Le sue opere state esposte in Africa (anche presso la biennale di Dakar del 2000), Europa, Giappone e Stati Uniti, e si trovano in prestigiose collezioni, fra cui quella dello Smithsonian National Museum of African Art, la collezione dell'Herbert F. Johnson Museum of Art, la Fondation Jean-Paul Blachere, il Museo Hood, la collezione della Banca Mondiale e la Hans Bogatzke, collezione di arte contemporanea africana in Germania.

Biografia

Nata in un piccolo villaggio rurale e rimasta orfana all'età di soli due anni, viene adottata da Gunnar Poulsen, un amico della famiglia di origini danesi, che la condurra' attraverso l'Etiopia, la Tanzania, il Kenya, l'America per stabilirsi infine in Danimarca nel 1982, dove Etiye Dimma studia storia dell'arte per due anni a Copenaghen, ma non si mostra interessata alla teoria e all'analisi, quanto alla pratica artistica e alla frequentazione di musei. L'artista inizia comunque a dipingere da adolescente, intorno ai quattordici anni, quando la pittura diviene per lei una via espressiva, una sorta di rimedio contro la costante sensazione di sradicamento e solitudine che ha caratterizzato la sua infanzia turbolenta, trascorsa tra mille viaggi. Durante il soggiorno danese, subisce l'influenza delle opera di Emil Nolde, e si dedica alla pittura di paesaggio. Tuttavia, come pittrice non ha successo, e smette di dipingere pur mantenendo un forte desiderio di esprimersi artisticamente. A 22 anni, si trasferisce in Francia per vivere con il partner e collega Michel Moglia, e nel 1991 apre il suo primo atelier a Parigi. Traendo ispirazione da Michel Moglia, l'artista inizia ad utilizzare anche la ceramica come mezzo artistico. La prima scultura viene però creata per caso, giocando con un fil di ferro cui da una forma conica e allungata. Da allora, Etiye Dimma Poulsen ha continuato a perfezionare il suo processo creativo, mantenendo la linea slanciata della prima scultura. L'esordio non è stato facile: le gallerie parigine la indirizzavano verso negozi di oggettistica africana, consigliandole di esporre i propri lavori come souvenir per turisti. Grazie all'appoggio di gallerie specializzate in ceramica e alla galleria Capazza, Etiye Dimme Poulsen riesce finalmente ad avere successo. A quasi 42 anni, Dimma Poulsen Etiyé poteva già vantare una brillante carriera personale e professionale che l'ha portata dalla sua condizione di orfana di un villaggio rurale a quella di artista riconosciuto e considerato uno degli scultori più originali della scena contemporanea in Etiopia. È stata citata nel film del 2005, "Femmes du Feu" e nel film del 2001 a lei dedicato "Etiye Dimma Poulsen." Nel 2003, trasferisce il suo studio ad Anversa, in Belgio, dove attualmente vive e lavora.

Opere Le opere Etiye Dimma Poulsen sono sculture eleganti, di raffinata sensibilità estetica, tra il tradizionale e il moderno. L'artista reinventa archetipi primordiali, come segni di una condizione esistenziale o come traccia della cultura umana, traendo ispirazione da icone africane, greche (micenee) o asiatiche. Il suo lavoro prevede un approccio molto tradizionale all'arte, interpretata come mestiere, come atto di artigianato dove il caso ha ruolo fondamentale. La realizzazione delle opere è svolta come un rituale: l'artista si impegna nel suo lavoro per trovare l'essenza dei personaggi che crea allo stato di abbozzo, ma è durante il processo di cottura (Dimma Poulsen utilizza un metodo particolare insegnatole dallo scultore Michal Moglia), grazie all'azione del fuoco, che questi emergono come nuove creature. Etiye Dimma Poulsen, anzitutto, pone del fango sopra un'armatura di maglia di ferro precedentemente realizzata. Tale fango viene poi dipinto, e infine la statua viene cotta in forno. È in questo momento che il caso, accettato dall'artista come parte naturale ed essenziale della creazione, svolge il suo compito: i colori si modificano tramite processi chimici naturali, e la formazione di crepe dona alle opere una caratteristica particolare e non controllabile. Una volta che le sculture vengono rimosse dal forno, queste vengono coperte di segatura e poi lavate con acqua.

Filosofia di lavoro L'artista, che a questa definizione preferisce quella di “qualcuno che fa” definisce se stessa come un ibrido culturale, e considera le sue opere come un mezzo per comunicare al mondo le proprie emozioni. È sempre stata attratta dall'estetica dell'arte africana, attribuendo questa attrazione ad una memoria culturale inconscia e alla nostalgia del suo continente d'origine. Per Etiye Dimma Poulsen, l'arte è un processo, un modo per rendere eterna la gioia di vivere, e si augura che le sue statue trasmettino una sorta di estasi solidificata. Il fuoco riveste un'importanza fondamentale nella sua creazione: durante il processo di cottura delle sue opere, questo elemento è considerato un mentore capace di correggere i difetti delle sue opere, come la natura che agisce in modo incontrollabile ma giusto.

Mostre personali

2010 Galerie GG. Bohrer Bonstetten Zürich Bedington Bargemon Galerie Claudine Legrand Paris Galerie de l'ancienne Poste Toucy Goetingen Gallerie Rosenhauer Deutschland Leonhard's Gallery Antwerpen Bekris Gallery San Francisco USA Beddington Fine Art Gallery,Les Remparts 2009 Centre d'art André Malraux Colmar Musée Théodore Deck Guebwiller Gallery Christa's Fine Art Kopenhagen Galerie Genevieve Godard Lille Willem Elias Woluwe Galerie Strenger Tokyo Bekris Gallery San Francisco 2008 Galerie Strenger Tokyo Japan Joie Lassiter Gallery Charlotte USA Galerie Claudine Legrand Paris Papirfabrikken Silkeborg Denmark Parlement Européen Charteaux d'Ardelay Les Herbiers Womanhood Hood Museum New Hampshire Worldbank Washington USA 2007 Koloniënpaleis Tervuren Belgium UNESCO Paris Galerie D'Haudrecy-Knokke Belgium Musée Maurice Denis Paris France Galerie Elfie Bohrer, Bonstetten Switserland Galerie Claudine Legrand Paris Wertz Contemporary Atlanta (US) 2006 Skoto Gallery New York (US) Galerie Capazza Nancay France Centre Culturel Scharpoord Knokke (Belgium) Gallerie Des Emibois (Switserland) 2005 Wertz contemporary gallery Atlanta (US) Gallery Knud Grothe Charlottenlund, Denmark Gallery Marc Van Meensel Holland Art Fair Den Haag Galerie Hamlin Honfleur , France Galerie Claudine Legrand, Paris Lineart Gent, Belgium Galerie 23 Amsterdam 2004 Museum of World Culture, Göteborg , Sweden Lille Art Fair Gallerie Hamlin Gallerie Genevieve Godar Lille Galerie Claudine Legrand Paris St'art 2004 Galerie Hamlin Strasbourg 2003 St'art Strasbourg Gallery Knud Grothe Charlottenlund, Denmark Smithsonian Museum of African Art Washington (EU) Galerie des Emibois, Switserland Galerie Hamlin Honfleur , France Gallery MAM, Douala, Cameroun MOBA Gallery Brussels 2002 Française, Addis Abeba, Ethiopia Galerie Claudine Legrand, Paris 2001 Gallery MAM, Douala, Cameroun St'art 2001 Strasbourg October Gallery, London, Angleterre Artist in residence, Addis Ababa, Ethiopia Château des Carmes-La Flèche 2000 Biennale of Dakar Gallerie Hamlin Honfleur , France Galerie Claudine Legrand, Paris Galerie Capazza Nançay, France 1999 Gallerie des Emibois, Suisse Maison de la Ceramique, Mulhouse, France Galerie Genevieve Godar Lille 1998 Galerie des Emibois, Switzerland Galerie Claudine Legrand, Paris Galerie MAM, Douala, Cameroun Galerie Arts Pluriel, Abidjan, Côte d'Ivoire 1997 Bomani Gallery, San Francisco Afrique en Creation (Ministère de la Cooperation) Centre Wallonie Brussels, Paris Galerie Claudine Legrand, Paris 1996 Centre Culturel, Meudon, France Galerie Hamlin Honfleur , France Galerie Genevieve Godar Lille 1995 Cultural centre La Nacelle, Aubergenville, France 1989 Industrial space Dong, Kobenhavn, Danemark

Mostre collettive 2011 Mulugeta Tafesse and Etiye Dima Poulsen, Bekris Gallery. San Francisco (CA). 2009 Undercover: Performing and Transforming Black Female Identities, Spelman College Museum of Art. ATLANTA (GA). 2008 Willie Little, Radcliffe Bailey, and Etiye Dimma Poulsen, Joie Lassiter Gallery, CHARLOTTE (NC). Gbagada Gbogodo: Summer Show 2008, Skoto Gallery, NEW YORK (NY). Group Show, Skoto Gallery, NEW YORK (NY). 2007 Selected Works, Skoto Gallery, NEW YORK (NY). Expanding Africa: New Art, New Directions, Newark Museum, NEWARK (NJ). Terre noire: OUSMANE SOW et les tendances de la sculpture africaine d'aujourd'hui, Musée Maurice Denis, Saint Germain-en-laye (France). 2003 Ethiopian Passages: Contemporary Art from the Diaspora, National Museum of African Art, Washington (DC). 2002 Transvangarde 2002, October Gallery, LONDON (UK).

Collezioni Musée national de céramique-Sèvres (France) The Herbert F. Johnson Museum of Art (US) Smithsonian, National Museum of African Art (US) Hans Bogatzke, Collection of contemporary African art-Allemagne Newark Museum New Jersey (US) Hood Museum Hanover New Hampshire (US) La Piscine Musée d'art Roubaix France World bank Washington Collection Musée Théodore Deck Guebwiller (France)

Note

Bibliografia

Salah M. Hassan, Herbert F. Johnson Museum of Art, “Gendered visions: the art of contemporary Africana women artists”, Africa World Press, 1997. ISBN 0865436193. Elizabeth Harney, Jeff Donaldson, Achamyeleh Debela, Kinsey Katchka, National Museum of African Art (U.S.), “Ethiopian passages: contemporary art from the diaspora”, Philip Wilson, 2003. ISBN 0856675628. Arts d'Afrique, Volume 37,Edizioni 1-4, African Studies Center, University of California, Los Angeles, 2004. Rosina Gómez-Baeza Tinturé, Volume 2 di ARCO'05: Feria Internacional de Arte Contemporáneo, Feria internacional de arte contemporaneo, Madrid, Parque Ferial Juan Carlos I, del 10 al 14 de febrero de 2005], Arco/Ifema, 2005. ISBN 8482153021. Collections: a journal for museum and archives professionals, Volumi 3-4, AltaMira Press, 2007.

Voci correlate

Arte contemporanea africana Biennale di Dakar

Collegamenti esterni