La Casa Fenoglio-La Fleur è un edificio storico di Torino e rappresenta una delle più manifeste testimonianze della stagione del liberty italiano, in grado di competere con le maggiori espressioni di rilevanza internazionale,. nonché vero emblema della stagione del liberty torinese..
L'edificio è compreso nel quartiere San Donato e sorge al centro di un'area di grande interesse architettonico che conta un'alta densità di altri esempi di liberty e neogotico, comprendendo anche il confinante quartiere Cit Turin.
Storia Progettata nel 1902 dall'ingegner Pietro Fenoglio come propria abitazione e concependola, secondo il gusto francese dell'epoca, come «casa-studio», ciò favorì la massima libertà di espressione del proprio talento creativo, nel pieno della gloriosa stagione del liberty torinese.
Tuttavia l'edificio ospitò per breve tempo la famiglia del noto ingegnere torinese, che pochi anni dopo la vendette all'imprenditore francese Lafleur. Egli vi abitò fino alla sua morte e i suoi eredi in seguito cedettero la proprietà alla nota organizzazione filantropica torinese La Benefica, che vi ospitò per alcuni anni i suoi «giovani derelitti»..
Risparmiata dai bombardamenti del secondo conflitto mondiale, l'intera struttura andò incontro a un lungo periodo di decadenza, fino alla fine degli anni novanta, quando fu oggetto di un frazionamento per essere nuovamente venduta a privati, che si sono occupati di un attento restauro conservativo.
Attualmente è sede di alcuni studi professionali e residenze private.
Descrizione L'edificio sorge al confine del centro storico e si sviluppa su tre piani fuori terra, più il piano mansardato. Esso è caratterizzato dalla privilegiata collocazione angolare lungo l'asse di corso Francia, in corrispondenza di via Principi d'Acaja, dove si trovano l'ingresso principale (civico 11) e l'accesso carrabile al giardino interno.
Sebbene la struttura sia connotata da un'impostazione piuttosto tradizionale tipica di un'abitazione alto borghese, l'edificio è un equilibrato esempio di utilizzo combinato di materiali. L'apparato decorativo è decisamente ricco seppur estremamente coerente con i più ricorrenti stilemi liberty fitomorfi, che si ritrovano diffusamente in tutto l'edificio ma che trionfano abbondantemente nel decoro del rosone superiore e nel caratteristico modulo angolare aggettante.
Quest'ultimo costituisce l'elemento di connessione delle due ali dell'intero edificio ed è impreziosito da un pronunciato bovindo con vetratura policroma che esibisce un sinuoso intreccio in ferro battuto. L'andamento ondivago è dichiaratamente riproposto nell'elegante linea dell'edicola in vetro che sovrasta il terrazzino, che pare citare esplicitamente le sinuosità parigine di Hector Guimard.Autore delle celeberrime pensiline della metropolitana di Parigi. Quest'ultima è stata ripristinata nell'ambito dell'attento restauro effettuato negli anni Novanta, che ha riportato l'intero edificio allo splendore originale.
L'opera di Fenoglio, infatti, qui più che mai sembra piacevolmente influenzata dalle correnti dell'art nouveau francese e belga, non solo per «l'attenta coerenza stilistica ma altresì per l'ambizione di conferire all'edificio una connotazione di respiro internazionale.»
Questo lo stimolo principale che spinse Pietro Fenoglio a dedicarsi personalmente alla progettazione di ogni più minimo dettaglio come il disegno dei telai degli infissi, i ricercati rilievi in litocemento, il portone interno che dà accesso all'androne principale, le chiambrane delle porte interne, nonché il singolare disegno dei caloriferi in ghisa..
Come arrivarci Metropolitana Fermi - Bengasi (fermata Principi d'Acaja).
Note Annotazioni
Fonti
Bibliografia
Voci correlate Liberty a Torino Ville e palazzi di Torino Villino Raby San Donato Art Nouveau
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