Le razze di The Elder Scrolls selezionabili e giocabili dal giocatore sono state quasi sempre dieci (divise in tre gruppi – umani, elfi e umanoidi – e con la possibilità di scegliere il genere del personaggio giocante tra maschile o femminile), ma aggiungendo anche le razze dei personaggi non giocanti e quelle precursori si arriva a un numero molto superiore.
A seguire una lista delle razze presenti nella saga di videogiochi di ruolo The Elder Scrolls della Bethesda Softworks.
Umani Bretoni I Bretoni sono la razza originaria della provincia di High Rock, sorta dall'unione tra i Nede della regione e i loro signori elfici; difatti, i territori corrispondenti all'odierna provincia di High Rock erano parte originariamente del regno elfico dei Direnni, il quale, contrariamente all'ortodossia elfica, non praticava alcuna forma di discriminazione razziale o asservimento coatto (sebbene i Nede, rispetto a gli Elfi, ricoprissero una posizione ben più "bassa" all'interno del tessuto sociale del regno) ma, anzi, incoraggiava nei limiti del possibile i rapporti tra le due razze. Il risultato di questo lungo processo d'integrazione interrazziale fu la nascita di un popolo di mezzelfi, denominato "Manmer", che a causa della sua natura ibrida si attirò, almeno inizialmente, l'astio e il disprezzo delle altre razze, soprattutto quelle elfiche. Con il passare del tempo però i Manmer, congiungendosi con il resto della popolazione nedica locale, aumentarono di numero sempre più e, dandosi l'appellativo di "Bretoni" quale proprio etnonimo, accrebbero esponenzialmente il proprio peso socio-politico, fino al punto di poter rivaleggiare alla pari con i loro stessi signori.
Grazie alle loro origini elfiche i Bretoni, a dispetto delle altre razze umane, riuscirono a sviluppare una profonda conoscenza della magia tale da renderli, in questo campo, temibili avversari anche per gli stessi Elfi (non a caso tra i più potenti maghi della storia di Tamriel figurano diversi Bretoni). I Bretoni non tentarono di controllare la provincia tramite la forza bruta, come stavano tentando di fare gli Elfi, gli Alessiani e i Nord, bensì attraverso il commercio e la fondazione di insediamenti in zone strategiche; alla fine della Prima Era, anche i centri urbani più grandi come Daggerfall e Camlorn erano sotto il controllo Bretone, che tuttavia non riuscirono mai a riunirsi sotto un'unica nazione. Infatti, data l'elevatissima sapienza, scaltrezza e intelligenza dei Bretoni, questi erano divisi in numerose orgogliose fazioni, tanto che ogni popolo di Tamriel riconosce a loro "l'invenzione" della politica. Non riuscendo a unificare le decine di feudi e regni che si erano formati nella regione, i Bretoni furono destinati a essere in balia dei grandi imperi di Tamriel. Nell'anno 417 della 3ª era, una strana forza, la cui natura è ancora sconosciuta, si scatenò nella regione, decimando gli eserciti e portando rovina e distruzione in molte contrade; tuttavia, essa ebbe il merito di semplificare la situazione politica della provincia ponendo di fatto le basi per una perpetua pace. I Bretoni sono convinti che la sconvolgente forza che diede origine al cosiddetto Miracolo della Pace, sia stata inviata dagli Dei di Nirn (probabilmente furono invece i più potenti e saggi maghi delle fazioni, che, riunitisi, decisero di compiere un sortilegio per portare l'armonia fra i Bretoni). È noto inoltre che fu grazie all'aiuto dei Bretoni che Tiber Septim riuscì a fondare l'Impero. Egli era un Nord, e i suoi fedeli combattenti avevano resistenza e forza fisica, ma peccavano in astuzia e abilità politica. Così Tiber chiese l'aiuto dei Bretoni, che formarono una potente corte attorno a lui, e, rimanendo dietro le quinte, orchestrarono la nascita dell'Impero di Tamriel.
Nella realtà, i bretoni (in lingua bretone: bretone, breizhiz) sono il gruppo etnico e la nazionalità collegata alla regione francese della Bretagna, discendenti dei gruppi linguistici brittonici che emigrarono dalla Gran Bretagna sud-occidentale - Cornovaglia inclusa - nel corso di varie ondate migratorie tra il III e il IX secolo, risultando dunque una delle sei nazioni celtiche.
Nella serie The Elder Scrolls i Bretoni hanno spesso dei nomi francesi (ad esempio Lucien Lachance e Mathieu Bellamont in Oblivion oppure Alain Dufont e Amaund Motierre in Skyrim), sebbene nei primissimi capitoli rendessero ad averne di più inglesi.
Nativi del Reach Una popolazione geneticamente attigua a quella dei Bretoni, in quanto anch'essa direttamente correlata alla stirpe dei cosiddetti Manmer (essendo stato anche il Reach parte, assieme a High Rock, del Regno dei Direnni), purtuttavia con sangue elfico relativamente maggiore rispetto al corredo genetico dei Bretoni, è quella dei Nativi del Reach, una regione montuosa sita tra High Rock e Skyrim. Organizzati storicamente in una sorta di federazione tribale con capitale Markarth, conosciuta anche come la Città di Pietra (essendo un antico avamposto di un più vasto complesso sotterraneo dei Dwemer), i Nativi del Reach sono organizzati in tribù con al vertice del loro tessuto sociale la figura delle temibili Hagraven, che ricoprono anche il ruolo di sacerdotesse, essendo tale popolazione seguace da tempo immemore di culti daedrici, legate in particolar modo alla figura di Hircine.
Caratterizzati da una cultura guerriera spietata ed alquanto spartana, temuta ed allo stesso tempo disprezzata dalle stesse popolazioni limitrofe dei Nord e degli Orchi, i Nativi del Reach si guadagnarono la fama di feroci e prodi razziatori già al tempo dell'Impero Alessiano, con i quali si scontrarono svariate volte a causa della sua natura espansionistica, per poi finire, dopo ardue e sanguinarie battaglie, conquistati temporaneamente dall'Impero di Reman Cyrodiil, desideroso al tempo di pacificare una zona altamente strategica sia per il suo essere un potenziale crocevia commerciale tra Cyrodiil ed i confinanti territori di High Rock e Skyrim, sia per le sue numerose miniere d'argento; dopo aver poi goduto di un certo periodo d'indipendenza politica, vennero conquistati definitivamente dall'armata di Tiber Septim, confluendo così nella provincia imperiale di Skyrim, dove furono completamente asserviti dai locali Nord.
Durante i tumulti della Grande Guerra, con le truppe imperiali provinciali impegnate altrove, i Nativi insorsero, uccidendo i pochi Nord rimasti in loco ed instaurando di fatto un loro Regno autonomo. Con lo Jarl di Markarth ritrovatosi dunque in esilio forzato, i miliziani di Ulfric Manto della Tempesta, dietro richiesta dello stesso Jarl, assalirono il neo-costituito Regno del Reach, massacrando chiunque si ponesse sulla loro strada, persino donne e bambini inermi, il tutto con la promessa che il culto di Talos (bandito dall'Impero a seguito della sigla del Concordato Oro Bianco con i Thalmor al termine del conflitto) potesse venir liberamente praticato nei territori del Reach, che naturalmente non verrà mai mantenuta; i Nativi tornarono così a essere sotto il giogo dei Nord, con i loro guerrieri più indomiti organizzati però in un violento movimento di resistenza sotto il nome di Rinnegati, mentre la campagna di Ulfric nella regione, culminata con il brutale assedio della città di Markarth - passato appunto alla storia come l'"Incidente di Markarth" per le sue implicazioni geopolitiche -, darà l'avvio alla guerra civile per la seccessione di Skyrim.
I nomi dei Nativi del Reach hanno radici gaeliche, o comunque celtiche più in generale, come ad esempio: Madanach, Muiri, Cedran, Donnel, Duach o Ainethach.
Imperiali Gli Imperiali, conosciuti anche come i Cyrodillici, sono la razza originaria della provincia di Cyrodiil (altrimenti nota come la Provincia Imperiale), generatasi dall'unione tra i cosiddetti Cyro-Nord, cioè i discendenti dell'unione tra i Nord stanziatisi lungo tutta la regione della Colovia (corrispondente alla porzione nord-occidentale di Cyrodiil) e le tribù nediche locali, ed i Nede del Nibenay (corrispondente grosso modo ad i territori orientali e centro-meridionali di Cyrodiil), quest'ultimi meticciatesi talvolta con akaviri ed elfi. Il loro Impero è conosciuto per la sua vastità e la sua prosperità, anche grazie alle truppe di fanteria leggera molto abili in battaglia.
Sono noti per la loro innata abilità nelle arti persuasive e commerciali. Eccellono particolarmente nelle arti belliche e magiche. Dopo la fine della Crisi dell'Oblivion l'Impero subì un regresso economico, militare e politico. La magia fu accusata dell'apertura dei Cancelli dell'Oblivion. Fu un duro colpo per la magia, in cui ognuno perse la fiducia: soprattutto per gli Elfi Alti (Altmer) che erano noti per le loro abilità magiche. Questo causò la riformazione del Regno degli Aldmeri regnato dalla fazione dei Thalmor. Nell'anno 29 4E la provincia di Valenwood aderì all'integrazione con il Regno degli Aldmeri e nell'anno 98 4E, i Thalmor, con un inganno (Per un anno intero le lune Masser e Secunda, divinità per i Khajiit, rimasero oscurate e dopo il ritorno delle due lune, i Thalmor affermarono di averle fatto ricomparire con la magia, acquisendo il favore del popolo felino), riuscirono a far sì che aderisse anche la provincia Khajiiti di Elsweyr. Questo consentì la composizione del Regno degli Aldmeri come lo conosciamo prima delle conquiste di Tiber Septim, nella Seconda Era. Nel 168 4E Titus Mede II sale al trono imperiale.
Nel 171 4E un carro arrivò all'Imperatore in veste di "regalo". Quando egli scoprì il carro, caddero 100 teste di soldati Blade, il corpo speciale che proteggeva l'Imperatore. Il carro conteneva una lettera di "Ultimatum" in cui venivano espressi chiari ordini da eseguire o tutta Tamriel sarebbe stato teatro di devastazione. La lettera ordinava la rimozione del culto di Talos (alias Tiber Septim), considerato eretico per la venerazione di un "umano"; lo scioglimento delle Blade, "artefici del culto di Talos" e la consegna della Città Imperiale. L'Imperatore Titus Mede II rifiutò l'ultimatum e scoppiò la Grande Guerra. La Città Imperiale fu perduta e riconquistata diverse volte, quando, dopo l'ultima riconquista di Cyrodiil da parte degli Imperiali, mentre tutta Tamriel era sotto assedio: i Redguard respinsero i Thalmor fuori Hammerfell (dichiarata indipendente dall'Impero dal popolo Redguard dopo la firma del Concordato Oro Bianco ritenendolo tradimento) e a Skyrim non ci fu possibilità di fermarli (Dopo gli eventi della Grande Guerra, anche qui parte dell'esercito imperiale e popolo di Skyrim formarono una ribellione contro l'Impero, i Manto della Tempesta, guidato dall'ex Legato Imperiale Ulfric Manto della Tempesta, accusandolo di Tradimento per aver firmato il Concordato Oro Bianco), Titus Mede II approfittò per arrendersi. Fu costretto a firmare il Concordato Oro Bianco minacciato da un soldato Thalmor. Il Concordato Oro Bianco ordinava l'eliminazione del culto di Talos e l'inquisizione sugli eretici che lo praticavano, lo scioglimento delle Blade e l'annessione delle provincie di Summerset, Valenwood ed Elsweyr al Dominio Aldmeri e il protettorato su tutto l'Impero.
Dagli spiccati tratti somatici mediterranei, gli Imperiali hanno generalmente nomi ispirati a quelli latini, ad esempio Sorex Vinius, Tullius, Camilla Valerius, Cicero, Mallus Maccius, ecc., il che si unisce con tutte le loro altre analogie con gli antichi romani. Tuttavia, a partire da Skyrim (ambientato duecento anni dopo gli eventi di Oblivion), molti nomi imperiali vanno ad assomigliare più a quelli italiani (Viola Giordano, Severio Pelagia, Vittoria Vici o Aventus Aretino), riflettendo il cambio della lingua nel tempo.
Nord