Biografia Nel 587 era magister militum vacans sotto il comando del magister militum per Thracias Comenziolo; divisa l'armata in tre, Comenziolo affidò proprio a Casto una delle tre armate, quella sinistra. Casto ottenne un successo sugli Avari presso Drazipara, accumulando un grande bottino che, però, affidato a un bucellario, venne ripreso dagli Avari in un attacco a sorpresa.Teofilatto Simocatta, II,10. Unite le forze con Martino presso Tomi e con Comenziolo a Marcianopoli, seguì il proprio superiore fino ai Monti Haemus; qui Comenziolo gli affidò il compito di andare in avanguardia per controllare i movimenti nemici; durante la missione, però, Casto venne vinto e fatto prigioniero degli Avari, che, però, successivamente lo rilasciarono.Teofilatto Simocatta, II,11-13 e 17.

Dal 593 al 595 risulta attestato a Roma come comandante delle truppe imperiali nella Città Eterna. Deteneva il rango di vir gloriosus. Presente all'assedio di Roma da parte di Agilulfo re dei Longobardi, Casto e il prefetto del pretorio d'Italia Gregorio appoggiarono il tentativo di papa Gregorio I di cercare di negoziare una tregua con i Longobardi, cadendo in disgrazia presso l'imperatore Maurizio; papa Gregorio cercò di difendere il loro operato in un'epistola rivolta all'Imperatore datata giugno 595.Papa Gregorio Magno, V,36.

Note

Bibliografia Fonti primarie Teofilatto Simocatta, Storie Papa Gregorio I, Epistole

Fonti secondarie PLRE IIIa, pp. 274–275 ("Castus")