane. L'unico obiettivo militare veramente sensibile presente nel territorio di Marino, ovvero il quadrivio tra la via Maremmana Inferiore e la Via dei Laghi, venne risparmiato dai bombardamenti anglo-americani.Zaccaria Negroni, Marino sotto le bombe (III edizione), pp. 14-16.
Il 17 febbraio 1944 il convento delle Piccole Sorelle dei Poveri, presso cui i tedeschi avevano allestito un deposito di armi e munizioni, venne colpito dai bombardamenti statunitensi: morirono diciannove suore.Zaccaria Negroni, Marino sotto le bombe (III edizione), pp. 25-27. Il 23 maggio 1944 un bombardamento a tappeto statunitense colpisce alcuni villini situati nell'attuale quartiere Villa Desideri e devasta una parte del Cimitero Comunale.Zaccaria Negroni, Marino sotto le bombe (III edizione), p. 28. Altre incursioni aeree effettuate su Marino negli ultimi giorni di maggio colpirono via Roma -27 maggio, sette vittime civili-, ancora il Cimitero Comunale -28 maggio-, il rione Castelletto -30 maggio, numerose vittime civili-, la Basilica di San Barnaba -31 maggio-.Zaccaria Negroni, Marino sotto le bombe (III edizione), pp. 128-30. Undici morti e numerosi feriti sono il bilancio di un'incursione aerea statunitense nel quartiere Borgo Garibaldi avvenuta il 1º giugno 1944.Zaccaria Negroni, Marino sotto le bombe (III edizione), pp. 30-31. Durante il periodo bellico, la popolazione civile cercò rifugio presso le grotte delle cantine, dove si considerava al riparo dalle incursioni aeree, e nelle gallerie della disattivata ferrovia Roma-Albano, specialmente nella galleria di Marino.
Con l'avvicinarsi della linea di fronte a Marino, il prefetto di Roma consegna al commissario prefettizio l'ordine di sgombero della città: questi a sua volta rimette ogni decisione in mano a Zaccaria Negroni, il quale per evitare la deportazione degli abitanti in qualche campo profughi e il saccheggio delle case abbandonate -come avvenuto ad esempio nella vicina Lanuvio- si rifiuta di far eseguire l'ordine di sfollamento.Tommaso Martella, Il sindaco ignorò l'ordine e Marino fu salva dal saccheggio - La Tribuna del Popolo - 18 dicembre 1945.Zaccaria Negroni, Marino sotto le bombe (III edizione), p. 33.
Durante la nottata fra 3 e 4 giugno 1944 ormai è chiaro che il fronte tedesco, attestato lungo la linea Hitler tra Lanuvio, Velletri e Valmontone sta inesorabilmente crollando: il ritiro dei tedeschi si intensifica, così come il cannoneggiamento alleato. I tedeschi organizzano una debole resistenza all'ingresso di Marino, in località San Rocco: all'arrivo dei primi soldati alleati provenienti da Grottaferrata si verificheranno scontri di piccola intensità che lasceranno sul terreno alcuni morti.Zaccaria Negroni, Marino sotto le bombe (III edizione), p. 36. Occupata completamente Marino, gli alleati nominano Zaccaria Negroni sindaco pro tempore e partono alla volta di Roma, liberata nella notte tra 4 e 5 giugno.