Biografia Nacque a Torino il 17 settembre 1764, figlio di Roberto Girolamo e di Luigia di San Marzano. Dopo aver conseguito la laurea in legge, intraprese la carriera militare nell'Armata Sarda, divenendo nel corso del 1782 ufficiale dei Dragoni del Re. Nel 1787 fu nominato secondo scudiero delle principesse. Ottenuto un temporaneo congedo, fra il marzo 1790 e il giugno 1791 compì un lungo viaggio che lo portò, oltre che a visitare Firenze, Napoli e Roma, a viaggiare in Germania, Paesi Bassi e Austria. Questo viaggio gli consentì di ampliare e affinare la propria cultura politica e artistica, di cui diede testimonianza nei due volumi di memorie, rimasti inediti, scritti in questo periodo e nelle lettere indirizzate al padre. Nel 1791 sposò la signorina Carlotta Melania Duchi, da cui ebbe quattro figli, tra cui Cesare e Costanza. Nel 1792, aiutante di campo del padre, difese la Savoia contro gli invasori francesi e nel 1793 combatté nella campagna delle Alpi Marittime, distinguendosi nello scontro di Lantosca, dove caddero due suoi familiari. Nel 1801, chiamato da Napoleone Bonaparte a Parigi insieme ad altri notabili piemontesi al fine di fornire un parere circa l'amministrazione del Piemonte, dichiarò, con coraggio, di ritenere dannosa l'unione di esso alla Francia e consigliò vivamente di restaurarvi l'antica dinastia regnante. Non accettò la nomina a ciambellano di corte, che gli era stata offerta da Napoleone, ma nel 1808 fu costretto ad accettare quella di cerimoniere del principe Camillo Borghese. Alla restaurazione, nel luglio 1814 fu nominato ministro del re di Sardegna a Parigi, dove rimase sino al 1828. Ricoprendo questo incarico partecipò ai negoziati relativi all'unione della Liguria al Piemonte, alla restituzione di parte della Savoia, ai crediti verso la Francia, e contrastò le insidie austriache portate al Regno di Sardegna. Rimasto amareggiato dallo scoppio della rivoluzione piemontese del 1821, in cui rimasero compromessi diversi suoi amici e suo genero Roberto d'Azeglio, non esitò, al fine di evitare un'invasione straniera, a chiedere a Lodovico Sauli d'Igliano, ministro degli esteri nel governo provvisorio di Torino, di sottomettersi prontamente al re Carlo Felice di Savoia. Sdegnato contro il genero, interruppe dapprima ogni rapporto anche con la figlia Costanza, ma poi non esitò ad aiutare entrambi negli anni dell'esilio a Parigi. Fu vicino al principe Carlo Alberto al ritorno di questi dalla campagna di Spagna, assecondando gli sforzi compiuti da Vittorio Amedeo Sallier della Torre e da altri notabili che cercavano di riconciliarlo con il re Carlo Felice. Persuase il principe a firmare la dichiarazione richiesta dal re per assicurargli la successione al trono. Salito al trono, Carlo Alberto lo insignì del Collare dell'Annunziata, lo nominò consigliere di stato, e lo promosse al rango di luogotenente generale. Presidente dell'Accademia delle Belle arti nel 1828, favorì la costruzione di opere monumentali e artistiche e promosse la fondazione della Galleria Sabauda. Si spense a Torino l'8 dicembre 1844.

Ascendenza

Onorificenze

Note Annotazioni

Fonti

Bibliografia

Collegamenti esterni

Categoria:Militari sabaudi Categoria:Cavalieri dell'Ordine supremo della Santissima Annunziata Categoria:Cavalieri di gran croce dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro