La diocesi di Comama (in latino: Dioecesis Comamena) è una sede soppressa del patriarcato di Costantinopoli e una sede titolare della Chiesa cattolica.

Storia Comama, identificabile con Sehiriyük nell'odierna Turchia, è un'antica sede episcopale della provincia romana della Panfilia Seconda nella diocesi civile di Asia. Faceva parte del patriarcato di Costantinopoli ed era suffraganea dell'arcidiocesi di Perge. La diocesi non è menzionata in nessuna Notitia Episcopatuum del patriarcato.

Incerta è l'attribuzione dei vescovi a questa antica diocesi, per le varianti presenti negli antichi manoscritti e per l'omonimia con altre diocesi. Il primo vescovo attribuito a Comama è Esichio, che assistette al concilio di Costantinopoli del 381. Sono cinque le liste episcopali note di questo concilio: le due in latino, pubblicate da MansiMansi, Sacrorum conciliorum nova et amplissima collectio, t. III, col. 570 B e col. 1179 A., riportano le varianti Commanensis e Cotenu; gli altri elenchi hanno la lezione Cotenna. Janin, basandosi unicamente sulla prima lista latina, attribuisce Esichio a Comama, riconoscendo in lui l'unico vescovo certo di Comama; Le Quien e Destephen invece lo assegnano alla diocesi di Cotenna, che è la variante prevalente fra i manoscritti.Destephen, Prosopographie du diocèse d'Asie, p. 450.

Il secondo vescovo attribuito a Comama è Efesio, chiamato Efestio da Le Quien, che sottoscrisse nel 458 la lettera dei vescovi della Panfilia Seconda all'imperatore Leone I dopo la morte del patriarca Proterio di Alessandria. Le Quien lo assegna ad una ecclesia Commaci, inesistente in Panfilia; per Destephen, che si riferisce all'edizione critica degli Acta Conciliorum Oecumenicorum di Eduard SchwarzACO II, 5, p. 58, 1.2 e p. 60, 1.10., Efesio è l'unico vescovo certamente appartenente a Comama.Destephen, Prosopographie du diocèse d'Asie, p. 261.

Alla stessa ecclesia Commaci Le Quien assegna il vescovo Giovanni, che il 20 luglio 518 sottoscrisse la petizione che il sinodo di Costantinopoli inviò al patriarca Giovanni II in favore della definizione di fede di Calcedonia e contro Severo di Antiochia e il partito monofisita. Il testo greco riporta l'espressione Ioannes episcopos Ymaton poleos, e cioè "Giovanni vescovo della città di Hymatai", termine che Le Quien propone di correggere in Commakon. Per Janin questa città resta sconosciuta, mentre HonigmannErnest Honigmann, Evêques et évêchés monophysites d'Asie antérieure au VI siècle, Louvain, 1951, pp. 135-136. sostiene l'esistenza di una diocesi di Hymatai, che tuttavia non è menzionata in nessuna fonte storica. SchwarzACO III, p. 66, 1.13. pensa invece ad un errore degli amanuensi e propone di correggere il termine Ymaton con Senneon, ossia la sede di Semnea.Un vescovo Giovanni di Semnea è documentato presente a Costantinopoli alcuni giorni prima della celebrazione del sinodo. ACO III, p. 74, 1.8. Destephen appoggia l'interpretazione di Schwarz.Destephen, Prosopographie du diocèse d'Asie, p. 490.

Dal 1933 Comama è annoverata tra le sedi vescovili titolari della Chiesa cattolica; il titolo finora non è mai stato assegnato.

Cronotassi dei vescovi greci Esichio ? † (menzionato nel 381) Efesio (Efestio) † (menzionato nel 458) Giovanni ? † (menzionato nel 518)

Note

Bibliografia Pius Bonifacius Gams, Series episcoporum Ecclesiae Catholicae, Graz, 1957, p. 450 Michel Le Quien, Oriens christianus in quatuor Patriarchatus digestus, Parigi, 1740, Tomo I, coll. 1025-1026 Raymond Janin, v. Comama, in Dictionnaire d'Histoire et de Géographie ecclésiastiques, vol. XIII, Paris, 1956, col. 353 Raymond Janin, v. Commacum, «Dictionnaire d'Histoire et de Géographie ecclésiastiques», vol. XIII, Paris, 1956, col. 367 Sylvain Destephen, Prosopographie chrétienne du Bas-Empire 3. Prosopographie du diocèse d'Asie (325-641), Paris, 2008

Collegamenti esterni La sede titolare nel sito di www.catholic-hierarchy.org La sede titolare nel sito di www.gcatholic.org

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