Il Brandeburgo-Prussia, il cui il toponimo stava ad indicare l'unione personale di due dei principali dominii degli Hohenzollern, ossia la marca di Brandeburgo e il ducato di Prussia, fu uno Stato europeo esistito dal 1618 al 1701. Una seconda conseguenza di questa incorporazione riguardò l'unione dei principati del basso Reno quali quelli di Cleves, di Mark e di Ravensberg dopo il trattato di Xanten del 1614.

A seguito della pace di Vestfalia, che pose fine alla guerra dei trent'anni nel 1648, il Brandeburgo ottenne Minden e Halberstaft, oltre alla successione in Pomerania, incorporata nel 1654 ai sensi del trattato di Stettino, e al Ducato di Magdeburgo, incorporato nel 1680. In virtù del trattato di Bromberg del 1657, concluso durante la seconda guerra del nord, gli elettori vennero liberati dal vassallaggio polacco che derivava dal trattato di Cracovia per il ducato di Prussia ed ottennero le terre di Lauenburg, Bütow e Draheim. Il trattato di Saint-Germain-en-Laye del 1679 espanse la Pomerania brandeburghese verso il basso Oder, una zona di importanza commerciale abbastanza rilevante.

La seconda metà del XVII secolo gettò le basi per la formazione della Prussia perché divenisse una grande potenza in Europa. L'emergente potenziale militare del Brandeburgo-Prussia, basato sull'introduzione di un esercito stabile nel 1653, venne simbolizzata dalle note vittorie a Varsavia (1656) e Fehrbellin (1675) e dal cosiddetto grande inseguimento in slitta (Die große Schlittenfahrt) del 1678. Il Brandeburgo-Prussia fondò inoltre una marina militare stabile e una serie di colonie nella Costa d'Oro brandeburghese e ad Arguin. Federico Guglielmo, conosciuto come "il Grande Elettore", aprì il Brandeburgo-Prussia ad un'immigrazione su vasta scala (Peuplierung) per rifugiati protestanti da tutta Europa (Exulanten), soprattutto ugonotti, a seguito dell'emanazione dell'editto di Potsdam. Il principe iniziò inoltre a centralizzare l'amministrazione del Brandeburgo-Prussia e a ridurre l'influenza degli stati generali.

Nel 1701, Federico III, elettore di Brandeburgo, riuscì ad elevare lo status del suo dominio in Regno in Prussia (e non "di" Prussia). Un simile scenario venne reso possibile per il fatto che il Ducato di Prussia era formalmente estraneo al Sacro Romano Impero, ma necessitò dell'approvazione imperiale, rilevatasi quasi obbligata, data la necessità di alleanze forti in vista della guerra di successione spagnola e della grande guerra del nord. Dal 1701 in poi, i domini degli Hohenzollern adottarono il nome di Regno di Prussia, o semplicemente Prussia. Legalmente, l'unione personale tra Brandeburgo e Prussia continuò sino alla dissoluzione del Sacro Romano Impero nel 1806. Ad ogni modo, già a quell'epoca la signoria del sovrano supremo sull'impero poteva considerarsi una semplice prassi senza alcun effetto legislativo concreto. Dopo il 1791, de facto, il Brandeburgo era divenuto parte del regno prussiano. Federico e i suoi successori seguitarono a centralizzare e a espandere lo stato, trasformando l'unione personale in una provincia subordinata a Berlino.

Storia

La fondazione sotto Giovanni Sigismondo (1618)

Il Margraviato di Brandeburgo costituiva la sede principale degli Hohenzollern, che erano principi elettori del Sacro Romano Impero, dal 1415.. Nel 1525, in base al trattato di Cracovia, vide la luce il Ducato di Prussia come parziale secolarizzazione dello Stato monastico dei Cavalieri Teutonici. Sulla scia di un rapporto di vassallaggio con il Regno di Polonia, a livello locale il primo ad amministrare la regione fu il duca Alberto I di Prussia, membro di un ramo collaterale della casata di Hohenzollern.. Per merito di sua madre Elisabetta, Anna Maria di Brunswick-Lüneburg divenne seconda moglie di Alberto nel 1550, dandogli un successore, Alberto Federico.. Nel 1563, la linea brandeburghese degli Hohenzollern ottenne il diritto di successione alla corona polacca. Qualche anno dopo, nel 1568, Alberto Federico divenne duca di Prussia alla morte di Alberto. Sua madre morì in quello stesso anno, ma anch'egli cominciò a mostrare segni di malattia mentale. A causa della malattia del duca, la Prussia venne governata dal nipote di Alberto Giorgio Federico di Hohenzollern-Ansbach-Jägersdorf (1577–1603).. Nel 1573, Alberto Federico sposò Maria Eleonora di Jülich-Kleve-Berg, dalla quale ebbe sette figlie..

Nel 1594, la figlia maggiore di Alberto Federico (di soli 14 anni), Anna sposò il figlio di Gioacchino III Federico di Brandeburgo, Giovanni Sigismondo.. Il matrimonio assicurò dunque i diritti di successione anche sul trono del ducato di Prussia così come su quello di Cleves. Alla morte di Giorgio Federico, avvenuta nel 1603, la reggenza del ducato prussiano passò a Gioacchino Federico. Sempre nel 1603, il trattato di Gera venne concluso dai membri della casa di Hohenzollern, stabilendo che i loro territori non venissero divisi al loro interno per il futuro.

Gli elettori di Brandeburgo ereditarono dunque il ducato di Prussia alla morte di Alberto Federico nel 1618, ma il ducato continuò ad essere un feudo della corona polacca sino al 1656/1657... Dal momento che Giovanni Sigismondo aveva subito un colpo apoplettico nel 1616 e come conseguenza aveva subito diversi handicap fisici e mentali, sua moglie Anna governò il ducato di Prussia in suo nome sino a quando Giovanni Sigismondo non morì per un secondo colpo nel 1619, all'età di 47 anni.

Giorgio Guglielmo (1619-1640)

Dal 1619 al 1640, Giorgio Guglielmo divenne elettore di Brandeburgo e duca di Prussia. Egli provò, senza però riuscirci, a spezzare il predominio dell'Elettorato di Sassonia nella Provincia dell'Alta Sassonia.. L'antagonismo Brandeburgo-Sassonia rendeva difficile la difesa della provincia, che venne facilmente surclassata da Albrecht von Wallenstein nel corso della guerra dei trent'anni. Mentre Giorgio Guglielmo aveva richiesto la neutralità nel conflitto, la presenza dell'esercito di Wallenstein lo costrinse ad aderire alla fazione cattolica-imperiale col trattato di Königsberg del 1627 e ad accettare l'occupazione dell'area.. Quando l'Impero svedese entrò in guerra e avanzò nel Brandeburgo dopo la vittoriosa battaglia di Francoforte sull'Oder, Giorgio Guglielmo chiese nuovamente la neutralità, con Gustavo II Adolfo di Svezia che quindi costrinse Giorgio Guglielmo a schierarsi con Stoccolma occupandone i territori del Brandeburgo-Prussia e concentrando il suo esercito attorno a Berlino.. Giorgio Guglielmo non concluse un'alleanza, ma consentì agli scandinavi di passare, oltre a concedere loro l'uso di due fortezze ed eventuali sussidi. Come conseguenza, le armate cattoliche ripetutamente si vendicarono razziando le terre del Brandeburgo ed altri possedimenti degli Hohenzollern.

Federico Guglielmo (1640-1688) Durante la guerra dei trent'anni, Giorgio Guglielmo venne succeduto da Federico Guglielmo, nato nel 1620, che divenne noto come "il Grande Elettore" (Der Große Kurfürst).. Il carattere del giovane elettore era permeato dal calvinismo elaborato a Calcum, durante la sua lunga permanenza nella Repubblica delle Sette Province Unite durante il suo Grand Tour e a causa degli eventi della guerra che lo portarono ad incontrarsi con suo zio Gustavo II Adolfo di Svezia in Pomerania in occasione della sottoscrizione del trattato di Stettino, fatto che lo lasciò molto impressionato.

La fine della guerra dei trent'anni

Federico Guglielmo ottenne il governo del Brandeburgo-Prussia in un periodo di profonda crisi politica, economica e demografica causata dalla guerra. Alla sua ascesa, il nuovo elettore ritirò l'esercito brandeburghese, ma l'armata venne nuovamente costituita tra il 1643/44.. Federico Guglielmo riuscì a concludere la guerra per la sua patria ed a stabilire un accordo di neutralità con la Svezia e, sebbene esista un rilevante documento a tal proposito del 1641, l'accordo non venne mai ratificato dalla Svezia..

A quel tempo le forze dell'Impero svedese dominavano la Germania settentrionale e, assieme al loro alleato francese avvicinato con l'intesa di Bärwalde, la Svezia divenne forza garante della pace di Vestfalia nel 1648. La necessità degli scandinavi di controllare il Mar Baltico stabilendo domini sulle coste (dominium maris baltici) contrastava con l'ambizione di Federico Guglielmo di ottenere il controllo sull'estuario dell'Oder a Stettino, in Pomerania...

I margravi brandeburghesi avevano da lungo tempo cercato di espandersi verso nord, scatenando per tale motivo un conflitto con cui speravano di congiungere il Brandeburgo al Mar Baltico. Il trattato di Grimnitz del 1529 garantì la successione brandeburghese nel Ducato di Pomerania al momento dell'estinzione del casato regnante dei Greifen, e ciò divenne possibile alla morte del duca Boghislao XIV nel 1637. Col trattato di Stettino del 1630, Boghislao XIV aveva effettivamente concesso il controllo del ducato alla Svezia, che si rifiutò di concederlo al Brandeburgo.. La pace di Vestfalia propose una spartizione del ducato tra il Brandeburgo e la Svezia, stabilendone gli esatti confini nel trattato di Stettino del 1653.. La Svezia mantenne la parte occidentale, tra cui il basso Oder (Pomerania svedese), mentre il Brandeburgo ottenne la parte orientale. Federico Guglielmo era poco soddisfatto di quanto accaduto e l'acquisizione dell'intero ducato di Pomerania divenne uno dei suoi principali obbiettivi di politica estera..

Ai sensi della pace di Vestfalia, Federico Guglielmo venne ricompensato della perdita della Pomerania occidentale con la cessione della sovranità sui territori dei vescovati secolarizzati di Halberstadt e Minden e col diritto di successione al secolarizzato Arcivescovato di Magdeburgo. Con Halberstadt, il Brandeburgo-Prussia ottenne inoltre molti altri territori più piccoli, ovvero la Signoria di Derenburg, la Contea di Regenstein, la Signoria di Klettenberg e la Signoria di Lohra. Quest'ultimo passo venne voluto in particolare dalla Francia, che tentava così di bilanciare il potere degli imperatori asburgici rafforzando quello degli Hohenzollern. Nel contempo, Federico Guglielmo sfruttò questi territori come teste di ponte per la creazione del futuro dominio della Prussia.

Strascichi sociali del conflitto Di tutti i territori del Brandeburgo-Prussia, l'Elettorato di Brandeburgo era tra quelli che vennero maggiormente devastati dalla guerra dei trent'anni. Già prima del conflitto la densità e la ricchezza della popolazione nell'elettorato venivano comparati a quelle di piccoli territori dell'impero, e per di più le lotte distrussero 60 città, 48 castelli e circa 5.000 villaggi. Il 50% della popolazione morì e addirittura in alcune regioni sopravvisse solo il 10% degli abitanti.. La popolazione rurale, a causa dei combattimenti nelle città, scese da 300.000 a 75.000 dopo la pace di Vestfalia. Negli agglomerati urbani più importanti come Berlin-Cölln e Francoforte sull'Oder, gli abitanti calarono rispettivamente di un terzo e di due terzi. Tra gli altri territori devastati dopo la guerra figuravano la Pomerania, spopolatasi per due terzi,. e Magdeburgo, una delle città più ricche dell'impero, che finì completamente bruciata durante il tragico sacco.. L'ultimo ad essere colpito fu il Ducato di Prussia, che venne coinvolto solo perifericamente dalla guerra polacco-svedese, e il Vescovato di Minden.. Malgrado gli sforzi volti a migliorare le condizioni del territorio oggi compreso tra Polonia e Germania, solo alla metà del XVIII secolo, la popolazione tornò ai livelli precedenti al conflitto.

La guerra del bestiame