Prosecco è la denominazione di origine controllata che designa il vino a base di glera, di colore bianco nelle tipologie tranquillo, frizzante, spumante o rosato nella tipologia spumante, prodotto in Veneto e Friuli-Venezia Giulia.

Alcune storiche denominazioni di questo vinoQui, un poco impropriamente ma per maggior semplicità, per "vino prosecco" s'intende l'insieme delle 3 denominazioni. hanno assunto il marchio DOCG (Colli Asolani - Prosecco, Conegliano Valdobbiadene - Prosecco). Il prosecco è il vino italiano più esportato all'estero.Giampietro Comolli, Bollicine, +1,2% i consumi nel 2012. Prosecco il più esportato al mondo, dal sito Italia a Tavola.Dati di esportazione dei vini italiani, dal sito Osservatorio Economico Vini. Nel 2014 ha superato per la prima volta lo champagne per numero di bottiglie vendute nel mondo. Dal 2019 le Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene sono inserite nell'elenco dei Patrimoni dell'umanità dell'UNESCO.

Storia In antichità veniva decantato il vino pucino, celebrato da Plinio nella sua Naturalis historia e prediletto per le sue doti medicinali da Livia, moglie dell'imperatore Augusto.

Ai primi del Cinquecento a Trieste, per dare maggiore visibilità al principale prodotto locale, la ribolla, si dichiarò che questa fosse la naturale erede proprio del pucino, che la città di Trieste inviava annualmente nella quantità di cento orne alla casa d'Asburgo, a partire dall'atto di dedizione del 1382. Ciò derivò dalla necessità di distinguere la ribolla triestina dagli altri vini dallo stesso nome, prodotti nel Goriziano e a costi inferiori in Istria. Venne quindi definita una precisa caratterizzazione geografica, suggerita dall'identificazione del luogo di produzione dell'antichità, il castellum nobile vino Pucinum con il Castello di Prosecco, nei pressi della località di Prosecco.Fulvio Colombo, Prosecco. Patrimonio del Nordest e Id.: Prosecco perché?

La prima citazione conosciuta del cambio di denominazione è dovuta al gentiluomo inglese Fynes Moryson, che visitando il nord Italia nel 1593 annotò:

Così il prosecco si collocò tra i vini famosi d'Italia.

Il vitigno, vero elemento caratterizzante del Prosecco delle origini, si diffuse prima nel Goriziano, poi - tramite Venezia - in DalmaziaFulvio Colombo, Storie di vini dell'Adriatico., a Vicenza e nel Trevigiano. Col passare dei secoli, la produzione nella zona d'origine andò scemando, mentre conobbe un sempre maggiore sviluppo proprio nelle zone dell'attuale provincia di Treviso e segnatamente fra le colline di Conegliano, Col San Martino, Asolo e Valdobbiadene. Il termine "Prosecco", così come lo conosciamo, compare per la prima volta nel poemetto Il Roccolo, scritto nel 1754 da Valeriano Canati sotto lo pseudonimo di Aureliano Acanti. Il libro è ambientato a Novoledo di Villaverla in provincia di Vicenza. Di seguito i versi più rilevanti:

La produzione del Prosecco partì dai viticoltori del Carso triestino e del Collio friulano, per poi svilupparsi lungo le colline venete, in particolare nella provincia di Treviso (zone di Valdobbiadene, Conegliano ed Asolo). Lo straordinario successo di questo vino, a partire dal secondo dopoguerra, andò a sfociare in diverse imitazioni ed evocazioni del prodotto.

Diventò quindi urgente una regolamentazione legislativa che arginasse il fenomeno: si decise di creare un'area di produzione contigua costituita dalle province del Veneto e del Friuli Venezia Giulia ove il vitigno Glera era autorizzato o era stato avviato il procedimento autorizzativo. L'iter venne concluso il 17 luglio 2009, con la promulgazione del decreto di riconoscimento della DOC "Prosecco", delle due DOCG "Conegliano Valdobbiadene - Prosecco" e "Asolo - Prosecco" e del relativo disciplinare di produzione. La riorganizzazione di tutta la produzione ha avuto luogo a partire dalla vendemmia iniziata il 1º agosto 2009.

Quando si parla genericamente di Prosecco occorre quindi distinguere le seguenti denominazioni coi relativi prodotti: Conegliano Valdobbiadene Prosecco DOCG (colline trevigiane) Asolo Prosecco DOCG (colline trevigiane) Prosecco DOC (prodotto in tutto il Friuli-Venezia Giulia e in 5 province del Veneto.Treviso, Venezia, Vicenza, Padova, Belluno.)

Piramide del Prosecco Per piramide del Prosecco si intende una rappresentazione piramidale in cui vengono rappresentate le diverse denominazioni in ordine di qualità: +CategoriaVinoZona di produzioneEttari di produzioneEccellenza cruConegliano Valdobbiadene - Prosecco superiore di Cartizze DOCGmicro area di Cartizze (frazioni di Santo Stefano, Saccol e San Pietro di Barbozza).107Conegliano Valdobbiadene - Prosecco superiore con menzione "Rive" DOCG43 micro aree dette "Rive" (frazioni/località di 12 comuni TV)StoricoConegliano Valdobbiadene - Prosecco superiore DOCG15 comuni TV Colli Asolani - Prosecco DOCG19 comuni TVProsecco con menzione "Treviso" DOC95 comuni TV, 1 provinciaProsecco con menzione "Trieste" DOC95 comuni TV, 1 provinciaProsecco DOC 556 comuni, 9 province, 2 regioni

Tipologie e caratteristiche Sebbene sia diffusa l'opinione che il Prosecco DOC (e, similmente le 2 DOCG Valdobbiadene e Asolo) corrisponda solo a spumante, nel disciplinare (e quindi nel commercio) esistono tre tipologie di Prosecco: il Prosecco propriamente detto, chiamato anche tranquilloQuesto significa che se si dice solo "Prosecco", senza aggiugere "frizzante" o "spumante", si sta designando unicamente quello fermo.. È la versione ferma della denominazione, attualmente è consumato prevalentemente a livello locale, sfuso o in bottiglia, con un titolo alcolometrico volumico naturale minimo di 10,50% vol. il Prosecco frizzante, con un minimo di 9% vol; il Prosecco spumante (anche nella versione rosé), con un minimo di 11,00% vol.

La versione spumante deve essere ottenuta esclusivamente per fermentazione naturale a mezzo autoclave; quella frizzante può essere ottenuta per fermentazione naturale sia a mezzo autoclave che in bottiglia.

La tipologia bianco è un vino dal colore giallo paglierino; quella rosé è di tonalità rosa più o meno carica, dall'odore fine, aromi fruttati e floreali, spesso con note di erbe aromatiche, gusto fresco. La variante spumante (bianco) può essere brut: nature, extra-brut, brut, extra-dry, dry e demi-sec. In quella rosé non sono consentite le versioni dry e demi-sec. Le altre due tipologie di Prosecco (frizzante e tranquillo) sono solo secche.

La tipologia frizzante realizzata mediante fermentazione tradizionale in bottiglia (caratteristica che va specificata in etichetta) possono presentare una velatura. Tali vini hanno un'impronta aromatica maggiormente complessa, con sentori di crosta di pane e tostatura.

Occorre sottolineare che il prosecco della tradizione locale e di massa (all'incirca sino agli anni '50, prima dello sviluppo della spumantizzazione italiana in quantità industriale) è stato quasiQuasi perché chi imbottigliava Prosecco poteva spesso sperimentare la frizzantezza naturale, spesso neppure ricercata. unicamente quello fermo (tranquillo), solo successivamente si sono diffusi il frizzante e lo spumante con metodo Martinotti, più qualche rarissimo esempio di spumante metodo classico. È controverso, invece, se la versione frizzante naturale (detta "Colfondo") sia da attribuire alla tradizione e in che misura.

Dal 2020, è stata inserita nel disciplinare la nuova tipologia di Prosecco spumante rosé, ottenuta da un blend di uve Glera e Pinot nero vinificato in rosso.. Le versioni di Prosecco spumante rosé possono essere: brut nature, extra-brut, brut, extra-dry.

Vitigni e coltivazione Il vitigno base per la produzione di Prosecco è la glera, le cui uve devono costituire almeno l'85% del totale. Una piccola frazione, comunque non superiore al 15% del totale, può essere costituita da verdiso, bianchetta trevigiana, perera, glera lunga, Chardonnay, Pinot bianco, Pinot grigio e Pinot nero, usato soprattutto per la versione rosé.

I terreni adatti alla coltura dei vigneti sono quelli ben esposti e drenati, quindi non sono ammessi terreni ad alta dotazione idrica o torbosi. In ciascun appezzamento devono sussistere almeno 2.300 ceppi per ettaro. Le tecniche di coltivazione e impianto sono quelle "classiche" che non provocano modificazioni alla qualità di uva e vino, prive di forzature. Sono vietate le coltivazioni espanse (come le pergole), ma esiste una deroga di dieci anni per i vigneti piantati prima della disciplinare del 2009.

Zona di produzione Il Prosecco viene prodotto per l'80% circa del totale nelle province del Veneto, escluse Rovigo e Verona, e per il 20% circa nelle province del Friuli-Venezia Giulia. All'interno di questo territorio, nella zona collinare trevigiana, ci sono anche due DOCG per la produzione del Prosecco di Conegliano-Valdobbiadene e del Colli Asolani-Prosecco. Negli anni s'è imposto fra le varie tipologie del Conegliano Valdobbiadene Prosecco il Cartizze, prodotto in una ristretta area di 108 ettari in una zona omonima del comune di Valdobbiadene compresa tra le frazioni di Santo Stefano, Saccol e San Pietro di Barbozza. Secondo il disciplinare, la produzione delle varianti "spumante" o "frizzante" è peraltro possibile anche in aree diverse da quelle di produzione delle uve, laddove esiste una tradizione di tali pratiche: pertanto il Prosecco continua ad essere prodotto anche in PiemontePiemonte. È stata riconosciuta la Doc per il Prosecco, salvaguardate anche le aziende del territorio, dal sito Newsfood.com..

Da notare che qualsiasi vino a base Glera, anche prodotto nelle zone delle denominazioni in oggetto, che non rispetti il Disciplinare di Produzione non può essere scambiato come Prosecco, ivi compreso qualsiasi vino IGT a base Glera prodotto nelle zone interessate.

Il ProseccoQui si parla praticamente della sola versione spumante, non frizzante o tranquillo. ha conosciuto un vero e proprio boom a partire dagli anni '90 del XX secolo, con un'impennata tra il 2005 e il 2010. La Denominazione Prosecco è composta da oltre 11000 viticoltori, circa 1200 vinificatori e oltre 360 case spumantistiche, che hanno immesso sul mercato oltre 660 milioni di bottiglie nel 2024 - in buona parte esportate (82%) - per un giro d'affari complessivo superiore ai 3,6 miliardi di euro. Nel 2013 le vendite nel mondo, per la versione spumante, hanno superato per la prima volta quelle dello champagne. Occorre sottolineare che si tratta però di due prodotti molto diversi (a cominciare dal fatto che il prodotto francese è solo spumante, quello italiano è realizzato sia fermo sia frizzante o spumanteInoltre, lo Champagne è un'unica denominazione, il prosecco (inteso genericamente come vino) è distinto in realtà in tre denominazioni.) per caratteristiche sensoriali, metodologia produttiva, uvaggio e, soprattutto, prezzi di vendita: infatti, lo Champagne nello stesso anno ha registrato un giro d'affari ben superiore (4,3 miliardi di euro)Champagne a prova di crisi, giro d'affari di 4,3 miliardi di euro , ANSA, 17 gennaio 2014..

Abbinamenti gastronomici Il prosecco si consiglia con piatti a base di pesce o crostacei, e con gli antipasti:

bagnet verd: acciughe dissalate in salsa verde;Acciughe al verde. Giallo zafferano. Sapori d'Italia. Piemonte. Ricetta. acciughe sotto sale, dissalate e poste sott'olio; pasta d'acciughe.

Il prosecco è ottimo anche da aperitivo con salatini o antipasti da banco.

Va da sé che l'abbinamento preferibile cambia sostanzialmente in funzione della tipologia di Prosecco e, quando spumante, della versione zuccherina e del colore. Uvaggio, zona, annata e produttore sono caratteristiche solitamente considerate solo dagli esperti.

Note

Bibliografia D.M. 17 luglio 2009.

Fulvio Colombo, Prosecco. Patrimonio del Nordest, Luglio Editore, Trieste 2014, ISBN 978 8868030636 Fulvio Colombo, Prosecco, perché? Le nobili origini di un vino triestino, Luglio Editore, Trieste 2012, ISBN 978 8896940877

Voci correlate