Lantifascismo (antinazismo per designare l'opposizione al nazismo e antifranchismo e antifalangismo usati per l'opposizione al franchismo ed il falangismo) è un movimento eterogeneo che, dal termine della prima guerra mondiale, si pone in contrapposizione, in varie modalità, al fascismo e le sue diverse manifestazioni e declinazioni, sia da un punto di vista politico che da quello della lotta armata.
Storia Il termine, nella sua accezione originaria, identifica i movimenti popolari spontanei sorti in Italia a partire dagli anni successivi al termine della prima guerra mondiale, in opposizione all'allora nascente fascismo, e tesi a impedire l'affermarsi sulla scena politica prima dei Fasci Italiani di Combattimento (1919) e poi del Partito Nazionale Fascista (1921), fondati da Benito Mussolini. Questo avvenne in concomitanza con la repressione violenta di circoli e cooperative socialiste, delle leghe bracciantili e operaie rosse, delle camere del lavoro e delle sedi dell'Avanti!. Infatti il fascismo assunse presto una connotazione reazionaria caratterizzata dalla saldatura degli interessi dei ceti agrari e industriali, nonché di molti apparati statali, i quali temevano che agli scioperi e alla forte avanzata del partito socialista durante il Biennio rosso (1919-1920) sarebbe seguita anche in Italia una rivoluzione comunista sul modello della rivoluzione bolscevica.
Successivamente il termine si diffuse al di fuori dei confini italiani con la nascita e l'espansione dei movimenti fascisti in Europa e nel mondo, che negli anni venti e trenta conquistarono il potere realizzando regimi totalitari tramite elezioni in altre nazioni del continente, come in Germania o in Austria, o durante la seconda guerra mondiale, come nel caso di Francia, paesi scandinavi e paesi dell'Europa orientale.
Tra le due guerre, i concetti di "antifascismo" e "antifascisti" furono largamente utilizzati da Benito Mussolini e dal regime fascista, che nella concezione totalitaria dello Stato riuniva i variegati oppositori del fascismo in un'unica categoria, per la cui vigilanza e repressione fu istituita l'OVRA («Organizzazione di Vigilanza e Repressione dell’Antifascismo»). Dopo la fine della guerra il termine è stato (e viene ancora) utilizzato da tutti quei partiti e movimenti che si pongono l'obiettivo di contrastare le attività degli avversi partiti, movimenti e associazioni fasciste, neofasciste e di estrema destra.
Caratteristiche Spesso il termine viene esteso alla lotta contro tutti i regimi di estrema destra o reazionari (in quanto sono spesso considerati, dalla storiografia anglosassone ad esempio, fascismi tutti i regimi illiberali e non democratici), tranne che questi siano di altra matrice (in questo caso si può parlare invece di anticomunismo o antisovietismo, ad esempio). L'antifascismo, oltre che dei regimi comunisti e stati socialisti, è stato, ed è, parte integrante della struttura ideologica di molte democrazie liberali e socialdemocrazie.
L'antifascismo non aderisce in sé a una particolare ideologia politica. Comunque tra le principali forze politiche e sociali antifasciste di questo periodo si possono indicare: Le forze di matrice liberale (spesso anche italiane) dei governi, partiti, movimenti, singole persone di ispirazione liberale che furono esautorati dal fascismo (a proposito si può ricordare il "Manifesto degli intellettuali antifascisti" di Benedetto Croce, esponente del pensiero liberale italiano); Le frange del movimento operaio di ideali socialisti, anarchici e/o comunisti, ma anche quelli legati al Partito Popolare Italiano e al Partito Repubblicano Italiano. La funzione dell'opposizione del mondo operaio al fascismo è stata sottolineata da molti fra i più importanti leader antifascistiA tale proposito Piero Gobetti: La borghesia ha perso ogni funzione propositiva, è una classe parassita che si è adagiata e aspetta tutto dallo Stato; si blocca così ogni istanza di rinnovamento: la funzione liberale e libertaria è assunta dal proletariato.; Le democrazie parlamentari opposte alle potenze dell'Asse. In particolare il Regno Unito, la Francia e gli Stati Uniti, dopo un'iniziale accondiscendenza verso il fascismo, proseguita con atteggiamento accomodante fino alla Conferenza di Monaco del 1938, passarono all'azione militare che portò alla distruzione dei regimi fascisti in Germania, Italia e negli altri paesi europei direttamente intervenuti nella seconda guerra mondiale; L'Unione Sovietica che, dopo un iniziale patto di non aggressione con la Germania nazista (Patto Molotov-Ribbentrop) dopo la Conferenza di Monaco, reagì all'attacco tedesco portato con lOperazione Barbarossa di concerto con le potenze occidentali e i vari movimenti antifascisti; I movimenti conservatori, democristiani e socialdemocratici.
Nel mondo America latina
Molti oppositori alle dittature militari (come quella di Jorge Rafael Videla in Argentina, o di Augusto Pinochet in Cile), o del governo di Juan Domingo Perón in Argentina (come lo scrittore Jorge Luis Borges«Io sono individualista e, in quanto tale, sono stato antiperonista, come sono anticomunista, come sono antifascista» (Jorge Luis Borges, citato in: Costanzo Costantini, Borges. Colloqui esclusivi con il grande scrittore argentino, pag. 52).), si dichiaravano antifascisti, sebbene questi regimi non siano stati "fascisti" in senso stretto (anche se Perón si ispirava al regime italiano).
Austria
Francia
Dopo l'occupazione tedesca della Francia, il 18 giugno 1940, l'antifascismo comparve come opposizione al nazismo e al governo di Vichy il generale Charles de Gaulle, comandante di Francia Libera, si rivolse via radio da Londra al popolo francese e incitò i francesi a continuare la lotta contro i tedeschi. Questo messaggio fu ben recepito nel nord della Francia, meno nel sud del Paese.
Così come erano variegati gli elementi della Francia di Vichy, anche la Resistenza in realtà comprendeva numerose formazioni diverse per motivazioni e scopi: c'erano movimenti che prendevano ordini direttamente dallo Special Operations Executive, la Resistenza comunista, gruppi leali a De Gaulle e anche gruppi regionalisti. I primi movimenti di Resistenza si ebbero al nord, come lOCM (Organisation Civile et Militaire) e dalla fine del 1940, sempre al nord si pubblicavano sei giornali clandestini. Nel maggio del 1941 fu paracadutato il primo agente del SOE in Francia settentrionale per assistere alle operazioni della Resistenza. In aggiunta, lavoravano per conto degli Alleati anche la resistenza belga, polacca e olandese. Molti membri erano ex-soldati sfuggiti ai tedeschi o che erano stati rilasciati dai campi di prigionia e che avevano nascosto le armi in attesa di poter combattere di nuovo.
Altri erano ex-socialisti e comunisti sfuggiti alla Gestapo e molti di loro si erano nascosti nelle regioni forestali, specialmente nelle zone non occupate. Si unirono tra loro per formare le bande maquis e iniziare a pianificare attacchi contro le forze di occupazione. Alcuni gruppi avevano tra i loro membri anche degli spagnoli che avevano combattuto tra le file repubblicane durante la guerra civile spagnola. Alla Resistenza francese si unirono anche un migliaio di tedeschi, che avevano lasciato la Germania perché erano oppositori politici o ebrei.
A causa della complessità politica della Francia, il movimento della Resistenza ebbe un avvio difficile, ma dal giugno 1941 cominciò ad essere più organizzato e la sua azione antitedesca crebbe di conseguenza. Il 22 giugno 1941 tutti i gruppi comunisti della Francia unirono le forze per convergere in un unico fronte, migliorando notevolmente la propria organizzazione; l'attacco tedesco all'URSS - Operazione Barbarossa - e la conseguente rottura del patto Molotov-Ribbentrop, portò infatti molti comunisti francesi ad unirsi alla Resistenza. L'11 novembre 1942, le truppe tedesche occuparono l'intera Francia, spingendo molti francesi ad entrare in gruppi sovversivi per combattere contro l'occupazione, che a partire dall'Operazione Anton divenne più esplicita e oppressiva.
L'azione congiunta di alleati e resistenza alla fine riuscì a liberare la Francia dal nazismo e dai filofascisti di Vichy, cosicché de Gaulle poté proclamare la vittoria a Parigi, entrandovi trionfalmente il 25 agosto 1944:
Nel dopoguerra, però, dopo il suo ritorno al potere, molti antifascisti di sinistra accusarono lo stesso de Gaulle di mirare ad un regime personale, cosa che non si verificherà. Nel 1972 venne fondato il Front National, che riprendeva simboli e contenuti, adattandoli, dal Movimento Sociale Italiano. Il ballottaggio presidenziale tra il gollista Chirac e l'ultranazionalista e xenofobo Jean-Marie Le Pen del FN, nel 2002, portò a una grande mobilitazione antifascista in tutta la Francia, che portò alla sconfitta del FN, con Chirac che ottenne più dell'82 % dei voti. Anche la figlia Le Pen, Marine, viene vista spesso come una fascista, cosa che suscita spesso l'opposizione degli antifascisti in Francia e all'estero.
Nel dopoguerra, l'attività si indirizzò contro partiti di estrema destra, come il Fronte Nazionale.
Germania
L'antifascismo tedesco o antinazismo rappresentò una forza minoritaria di opposizione al nazionalsocialismo di Adolf Hitler, tra il 1933 e il 1945. Il punto massimo della resistenza ebbe come protagonista alcuni militari come Claus von Stauffenberg, che riuscirono quasi a uccidere il dittatore nell'attentato del 20 luglio 1944, obiettivo tentato da altri nel corso degli anni. Dopo questi fatti la resistenza venne quasi annientata dalla repressione del regime. Nella Repubblica Democratica Tedesca o Germania Est, il muro di Berlino era chiamato eufemisticamente "Barriera di protezione antifascista".
Il gruppo Antifa nacque in Germania ed è attivo principalmente nel contrasto di formazioni neonaziste come il Partito Nazionaldemocratico di Germania (NPD). Il primo movimento tedesco a chiamarsi Antifaschistische Aktion iniziò nel 1923, come parte del Rotfrontkämpferbund. Il movimento acquistò seguaci dopo essere stato proclamato dal Partito Comunista Tedesco (KPD) nel suo quotidiano Rote Fahne nel 1932, in risposta alla lotta tra i membri nazisti e comunisti del parlamento. Dopo una dissoluzione forzata ad opera dei nazisti nel 1933, il movimento riprese le proprie attività nel corso degli anni ottanta.
Grecia In Grecia vi furono fenomeni di resistenza all'invasione nazista e fascista, e, dall'altro canto, al regime del 4 agosto di Ioannis Metaxas. Sentimenti antifascisti animavano anche gli oppositori alla dittatura dei colonnelli, come l'eroe nazionale della Grecia moderna, Alexandros Panagulis. Sull'onda delle proteste internazionali, il 14 novembre 1973 gli studenti del Politecnico di Atene entrarono in sciopero ed avviarono una forte protesta contro la Giunta. Nelle prime fasi della protesta non vi fu alcuna reazione da parte del governo militare cosicché gli studenti poterono barricarsi all'interno degli edifici e mettere in funzione una stazione radio (usando materiale trovato nei laboratori) che trasmetteva nell'area di Atene. Migliaia di lavoratori e di giovani si unirono alla protesta sia dentro che fuori l'università. Quando l'esercito intervenne intimando agli studenti del Politecnico, asserragliati all'interno dell'Università, di arrendersi e cedere le armi, pare che questi risposero usando le stesse parole pronunciate dal re di Sparta Leonida contro i persiani alle Termopili: "Μολὼν λαβέ"Valerio Massimo Manfredi, Sparta l'enigma, Panorama (rivista), 06-04-2007 ("Venite a prenderle").