Biografia
Sebbene avesse iniziato gli studi nella sua città natale, non sembra abbia frequentato la prestigiosa Università di Bologna.
Nel 1569 cominciò ad impartire lezioni di matematica presso l'Accademia del Disegno di Firenze, in cui rimase fino al 1570, anno in cui si trasferì a Perugia dove insegnò presso l'Accademia del Disegno e lo Studio della città.
Nel 1583 Cataldi ritornò a Bologna, dove si laureò in filosofia e insegnò presso l'università matematica e astronomia sino al giorno della sua morte. Durante i suoi ultimi anni di vita provò, senza successo, a costituire un'accademia di matematica (impresa alla quale dedicò anche parte del suo testamento).
È noto soprattutto per i suoi apporti al calcolo delle radici quadrate mediante serie aritmetiche e l'algoritmo delle frazioni continue, riprendendo in parte l'opera di Rafael Bombelli. Si occupò inoltre della dimostrazione del quinto postulato di Euclide e scoprì il sesto e il settimo (8.589.869.056 e 137.438.691.328) dei numeri perfetti. Il suo lavoro sulle tecniche algebriche venne inoltre applicato alla sfera militare.
Scoprì inoltre il sesto e settimo dei numeri di Mersenne, 217-1 e 219-1, entrambi nel 1588, con il metodo della fattorizzazione degli interi mediante divisione.
Opere
Pietro Antonio Cataldi, Algebra applicata, 1622 Pietro Antonio Cataldi, Difesa di Euclide, 1626
Note
Bibliografia Gino Loria, Storia delle matematiche, Milano, Hoepli, 1950
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