Inizialmente insegnante all'Università di Siena fu scacciato perché mazziniano e aderente alla Giovine Italia.

a Firenze, fu ministro dell'istruzione del Granducato di Toscana nel governo di Gino Capponi.

Presidente (1859) della Corte d'appello fiorentina e membro della Consulta, fu nominato nel 1860 senatore del regno.

Presiedette il severo processo a carico dell'ammiraglio Carlo Persano.

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