La diocesi di Buto () è una sede soppressa e sede titolare della Chiesa cattolica.
Storia Buto, forse nei pressi di Desuq (Com-Casir) nel delta del Nilo, è un'antica sede episcopale della provincia romana dell'Egitto Primo nella diocesi civile d'Egitto, ed era suffraganea del patriarcato di Alessandria.
Le Quien menziona la sede con il nome di ecclesia Phthenothi. Ftenote era il nome del distretto, il cui capoluogo era Buto. Martin, Athanase d'Alexandrie et l'Église d'Égypte au IVe siècle, p. 58, nº 32 e nota 3. Nelle liste conciliari i vescovi sono indicati sia come vescovi di Buto, sia come vescovi di Ftenote.
Il primo vescovo conosciuto di questa antica diocesi egiziana è Pininute, vescovo di Ftenote, che aveva aderito allo scisma meleziano; il suo nome appare nella lista, trasmessa da Atanasio di Alessandria, dei vescovi meleziani che Melezio di Licopoli inviò all'arcivescovo Alessandro di Alessandria all'indomani del concilio di Nicea del 325. Martin, Athanase d'Alexandrie et l'Église d'Égypte au IVe siècle, p. 53, n.º 31; p. 58, nº 32; p. 318.
Le Quien aggiunge il vescovo Caio, che prese parte al concilio niceno del 325. Questo vescovo è tuttavia considerato vescovo di Tmui e non di Ftenote (cioè Buto); Heinrich Gelzer, Heinrich Hilgenfeld, Otto Cuntz, Patrum nicaenorum nomina Latine, Graece, Coptice, Syriace, Arabice, Armeniace, Lipsia, 1898, p. LX, nº 10 Martin, Athanase d'Alexandrie et l'Église d'Égypte au IVe siècle, p. 36 e nota 72. lo stesso Le Quien menziona Caio anche nella cronotassi di Tmui. Oriens christianus in quatuor Patriarchatus digestus, Parigi 1740, Tomo II, col. 539.
Ammon fu presente al concilio di Efeso del 431, sostenitore del proprio patriarca Cirillo di Alessandria. David, Dictionnaire d'histoire et de géographie ecclésiastiques, vol. X, col. 272.
Il vescovo TeonasIndicato come Thomas da Klaas Worp. è documentato in due occasioni: sottoscrisse nel 458 la lettera dei vescovi dell'Egitto Primo all'imperatore Leone dopo la morte di Proterio di Alessandria; Concilium universale Chalcedonense, volumen quintum: Collectio Sangermanensis, in «Acta Conciliorum Oecumenicorum», edidit Eduardus Schwartz, vol. II/5, Berlino-Lipsia, 1936, p. 17,4. l'anno seguente sottoscrisse il decreto sinodale di Gennadio I di Costantinopoli contro i simoniaci. Mansi, Sacrorum conciliorum nova et amplissima collectio, t. VII, col. 919.
Dal 1933 Buto è annoverata tra le sedi vescovili titolari della Chiesa cattolica; la sede è vacante dal 27 giugno 1977.
Cronotassi Vescovi greci Pininute † (menzionato nel 325) (vescovo meleziano) Ammon † (menzionato nel 431) Teonas † (prima del 458 - dopo il 459)
Vescovi titolari František Tomášek † (12 ottobre 1949 - 27 giugno 1977 pubblicato cardinale presbitero dei Santi Vitale, Valeria, Gervasio e Protasio)
Note
Bibliografia Pius Bonifacius Gams, Series episcoporum Ecclesiae Catholicae, Leipzig, 1931, p. 460 Michel Le Quien, Oriens christianus in quatuor Patriarchatus digestus, Parigi, 1740, Tomo II, coll. 529-530 Klaas A. Worp, A Checklist of Bishops in Byzantine Egypt (A.D. 325 - c. 750), in Zeitschrift für Papyrologie und Epigraphik 100 (1994), pp. 283-318 J. David, v. Bouto, «Dictionnaire d'histoire et de géographie ecclésiastiques», vol. X, Paris, 1938, coll. 271-272 Annick Martin, Athanase d'Alexandrie et l'Église d'Égypte au IVe siècle (328-373), École Française de Rome, Roma 1996 (cronotassi p. 779)
Collegamenti esterni
La sede titolare nel sito di www.gcatholic.org
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