Decemvirato Nel 450 a.C. fu eletto fra i decemviri per il secondo decemviratoTito Livio, Ab urbe condita libri, Libro III, 35, che sebbene arrivò a produrre quello per cui era stato istituito, ovvero la riforma dell'ordinamento romano attraverso la stesura delle Leggi delle XII tavole, si caratterizzò per una forte impronta antipopolare ed autoritaria, tanto che i dieci magistrati andarono oltre il mandato conferitogli.

Allo scoppio delle ostilità contro Sabini ed Equi, mentre i due eserciti romani, sotto il controllo degli altri decemviti, partivano per le azioni belliche, Oppio rimase in città con il collega Appio Claudio, suo testimone e complice, nella scellerata vicenda che portò all'assassinio di Verginia, e quindi alla caduta del decemvirato.Tito Livio, Ab urbe condita libri, Libro III, 41

Dopo la caduta dei decemviri, ristabilite le prerogative dei Tribuni della plebe, dai consoli Lucio Valerio Potito e Marco Orazio Barbato, e dopo il suicidio di Appio Claudio accusato dal tribuno della plebe Lucio Verginio, Spurio Oppio fu accusato dal tribuno Publio Numitorio, zio materno di Virgini, per le azioni illegali compiute ai danni dei plebei. Tradotto in carcere, si suicidò il giorno precedente al giudizio.Tito Livio, Ab urbe condita libri, Libro III, 3, 58.

Note

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