La Jaguar XJ (X350) è un'autovettura di lusso prodotta dalla casa automobilistica britannica Jaguar dal 2003 al 2009.
Il modello subì due restyling: il primo, meno impattante, nel 2005, conosciuto come XJ (X356); il secondo, più profondo, nel 2007: la XJ (X358).
La X350, con i successivi restyling, è stata la settima generazione della serie Jaguar XJ, sostituendo la precedente XJ (X308).
Sebbene siano state prodotte circa 840 vetture nel 2002 - la prima vettura di produzione era numero di telaio 442 - le consegne della X350 iniziarono nel periodo marzo/aprile 2003. Mentre la linea esteriore e gli interni erano apparentemente tradizionali e richiamavano modelli precedenti, l'auto venne completamente riprogettata.
Il modello vide anche il ritorno della classica denominazione "XJ6", che richiamava il motore a sei cilindri, sebbene in configurazione a V e non in linea come le precedenti. Tutte le versioni erano equipaggiate solamente con il cambio automatico, che condivideva con altre Jaguar ed auto di marchi differenti di pari epoca.
La XJ X350 fu l'ultima Jaguar ad essere prodotta nello stabilimento Browns Lane di Coventry, stabilimento storico di Jaguar costruito nel 1938. In seguito alla chiusura dello stesso, nel 2005, la produzione della X350 - ora X356 - è stata trasferita a Castle Bromwich, Birmingham.
La X350 Specifiche l'ingegneria Il telaio e la carrozzeria della X350 erano costruiti in lega d'alluminio. Sebbene ricordassero una struttura simile a quella dei telai e delle scocche più convenzionali in acciaio, avevano due differenze: i componenti sottoscocca erano incollati assieme mediante un adesivo epossidico utilizzato in campo aerospaziale, mentre circa 3180 rivetti in acciaio al boro zincato erano impiegati per sostenere la scocca portante. Ciascuna monoscocca utilizzava 15 fusioni di alluminio, 35 estrusioni e 284 stampaggi. Ciò portava ad un alleggerimento della struttura del 40% ed un aumento della rigidità del 60% rispetto alla precedente XJ (X308). Infatti, il peso di una vettura a passo corto (5090mm), equipaggiata con il 3.0 V6, era di soli 1545kg. Ne conseguivano migliori prestazioni, un'agilità superiore e consumi ridotti. Per ridurre i costi di riparazione delle collisioni frontali e migliorare le tariffe assicurative - aumentate per la costruzione in alluminio - il body è stato progettato per resistere a un impatto di 16km/h senza danni strutturali, utilizzando un modulo frontale imbullonato (BOFE), ed un'estrusione di alluminio idroformato con copertura in schiuma ad assorbimento di energia come traversa del paraurti. È stato, inoltre, adoperato il magnesio, materiale con la stessa resistenza meccanica dell'alluminio ma con una leggerezza superiore del 30%, per i telai dei sedili e per le traverse interne alla plancia.
I bordi del cofano e del bagagliaio sono stati rifiniti con uno speciale adesivo "anti-flutter", per ridurre il potenziale rumore del vento.La nuova struttura ed il bisogno di incrementare la maneggevolezza imposero alcuni cambiamenti meccanici. La sesta generazione prevedeva delle sospensioni a doppi bracci oscillanti al posteriore, che furono sostituite, sulla X350, dal più sofisticato schema multi-link. Sempre per quest'ultima era previsto, sull'anteriore, un sistema a quadrilatero altro. Tutti i bracci erano in alluminio forgiato. Sia le sospensioni anteriori che quelle posteriori erano pneumatiche a smorzamento autoadattativo, ed autolivellanti. Esse erano controllate da una centralina apposita, posta dietro lo schienale posteriore, che, a sua volta, riceveva informazioni da 3 sensori d'altezza (2 posteriori ed 1 anteriore). Questo sistema, conosciuto come "Computer Active Technology Suspension" (CATS), regolava nell'arco di millisecondi le impostazioni degli ammortizzatori, con conseguenze sulla manovrabilità e dinamica di guida della vettura. Proprio a causa di ciò, Jaguar non ha mai offerto la selezione dell'altezza di marcia regolabile dal guidatore come, invece, facevano i concorrenti.
Le barre antirollio erano per tutte le versioni da 29mm per l'asse anteriore e 16mm per il posteriore, ad eccezione della XJ R che, vista la configurazione più sportiva, le aveva da 31mm sull'anteriore e da 17mm per il posteriore.
Il controllo dinamico di stabilità ed il controllo di trazione erano offerti di serie, mentre il differenziale era di tipo "aperto".
Design Il progetto X350 ebbe inizio nel 1996. Sotto la direzione di Geoff Lawson, all'epoca Direttore del Design Jaguar, fu nominato Fergus Pollock come direttore generale del progetto, e Tom Owen e Sandy Boyes come curatori della linea esterna.
Nel 1999, a progetto quasi ultimato, Geoff Lawson morì in seguito ad un ictus improvviso, e a lui succedette Iam Callum, direttore del design Jaguar fino al 2019.
Le peculiarità che differenziavano la X350 dalle serie precedenti della XJ includevano dei fanali anteriori esterni più larghi rispetto quelli interni, e delle ruote che erano localizzate più vicine agli angoli della vettura, con conseguente aumento del passo, che era paragonabile a quello della prima serie della XJ. All'inizio del 2004, non furono più cromati i montanti dei finestrini delle portiere, nascondendo, di fatto, il montante centrale. Il disegno della portiera posteriore e del lunotto ricordavano le berline Jaguar degli anni cinquanta e anni sessanta.
Rispetto alla XJ (X308) presentava una linea più tozza, alta e spigolosa - quest'ultima caratteristica perché non era possibile modellare la lega d'alluminio secondo le esatte linee del design -, generalmente meno apprezzata rispetto alla precedente. Ciò era causato della ricerca di maggiore spazio per gambe e spalle, con anche un'altezza complessiva maggiore - soprattutto nella parte posteriore - per aumentare lo spazio per la testa e, di conseguenza, l'abitabilità interna. Inoltre, sempre se paragonata con la serie precedente, la coda risultava nettamente più alta in proporzione al resto della vettura; ciò era stato necessario per aumentare la capacità del bagagliaio, ora di 470 litri. Infatti, in fase di sviluppo, non è stato possibile allargarlo poiché la carreggiata era già stata determinata, e non è stato possibile estenderlo all'indietro a causa della lunghezza complessiva.
Le linee di chiusura del bagagliaio e del cofano sono state progettate con uno spessore uniforme di 3,5 mm, mentre quelle delle porte di 3,8 mm, senza discontinuità visibili.
Il CX era di 0,32.
Dotazioni Era possibile configurare la vettura in maniera piuttosto vasta. Le modanature - sostanzialmente piastre in alluminio con impiallacciati posti sopra di esse e ricoperte da una vernice trasparente - presentavano di serie la radica di noce, che poteva essere di tipologie differenti a seconda dell'allestimento, o lacero “bird eye” con finitura olografica, a richiesta solo su alcuni allestimenti senza sovrapprezzo. Il "color trim", ovvero il colore della parte superiore della plancia, dei pannelli porta, del volante e delle cinture di sicurezza era personalizzabile. I colori disponibili erano tre: "Warm charcoal" (nero) e "Mocha" (beige) e "Granite" (grigio ghiaccio). Per il cielo i colori disponibili erano "Champagne" (simile al "Mocha" ma più chiaro) o "Dove" (grigio-azzurro chiaro). Il tappeto - moquette - era disponibile in colorazione "Mocha" o "Flint" (nero, corrispondente al "Warm charcoal").
Le opzioni previste per la selleria erano diverse: "Warm charcoal" (nero), "Dove", "Cramberry" (rosso) e "Ivory" (avorio). "Cranberry" era disponibile solo sugli allestimenti "R performance" o nel pacchetto "pelle a grana morbida" (di serie sulle Super V8). "Ivory" era una opzione a sovrapprezzo su tutte le versioni. Era offerto anche il "piping", ovvero una striscia a bassorilievo in prossimità delle cuciture dei sedili e dei pannelli porta, tipica delle vetture di lusso inglesi; esso era dello stesso colore del "color trim", ed era previsto di serie sulla Super V8 e parte del pacchetto "pelle a grana morbida" sulle altre versioni, con sovrapprezzo.
Il volante poteva presentare tre impugnature differenti: pelle e radica, offerto nelle dotazioni base, tutto pelle, offerto negli allestimenti "R sport" e di serie sulle XJ R, e tutto radica, offerto come dotazione di serie solo per la Super V8.
Erano offerti di serie, tra le altre cose, l'autoradio della Alpine, il climatizzatore automatico bi-zona (il quadri-zona era disponibile solo sui veicoli a passo lungo), specchi retrovisori elettrocromici auto-oscuranti con bussola, volante, pedali e sedili anteriori regolabili con tre memorie, sedili anteriori, posteriori e volante riscaldabili con tre regolazioni d'intensità, telefono cellulare precablato, tendina parasole per lunotto posteriore elettrica e sensori di parcheggio anteriori e posteriori.
Gli optional erano molti. Tra i principali, un'interfaccia touch screen per il controllo dei parametri della vettura, il navigatore satellitare, un telefono Bluetooth, un impianto multimediale posteriore con Bluray e DVD, fari allo xeno, cruise control, sistema audio Alpine Premium da 320 watt con 12 altoparlanti, tavolini da picnic rifiniti in radica (abbinata a quella delle modanature), schienali posteriori e poggiatesta abbinati regolabili elettronicamente con funzione lombare, tappetini in lana d'agnello, tendine parasole manuali per finestrini posteriori, tetto panoramico apribile. Era anche offerto il sistema "Jaguar Voice" per la segnalazione di vari messaggi tramite una voce sintetizzata da un computer.
Motori, versioni e trasmissioni Versioni Sigla motore Tipo Potenza e coppia @giri al minutoCilindrata, Alesaggio × CorsaXJ TDViDT172,7 L, V6, Diesel, biturbo 204 CV @4000, 435 N•m @19002.720 cm³ biturbo, 81mm × 88mmXJ6AJ303,0 L, V6, benzina, AJ-V6238 CV @6800, 293 N•m @41002.967 cm³, 89mm × 79,5mmXJ8AJ33/343,6 L, V8, benzina, AJ-V8258 CV @6250, 345 N•m @42003.555 cm³, 86.0 × 76.5 mmXJ8AJ33/344,2 L, V8, benzina, AJ-V8298 CV @6000, 411 N•m @41004.196 cm³, 86mm × 90,3mmXJR - Super V8AJ33/34 S4,2 L, V8, compressore volumetrico, benzina, AJ-V8396 CV @6100, 541 N•m @35004196 cm³ sovralimentato, 86mm × 90,3mm
Come la generazione che sostituiva, la X350 ereditò la configurazione V8 a 4 valvole per cilindro e doppio albero a camme in testa; ma su di essa venne adoperata la nuova versione da 4.2 litri, con potenze superiori e miglioramenti generali in tutta la gamma rispetto ai precedenti 4.0 litri. Questi ultimi, uno aspirato ed uno sovralimentato tramite compressore volumetrico, vantavano una potenza, rispettivamente, di 290 CV e 370 CV. Le nuove versioni da 4.2 litri, introdotti da pochissimo sulle S-Type, erogavano 298 CV per le versioni aspirate e 395 CV per le sovralimentate.
Un nuovo motore V8 da 3,6 litri (denominato come 3.5), fu introdotto per il mercato europeo; erogava 258 CV, ed era volto a sostituire il precedente V8 da 3,2 L e 240 CV. Interessante notare come il 3.5 fosse derivato direttamente dal 4.2 (quindi dal 4.0), e non dal 3.2 che sostituiva, con una diminuzione della corsa del pistone che lo rendeva l'unico 8 cilindri superquadro della gamma. Venne anche introdotto il primo V6 della serie XJ, denominato AJ-V6 (AJ30 nella versione da 3 litri prevista per la X350), già installato sulla X-Type e sulla S-Type, in cilindrate pari o inferiori. Esso altro non era che il V6 Duratec Ford, un motore inizialmente sviluppato da Porsche ed in seguito acquistato dalla Ford Motor Company con Cosworth che ne rielaborò ulteriormente il progetto. La versione Jaguar presentava diversi aggiornamenti, tra cui la fasatura variabile delle valvole, teste riprogettate da Jaguar stessa e bielle in polvere di metallo forgiata.