Durante la sua storia, lAlfa Romeo ha partecipato con successo a molte categorie di competizioni automobilistiche, inclusi molti Gran Premi, la Formula 1, i campionati Sport Prototipo, le competizioni Turismo ed i Rally.

Ha preso parte a queste gare sia come costruttore che come fornitrice di motori, e sia con il proprio nome (Alfa Corse o Autodelta) oppure con piloti e scuderie private. La prima autovettura da competizione dell'Alfa Romeo, la 40-60HP, venne costruita nel 1913, tre anni dopo quindi la fondazione della casa automobilistica. Questo modello possedeva un motore a quattro cilindri in linea e da 6.082 cm³ di cilindrata.

Tra i successi più importanti ci fu la conquista del primo campionato del mondo di automobilismo della storia nel 1925,. le prime due edizioni del campionato mondiale di Formula 1 (1950 e 1951). e due campionati del mondo sportprototipi (1975 e 1977).

Degno di menzione, il fatto che la Scuderia Ferrari abbia esordito nelle competizioni utilizzando vetture Alfa Romeo..

Storia I primi anni e l'epoca dei Grand Prix

La casa automobilistica del Biscione debuttò nelle competizioni automobilistiche nel 1911 con due ALFA 24 HP guidate da Franchini e Ronzoni.. Alcuni esemplari del modello furono infatti iscritti alla Targa Florio ma senza successo, ed i risultati deludenti furono poi ripetuti anche l'anno seguente.. Il successo nelle gare arrivò però nel 1913 grazie ad una versione da competizione della 40-60 HP guidata sempre da Franchini. Il modello vinse la Parma-Poggio di Berceto classificandosi primo nella propria classe e secondo nella graduatoria assoluta. La vittoria della 40-60 HP diede poi all'ALFA l'impulso a continuare la partecipazione alle competizioni.. Invece la prima auto progettata dalla casa del biscione ad essere destinata esclusivamente alle competizioni, e che quindi non era un modello da strada modificato, fu l'ALFA Grand Prix, che nacque nel 1914. e che fu molto avanzata tecnologicamente, perlomeno per i tempi. Fu progettata da Giuseppe Merosi.

Negli anni venti l'Alfa Romeo ampliò l'attività sportiva grazie a piloti del calibro di Antonio Ascari, Giuseppe Campari, Enzo Ferrari e Ugo Sivocci.. Nel 1920 Giuseppe Campari conquistò le sue due prime vittorie in carriera, imponendosi alla Parma-Poggio Berceto ed al Mugello sempre alla guida di una 40-60 HP.. Nello stesso anno, Enzo Ferrari arrivò secondo alla Targa Florio su una 20-30 HP. Tuttavia è nel 1923 che l'Alfa Romeo conquistò il primo grande successo, imponendosi con una doppietta alla Targa Florio con Ugo Sivocci al primo posto e Antonio Ascari al secondo, entrambi a bordo di una RL.. In questa occasione apparve per la prima volta il simbolo del quadrifoglio Alfa Romeo che, da allora, sarebbe comparso in tutte le attività agonistiche dell'Alfa Romeo e nelle versioni più sportive delle sue vetture.

Nel 1925 l'Alfa Romeo vinse il primo campionato del mondo di automobilismo della storia imponendosi nel Gran Premio del Belgio a Spa-Francorchamps e nel Gran Premio d'Italia a Monza grazie alle vittorie ottenute, rispettivamente, da Antonio Ascari e da Gastone Brilli-Peri su delle Alfa Romeo P2... In seguito a questo successo, la casa automobilistica del Biscione inserì nel suo marchio un alloro mondiale.

Gli anni trenta e quaranta

Gli anni trenta furono invece caratterizzati da un'assidua frequentazione delle gare dove correvano gli sport prototipi. I modelli di vetture più famosi e vincenti di questo furono la P3, la 6C 1750, la 8C 2300 e la 8C 2900.

Con queste vetture l'Alfa Romeo vinse sei edizioni consecutive della Targa Florio dal 1930 al 1935. In totale in questa gara si impose dieci volte, battuta solo dalla Porsche che vanta 11 vittorie. L'Alfa Romeo alla Targa Florio detiene anche il record di secondi posti (13) e di giri veloci (10). Una vittoria in questa corsa che entrò nella storia fu quella in cui Nuvolari tagliò il traguardo di sera senza fari, dopo aver superato Achille Varzi.

L'Alfa Romeo conquistò inoltre tutte le edizioni della Mille Miglia dal 1928 al 1938, ad eccezione del 1931, dove si impose la Mercedes-Benz. Anche in questa competizione l'Alfa Romeo detiene il record di vittorie (11), secondi posti (11) e terzi posti (10), così come rientra nel terzetto delle marche che hanno ottenuto delle triplette in questa gara: per ben nove volte l'Alfa ha infatti ottenuto tutti e tre i primi posti della corsa. Gli unici altri costruttori ad esserci riusciti sono stati la Ferrari (2 volte) e la OM (1). L'Alfa Romeo detiene inoltre anche il record di vittorie consecutive (6).

È stata importante anche la partecipazione alla 24 Ore di Le Mans, vinta quattro volte (tutte consecutive) dal 1931 al 1934 con la 8C. Agli albori di questa competizione l'Alfa Romeo era contrapposta ad un'altra marca di prestigio, l'inglese Bentley. La sua eredità è poi stata raccolta da Ferrari e Porsche. In particolare, la prima partecipò inizialmente a questa gara utilizzando vetture provenienti dall'Alfa Romeo.

La Casa del "biscione" vinse poi due campionati europei consecutivi con Ferdinando Minoia e Tazio Nuvolari (1931 e 1932: furono le prime due edizioni di questo campionato) e due campionati europei della montagna (1932 e 1933) con Rudolf Caracciola, Carlo Felice Trossi e Mario Tadini.

Nel complesso, la vettura Alfa Romeo da competizione più vittoriosa di questo periodo è stata la P3 (anche conosciuta come "Tipo B").. Progettata da Vittorio Jano, è considerata una delle migliori auto da competizione mai costruite grazie ai numerosi allori conquistati soprattutto da Tazio Nuvolari.

Dal 1934, l'Alfa Romeo subì però un calo di prestazioni dovuto ad una profonda crisi finanziaria, che non le consentiva di tenere il passo delle famose frecce d'argento, ossia le vetture realizzate dalle prestigiose marche tedesche Mercedes-Benz ed Auto Union. Infatti, nell'anno citato, l'Alfa Romeo vinse solo il Gran Premio di Francia con Louis Chiron a bordo di una P3, mentre le vetture tedesche dominarono gli altri quattro Gran Premi della stagione. Il 1935 fu anche più duro, infatti la P3 venne surclassata dalle spietate frecce d'argento, anche se Tazio Nuvolari diede all'Alfa Romeo una delle più famose vittorie della storia dell'automobilismo, quando il pilota mantovano surclassò la concorrenza teutonica sul difficile circuito tedesco del Nürburgring. Tuttavia la P3 fu in grado di aggiudicarsi, nel 1935, un totale di 16 corse.

Negli anni trenta, nella categoria delle vetture sport, l'Alfa Romeo fu una coriacea concorrente per marchi del calibro di Bugatti, Porsche e soprattutto Ferrari. Le prime gare di questa categoria venivano disputate su percorsi aperti alla libera circolazione, e durante gli anni trenta l'Alfa Romeo riuscì ad imporsi in queste competizioni con Tazio Nuvolari. Le vetture adoperate dall'Alfa Romeo in quegli anni sono divenuti dei pezzi unici e sono molte ambite dai collezionisti, anche perché sono state realizzate con soluzioni tecniche molto raffinate. Le più famose e vittoriose furono le Alfa Romeo 6C 1750 e soprattutto le 8C 2300 e 2900.

Dopo queste vittorie, a causa dello scoppio della seconda guerra mondiale, l'Alfa Romeo si ritirò momentaneamente dalle competizioni.. Dopo la fine del conflitto, a competizioni riprese, l'Alfa Romeo conquistò con una 8C 2900B del 1938 la prima edizione postbellica della Mille Miglia (1947)..

Gli anni cinquanta Il trionfo in F1

L'inizio di questo decennio fu caratterizzato dalle vittorie nel Mondiale di Formula 1. L'Alfa Romeo, infatti, conquistò le prime due edizioni di questa serie, aggiudicandosi il titolo iridato nelle stagioni 1950 e 1951. Il primo fu vinto da Nino Farina con la "158" (soprannominata "Alfetta" per le dimensioni contenute), e il secondo da Juan Manuel Fangio con la "159".

Nella stagione inaugurale l'Alfa Romeo si aggiudicò 6 Gran Premi su 7 imponendo un dominio totale della scuderia, piazzando ai primi tre posti in classifica tre suoi piloti. Oltre al vincitore Nino Farina, si distinsero Juan Manuel Fangio, che arrivò secondo, e Luigi Fagioli, che giunse terzo. I tre piloti furono infastiditi occasionalmente dal francese Louis Rosier su Talbot-Lago che giunse al quarto posto e da Alberto Ascari su Ferrari, che si classificò quinto.

Nella seconda stagione l'Alfa Romeo vinse invece 4 Gran Premi su 8. Come già accennato, si aggiudicò il titolo Juan Manuel Fangio seguito dai ferraristi Alberto Ascari e José Froilán González, e dall'alfista Nino Farina.

Il ritiro dalle competizioni Dopo la conquista del secondo titolo mondiale in F1, l'IRI annunciò ufficialmente il ritiro dell'Alfa Romeo dalle competizioni, nonostante fosse già in fase avanzata il progetto della nuova monoposto Alfa Romeo 160, con motore centrale-posteriore da 2,5 litri.

Tale decisione fu presa a causa delle elevate spese necessarie a ben figurare nelle gare internazionali e, nondimeno, per l'urgenza di impiegare totalmente i valenti tecnici del reparto corse, capeggiati da Rudolf Hruska, alla realizzazione e industrializzazione dell'ambizioso e costosissimo progetto "Giulietta", con cui la Casa milanese intendeva debuttare nel mercato automobilistico della produzione in grande serie. In un primo tempo, su proposta di Enzo Ferrari era stata presa in considerazione l'ipotesi far rinascere l'accordo Alfa Romeo - Scuderia Ferrari, ma dopo alcuni scambi di proposte la trattativa fu abbandonata dalla Casa milanese che ormai vedeva la Ferrari come antagonista sportiva più che come possibile partner.Giovanni Canestrini, Fiat corre Ferrari, L'Automobile, n.27 del 1969

Questo decennio è stato anche caratterizzato dell'esordio nelle competizioni rallystiche, anche se la maggior parte delle vetture Alfa Romeo impiegate in queste gare erano iscritte da team privati. Alcune vittorie e prestazioni di rilievo sono state però ottenute sotto la direzione della casa madre. Le prime vittorie importanti furono al Tour de Corse del 1957 ed al Rally dei mille laghi del 1958, che furono entrambe conseguite da piloti conducenti una "Giulietta", ed alla Coupe des Alpes, dove l'Alfa Romeo, si imporrà nell'edizione del 1956 e del 1958.

Gli anni sessanta

L'Alfa Romeo tornò in Formula 1 negli anni sessanta fornendo ad alcune squadre il propulsore senza però partecipare al campionato come costruttore. Il motore destinato a questo campionato era un quattro cilindri in linea e venne installato su vetture LDS, Cooper e De Tomaso.

Gli anni sessanta furono soprattutto caratterizzati dai primi successi nei campionati turismo. Una delle strategie di mercato più amate dal marchio dell'Alfa Romeo è stata infatti quella di partecipare ai campionati per vetture derivate da quelle di serie, in modo da pubblicizzare efficacemente le proprie auto. È ben noto infatti lo slogan sulla Giulia che recitava: "Giulia, la berlina che vince le corse". Le vittorie in questa categoria iniziarono con la Giulia GTA e proseguirono con le sue versioni successive. Con queste vetture l'Alfa Romeo vinse infatti sei campionati europei turismo (1966, 1967, 1969, 1970, 1971 e 1972). con piloti di primo piano, su tutti Andrea de Adamich. La GTA vinse anche il campionato inaugurale Trans-Am del 1966, organizzato dal Sports Car Club of America, con alla guida Horst Kwech e Gaston Andrey.

Dopo lo stop forzato per via del secondo conflitto mondiale, l'Alfa Romeo riprese il 6 marzo 1963 la sua attività agonistica nella categoria degli sport prototipi con la nascita dell'Autodelta, diretta da Carlo Chiti. Le prime rivalità si ebbero soprattutto con la Porsche, che schierava la 904, mentre la casa milanese fece scendere in pista la Giulia TZ. Nonostante gli sforzi, però, gli avversari rimanevano superiori all'Alfa Romeo, e così Chiti progettò la famosa Tipo 33, prima con motore V8 e poi col celeberrimo 12 cilindri boxer. In questa categoria, la Giulia TZ conquistò tre gare minori. Questa vettura fu il primo modello che venne preparato dall'Autodelta.