LAfrica Orientale Italiana (in sigla A.O.I.) fu una colonia italiana che univa l'Eritrea, la Somalia e l'Etiopia, annessa il 9 maggio 1936, in un unico territorio..

Era a sua volta divisa in sei governatorati: Governatorato di Amara, Governatorato dell'Eritrea, Governatorato di Harar, Governatorato di Galla e Sidama, Governatorato dello Scioa e Governatorato della Somalia. Era delimitata a occidente da una serie di bassure, che partono a nord dalla foce del fiume Barca seguendo la valle di detto fiume, poi quella del suo affluente di sinistra proveniente dalla zona di Càssala, il bassopiano del Sudan, alcune paludi, parte del Lago Rodolfo e arrivano all'oceano Indiano nella regione dell'Oltregiuba, presso la foce del fiume Tana, poco a nord di Mombasa.

Confinava con il Sudan Anglo-Egiziano e la Colonia e protettorato del Kenya a occidente e con il mar Rosso, il golfo di Aden e l'oceano Indiano a oriente. Tra l'Africa Orientale Italiana e il golfo di Aden si trovavano la Somalia francese e quella britannica, quest'ultima poi annessa alla Somalia italiana dopo la sua conquista da parte delle truppe italiane durante la seconda guerra mondiale. Cessò di fatto di esistere alla fine del novembre 1941, dopo la sconfitta italiana subita nella campagna contro gli Alleati durante la seconda guerra mondiale. La perdita formale della colonia avvenne alla firma del Trattato di pace a Parigi nel 1947.

Storia La conquista

Il 3 ottobre 1935 le truppe italiane guidate dal generale Emilio De Bono invasero l'Etiopia a partire dalla colonia eritrea a nord, mentre un fronte secondario fu aperto a sud-est dalle forze del generale Rodolfo Graziani dislocate nella Somalia italiana. Nonostante una dura resistenza, le forze etiopi furono soverchiate dalla superiorità numerica e tecnologica degli italiani e il conflitto si concluse con l'ingresso il 5 maggio 1936 delle forze di Pietro Badoglio, che aveva sostituito De Bono, nella capitale Addis Abeba.

Terminata la conquista dell'Etiopia il 9 maggio 1936, l'AOI fu proclamata con il regio decreto legge 1 giugno 1936, n. 1019, "Ordinamento e amministrazione dell'Africa Orientale Italiana", e di fatto riconosciuta dalla comunità internazionale, che il 14 luglio revocò le sanzioni economiche all'Italia fascista. Il Governatore generale dell'AOI aveva altresì il titolo di Viceré d'Etiopia. Ci fu un ammodernamento dell'ex impero etiope, diviso in quattro governatorati, per uniformarlo alle altre due colonie di Eritrea e Somalia, già da tempo possedimento italiano. Nel 1937 fu quasi completamente stroncata da Graziani la resistenza dei guerriglieri indigeni Arbegnuoc.

Potenzialmente, questi possedimenti nel Corno d'Africa costituivano una minaccia per le vie di collegamento e l'unità economico-militare dell'Impero britannico. Infatti le forze italiane avrebbero potuto agilmente interrompere i collegamenti continentali tra Il Cairo a nord e Città del Capo a sud, in particolar modo se le forze italiane fossero riuscite ad occupare Khartum e a realizzare un collegamento con la Cirenaica: tutto ciò avrebbe di fatto accerchiato l'Egitto e la nevralgica zona del Canale di Suez.

Nel 1938 fu comunque ottenuto il riconoscimento del possedimento italiano anche da parte di Inghilterra e Francia.

La guerra

Nel 1940 era l'Africa italiana a essere di fatto isolata, impossibilitata a ricevere rifornimenti diretti dall'Italia e completamente circondata da colonie britanniche; la mobilità delle forze italiane era inoltre minacciata dalla persistenza della guerriglia etiope. All'inizio del conflitto, il 10 giugno, le forze italiane presenti ammontavano a circa uomini tra Esercito, Marina, Regia Aeronautica e Finanza, nonché a circa soldati coloniali (àscari). Sebbene si trattasse di una forza ragguardevole, le truppe italiane erano distribuite su diversi e sterminati scacchieri operativi, da ciascuno dei quali era impossibile intervenire in aiuto di altri settori in difficoltà, a causa della assoluta inesistenza di collegamenti. Scarsa era anche la dotazione di automezzi delle forze italiane e la disponibilità di carburante. La maggiore mobilità delle forze italiane era quella dei reparti a cavallo di ascari, formazioni regolari che venivano affiancate quando possibile da bande irregolari.

Nonostante le difficoltà e comunque con una scarsa organizzazione, approfittando della superiorità momentanea le forze italiane iniziarono alcune operazioni offensive che portarono alla conquista di Cassala, città sudanese a pochi km dal confine, e del Somaliland, la Somalia britannica. In entrambi i casi i guadagni strategici non compensarono lo sforzo tattico e logistico. Cassala venne comunque presto ripresa dalle forze britanniche in Sudan, rinforzate con elementi provenienti dall'Egitto ed alcuni reparti indiani.

Il 27 marzo 1941, dopo la caduta della piazzaforte di Cheren, strenuamente difesa dal generale Orlando Lorenzini e i suoi uomini, e in seguito alla resa di Massaua l'8 aprile dello stesso anno, l'Italia di fatto perse i territori eritrei. Il 19 maggio, dopo un tentativo di resistenza sull'Amba Alagi, il viceré Amedeo d'Aosta si arrese con l'onore delle armi. La fine La guerra si concluse definitivamente soltanto il 28 novembre 1941, con la resa del generale Guglielmo Nasi al comando degli ultimi difensori di Gondar.

Continuarono però operazioni di guerriglia sotto il comando di Amedeo Guillet, perlopiù nella regione costiera. Questa guerriglia si esaurì nel 1943 nelle montagne del Tigrè, ai confini con l'Eritrea. Tra l'aprile 1942 e l'agosto 1943 si svolse il rimpatrio, via nave, di circa 28.000 civili italiani, in una missione umanitaria denominata missione speciale AOI.

Dopo la resa italiana, la Gran Bretagna istituì un'amministrazione militare (conosciuta come BMCO - British Military Administration) sui territori dell'ex A.O.I., mantenendo il controllo diretto sulla Somalia e sull'Eritrea fino al dopoguerra, mentre l'Etiopia riacquistò gradualmente la piena sovranità, sotto la corona di Hailé Selassié, nel dicembre 1944 con la firma di un accordo anglo-etiope, che restituì all'Etiopia la sua piena indipendenza e sovranità.

Ordinamento Suddivisioni amministrative

L'Africa Orientale Italiana era stata suddivisa in cinque governi con un regio decreto il 1º giugno 1936, al cui vertice vi era comunque la capitale Addis Abeba, sede del Viceré d'Etiopia e del governatorato centrale (poi divenuto anch'esso governo con il regio decreto dell'11 novembre 1938, col nome di Scioa). I Governi erano suddivisi in Commissariati di Governo, retti da un Commissario di Governo coadiuvato da un Vice Commissario, solitamente titolare anche della Residenza con sede nel capoluogo del Commissariato. I Commissariati erano suddivisi in Residenze, suddivise talora in Vice Residenze. Di regola la sede di Commissariato era dotata di scuole elementari, ufficio postale e telegrafo, infermeria con medico, pista per aeroplani. Le sedi di Residenze erano dotate di ufficio postale, telegrafo e infermeria con medico.

I 6 governatori dipendevano dal Viceré d'Etiopia. Le capitali dei governi italiani erano ad Asmara per l'Eritrea, a Gondar per l'Amara, a Gimma per la Galla e Sidama, ad Harar Jugol per l'Harar, a Mogadiscio per la Somalia. I territori di Amara, Galla-Sidama e Harar formavano all'epoca l'Impero d'Etiopia.

Presso le colonie orientali erano stati istituiti anche un servizio dell'Azienda Autonoma Statale della Strada (Regio decreto n. 1804 del 24 luglio 1936) e gli organi giudiziari italiani (Regio decreto n. 2010 del 21 agosto 1936).

Dopo il Regio decreto dell'11 novembre 1938 che creò il nuovo Governatorato dello Scioa al posto del Governatorato di Addis Abeba era così suddivisa:, p. 109. Ospitato su petitesondes.net.

Governo Capoluogo Commissariati Popolazione Italiani Targa Amara Gondar Commissariato di Beghemeder Commissariato di Debre Berhan Commissariato del Goggiam Orientale Commissariato di Gondar Commissariato di Semien Commissariato dell'Uollo Jeggiu Commissariato dell'Uag Lasta Commissariato del Goggiam Occidentale abitanti (0,56%) AM Eritrea Asmara Commissariato dell'Acchelè Guzai Commissariato del Bassopiano Occidentale Commissariato del Bassopiano Orientale Commissariato di Cheren Commissariato della Dancalia Commissariato dell'Hamasien ab. (4,83%) ER Harar Harar Commissariato di Arussi Commissariato del Cercer Commissariato di Dire Daua Commissariato di Ghimir Commissariato di Giggiga Commissariato di Goba Commissariato di Harar Commissariato di Adama ab. (0,63%) HA Galla e Sidama Gimma Commissariato di Baco Commissariato dell'Ovest Commissariato del Borana Commissariato del Caffa e Ghimirra Commissariato di Gimma Commissariato del Guraghé e Cambattà Commissariato del Magi e Sciuro Commissariato dell'Ometo Commissariato del Sidamo Commissariato dell'Uollega e Gundrù ab. (0,3%) GS Scioa Addis Abeba ab. (2,2%) SC Somalia Mogadiscio Commissariato dell'Alto Giuba Commissariato del Basso Giuba Commissariato dell'Alto Scebeli Commissariato del Basso Scebeli Commissariato della Migiurtinia Commissariato di Mogadiscio Commissariato del Mudugh Commissariato del Nogal ab. (1,67%) SOM A.O.I. Addis Abeba (1,37%)

Autorità

Precedentemente alla costituzione dell'Africa Orientale Italiana, l'area era sottoposta al controllo di un alto commissario nominato dal capo del governo italiano, secondo la legge n. 783 dell'11 aprile 1935.

Dal 15 gennaio 1935 venne nominato Emilio De Bono, che mantenne la carica fino al 27 novembre dello stesso anno: a lui viene sostituito Pietro Badoglio. Con la dichiarazione della nascita dell'Impero il 9 maggio del 1936, Badoglio diviene Duca di Addis Abeba e primo Viceré d'Etiopia e governatore dell'AOI, fino a quando, nel giugno, viene designato Rodolfo Graziani. Il 21 dicembre 1937 gli succede Amedeo di Savoia, duca di Aosta, che siede sul trono dell'Etiopia fino alla definitiva perdita dei territori nel 1941. Lo seguono brevemente Pietro Gazzera (dal 23 maggio al 6 luglio) e Guglielmo Nasi (fino al 27 novembre 1941).

Per quanto riguarda il Partito Nazionale Fascista, i primi federali di Addis Abeba furono: dal 1936, Vezio Orazi che fondò il fascio di Addis Abeba sostituito da Guido Cortese; dal 1937, Marcello Bofondi, già segnalatosi in Italia per le sue qualità di organizzatore.

Cronotassi Emilio De Bono (Alto commissario) 15 gennaio - 27 novembre 1935 Pietro Badoglio (Alto commissario) 27 novembre 1935 - 9 maggio 1936 Pietro Badoglio (Vicerè) 9 maggio - 11 giugno 1936 Rodolfo Graziani (Vicerè) 11 giugno 1936 – 21 dicembre 1937 Amedeo di Savoia-Aosta (Vicerè) 21 dicembre 1937 - 19 maggio 1941 Pietro Gazzera (Vicerè) dal 23 maggio - 6 luglio 1941 Guglielmo Nasi ((Vicerè) 6 luglio - 27 novembre 1941

Presenza militare

Il Regio Esercito poteva contare in questo periodo in Africa Orientale su due divisioni, la 65ª Divisione fanteria "Granatieri di Savoia", con i reggimenti 10ºSu due battaglioni Granatieri e il Battaglione alpini "Uork Amba". e 11ºSu due battaglioni Granatieri e un battaglione Bersaglieri. e la Divisione fanteria "Cacciatori d'Africa", con i reggimenti di fanteria 210º "Bisagno" e 211º "Pescara". A questi si aggiunsero trentuno battaglioni di Camicie Nere, svariati gruppi di artiglieria autonoma sia nazionale che coloniale, 24 carri medi M11/39, 39 carri leggeri CV33, sei squadriglie autoblindo Lancia 1ZM e una di autoblindo Fiat 611 e ventinove Brigate coloniali inquadrate della Forze armate dell'Africa Orientale Italiana. In totale si trattava di quasi seimila ufficiali, uomini di truppa nazionale e uomini di truppa locale.

La Regia Marina schierava, per i territori coloniali, la Flotta del Mar Rosso, costituita dalla III Squadriglia cacciatorpediniere (Battisti, Manin, Nullo, Sauro), dalla V Squadriglia cacciatorpediniere (Leone, Pantera, Tigre), da due incrociatori ausiliari tipo RAMB e da una nave ospedale (RAMB IV).