Il lago di Terlago è un piccolo lago naturale nei pressi dell'abitato di Terlago, a circa 7 km da Trento, Trentino-Alto Adige, Italia.

Aspetti fisici Il lago di Terlago ha una superficie di 118.530 m² ed un volume di 445.000 m³. La profondità massima è di 10 m e la profondità media di 3,8 m. Il tempo di ricambio dell'acqua è inferiore ad un anno.

Origine e caratteristiche Sulla sua origine c'è parecchia incertezza anche se gran parte degli studiosi è concorde nel ritenerlo "vallivo di esarazione" (originato cioè dall`azione erosiva degli antichi ghiacciai). Tuttavia, le origini carsiche attorno alle quali si è dibattuto a lungo erano giustificate sia dalla conformazione della valle, sia dalla presenza di un emissario sotterraneo e dalla notevole escursione del livello dell`acqua. Dopo un tortuoso itinerario nascosto, le acque di Terlago sfociano 300 metri di quota più in basso, fra Trento e Zambana, sotto forma di grosse risorgive. Inoltre, le acque del Lago di Terlago hanno un singolare colore bruno-olivastro dovuto alla variegata flora acquatica, che non trova altri analoghi riscontri nel Trentino con rare microalghe. Il lago ha una superficie di 350.000 metri quadrati ed è considerato un vero "paradiso" dai pescatori per la presenza di numerose e pregiate specie ittiche: il luccio, il persico reale, la carpa, la tinca, il pigo, il cavedano e la sanguinerola europea. Nei fitti boschi maturi limitrofi al lago e sulle sponde vivono interessanti specie di Lucanidi, alcune anche rare, e nel lago è ben diffuso il ditisco. La fauna terrestre è tanto ricca quanto quella lacustre, le rive, i boschi e alture del lago sono infatti popolati da cervi, caprioli, cinghiali, volpi, faine, scoiattoli, ghiri, lepri, tassi, donnole, toporagni, e nelle grotte dei pendii circostanti chirotteri quali vespertilio maggiore e orecchione bruno, poi ricci, talpe europee e topi quercini ben diffusi. Da segnalare il fototrappolaggio recente di una coppia di istrici poco distante da una delle sponde, e la presenza di lupi, con almeno un branco che pare sedentario da un paio d'anni registrato nei dintorni del lago ed un numero variabile di individui singoli erranti, e di orsi provenienti dal monte Bondone, dai pendii del vicino Monte Gazza o dalla Paganella, che spesso si spingono nel biotopo e di cui ci sono vari avvistamenti, anche di alcune femmine con prole (Orso a Terlago, ci sono sei femmine in zona )

Attività ricettive ed esercizi pubblici Sulle rive del lago si trovano varie attività: il Bar lido Lillà posto sulla sponda ovest, un campeggio, un albergo-Garnì ed un ristorante-pizzeria. Una delle tante attività praticabili oltre la pesca è il birdwatching: sulla sponda sud è presente una torretta di osservazione nei pressi del biotopo. Tra le specie più diffuse e facili da osservare ci sono germani reali, canapiglie, alzavole, tuffetti, smerghi e folaghe ma sono anche tipici abitanti di questo lago lo svasso maggiore, il martin pescatore, il merlo acquaiolo, il succiacapre, il culbianco, il calandro, l'averla piccola, il codirossone, l'upupa, il nibbio bruno, la poiana, il gheppio, la civetta, la civetta nana, il barbagianni, l'allocco, l'airone cenerino e il gruccione, con una colonia riproduttiva fissa. Si riportano inoltre osservazioni sporadiche in inverno di individui di piovanello maggiore ad anni alterni e da vari mesi pare divenuta costante la sedentarietà di una coppia di cicogna bianca presso un gruppo di ontani di una delle rive del lago.

Le più antiche testimonianze archeologiche collegate a un lago, in provincia di Trento, risalgono al tardo Paleolitico circa 10.000 anni prima di Cristo proprio in questo lago, seguito da Ledro e Fiavè. Si stima che il villaggio dell'età del bronzo, contasse una dozzina di palafitte di cui nei vari scavi condotti sono stati dissotterrati alcuni resti. Attorno al Lago di Terlago infatti, sono stati rinvenuti alcuni manufatti domestici ed utensili di vario genere, i primi di un certo valore artistico e ben decorati. Tra le varie possibilità, gli studiosi ritengono credibile la tesi che essi servissero per indicare i bottini di caccia o per cerimonie collettive. Tra i reperti molte armi da caccia, frammenti di tessuti, un ciondolo in ambra, due asce in metallo, una parte di imbarcazione in legno e un remo, varie ossa di animali predati, alcune usate per ricavare utensili o oggetti di uso quotidiano e i resti parziali del villaggio che si crede sorgesse nell'area sud-est in una zona ora sommersa. Grazie ad ecosistema lacustre e fondo argilloso del lago, molti dei reperti si sono conservati in buone condizioni e il sito è uno dei più ricchi del Trentino per rinvenimenti di questo periodo.

Balneazione Il lago è balneabile e durante il periodo estivo è attivo il servizio di "spiaggia sicura" con la presenza quotidiana, ad orari prestabiliti, di un bagnino.

Il lago è utilizzato per l'attività di pesca, in quanto è l'ecosistema lacustre più produttivo del Trentino.

Voci correlate Valle dei Laghi

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