La Olympus Corporation (オリンパス株式会社), nota più comunemente come Olympus, è una società giapponese specializzata nelle apparecchiature ottiche, fotografiche e tecnologie biomedicali. Fondata il 12 ottobre 1919, ha la propria sede centrale a Tokyo.

Fondata nel 1919 come Takachiho Seisakusho da Takeshi Yamashita, inizialmente specializzata in microscopi e termometri, e in seguito nell'imaging. Nel 1921, il nome Olympus venne registrato come marchio. Nel 1942, l'azienda fu rinominata Takachiho Optical Industries, e nel 1949 Olympus Optical Co., Ltd. Nel 2003, l'azienda ha adottato il nome attuale, Olympus Corporation.

La Olympus ha una storia di grande innovazione nella progettazione di fotocamere e obiettivi insieme a colossi come Nikon e Canon; ha segnato la storia della fotografia con l'introduzione di modelli rivoluzionari, a partire dalla celeberrima Pen, la mezzo formato, fino alla famiglia delle OM (Olympus Maitani) così come le sue compatte.

Nel 1985 fu uno degli sponsor del Team Lotus di Formula 1 e della Scuderia Ferrari tra il 2003 e il 2006.

Storia Gli esordi La miniaturizzazione dei componenti ed un uso razionale dell'elettronica erano le costanti della filosofia costruttiva della casa giapponese. La Olympus fu fondata nel mese di ottobre del 1919 sul nome di Takachiho Seisakusho, ed era un'industria finalizzata alla produzione di microscopi. Nei primi anni si dedicò esclusivamente alla fabbricazione di strumenti ottici di precisione e nel 1936 presentò al pubblico la sua prima fotocamera denominata "Semi-Olympus" dotata di un obiettivo 75 mm Zuiko a diaframma 4,5 fabbricato dalla stessa casa, e di un otturatore Compur di fabbricazione tedesca. Era in grado di scattare 16 foto in formato 4,5×6 cm su una pellicola 120. La fotocamera era dotata di un soffietto anteriore esattamente come le fotocamere tedesche della Zeiss Ikon.

Nel 1937 venne introdotto il modello Olympus Standard, dotata di telemetro e obiettivi intercambiabili il cui aspetto esteriore ricordava la Contax. Quest'ultima però scattava in formato 4 × 5 cm su pellicola da 127 mm. Questa fotocamera è stata molto importante per la storia della casa giapponese sia per la concezione innovativa sia perché ne furono costruiti soltanto dieci esemplari che oggi sono in mano ai collezionisti, così rara che James McKeown, uno dei più celebri esperti della Guida delle Macchine Fotografiche Antiche e Classiche ha detto che "Si tratta di un modello estremamente raro. Se ne trovate uno in vendita state pronti ad affrontare una battaglia con almeno una dozzina di Samurai per ottenerlo".

L'anno seguente (1938), la Olympus fabbricò il primo modello completamente giapponese dotata di un robusto otturatore Koho che sostituiva il tedesco Compur. Quando il Giappone entrò in guerra nel 1941 con l'attacco della base americana di Pearl Harbor l'industria giapponese fu costretta ad adattare la produzione allo sforzo bellico e la Olympus si dedicò a produrre strumenti ottici per le armi. Nel 1942 l'industria cambiò il proprio nome in Takachiho Kogaku Kogyo Co. Lt..

Il secondo dopoguerra Nel mese di maggio del 1945 un raid delle fortezze volanti della US Air Force distrusse la fabbrica degli otturatori Koho, cosa che rese molto più duro lo sforzo di risollevare l'azienda nel dopoguerra. Durante l'embargo, ad un mese dalla resa del Giappone, a settembre del 1945, la produzione degli otturatori riprendeva.

Nella primavera del 1946 la Takachiho Co. tornava sul mercato con il modello Olympus Six che utilizzava alcuni pezzi già prodotti prima della guerra. Gli otturatori erano sia Koho sia i nuovi Copal prodotti dalla Copal Koki Co. Il modello Six, con le sue 5 varianti, restò in produzione fino al 1957. Ricordiamo che nel 1949 la fabbrica cambiò la denominazione sociale in Olympus Optical Co. (in giapponese Olympus Kogaku Kogyo), così come oggi la conosciamo.

Nel 1950, Tatsuro Uji della Olympus, che aveva lavorato in collaborazione con il Dr. Hayashida dell'Ospedale Universitario di Tokio, disegnò la prima "gastro-camera", ovvero il primo gastroscopio al mondo che permetteva di realizzare foto all'interno dello stomaco attraverso una sonda grazie alla scoperta delle fibre ottiche.

Il successo delle fotocamere bi-ottica per il formato 120 mm disegnate nel 1929 per la tedesca Frank & Heidecke sulla sua Rolleiflex indusse la Olympus ad attivare un'équipe di lavoro per studiare la possibilità di realizzare un modello simile. Nel 1952 fu presentata la Olympus Flex che fu la prima di questo tipo di tutto il Giappone. Nel 1959 per competere con la Rolleiflex 44 ad esposizione automatica la Olympus lanciò la Eyeflex con fotocellula al selenio, ma solo come prototipo.

Dopo l'embargo la Olympus aveva la necessità di riacquisire credibilità e di riaffermare il marchio per commercializzare le sue fotocamere 35 mm, il formato che adottò in maniera tardiva rispetto agli altri fabbricanti. Nel 1946 iniziarono gli studi ed entro il 1948-49 furono prodotti vari prototipi per il formato 24 × 32 mm, che sembrava il formato ideale per utilizzare il negativo intero e stamparlo senza margini su un foglio da 20 × 25 cm (anche la Nikon I del 1949 usava lo stesso formato). Dal 1949 i modelli Olympus adottarono il 35 mm.

La cessione del ramo fotografico Nel terzo millennio, nonostante avesse adottato varie misure per migliorare la struttura dei costi e l’efficienza, la divisione Imaging di Olympus registrava perdite fiscali da anni. In tali circostanze, il 24 giugno 2020 Olympus annuncia la cessione della propria divisione di Imaging a Japan Industrial Partners. Comunicato del CEO Dal 1º gennaio 2021 l'acquisizione di Olympus Imaging da parte del fondo di investimento Japan Industrial Partners è completata, e nasce la nuova denominazione OM Digital Solutions, che si occuperà della produzione e distribuzione di fotocamere mirrorless con obiettivi intercambiabili.

Dopo la cessione del marchio a Japan Industrial Partners, nel mese di Giugno 2021, il marchio ha rafforzato ulteriormente la propria attività in corso presentando il modello PEN E-P7, una fotocamera mirrorless da 20 megapixel con possibilità di fare video in 4K. Il lancio di questo prodotto ha fatto capire ai tanti affezionati utenti che il marchio è ancora in attività, seppur con una gestione diversa rispetto al passato.

Settore biomedicale Olympus produce apparecchiature per endoscopia, ultrasuoni, elettrocauterizzazione, endoterapia e pulizia e disinfezione.

Il primo endoscopio flessibile al mondo è stato co-sviluppato e prodotto dalla Olympus a Tokyo.

Grazie alla sua gamma completa di prodotti e alla sua reattività alle innovazioni del mercato, Olympus gode di una monopolio virtuale del mercato mondiale degli endoscopi gastro-intestinali. Ha una quota di circa il 70% del mercato globale, il cui valore stimato è di 2,5 miliardi di dollari.

Il 28 settembre 2012, Olympus e Sony hanno annunciato che le due società costituiranno una joint venture per sviluppare nuovi endoscopi chirurgici con risoluzione 4K (o superiore) e funzionalità 3D.

Settore ottico Fin dall'inizio, l'azienda è stata un produttore di microscopi e ottiche per esigenze specialistiche, come l'uso medico. Il primo microscopio prodotto si chiamava Asahi.

Attualmente, Olympus è un produttore di microscopi di fama mondiale. Olympus offre una gamma completa di microscopi, che copre applicazioni dall'istruzione e studi di routine fino ai sistemi di imaging di ricerca all'avanguardia, sia nelle scienze biologiche che nella scienza dei materiali.

Olympus Scientific Solutions Americas Corporation è un produttore con sede a Waltham, ed è una consociata di Olympus Corporation.

Olympus produce e vende scanner industriali, rilevatori di difetti, sonde e trasduttori, spessimetri, software di analisi delle immagini, videoscopi industriali, fibroscopi, sorgenti luminose, analizzatori XRF e XRD.

Settore fotografico

Modelli di fotocamere

Olympus 35 IV (1949) Nel 1949 compare la nuova Olympus 35 IV nata dalla modifica della Olympus 35. La fotocamera è dotata di mirino galileiano e accessoriata con un otturatore centrale Copal che doveva essere pre-tensionato prima dello scatto. Lo spazio lasciato libero dal mirino e la slitta porta-flash, sono le nuove evidenti caratteristiche. Sulla parte superiore, di fronte alla slitta, è posizionato il numero di serie della fotocamera e vi è inciso il nome Olympus 35. Se guardiamo la macchina fotografica di fronte possiamo vedere sulla destra, sul dorso, la scritta MADE IN OCCUPIED JAPAN incisa a pressione sulla pelle. L'obiettivo è uno ZUIKO 3,5/4 cm con diaframmi selezionabili a ƒ/3,5 - ƒ/4 - ƒ/5,8 - ƒ/8 - ƒ/11 e ƒ/16. Il dorso è attaccato al fondo del coperchio e può essere rimosso tutto insieme.

Olympus 35 IV a (1953) Nel 1953 arriva nei negozi la Olympus 35 IV a. I tempi di esposizione adesso vanno da B - 1 a 1/300 s. La vecchia scritta impressa sulla pelle MADE IN OCCUPIED JAPAN è stata cambiata in MADE IN JAPAN. Tutte le altre caratteristiche tecniche sono rimaste immutate.

Olympus S Electro Set (1962 – 1963) Nel 1962 venne introdotta la Olympus S Electro Set. Tale fotocamera era dotata dello stesso corpo della Auto Eye. La finestrella di plastica diventa lunga quanto la fotocamera che è dotata di un esposimetro al selenio e di una messa a fuoco. Come obiettivo adoperava il G. Zuiko 1:1,8 f=4,2 cm.

Olympus SC (1963 – 1965) Nel 1963 appare, quale unica novità per quell'anno, la Olympus – SC. La fotocamera era molto simile alla Olympus – S ma era dotata di un moderno esposimetro al Cds (Solfuro di Cadmio). Per il funzionamento dell'esposimetro era necessaria una batteria del tipo HD 1,35 V che era alloggiata in un piccolo scomparto nella parte inferiore della fotocamera. La grande finestra dell'esposimetro dei modelli precedenti si riduce fino ad un piccolo oblò tondo.

Olympus 35 LE (1965) Nel 1965 apparve, in un nuovo corpo, e con un nuovo design della parte superiore, la Olympus 35 LE. La fotocamera rappresentava un passo avanti nel design con gli angoli che apparivano molto più retti. Come la Olympus S, la 35 LE era dotata di un esposimetro al Cds (Solfuro di Cadmio) accoppiato con l'otturatore automatico Seikosha-ES. Questo otturatore permetteva di impostare automaticamente tempi di esposizione da 1/25 a 1/500 s. Nuovo era anche l'auto-scatto la cui leva era posizionata sulla parte frontale della fotocamera.

Olympus 35 LC (1967) Nel 1967 seguì una fotocamera simile alla Olympus 35 LE, la Olympus 35 LC. La 35 LC era una fotocamera manuale con esposimetro al Solfuro di Cadmio e mirino di messa a fuoco accoppiato. Per l'esatta esposizione l'ago dell'indicatore della luce doveva essere posizionato tra i due segni aggiustando i tempi ed i diaframmi. L'indicatore era in una piccola finestra sulla parte superiore, e si vedeva anche attraverso il mirino. Per le misurazioni spot deve essere pre-selezionato un pulsante sulla parte posteriore della fotocamera. Sul lato, sotto la leva di riavvolgimento, c'era lo spinotto del flash e un altro era presente nel contatto centrale della slitta portaflash.

Il mezzo formato