Dopo essere stato da adolescente una star nei teatri di Broadway fra gli anni trenta e quaranta, esordì a Hollywood nel 1946 nel film Il fiume rosso, diventando in breve tempo un attore apprezzato e molto richiesto, per la sua recitazione moderna e sensibile che gli fece ottenere in pochi anni tre candidature al premio Oscar (per le sue interpretazioni nei film Odissea tragica di Fred Zinnemann nel 1948, Un posto al sole di George Stevens del 1951 e Da qui all'eternità di Fred Zinnemann del 1953). La sua profonda amicizia con l'attrice Elizabeth Taylor, con cui girò tre film, fu un elemento centrale nella sua vita.

Nel 1956, all'apice del successo, un grave incidente d'auto interruppe momentaneamente la sua carriera, che però proseguì poco dopo con altri ruoli celebri (nei film I giovani leoni di Edward Dmytryk nel 1958, Improvvisamente, l'estate scorsa di Joseph L. Mankiewicz nel 1959, Gli spostati di John Huston nel 1961) e un'ulteriore candidatura al premio Oscar come miglior attore non protagonista per il film Vincitori e vinti di Stanley Kramer (1962). I molteplici problemi di salute, la dipendenza dai farmaci e l'alcolismo segnarono l'ultima parte della sua vita; morì per un attacco cardiaco nel 1966, a 45 anni.

Insieme a Marlon Brando e James Dean, Montgomery Clift è considerato fra i "ribelli" della Hollywood anni cinquanta, gli attori che con la loro recitazione innovativa basata sul metodo dell'Actors Studio contribuirono a rinnovare il cinema americano, influenzando tutta una generazione di attori.

Biografia Proveniente da una famiglia agiata di Omaha, nel Nebraska (la stessa città che quattro anni dopo darà i natali anche a Marlon Brando), era figlio di William Brooks Clift detto Billy (1886-1964), all'epoca vicepresidente dell'Omaha National Trust Company, e di Ethel Anderson Fogg detta Sunny (1888-1988), discendente illegittima di una famiglia altolocata da cui cercò per tutta la vita di essere riconosciuta. Clift aveva una sorella gemella, Roberta poi chiamata Ethel (1920-2014), e un fratello maggiore di un anno, William Brooks Jr (1919-1986). Per parte materna, era parente di Robert Anderson e Montgomery Blair.

La madre Sunny volle dare ai figli un'educazione di alto rango, affidando la loro istruzione a dei tutori privati; come i fratelli, Clift durante l'infanzia ricevette una solida formazione culturale, soggiornando più volte in Europa (in Francia, Svizzera, Germania e Austria), visitando città, frequentando teatri e musei e imparando il francese, il tedesco e anche l'italiano. Dopo la crisi del 1929, la famiglia ebbe però dei rovesci finanziari e nel 1931 si trasferì dapprima a New York e l'anno seguente in una modesta abitazione a Sarasota in Florida. Poco interessato agli studi scolastici, all'età di tredici anni debuttò in teatro, in una produzione amatoriale intitolata As Husbands Go, e, incoraggiato dalla madre, decise di dedicarsi alla recitazione.

Carriera

Il teatro a Broadway (1935-1945) La famiglia successivamente si ristabilì a New York e Sunny si dedicò con grande impegno alla carriera del figlio, accompagnandolo personalmente ai provini, raccomandandolo ai registi e facendogli da manager, con una presenza che Clift anni dopo giudicherà ossessiva e soffocante. Dopo aver lavorato come modello bambino per la nota agenzia John Robert Powers, nel 1935 Clift fu scritturato a Broadway, debuttando a soli quattordici anni nello spettacolo Fly Away Home, guadagnandosi da subito l'interesse della critica; confermò il suo talento recitando in lavori di Thornton Wilder, Lillian Hellman e Tennessee Williams (di cui diventerà amico) e dividendo ben presto il palcoscenico con mostri sacri dell'epoca come Tallulah Bankhead, Fredric March, Alla Nazimova. A soli diciassette anni, con la sua acclamata interpretazione in Dame Nature (1938) di Patricia Collinge, divenne la più giovane star di Broadway. Nel 1939, come membro del cast della commedia di Noel Coward Hay Fever, apparve in una delle prime trasmissione televisive americane della NBC. L'anno seguente venne scelto dalla celebre coppia del teatro newyorkese Alfred Lunt e Lynn Fontanne per il lavoro There Shall Be No Night di Robert E. Sherwood, che, con un anno e mezzo di repliche, fu la consacrazione definitiva della sua carriera d'attore teatrale.

Per dieci anni fu uno degli attori teatrali più promettenti e apprezzati di New York. Continuò a recitare anche durante gli anni della guerra, essendo stato esentato a causa della sua amebiasi contratta durante un viaggio in Messico nel 1939, una delle numerose patologie che lo affliggeranno negli anni a venire; pur non avendo prestato servizio militare, tuttavia, nel corso della sua carriera verrà chiamato a recitare in almeno cinque film ambientati in scenari di guerra. A Boadway conobbe l'attrice e insegnante di recitazione Mira Rostova, con cui strinse amicizia e che avrà un ruolo centrale nella carriera dell'attore, diventando la sua coach di recitazione anche sui set cinematografici. Nel 1943 riuscì finalmente ad andare a vivere da solo, sottraendosi così alla presenza ingombrante di sua madre.

A 25 anni Clift, seppur riluttante, accettò infine di recarsi a Hollywood, dove diversi produttori l'avevano già notato da tempo, inviandogli numerosi copioni, come quelli de Le avventure di Tom Sawyer o La signora Miniver, che l'attore aveva puntualmente rifiutato. Nonostante le varie proposte, fra cui un allettante contratto settennale con la MGM, non volle firmare subito un contratto in esclusiva, come era consueto a quei tempi; consapevole delle proprie potenzialità, preferì temporeggiare, fiducioso di poter ottenere maggior potere contrattuale in seguito. Infine accettò l'offerta di Howard Hawks, noto scopritore di talenti (aveva già lanciato Carole Lombard e Lauren Bacall) che aveva intuito le potenzialità del giovane attore, firmando un’impegnativa di soli 6 mesi per un unico film.

Gli esordi a Hollywood (1946-1951)

Il suo debutto cinematografico avvenne quindi nel western Il fiume rosso, diretto da Hawks, girato nel 1946 (ma uscito sugli schermi solo due anni dopo) accanto a John Wayne; Clift dovette affrontare un ruolo completamente diverso da quelli a cui era abituato a teatro e si impegnò molto, imparando anche a cavalcare. I rapporti con il celebre collega non furono molto cordiali per le enormi differenze di carattere fra i due, ma Wayne riconobbe il talento del giovane partner.

Finite le riprese Clift tornò a New York, ma subito dopo si recò a Zurigo per girare Odissea tragica, un film drammatico di ambientazione bellica diretto dal giovane regista austriaco Fred Zinnemann. Clift si fece accompagnare dalla sua coach Mira Rostova e insieme rimaneggiarono gran parte del copione per rendere i dialoghi più efficaci, mandando il produttore su tutte le furie (ma poi la sceneggiatura venne premiata agli Oscar). Tornato a New York, nell'ottobre del 1947 Clift venne invitato da Elia Kazan a frequentare per qualche mese l'Actors Studio, che era stato fondato da poco; fra i suoi colleghi di corso c'era Marlon Brando, e i due iniziarono un rapporto fatto di competizione e ammirazione reciproca, che andrà avanti nel corso degli anni. All'Actors Studio conobbe anche il danzatore e coreografo Jerome Robbins, con cui iniziò una relazione durata due anni, terminata nel 1950 quando l'attore decise di trasferirsi a Hollywood.

Odissea tragica, uscito nel 1948, gli fece ottenere la prima candidatura agli Oscar e lo fece conoscere al grande pubblico: la sua interpretazione del militare Ralph Stevenson apparve così realistica che molti pensarono fosse un autentico soldato prestato al cinema Poco dopo uscì anche Il fiume rosso, che impressionò pubblico e critica e ottenne due candidature all'Oscar, e Clift divenne di colpo una star. Ottenuta visibilità e riconoscimenti, l'attore accettò di firmare un contratto con la Paramount, ma solo per tre film, ottenendo anche ampia discrezionalità sui copioni da scegliere e la libertà di girare film anche con altre case di produzione.

Il primo film interpretato per la Paramount fu il dramma in costume L'ereditiera (1949) di William Wyler, nel ruolo dell'avido cacciatore di dote Morris Townsend. Clift fu preferito ad Errol Flynn, prima scelta del regista, per la sua recitazione più raffinata, e prese lezioni di pianoforte per la scena in cui suona Plaisir d'amour alla sua partner sullo schermo, Olivia de Havilland; tuttavia i rapporti con quest'ultima e con il regista non furono dei migliori e questa volta non gli fu concesso di modificare le battute del suo personaggio, che avrebbe voluto rendere meno stereotipato. Deluso dal risultato, Clift disertò anche l'anteprima, tuttavia la sua interpretazione venne apprezzata, soprattutto dal pubblico femminile, e l'attore iniziò a ricevere lettere dalle ammiratrici.

Dopo che ebbe rifiutato, poco prima delle riprese, il ruolo principale in Viale del tramonto (poi andato a William Holden), la Paramount rescisse il contratto. Nell'estate del 1949 Clift volò a Berlino per interpretare, nuovamente nei panni di un militare, il sergente Danny MacCullough nel film La città assediata (1950) di George Seaton, un instant-movie che raccontava l'Operazione Vittles appena conclusa.

Fu in questo periodo che la dipendenza di Clift dall'alcool, che lo affliggerà per tutta la vita, cominciò ad essere evidente; i suoi amici più intimi - fra cui l'attore Kevin McCarthy e sua moglie Augusta Dabney - lo convinsero ad andare in terapia e l'attore iniziò quindi un percorso di psicoanalisi con il dottor William Silverberg di New York, che si protrasse per quindici anni rivelandosi più dannoso che utile per la sua salute, dal momento che il dottore lo esortava a sentirsi libero di assecondare i suoi eccessi piuttosto che a gestirli. Nel febbraio 1950 l'attore si recò in Europa con i McCarthy, e a Roma conobbe gli intellettuali italiani dell'epoca -fra cui Alberto Moravia e Vittorio de Sica- con cui strinse amicizia.

Il grande successo arrivò nel 1951, con l'intensa e indimenticabile interpretazione dell'ambizioso George Eastman nel film Un posto al sole di George Stevens. Sua partner nel film fu la diciottenne Elizabeth Taylor, con la quale instaurò un forte e duraturo rapporto di amicizia e di affetto, che durerà negli anni; i giornali esaltarono l'alchimia della coppia sullo schermo e i due furono definiti dalla stampa the most beautiful couple in Hollywood.

Finite le riprese, l'attore, insofferente nei confronti dell'ambiente hollywoodiano, decise di ritornare a vivere stabilmente a New York e prese in affitto un duplex al numero 209 East della 61ma Strada, dove visse per una decina d'anni.

Gli anni del successo (1951-1956)

Un posto al sole rappresentò il definitivo lancio della carriera di Montgomery Clift, che conquistò critica e pubblico con la sua recitazione moderna e realistica e gli valse la sua seconda candidatura agli Oscar. Da questo momento molti registi iniziarono a cercarlo per affidargli ruoli psicologicamente complessi, con cui il giovane attore consoliderà la sua fama negli anni successivi.

In Io confesso (1952) di Alfred Hitchcock, girato fra l'agosto e l'ottobre del 1952 a Québec, Clift rese con efficacia il tormento interiore di Padre Logan, un prete cattolico accusato ingiustamente di omicidio, ma che ha ricevuto in confessione il vero nome dell'assassino. L'attore si preparò scrupolosamente per il ruolo, imparando addirittura la messa in latino, ma la sua tecnica di recitazione basata sull'improvvisazione si scontrò con gli scrupolosi storyboard del regista inglese, che invece preferiva lavorare con una pianificazione rigorosa delle riprese ed esigeva che gli attori facessero esattamente quello che lui voleva. “Era Clift che dirigeva me... non mi era mai capitato” dirà Hitchcock anni dopo. Il film non convinse pubblico e critica, ma fu molto apprezzato dai registi della Nouvelle Vague francese e oggi è ampiamente rivalutato.