Pontrèmoli (Apua in Latino, Puntrémal AIS, atlante linguistico Italo-svizzero.
carta n. 2 nel dialetto della Lunigiana) è un comune italiano di 6 952 abitanti della provincia di Massa-Carrara in Toscana. Appartiene geograficamente e culturalmente alla regione storica della Lunigiana ed è il comune più settentrionale della regione.
Geografia fisica
Pontremoli è il comune più settentrionale della Regione Toscana, adagiato nell'alta vallata del fiume Magra, alla confluenza con il torrente Verde e la Valle del Verde, all'estremità nord-occidentale della regione storica conosciuta come Lunigiana. Il centro si trova in una conca circondata da altorilievi collinari, ed è ubicato su uno dei più antichi percorsi che collegano la Val Padana con la Liguria e la Toscana, un tempo percorso della Via Francigena, ed ancor oggi tracciato di importanti infrastrutture viarie come l'Autostrada A15 e la linea ferroviaria Pontremolese, che collegano direttamente Parma con la Spezia. È diviso in centro storico e Verdeno, la zona abitata costruita in tempi successivi al di là del torrente Verde.
Classificazione sismica: zona 2 (sismicità medio-alta), Ordinanza PCM 3274 del 20/03/2003 Classificazione climatica: zona E, 2166 GR/G Diffusività atmosferica: media, Ibimet CNR 2002
Origini del nome
In merito all'origine del nome, l'ipotesi più accreditata è dal latino "pontem (o pons) (populus) tremula", dovuto alla presenza di un antico ponte, oggi inesistente, sul fiume Magra, probabilmente costruito in legno di Populus tremula (Pioppo tremolo), che già compare nello stemma prima gentilizio, poi comunale, del paese. Altra ipotesi, è che l'aggettivo "tremula" sia dovuto alla precarietà del suddetto ponte, soggetto alle numerose alluvioni che, da sempre, interessano la zona .
Di altra origine, più incerta, sono le numerose modificazioni dialettali del toponimo: la posizione di confluenza del torrente Verde, un affluente di destra del Magra che nasce poco distante al Passo dei Due Santi, verso la località montana di Cervara, diede origine alla cosiddetta Valle del Verde, in antico dialetto tosco-ligure vergêma, nome dialettale a sua volta derivante dai dislivelli montani di pietra arenaria dovuti alle numerose frane cui è soggetto il luogo. Con l'espansione urbana del borgo poi, alcune sorgenti e polle d'acqua del suddetto torrente, dette i funtanin, furono chiuse, ma il nome dialettale rimase per sempre conosciuto come funtanin d' vergêma, poi traslitterato in funt'ergêma, quindi funtre-gê-ma, funtrêma-l e riadattata in italiano puntremal, pont-tremal. Il toponimo dialettale si andò formandosi nell'Alto Medioevo, tuttavia, ad oggi, non si sa ancora con certezza se alcuni documenti storici, come il diario di Sigerico di Canterbury, confermino la correttezza dell'interpretazioneIl Corriere Apuano, anno CV n.11, Pontremoli 17 marzo 2012.
Secondo una più recente ipotesi, il toponimo Pontremoli, analogamente a molti altri toponimi limitanei posti lungo la frontiera longobarda, deriva dal germanico *þramuz (bordo, margine, limite), e il suo significato originario sarebbe stato pertanto quello di 'ponte sul confine'. Esempi analoghi si ritrovano infatti, da sud a nord, a Tremoli (CS), a Tramutola (PZ), a Tremoleto (PI), a Tramin (BZ), e nella Val Tremola, al passo del San Gottardo.
Storia Età antica I primi insediamenti umani risalirebbero al I millennio a.C.; ritrovamenti di antichi reperti megalitici antropomorfi, sparsi più o meno in tutta la Lunigiana e meglio conosciuti come statue stele, oggi conservate nel museo dentro il sovrastante castello del Piagnaro, testimoniano la presenza di nuclei abitati. Il confine tra Liguri ed Etruschi cambiò più volte durante l'età del ferro. Nella Toscana nord-occidentale, l'area tra i fiumi Arno e Magra fu culturalmente allineata con gli Etruschi nella prima età del ferro, e divenne sotto controllo ligure nella tarda età del ferro. I fenomeni di mescolanze tra Etruschi e tribù autoctone, diedero vita a quelle che furono identificate come popolazioni di Liguri Apuani, con gruppetti di Liguri che si erano stanziati fino alla provincia di Pisa, e gruppetti di Etruschi che erano arrivati fino a Genova.
L'antica Apua L'ipotesi che Pontremoli corrispondesse alla leggendaria Apua, capitale dei Liguri Apuani, è assai fondata già ai tempi della tradizione umanistica. <br/ >Gli Apuani, dopo secoli di resistenza, furono sconfitti dai Romani nel II secolo a.C. e deportati nel Sannio perché con la loro guerriglia impedivano alle legioni l'occupazione del territorio circostanteCaciagli, Giuseppe, "Storia della Lunigiana", Arnera, 1992.. Una parte di essi però riuscì a ritirarsi verso le montagne, rimanendo nascosta nel folto dei boschi e nelle valli impervie, nei loro primitivi insediamenti. I resti dell'antica Apua sarebbero stati riconosciuti nei pressi di frazione Belvedere di Saliceto, lungo il corso del fiume Magra, a circa 3 chilometri dall'odierno paeseGuida ai misteri e segreti di Firenze e della Toscana, Milano: SugarCo edizioni, stampa 1987.
Il toponimo Apua fu dato dagli stessi antichi romani, ma fu tuttavia ripreso da radici più antiche e di origine incerta. Bisogna inoltre tener presente che gli antichi Liguri indicavano, con un nome, una comunità o un insieme di paesi (vedi ad es. gli odierni Zeri o Zignago o altri luoghi della Liguria)Dictionnaire geographique universel - Charles Maty, Michel-Antoine Baudrand Pagina interretialis. Nel IV secolo dell'impero romano, Apua fu ripopolata dagli stessi Liguri, a volte chiamata col nome di Abbia.
Oltre alle suddette tribù liguri, Apua ha dato il nome anche alle vicine Alpi Apuane, che però fanno parte del subappennino toscano, posto più a sud, e alla cosiddetta diocesi Apuana.
Roma Secondo alcuni storici la zona di Pontremoli era percorsa dalla Via Aemilia Scauri diretta al passo della Cisa.
Età medievale
Per Alpem Bardonis Tusciam ingressus, si diceva già nell'Alto Medioevo di chi passava dalla «Porta di Toscana»: così i Longobardi avevano definito la regione di Luni.
Nel VII secolo il primo nucleo abitato del paese comincia a chiamarsi Pons Tremulus.
Più tardi Carlo Magno, nel 774, dona all'abate di Bobbio anche la selva di Montelungo, assieme ai territori dell'Alpe Adra della Val Petronio e al borgo marino di Moneglia che diverrà così il porto del feudo monastico.
Nel Medioevo il borgo di Pontremoli cresce notevolmente soprattutto come stazione dell'antica via Francigena di pellegrinaggio verso Roma che, procedendo dal Passo della Cisa, attraversava l'intera Lunigiana. Nell'itinerario di Sigerico (scritto alla fine del X secolo), il borgo costituiva la XXXI tappa, ed era definito Pontremel dalla stessa antica arcidiocesi di Canterbury. Più tardi, verso la metà del XII secolo, un altro monaco benedettino, Nikulás Bergsson , provenendo dall'Islanda e diretto a Gerusalemme, seguirà lo stesso percorso annotando la sua sosta in Pontremoli nella sua relazione Leiðarvísir. Un altro percorso medievale era la Via dei Monti (anche detta Via de Pontremolo) che, attraverso la val di Vara, il Bardellone, Borghetto Vara e Brugnato, collegava Pontremoli all'approdo di Levanto.
Il borgo di Pontremoli, favorito dalla configurazione montuosa del territorio circostante, diventa una repubblica indipendente tra il XII ed il XIII secolo.
Nel 1167 si oppone a Federico Barbarossa impedendogli il passaggio della Cisa.
L'imperatore Federico II, visita più volte Pontremoli e, nel febbraio del 1249, proveniente da Cremona si trascina appresso in catene Pier della Vigna, il fido consigliere caduto in disgrazia e protagonista del magnifico Canto XIII dell'Inferno. Proprio in Pontremoli, «in platea ecclesie Sancti Geminiani» (Piazzetta S. Gemignano) lo fa crudelmente accecareLivio Galanti, nel 1980, inquadrò compiutamente questo importante capitolo della storia locale, associando le ricerche compiute nel 1904 dello storico Giovanni Sforza su alcune cronache piacentine alla successiva scoperta di un'esplicita chiosa trecentesca dellInferno posta su un codice della Biblioteca Mediceo-Laurenziana di Firenze. In forza di ciò nel 2002 Pontremoli viene formalmente inserita dal Centro Lunigianese di Studi Danteschi (CLSD) nel novero dei Luoghi Danteschi Lunigianesi e nel 2004 viene affissa un'epigrafe commemorativa per iniziativa del medesimo CLSD e del Lions Club "Pontremoli - Lunigiana", auspice l'Amministrazione Comunale.
Per circa due secoli, tra 1302 e 1502, Pontremoli sarà sede della curia della diocesi di Brugnato essendone di fatto una specie di enclave all'interno della Lunigiana che dipendeva invece dalla diocesi di Luni.
All'inizio del XIV secolo la rivalità tra le fazioni cittadine culmina con la costruzione nel 1322 della grande torre, incorporata in un lungo muro, costruita da Castruccio Castracani e detta Cacciaguerra perché separa la città in due parti abitate rispettivamente dai guelfi e dai ghibellini. Il secolo vede il susseguirsi di varie dominazioni di varie signorie sul borgo di Pontremoli: Diventa una signorie dei Fieschi nel 1251. Nel 1253 passa sotto i Pelavicini. Nel 1281 passa sotto la giurisdizione di Parma. Nel 1266 passa sotto i Malaspina di Filattiera ed i Fieschi. Nel 1268 torna sotto i Fieschi. Nel 1281 Parma ottiene la giuridizione superiore (amministrato ancora dai Fieschi). Nel 1288 i Malaspina di Filattiera lo conquistarono, ma continuarono ad avere Parma come superiore. Nel 1293 passa al dominio di Lucca. Nel 1319, dopo una guerra civile tra 1310 e 1319, viene ufficializzata l'annessione ai domini dei Fieschi.Nel 1321 passa ai domini degli Antelminelli. Nel 1331 Pontremoli è venduta da Giovanni I di Boemia a Mastino II della Scala, signore di Verona. Nel 1339 passa al dominio dei Visconti di Milano.
Nel 1404 il possesso del borgo passa alla genovese famiglia Fieschi, per ritornare poi nel 1433 nuovamente sotto il governo del duca di Milano Filippo Maria Visconti che lo dona alla figlia Bianca Maria come dote in occasione delle sue nozze con Francesco Sforza.
Età moderna
Nel 1495 Pontremoli è saccheggiata dalle truppe in ritirata di Carlo VIII re di Francia, nonostante il territorio fosse dominio di Ludovico il Moro, nuovo Duca di Milano. Il saccheggio è conseguenza della funestaProvocata dalle rivalità tra i principati italiani ne rivelò la debolezza militare e costituì l'inizio della perdita d'indipendenza, Indro Montanelli, Storia d'Italia discesa in Italia del re francese alla conquista del Regno di NapoliAl ritorno il re francese subì la disfatta nella battaglia di Fornovo. Ricordo di questo evento è la targa affissa alla base del campanile della vicina frazione di Mignegno.
Sconfitto Ludovico il Moro da Luigi XII, Pontremoli, come altre aree dell'Italia settentrionale, diventa possedimento francese dal 1508 al 1522.
Dopo la sconfitta di Pavia su Francesco I, nel quadro delle conquiste italiane dell'imperatore Carlo V, nel 1526 Pontremoli è concesso in feudo ai Fieschi. Ma dopo la loro congiura contro Andrea Doria (1547), il feudo ai Fieschi viene revocato e conferito a Ferrante I Gonzaga.
Pontremoli (all'epoca conta circa 6.000 abitanti) rimane quindi controllato da un governatore spagnolo, fino a quando non venne acquistata dalla Repubblica di Genova nel novembre 1647 con i feudi imperiali di Giovagallo e di Castagnetoli, con la promessa di ratifica reale della Spagna entro sei mesi e la relativa approvazione imperiale al prezzo di 200.000 pezzi da otto. Tuttavia, alla scadenza dei sei mesi, Genova rescisse il contratto.
Tre anni dopo, Filippo IV di Spagna, nella sua qualità di Duca di Milano, vende Pontremoli al granduca Ferdinando II de' Medici per la somma di 500.000 scudi.
Pontremoli entra quindi a far parte del Granducato di Toscana e, fatto salva la parentesi napoleonica, rimarrà in questa condizione fino al 1847.