La muratura a sacco è un tipo di muratura portante che si ritrova usata di frequente per la costruzione di edifici storici e opere difensive, consistente in due muri realizzati in pietra o mattoni paralleli e distanziati fra loro (aventi la funzione di cassero di contenimento e finitura superficiale), riempiti all'interno con una miscela di pietrisco e avanzi di lavorazione dei paramenti, legati da malta di cemento o di calce. Il nome deriva dal fatto che i due muri costituiscono una specie di sacco nel quale viene versato il riempimento.
Storia La muratura a sacco nasce come evoluzione del terrapieno rivestito di assi, pietre o mattoni. Il rivestimento serviva a dare al terrapieno una resistenza maggiore e renderne più difficile la scalata da parte dei nemici. La diga di Sadd el-Khafara alta 14 metri e costruita in muratura a sacco nel Wadi Al-Garawi vicino ad Helwan in Egitto risale al 2900 – 2600 a.C. Robert B. Jansen "Advanced dam engineering for design, construction, and rehabilitation" - Edited by RObert B. Jansen - Springer, 1988.
I Greci chiamavano la muratura a sacco emplecton R. A. Tomlinson Emplekton Masonry and 'Greek Structura' - The Journal of Hellenic Studies - Vol. 81, (1961), pp. 133-140 Nic Fields & Brian Delf - Ancient Greek fortifications 500-300 BC - Osprey Publishing, 2006. e ne fecero uso in particolare nella costruzione delle mura difensive delle loro poleis.
La muratura a sacco venne usata durante i secoli fino ai nostri giorni, come attestano le costruzioni medievali di mura difensive e opere di grandi dimensioni.
Muratura a sacco armata La muratura a sacco armata costituisce una reinterpretazione contemporanea della tecnica storica. Nelle applicazioni moderne il riempimento incoerente o costituito da materiali di risulta viene sostituito da un nucleo in conglomerato cementizio; nelle soluzioni armate, barre d'acciaio e sistemi di collegamento fra le due cortine concorrono a rendere solidali i diversi componenti della parete.
Secondo Alfonso Acocella, nell'architettura contemporanea la ripresa della tecnica si deve anzitutto a Louis Kahn, che recepì anche gli aggiornamenti sviluppati in Inghilterra alla fine del XIX secolo per migliorarne il comportamento antisismico. Nelle costruzioni realizzate da Kahn a Dacca, le due cortine di mattoni erano separate da un'intercapedine contenente armature d'acciaio verticali e orizzontali, successivamente riempita con conglomerato cementizio.
Acocella indica fra i successivi interpreti della tecnica anche Julio Lafuente, Rafael Moneo e Massimo Carmassi. Nel Museo nazionale di arte romana di Mérida, Moneo reinterpretò il principio della doppia cortina realizzando una successione di muri paralleli costituiti da calcestruzzo gettato fra due strati di mattoni.
In Italia Carmassi sviluppò una ricerca continuativa sulla muratura a sacco armata. La sperimentazione compare già nel progetto del 1985 per la scuola elementare di Cisanello a Pisa, nel quale una serie di setti murari paralleli, disposti entro un perimetro quadrato, avrebbe organizzato uno spazio interno fluido e adattabile a usi differenti. La tecnica trovò poi applicazione nelle nuove costruzioni del Complesso di San Michele in Borgo a Pisa e nel cimitero urbano di Arezzo, dove consentì di realizzare lunghi setti portanti in laterizio articolati da fenditure, archi e aperture strombate senza ricorrere a contrafforti.
Comportamento strutturale Il comportamento strutturale delle murature a sacco non è univoco, ma dipende dalle caratteristiche dei materiali, dalla qualità e dallo spessore del nucleo, dall'aderenza fra questo e i paramenti esterni, dalla geometria della parete e dalla presenza di elementi di collegamento trasversale. Non tutte le murature a sacco possono quindi essere considerate come strutture tripartite prive di collaborazione fra i diversi strati.
Nelle murature storiche mal costruite, caratterizzate da un riempimento incoerente o da malta debole e dalla mancanza di collegamenti fra i paramenti, possono formarsi superfici di separazione fra il nucleo e le cortine esterne. Sotto compressione, l'espansione laterale del nucleo può esercitare pressioni sui paramenti e favorirne la delaminazione o il ribaltamento fuori dal piano; questi fenomeni costituiscono una delle principali vulnerabilità delle murature storiche a più strati sottoposte ad azioni sismiche.
In murature meglio apparecchiate, la presenza di un nucleo coesivo e di elementi passanti o ammorsature trasversali consente invece una maggiore collaborazione fra gli strati. Prove sperimentali hanno mostrato che il nucleo interno può partecipare alla trasmissione dei carichi e che le pareti dotate di collegamenti fra i paramenti presentano resistenza e rigidezza superiori rispetto a quelle prive di connessioni.
Nelle murature consolidate o armate, connettori trasversali, armature e altri dispositivi di collegamento possono ridurre il rischio di separazione delle cortine e migliorare sensibilmente il comportamento sotto compressione e sotto azioni nel piano e fuori dal piano. La valutazione della sicurezza non può pertanto basarsi sulla sola definizione di «muratura a sacco», ma richiede l'esame della specifica configurazione costruttiva e dello stato di conservazione della parete.
Note
Bibliografia Storia delle strutture in muratura http://www.smartblockplus.com/index.php?option=com_content&view=article&id=81&Itemid=72&lang=en L. Coppola, M. Collepardi, Dissesto e restauro delle antiche murature a sacco: gradienti termici provocati da iniezioni di cemento - Enco Engineering –https://web.archive.org/web/20091128005735/http://www.encosrl.it/enco%20srl%20ITA/servizi/pdf/restauro/10.pdf Timothy E. Gregory The Late Roman Wall at Corinth - Hesperia: The Journal of the American School of Classical Studies at Athens -Vol. 48, No. 3 (Jul. - Sep., 1979), pp. 264–280. Dan McFadden The Fortifications of Halai:Description, Classification, and Dating - Senior Honors Thesis Archaeology Program - College of Arts and Sciences - Cornell University - Submitted April 2001. A. Moropoulou, G. Biscontin, A. Bakolas, K. Bisbikou A. Technology and behavior of rubble masonry mortars 1996 – in Construction and Building Materials Volume 11, Issue 2, March 1997, Pages 119-129 Elsevier Ltd.
Voci correlate Muro portante Emplekton Opera cementizia
Collegamenti esterni
Categoria:Materiali edilizi Categoria:Materiali e tecniche di costruzione egizi