Mon cas è un film del 1986 diretto da Manoel de Oliveira.

Il film è stato girato negli studi cinematografici di Le Havre.

Trama Approfittando di un momento di distrazione da parte dell'inserviente del teatro, uno sconosciuto irrompe sul palcoscenico poco prima dell'inizio di una rappresentazione, per raccontare al pubblico il suo caso che ritiene di grande importanza.

L'inserviente cerca di fermarlo perché a breve l'attrice principale dovrebbe cominciare il suo monologo. Lo prega di abbandonare il palcoscenico e di non metterlo in difficoltà. Illustra la sua situazione difficile, con una moglie malata e una prole numerosa.

L'attrice entra in scena. È presa dal dubbio perché non sa se scegliere l'amante più attraente o l'amante più facoltoso. Il suo monologo futile è interrotto dallo sconosciuto che vuole parlare del suo caso molto più serio, ma l'attrice è determinata a continuare, perché si è dovuta preparare a lungo per recitare questa parte.

Sale sul palco l'autore e racconta anche il suo caso. Si lamenta perché è stato costretto a tagliare e a stravolgere buona parte dell'opera e ora si accorge che il risultato manca decisamente di spessore.

Sopraggiunge uno spettatore che, dal suo punto di vista, dopo una giornata di duro lavoro e dopo aver pagato il biglietto, pretende di godersi uno spettacolo che lo possa soddisfare.

È evidente come tutti i personaggi sono mossi dal loro egoismo personale, hanno a cuore solo i loro problemi e i loro interessi, e sono desiderosi di imporsi anche travalicando quelli del loro prossimo.

Accoglienza In occasione del Festival di Locarno del 2016 in un'intervista a Leonor Silveira e João Botelho, attrice e regista del film O Cinema, Manoel de Oliveira e Eu, prima mondiale locarnese, quest'ultimo ebbe a dichiarare: «All’epoca Manoel pensava di essere "finito", (...). Poi arrivò Jack Lang, all’epoca ministro della cultura in Francia, e lo invitò a fare due film: Mon cas e Le Soulier de satin. Era rinato. Nascose a quel punto il film, per pudore, lo modificò ed ora risulta più dolce, quasi ottimista».

Critica Mariolina Diana scrive che «Mon cas è un film complesso, stratificato sia a livello visivo sia a livello dei contenuti adottati. De Oliveira aggiunge un altro tassello alla sua riflessione sui rapporti tra cinema e teatro, tra parola e immagine rappresentata. (...) Il teatro e il cinema sono uno il prolungamento dell'altro. Il teatro è rappresentazione della vita, il cinema è la rappresentazione di una rappresentazione». Note

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