Lo stabilimento Stellantis di Melfi, precedentemente noto come SATA (acronimo di Società Automobilistica Tecnologie Avanzate S.p.A.), è una fabbrica che produce automobili a Melfi nella provincia di Potenza, attualmente gestita da Stellantis.
Storia Lo stabilimento fu costruito fra il 1991 e il 1993, in una zona agricola nei cui pressi sorgevano già altre realtà industriali, come lo stabilimento Barilla. Fu progettato dall'architetto Marco Visconti: originariamente concepito come un impianto integrato, si è successivamente evoluto in fabbrica modulare. L'investimento complessivo ammontò a 6,6 miliardi di lire, quasi per la metà coperti da sovvenzioni statali.
La produzione ebbe inizio nel gennaio 1994 con il modello Fiat Punto, da allora e fino al 17 maggio 2010, 5.000.000 di veicoli sono usciti dalle catene di montaggio della fabbrica melfitana. Nel 1995 la produzione della Punto venne affiancata da quella della Lancia Y, del resto le due vetture condividevano numerosi componenti sia a livello di telaio che di componentistica. Questi due modelli contribuirono significativamente all’aumento delle quote di mercato del gruppo Fiat in Europa.Giovanni Balcet, L'economia italiana. Evoluzione, problemi e paradossi, Donzelli Editore, 1997, p. 106.
Nel 1999 partirono i lavori di adeguamento e aggiornamento delle linee produttive dedicate alla seconda generazione della Punto, entrata ufficialmente in produzione nello stesso anno. Un altro investimento arrivò nel 2003 con la nuova Lancia Ypsilon, basata sulla medesima meccanica della Punto seconda serie.
Nel 2004 gli operai dell'impianto avviarono uno sciopero che bloccò la produzione per 21 giorni. Le principali rivendicazioni furono dovute all'equiparazione dei salari (inferiori del 20% rispetto a quelli degli altri stabilimenti Fiat in Italia) e l'abolizione della doppia battuta, ovvero l'obbligo, in vigore dal 1993, di svolgere per due settimane consecutive lo stesso turno (incluso il turno di notte). La doppia battuta, applicata unicamente nello stabilimento di Melfi, era considerata dagli operai una pesante ipoteca sui ritmi di vita e di riposo. Al termine dei 21 giorni, le principali richieste furono accolte, con un accordo tra la dirigenza Fiat e le principali sigle sindacali.
Nel 2005 si assistette a una profonda riorganizzazione della fabbrica. Dopo il trasferimento dell'assemblaggio della Lancia Ypsilon nello stabilimento di Termini Imerese, a Melfi rimase per un breve periodo la Punto di seconda generazione, in affiancamento alla Fiat Grande Punto, basata sul pianale FGA Small realizzato in collaborazione con la General Motors. Dal 2009, quest'ultima continuò a essere prodotta accanto alla sua derivata la Fiat Punto Evo.
Nel 2010 ripresero gli scioperi per protestare contro la riduzione delle pause e il richiesto aumento della produttività del 10%, a fronte di una diminuzione del numero di operai, molti dei quali passati in cassa integrazione. Durante le proteste, tre operai, Giovanni Barozzino, Marco Pignatelli e Antonio Lamorte, furono accusati di aver bloccato le macchine. Pertanto vennero licenziati e denunciati con l'accusa di sabotaggio ai danni dell'azienda. Sia il Tribunale di Melfi, sia la Corte di Appello, che la Cassazione respinsero le accuse dichiarandole infondate. Dopo la sentenza d’appello, gli operai furono formalmente reintegrati in azienda; tuttavia, la dirigenza Fiat stabilì che, pur mantenendo il salario e la possibilità di svolgere attività sindacale, i tre non potessero rientrare alle linee di montaggio. Gli operai continuarono ad esigere la completa reintegrazione nel loro posto di lavoro, cosa che avvenne dopo la sentenza di Cassazione del settembre 2013.
Dal 2012 e fino al 2014 l'unico prodotto destinato allo stabilimento di Melfi fu la Fiat Punto, che sostituì nella gamma le precedenti varianti Grande Punto e EVO.
Nel gennaio 2013, considerato il drastico calo di autovetture costruite nell'impianto melfitano, e a seguito del passaggio del sito produttivo fra le aziende controllate dal Gruppo FCA, si decise di destinare alla fabbrica due nuovi modelli. I lavori connessi all'implementazione delle linee produttive partirono nella seconda metà del 2013 e si conclusero nei primi mesi del 2014, con l'avvio della produzione della Jeep Renegade, modello di Sport Utility Vehicle della casa americana Jeep, e dalla Fiat 500X, un crossover che condivide meccanica e componenti con la Renegade. Questa scelta portò nei primi mesi del 2015 alla chiusura della cassa integrazione e quindi al rientro al lavoro di 5.418 persone, con l'aggiunta di 350 lavoratori provenienti da Cassino e Pomigliano. Il piano prevedeva inoltre l'assunzione di 1000 nuove addetti in tre mesi.
Nel luglio 2016 lo stabilimento ricevette lo “Special Award Oem: Smart Digital Operations”, dalla rivista tedesca “Automobil Produktion” e dalla società di consulenza Agamus Consult, motivato dalla applicazione sistematica e coerente delle metodologie World Class Manufacturing (Wcm), quale prerequisito per la realizzazione della Smart Digital Factory.
Nel 2019 iniziò la costruzione delle prime unità della versione ibrida plug-in della Jeep Compass.
Nel 2025 uscì di produzione dopo 11 anni la Jeep Renegade e la Jeep Compass mentre iniziò l'assemblaggio dei nuovi modelli DS N°8, a gennaio, e Compass di terza generazione, ad ottobre dello stesso anno. La Fiat 500X, la cui fine produzione era avvenuta inizialmente nel novembre 2024, è stata ripresa per un breve periodo nel 2025 per soddisfare la forte richiesta del mercato nordafricano.
Nel corso del 2026 sono entrate in produzione la DS N°7 e la Lancia Gamma. Contestualmente è stato annunciato che il quinto modello realizzato sulla piattaforma STLA Medium presso lo stabilimento sarebbe stata la seconda generazione dell'Alfa Romeo Tonale.
Struttura L'impianto presenta una superficie di circa 2.500.000 m² (di cui 1.750.000 m² Stellantis Plant e 750.000 m² parco fornitori). Al 2025 lavorano 4860 dipendenti all'interno del sito produttivo.
La scelta di collocare il complesso industriale proprio a Melfi è considerata strategica, dato il suo particolare insediamento geografico su una direttrice che collega bene la Basilicata con la Puglia e la Campania, ossia a pochi km dall'uscita autostradale di Candela sulla A16 Napoli-Canosa e sulla SS655 Bradanica, che collega Foggia a Matera.Pietro Fantozzi, Politica, istituzioni e sviluppo: un approccio sociologico, Rubbettino Editore, 2001, p. 234.
Esso include 230 robot per stampaggio, 66 per le operazioni di verniciatura e 36 dedicati al montaggio delle auto. Ci sono, inoltre, circa 30 aziende collegate all'indotto, tra cui Magneti Marelli, Snop Automotive, Benteler, Proma, Lear e HTL Fitting Italia. In questo grande complesso industriale si trovano, oltre ai padiglioni produttivi, gli uffici principali, il centro di calcolo con sala conferenze, i ristoranti e gli spogliatoi.
Dal 2015 è presente un presidio sanitario di pronta emergenza.
Automobili prodotte Auto in produzione Foto Marca Modello Inizio produzioneDSN°82025JeepCompass III2025DSN°72026LanciaGamma2026
Auto fuori produzione Foto Marca Modello Inizio produzione Fine produzioneFIATPuntogennaio 19941999LanciaY19952003FIATPunto19992004LanciaYpsilon20032005FIATGrande Punto20052012AbarthGrande Punto20072010FIATPunto Evo20092012AbarthPunto Evo20102012AbarthPunto20122014FIATPunto20122018FIAT500X20142025JeepRenegade20142025JeepCompass II20192025
Note
Voci correlate Siti produttivi di Stellantis Europe
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Collegamenti esterni
Melfi Categoria:Stabilimenti automobilistici in Italia Categoria:Aziende della provincia di Potenza