Biografia Cancelliere presso l'ufficio del Giudice di pace di Fratta Polesine, fu nominato successivamente giudice a Rovigo. Nel 1817 fu iniziato alla Carboneria dal suo collega Eleuterio Felice Foresti, giudice di pace a Crespino, e divenne capo della "vendita" (carboneria) di Fratta PolesineGiuseppe Monsagrati, «FORESTI, Felice Eleuterio». In: Dizionario Biografico degli Italiani, Vol. XLVIII, Roma: Istituto della Enciclopedia italiana, 1997.

A Fratta gli affiliati alla società segreta erano numerosi, quasi tutti amici o conoscenti di vecchia data del Villa. L'11 novembre 1818 Antonio Villa fu uno dei partecipanti a un convito di carbonari nella villa della baronessa Cecilia Monti, moglie dell'ex generale napoleonico Jean Baptiste ArnaudAustria, Carte segrete e atti ufficiali della polizia austriaca in Italia dal 4 giugno 1814 al 22 marzo 1848, Capolago: Tip. Elvetica, 1851, pp. 121 e segg. (Google libri). La delazione di uno dei partecipanti, forse un nipote di Cecilia Monti, portò la polizia alla scoperta della vendita di Fratta e all'arresto, fra gli altri, di Antonio Villa.

Egli rese alla polizia ampia confessione, facendo il nome degli altri appartenenti alla società segreta, i quali vennero arrestati e inquisiti dal Salvotti. Il 29 agosto 1820 Villa, nonostante il suo collaborazionismo, fu condannato ugualmente a morte per alto tradimento insieme ad altri sette carbonari (Marco Fortini, Eleuterio Felice Foresti, Antonio Solera, Antonio Fortunato Oroboni, Giovanni Bacchiega, Pietro Rinaldi e Lombardi)Aurelio Cevolotto, «FORTINI, Marco». In: Dizionario Biografico degli Italiani, Volume XLIX, Roma: Istituto della Enciclopedia Italiana, 1997. Per i capi della società (Solera, Foresti e Villa) il 29 ottobre 1821 la pena capitale fu commutata in venti anni di reclusione nella fortezza dello Spielberg.

Villa, descritto senza rancore da Silvio Pellico«Antonio Villa, altre volte robusto come un Ercole, patì molto la fame il primo anno, e quando ebbe più cibo si trovò senza forze per digerire». Silvio Pellico, Le mie prigioni, Cap. LXXXV (Google libri) ne Le mie prigioni e da Piero Maroncelli«Villa con battesimo carcerario veniva chiamato Elefante, era veramente di statura elefantina, ed avea assoluta necessità di pasto fortissimo», Piero Maroncelli, Addizioni alle Mie Prigioni, Cap. LXIV (Google libri) come un uomo di grossa corporatura, fu sottoposto a gravi privazioni; contrasse la tubercolosi e morì in prigione nello SpielbergDino Felisati, I dannati dello Spielberg: un'analisi storico-sanitaria, Milano: Angeli, 2011, pp. 80-86, ISBN 978-88-568-3783-4 (Google libri).

Note

Bibliografia «Villa, Antonio». In: Enciclopedia Biografica Universale, Roma: Istituto dell'Enciclopedia Italiana, Vol. XIX, 2007 «Antonio Villa». In: Atto Vannucci, I martiri della libertà italiana nel secolo XIX: memorie, Firenze: Società editrice fiorentina, 1848, pp. 14–18 (Google libri)

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