Ha sviluppato il concetto di "catena muscolare" e ha creato il "Metodo Mézières".
Biografia Espulsa dalla famiglia a 16 anni da un padre autoritario, si guadagna da vivere con piccoli lavori e in seguito intraprende gli studi di chinesiterapia1. Françoise Mézières, Originalite del la méthode Mézières, Maloine S.A. Éditeur - 1984 Studia a Parigi all'École Française d'Orthopédie et de Massage, apprendendo le tecniche dell'epoca, in particolare la "ginnastica correttiva", fondata esclusivamente sul rafforzamento muscolare. Si diploma il giorno prima dell'evacuazione di Parigi per l'avanzata delle truppe tedesche.
Dopo la guerra viene chiamata a insegnare in questa stessa scuola. Nel 1947, proprio dopo la pubblicazione di un opuscolo, una specie di compendio della ginnastica medica dell'epocaFrançoise Mézières, La gymnastique statique, Paris, Vuibert, 1947., Françoise Mézières fa quella che chiama la sua «scoperta capitale»Françoise Mézières, L'Homéopathie française, Ed. G. Doin, aprile 1972, n°4, pag.195., che la porta a mettere in discussione le tecniche del tempo, a sviluppare nuovi concetti e a creare il metodo che poi porterà il suo nome.
Nel 1949 pubblica Rivoluzione della ginnastica ortopedicaFrançoise Mézières, Révolution en gymnastique orthopédique, Amédée Legrand et compagnie, 1949., accolto freddamente dal mondo medico. Lascia allora la cattedra e apre un suo studio indipendente per continuare i suoi studi e la sua ricerca. Nel 1967 presenta il suo metodo al Centro omeopatico di Francia, ma è la pubblicazione nel 1976 di Guarire con l'antiginnastica di Thérèse Bertherat, in cui appaiono alcune pagine dedicate al suo metodo, a procurarle notorietà, anche all'estero, fino a ricevere la decorazione della Legion d'onore.
Prime osservazioni
Nella primavera del 1947, mentre insegnava anatomia, fisiologia e ginnastica classica all'École française d'orthopédie et de massage di rue Cujas a Parigi, Mézières fece l'osservazione da cui derivò il suo metodo. Le fu inviata una donna sulla quarantina, longilinea, con cifosi molto marcata e periartrite bilaterale della spalla; un corsetto in cuoio e metallo prescritto due anni prima non aveva corretto la deformazione e l'aveva ferita. Fallito il tentativo di riportare indietro le spalle da seduta, Mézières la pose in decubito dorsale ed esercitò una pressione sulle spalle: comparve immediatamente una marcata iperlordosi lombare. Impedendo la comparsa flettendo le ginocchia verso il petto, la lordosi si trasponeva al tratto cervicale. Ripeté la prova tre volte e chiamò una collega a verificarla.
L'osservazione contraddiceva la ginnastica correttiva che Mézières insegnava, fondata sul rinforzo muscolare. Negli anni successivi ne verificò la riproducibilità e abbandonò l'impianto in cui si era formata, costruendo una tecnica fondata su presupposti diversi, centrata sul recupero dell'elasticità muscolare attraverso un lavoro isometrico.
Ne espose i principi nel 1949 in Révolution en gymnastique orthopédique; le leggi che spiegavano i fenomeni osservati furono pubblicate solo nel 1984, in Originalité de la méthode Mézières.
Il metodo
Le catene muscolari
Mézières definisce catena muscolare un sistema di muscoli poliarticolari embricati, sovrapposti come le tegole di un tetto. Gli elementi di una catena sono solidali: ogni azione localizzata, in accorciamento o in allungamento, si ripercuote sull'intero sistema. Le catene sono per lei costantemente ipertoniche e in retrazione.
Individua quattro catene: la catena anteriore del collo e la catena brachiale, che interessano il distretto compreso fra l'occipite e la settima vertebra dorsale; la catena antero-interna, formata da diaframma, psoas e iliaci; e la catena posteriore, che si estende dal capo alle estremità degli arti inferiori e prosegue anteriormente, comprendendo i muscoli della loggia antero-esterna della gamba.
Le sei leggi
Le leggi che descrivono le regolarità osservate a partire dal 1947 furono pubblicate nel 1984:
i numerosi muscoli posteriori si comportano come un unico muscolo; tali muscoli sono troppo tonici e troppo accorciati; ogni azione localizzata, sia in allungamento sia in accorciamento, si ripercuote istantaneamente sull'insieme del sistema; ogni opposizione a questo accorciamento provoca lateroflessioni e rotazioni del rachide e degli arti; a livello degli arti la rotazione avviene sempre verso l'interno; ogni allungamento, derotazione, dolore o sforzo comporta un blocco respiratorio in inspirazione.
Le prime tre spiegano per Mézières le deviazioni sul piano sagittale, la quarta e la quinta quelle laterali e rotatorie.
Impostazione del trattamento
L'obiettivo del trattamento è ricondurre i tratti vertebrali e le articolazioni verso il loro andamento fisiologico. Per Mézières è la struttura a condizionare la funzione, e il recupero della struttura precede quello della prestazione; il mezzo per ottenerlo è il muscolo. I muscoli in accorciamento deviano gli assi vertebrali e articolari, e da questa alterazione derivano la deformazione e il sintomo; l'allungamento dei muscoli responsabili, condotto secondo la logica delle catene, riporta gli assi verso l'allineamento e riduce o risolve il sintomo.
Il terapeuta individua i muscoli che sostengono il disassiamento e vi concentra l'azione mediante contrazioni isometriche eseguite alla massima lunghezza muscolare disponibile, fisiologica o relativa. La posizione di partenza va definita con precisione: l'azione di un muscolo dipende dall'allineamento dei segmenti su cui si inserisce, e se questi non sono correttamente allineati il muscolo produce l'azione opposta a quella che gli è propria.
L'azione sul distretto trattato è estesa dalla respirazione terapeutica, per evitare contrazioni di compenso del diaframma e dell'ileo-psoas.
Mézières descrive inoltre un «riflesso antalgico a priori», per cui l'atteggiamento viziato di un segmento può proteggere un dolore situato altrove, e che porta a cercare l'origine di alcuni sintomi in distretti diversi da quello dolente.
Ricerca
Il metodo è oggetto di studi clinici controllati.DA COMPLETARE — tre o quattro riferimenti rappresentativi
Indicazioni terapeutiche
Mézières applica il metodo alle deviazioni della colonna vertebrale — cifosi, lordosi, inversione delle curve, scoliosi — e alle alterazioni assiali degli arti. Nel testo del 1984 riferisce l'applicazione a periartrite della spalla, recurvatum del gomito e del ginocchio, limitazione dell'articolazione temporo-mandibolare, morbo di Dupuytren, piede piatto e alluce valgo. In tutti questi casi individua l'origine nella retrazione delle catene muscolari, e non nel segmento in cui il sintomo si manifesta. ****
Note
Il metodo è oggetto di studi clinici controllati.
Bibliografia Michaël Nisand, Sylvie Geismar, La méthode Mézières, un concept révolutionnaire, Ed. J.Lyon, 2005.
Françoise Mézières, Originalité de la méthode Mézières, Paris, Maloine, 1984, ISBN 978-2224010218.