Il cinema dell'orrore o cinema horror è un genere cinematografico caratterizzato quasi sempre da personaggi immaginari e mostruosi, situazioni macabre, irrazionali o di origine soprannaturale e con atmosfere da brivido. Il genere, presente già dagli albori del cinema muto, avrebbe continuato ad esserlo per tutto il XX secolo e oltre, con lungometraggi di grande successo, realizzati anche da grandi registi, che sarebbero entrati nella storia del cinema a partire da film come Nosferatu il vampiro (1922) di Murnau, Frankenstein di James Whale, Dracula di Tod Browning (1931), La mummia (1932) di Karl Freund, seguiti nei decenni successivi da altre opere di successo di altri grandi registi come Alfred Hitchcock, Federico Fellini, Werner Herzog o Stanley Kubrick che realizzarono rispettivamente Gli uccelli (1963), Tre passi nel delirioFilm a episodi, il suo è "Toby Dammit" (1968), Nosferatu, il principe della notte (1979) e Shining (1980).
Storia Origini
Le prime immagini di eventi soprannaturali si possono trovare in alcuni cortometraggi muti creati da pionieri del cinema quali Georges Méliès durante l'ultimo decennio dell'OttocentoArticolo su George Méliès: "mago del montaggio", e sul cinema dal 1895 al 1912 su Cinemadelsilenzio.it il più famoso è Le manoir du diable (1896) che si pensa sia il primo film horror della storia. .
I primi anni del XX secolo portarono ulteriori opere considerate pietre miliari nel genere horror: fra i più importanti e riconosciuti dagli studiosi c'è da annoverare Lo studente di Praga, storia di un giovane che vende l'anima al diavolo. Per quel che riguarda il cinema italiano (in questo periodo l'Italia inizia ad affermarsi come una delle industrie cinematografiche più importanti a livello mondiale) molto importanti alcune scene de l'Inferno (dall'opera di Dante) del 1909 (di cui ci è rimasta una versione di poco successiva). L'inferno fu uno dei primi successi internazionali del cinema italiano e, sebbene non possa ascriversi completamente al genere horror, mette in scena alcuni personaggi infernali (Minosse, Cerbero) e nel finale mostra un terrificante Lucifero gigante nell'atto di divorare un dannato.
Tra le altre apparizioni, non ascrivibili al horror soprannaturale, che vedono protagonista un mostro in un lungometraggio, vanno segnalate quelle relative a Quasimodo, personaggio de Il gobbo di Notre Dame. Tra i film con questo personaggio ci sono: Esmeralda (1905) di Victorin-Hippolyte Jasset e Alice Guy, The Hunchback (1909), The Love of a Hunchback (1910) e Il gobbo di Notre Dame (1923). Per quel che riguarda l'horror fantascientifico, da ricordare che la prima apparizione del Dr. Jekill è del 1908.
Molti dei primi film d'orrore furono fatti da registi tedeschi tra gli anni dieci e venti; diversi ebbero una notevole influenza sulle future produzioni di Hollywood, ad esempio Il Golem (1915) di Paul Wegener o Nosferatu il vampiro (1922) di Friedrich Wilhelm Murnau, un adattamento non autorizzato di Dracula di Bram Stoker. Il più importante di quest'epoca è probabilmente Il gabinetto del dottor Caligari che è considerato il simbolo del cinema espressionista... L'importanza del cinema espressionista tedesco, per quel che riguarda l'horror, è determinata non solo dai soggetti trattati, ma dallo stile della messa in scena e delle scenografie. Per la prima volta l'horror ricorre alla rappresentazione deforme dello spazio e all'enfatizzazione delle ombre (malefiche) in contrasto con la luce (benefica) per esprimere l'orrore e suscitare inquietudini nello spettatore. Tecniche che saranno poi riprese dall'horror hollywoodiano, grazie anche ai transfughi tedeschi che emigrarono dalla Germania nazista verso gli Stati Uniti tra anni Trenta e Quaranta.
In seguito i film hollywoodiani ripresero i vecchi temi come Il gobbo di Notre Dame (1923) e The Monster (1925), entrambi con Lon Chaney, la prima star del cinema horror, il cui ruolo più importante fu ne Il fantasma dell'opera (1925).
Anni trenta e quaranta
Fu nei primi anni trenta che i produttori statunitensi, in particolar modo la Universal Pictures, resero popolari i film horrorArticolo sul cinema horror dal 1932 al 1943 su Cinemadelsilenzio.it, portando sullo schermo personaggi di successo come Dracula (1931), Frankenstein (1931), La mummia (1932) e L'uomo invisibile (1933). Alcuni attori iniziarono a costruire intere carriere su film come questi (ad esempio Boris Karloff e Bela Lugosi).
Altri studi cinematografici non ebbero lo stesso successo ma sono comunque da citare Il dottor Jekyll (1931) di Rouben Mamoulian (prodotto dalla Paramount) e La maschera di cera (1933) di Michael Curtiz (Warner Bros.).
La serie dei film horror della Universal continuò negli anni quaranta con L'uomo lupo (1941), non il primo film sui lupi mannari, ma certamente il più influente. Inoltre la Universal continuò, durante questo decennio, la serie di film su Frankenstein, così come altri film su mostri già visti sullo schermo. Sempre nello stesso decennio, Val Lewton produsse per la RKO una serie di film di notevole influenza, tra cui Il bacio della pantera (1942), L'uomo leopardo (1943), Ho camminato con uno zombi (1943), tutti distinti dalla presenza di elementi tipici del genere (creature spaventose, ombre sui muri), caratterizzati dalla regia di Jacques Tourneur.
Anni cinquanta
Con i radicali cambiamenti nella tecnologia che ci furono negli anni Cinquanta, anche gli horror cambiarono e passarono dalla linea gotica a quella di fantascienza. Ci furono numerosi film d'orrore di seconda categoria dove gli umani se la dovevano vedere con entità extraterrestri: invasioni aliene, mutazioni, piante o insetti. In questi film furono utilizzati nuovi trucchi, come il 3-D, che portarono il pubblico settimana dopo settimana a spaventi migliori e maggiori. I film di maggior qualità di questo periodo, oltre a La cosa da un altro mondo (1951), attribuito nei crediti a Christian Nyby ma considerato in realtà un'opera di Howard Hawks, e L'invasione degli Ultracorpi (1956) di Don Siegel, cercarono di portare lo spettatore in un'atmosfera evocante la guerra fredda.
Gli ultimi anni cinquanta e primi anni sessanta videro la nascita di case cinematografiche esclusivamente per i film horror, come la britannica Hammer Film Productions e la Amicus Productions. La Hammer raggiunse un grande successo internazionale coinvolgendo personaggi classici dell'horror, spesso interpretati da Peter Cushing e Christopher Lee, come La maschera di Frankenstein (1957), Dracula il vampiro (1958), La mummia (1959) e molti seguiti. La Hammer e il regista Terence Fisher sono universalmente riconosciuti come i pionieri del moderno cinema horror. La Amicus iniziò la sua produzione nel 1965 con Le cinque chiavi del terrore, film ad episodi diretto da Freddie Francis, che include cinque racconti tenuti insieme da un prologo ed un epilogo; tale formato narrativo, definito anche omnibus, divenne un tratto distintivo della piccola casa di produzione britannica.
L'American International Pictures (AIP) realizzò anche una serie di film ispirati ai racconti di Edgar Allan Poe, prodotti da Roger Corman e con Vincent Price. Queste produzioni, a volte controverse, spianarono la strada ad una violenza più esplicita sia negli horror che in altri generi di film..
Nel 1957 viene realizzato I vampiri, diretto dal regista Riccardo Freda, ovvero il primo film italiano dell'orrore nel cinema sonoro. Questa pellicola aprirà una nuova stagione dell'horror di produzione italiana che proseguirà nei decenni successivi, guidata dallo stesso Freda, Mario Bava e Antonio Margheriti.
I film horror dei decenni precedenti fino agli anni cinquanta sono tutti costellati da figure archetipe dell'immaginario collettivo, spesso mutuate dalla letteratura di genere. Ma è a partire da questo decennio che vengono introdotti nuovi concetti e personaggi; ed è da questo decennio che i film horror cominciano realmente ad assimilare le paure diffuse per renderle sullo schermo senza filtri, o quasi, così da divenire lo specchio più credibile dello sviluppo della società. Infatti è proprio a partire da questi anni l'introduzione degli alieni come modificazione (spesso in negativo) dei miti classici di fate ed elfi, ormai passati di moda e troppo poco credibili; ma gli alieni vengono anche utilizzati per parlare, e mettere in guardia, del pericolo comunista (per quanto riguarda questa lettura, su tutti spicca L'invasione degli Ultracorpi). Altro personaggio tipico di quest'epoca è lo scienziato pazzo, o lo scienziato a cui sfugge di mano la propria scoperta (si veda L'esperimento del dottor K.) concetto preso da Frankenstein ovviamente, ma che viene ripreso a seguito del rapido sviluppo tecnico e scientifico di quegli anni, sviluppo troppo rapido e troppo radicale perché la gente se ne appropriasse senza paura (particolare, in quest'ottica è Assalto alla Terra (1954), film in cui la scienza, oltre ad essere causa, o concausa, del male viene rappresentata come unica soluzione).
Anni sessanta
Negli anni sessanta il genere si spostò verso l'"horror psicologico", con thriller come Psyco (1960) di Alfred Hitchcock e Che fine ha fatto Baby Jane? (1962) di Robert Aldrich, che spostavano l'effetto suspense dai soliti "mostri" alle psicosi umane che sfociavano in efferati atti sadomasochistici; L'occhio che uccide (1960) di Michael Powell è un chiaro esempio di questa caratteristica. Gli horror psicologici continuarono ad essere prodotti sporadicamente, con Il silenzio degli innocenti (1991), tra i più importanti.
I fantasmi e i mostri continuarono comunque a rimanere popolari: Suspense (1961) e Gli invasati (1963) furono due horror psicologici tinti di soprannaturale. Gli uccelli (1963) di Alfred Hitchcock fu il primo esempio di "natura che impazzisce" combinata con un horror psicologicoRecensione: Gli uccelli di Vaniel Maestosi su Cinemadelsilenzio.it.
Ci furono anche numerosi film fatti con un budget ridotto. Alcuni esempi sono Blood Feast (1963) (il primo film Gore) e Two Thousand Maniacs! (1964), entrambi di Herschell G. Lewis, che prevedevano schizzi di sangue e sanguinosi svisceramentiFrammenti di corpo nel cinema horror su Davinotti.com. Notevole per le scene molto forti, sebbene non considerabile splatter, è Occhi senza volto (1960) di Georges Franju, capolavoro del cinema dell'orrore francese.
Uno dei più influenti film horror degli anni sessanta fu La notte dei morti viventi (1968) di George A. RomeroInfluenza su Cinemaniaco.com. Questo film sugli zombie fu più tardi dichiarato "culturalmente, storicamente ed esteticamente significativo" abbastanza da essere preservato nel National Film Registry. Portò l'horror ancora più distante dal vecchio filone gotico dei primi anni e lo introdusse nella vita delle persone moderneNota su Film.tv.it.
Anni settanta Con il successo dei film a basso budget e il sempre crescente interesse del pubblico all'occulto, il genere fu in grado di sfornare una serie di pellicole molto intense, spesso con contenuti sessuali, diventate A-movie (nonostante avessero le caratteristiche dei B-movie). Molti di questi film furono fatti da registi rispettabili.