La Pinacoteca civica "Francesco Podesti" di Ancona è sorta nel 1884 e la sua istituzione è dovuta soprattutto al fervido interessamento del pittore anconetano Francesco Podesti, al quale la raccolta d'arte è stata ben presto dedicata* . Sono esposti alcuni dipinti di valore universale per la storia dell'arte italiana e altri di grande interesse per la comprensione della pittura nelle Marche dal XIV al XIX secolo.
I dipinti più notevoli sono quelli di Carlo Crivelli, Tiziano, Lorenzo Lotto, Sebastiano del Piombo, Guercino e Carlo Maratta. In particolare, sono da segnalare due opere di Tiziano, una della prima maturità (l'Apparizione della Vergine) ed una dell'ultimo periodo (la Crocifissione), una pala d'altare di Lorenzo Lotto (la Pala dell'Alabarda), un piccolo e prezioso dipinto di Carlo Crivelli (Madonna col Bambino), due opere del Guercino (Santa Palazia e Immacolata Concezione) e una pala di Carlo Maratta (Madonna col Bambino tra santi). Notevole è la collezione delle opere di Francesco Podesti, uno dei maggiori pittori italiani dell'Ottocento; tra esse spicca il monumentale Giuramento degli Anconetani.
Fondamentale per comprendere la pittura nelle Marche è la presenza di un nucleo di dipinti di Olivuccio di Ciccarello, figura principale della scuola di pittura di Ancona, che fiorì tra Trecento e Quattrocento*; importante anche la presenza di opere di Andrea Lilli, ultimo importante rappresentante del Manierismo nella Roma barocca.
La pinacoteca accoglie anche una galleria d'arte moderna.
Storia Il nucleo originario delle collezioni è costituito dalle opere degli enti religiosi soppressi dopo l'Unità italiana e dai dipinti e cartoni donati dal pittore titolare, che fu tra i più accesi promotori dell'istituzione della pinacoteca. Successivamente le collezioni si arricchirono grazie a donazioni da parte delle famiglie nobili della città, che nel corso dei secoli avevano raccolto nei loro palazzi un notevole patrimonio artistico. Acquisizioni mirate hanno infine portato la Pinacoteca alla consistenza attualeCostanza Costanzi, Pinacoteca Civica "F. Podesti" e Galleria d'Arte Moderna, della collana Musei d'Italia, Meraviglie d'Italia, Calderini editore, Bologna 1999.
La prima sede, inaugurata nel 1884, fu l'ex convento di San Domenico; nel 1919 l'allestimento e i lavori di adattamento di questa sede furono progettati e diretti da Federico Federiconi; nei documenti d'epoca è scritto che tali lavori furono curati con "intelligenza e passione viva".
Nel 1927, la pinacoteca fu trasferita all'ex convento di San Francesco alle scale ed aggregata al Museo archeologico nazionale delle Marche, di cui costituiva una sezione. Nel 1940, anno in cui l'Italia entrò nella Seconda guerra mondiale, la pinacoteca fu chiusa e Pasquale Rotondi, soprintendente alle Gallerie delle Marche, sfidando ogni tipo di difficoltà, nascose i maggiori capolavori, insieme a quelli delle altre città delle Marche e di Venezia, nella rocca di Sassocorvaro, per salvarli da razzie e incursioni aereeDal diario di Pasquale Rotondi, in: Salvatore Giannella e Pier Paolo Mandelli, L'Arca dell'Arte Editoriale Delfi. Fu un intervento provvidenziale, in quanto la sede della pinacoteca fu distrutta dai bombardamenti del 1943.
Alla fine della guerra, a causa della distruzione della sede, i dipinti della pinacoteca non tornarono in città, ma rimasero alla Galleria nazionale delle Marche di Urbino per tutto il periodo della Ricostruzione; il ritorno di queste opere ad Ancona è stato opera soprattutto del provvidenziale interessamento di Pietro Zampetti, critico d'arte e, per anni, soprintendente alle gallerie delle Marche. Il primo passo per la riapertura della Pinacoteca fu compiuto dal professor Zampetti nel 1950, quando fece tornare in città i capolavori della collezione civica, in occasione dell'inaugurazione della mostra "Pittura veneta nelle Marche", da lui curata. Il secondo passo fu la riapertura della pinacoteca, nel 1958, ospitata nel medievale Palazzo degli Anziani, lo stesso in cui era stata allestita la grande mostra del 1950. Nel 1973 venne inaugurata la nuova ed attuale sede, Palazzo Bosdari, antica e prestigiosa dimora nobiliare.
Palazzo Bosdari
La sede della Pinacoteca, Palazzo Bosdari, è di origine medievale. Nel 1550 fu acquistato dalla famiglia Bosdari, originaria di Ragusa, in Dalmazia; a partire dal 1560 fu oggetto di una profonda ristrutturazione, attribuita a Pellegrino Tibaldi.
Dal 2016, gli spazi della Pinacoteca sono stati ampliati con l'acquisto da parte dell'amministrazione municipale di Palazzo Bonomini, adiacente a Palazzo Bosdari, e collegando i due immobili.
Artisti Le opere più importanti a livello nazionale sono quelle di Carlo Crivelli, Tiziano, Lorenzo Lotto, Sebastiano del Piombo, Guercino e Carlo Maratta, oltre alla notevole collezione delle opere di Francesco Podesti, che fu uno dei maggiori pittori italiani dell'Ottocento e il più acceso promotore dell'istituzione della pinacoteca.
Fondamentale per lo studio della pittura nelle Marche è il nucleo di dipinti di Olivuccio di Ciccarello, figura principale della scuola di pittura di Ancona, che fiorì tra Trecento e Quattrocento; importante anche la presenza di opere di Andrea Lilli.
Opere maggiori Dipinti esposti in sede Olivuccio di Ciccarello, Circoncisione, 1430-1439 circa Olivuccio di Ciccarello, Dormitio Virginis, 1400-1410 circa Olivuccio di Ciccarello, Vergine incoronata (frammento di affresco) Carlo Crivelli, Madonna col Bambino, 1480 circa Tiziano, Apparizione della Vergine, 1520 Tiziano, Crocifissione (in deposito dalla chiesa di San Domenico); Lorenzo Lotto, Pala dell'Alabarda, 1539 Sebastiano del Piombo, Ritratto di Francesco Arsilli, 1520-1525 circa Andrea Lilli, Quattro Santi in estasi con Angeli musicanti, proveniente dalla Chiesa di San Francesco ad Alto, 1598 circaFu realizzata nel per la distrutta terza cappella sinistra forse su commissione della famiglia Ferretti. Si veda: Livia Carloni, Andrea Lilli, Quattro santi con angeli musicanti, in Simone De Magistris. Un pittore visionario tra Lotto e El Greco, catalogo della mostra a cura di Vittorio Sgarbi, Venezia, 2007, pagg. 154 - 155. Andrea Lilli, Veduta di Ancona (frammento di pala d'altare) Andrea Lilli, Storie di San Nicola da Tolentino in undici quadretti Andrea Lilli, Il Crocifisso fra San Giovanni Battista e San Nicola da Tolentino Andrea Lilli, L'incredulità di San Tommaso Il Guercino, Santa Palazia Il Guercino, Immacolata Concezione, 1656 Carlo Maratta, Madonna col Bambino tra i santi Nicola di Bari, Francesco di Sales e Ambrogio, 1672 Francesco Podesti, Il Giuramento degli Anconetani, 1844-1847. Francesco Podesti, Ritratto dei marchesi Busca Francesco Podesti, Eteocle e Polinice Francesco Podesti, Torquato Tasso alla corte di Ferrara Francesco Podesti, Angelica liberata da Ruggiero Francesco Podesti, collezione di splendidi cartoni preparatori degli affreschi che il pittore eseguì a Roma e Milano.
Dipinti collocati fuori sede Si segnalano per la loro importanza i seguenti dipinti di proprietà della Pinacoteca e collocati in altre sedi cittadine: Lorenzo Lotto, Assunzione della Vergine (nella chiesa di San Francesco alle Scale); Il Guercino, Annunciazione (nella chiesa di San Domenico); Orazio Gentileschi, Circoncisione (nella Chiesa del Gesù); Andrea Lilli, Angeli che trasportano la Santa Casa di Loreto (nella chiesa di San Francesco alle Scale); Pellegrino Tibaldi, Battesimo di Cristo (nella chiesa di San Francesco alle Scale); Luigi Vanvitelli, Nuovo lazzaretto di Ancona dalla parte che s'introducono le mercanzie, disegno acquarellato, 48x71 cm, (nel Museo della Città di Ancona); Luigi Vanvitelli, Porta del nuovo molo o sia del braccio del porto di Ancona, disegno acquarellato, 47,5x61 cm, (nel Museo della Città di Ancona). Tra le stampe sono da segnalare: Giovan Battista Piranesi, Arco di Traiano in Ancona, acquaforte, 19x33 cm (nel Museo della Città di Ancona); Giuseppe Vasi, Veduta di Ancona col lazzaretto, acquaforte, 69,5x145 cm (nel Museo della Città di Ancona).
Altre opere notevoli Altri importanti autori presenti con le loro opere nella pinacoteca sono elencati di seguito, con le loro opere. sec. XVII Giacinto Brandi (Visione della Croce); Angelo Caroselli (La negromante); Pomarancio (attribuito - Adorazione dei Re Magi); Domenichino (S. Andrea apostolo); il Sassoferrato (due dipinti dal medesimo soggetto: Madonna orante); lo Spadarino (Elemosina di San Tommaso da Villanova), Ciro Ferri (Matrimonio mistico di Santa Caterina d'Alessandria); Antonio Tempesta (Caccia al cinghiale); Antonio Zanchi (Isacco e Giacobbe). sec. XVIII Domenico Corvi (San Nicola da Tolentino e il beato Antonio da Amandola intercedono per le anime del Purgatorio o Pala del suffragio); Francesco Foschi (Paesaggio).
Sculture medievali La Pinacoteca possiede una serie di bassorilievi medievali di Margaritone d'Arezzo, risalenti al XIII secolo, che originariamente decoravano la facciata del Palazzo degli Anziani: Dio Padre benedicente; Adamo, Eva e profeti; Sacrifici di Caino e di Abele; Uccisione di Abele; un frammento di lunetta.
Altri bassorilevi della stessa serie sono esposti all'interno del palazzo dal quale essi provengono, altri ancora sono ancora posti nella loro collocazione originaria, sulla facciata.
Galleria di opere
Galleria di Arte Moderna
Palazzo Bosdari accoglie anche la Galleria d'Arte Moderna, fondata nel 1967 e originariamente dotata di una sede propria: Palazzo Mengoni-Ferretti, a Piazza del Papa. La collezione, derivante da acquisti e donazioni, si è man mano arricchita grazie ad ulteriori acquisti provenienti dal Premio Marche, che si svolse ad Ancona nel periodo che va dal 1956 al 1998 e che poi ha ripreso a svolgersi nel 2018, con cadenza biennale. Questa manifestazione ha visto la partecipazione di quasi la totalità dei maggiori artisti italiani del secondo Novecento. Nel 1973 venne aggregata alla Pinacoteca, in occasione dell'inaugurazione della sede di Palazzo Bosdari.
È sempre stata afflitta da una grave mancanza di spazio; con la riapertura della pinacoteca, prevista per l'autunno del 2025, anche la collezione d'arte moderna potrà godere di nuovi spazi espositivi (si veda la sezione "Ampliamento degli spazi espositivi"). Dipinti I più importanti pittori presenti con le loro opere sono: Getulio Alviani, con una delle sue superfici a testura variabile in alluminio, Bruno da Osimo, con nove incisioni, Anselmo Bucci, con due oli di soggetto parigino, Nino Caffè, con una natura morta, Corrado Cagli, con tre dipinti, Massimo Campigli, con un'opera del secondo periodo parigino, Bruno Cassinari, con un dipinto di soggetto marino, Enzo Cucchi, Adolfo De Carolis, con tre xilografie e un disegno, Virgilio Guidi, Carlo Levi, Pio Pullini, Ivo Pannaggi, Orfeo Tamburi, Luigi Veronesi. È presente anche un acuto autoritratto di Amerigo Asciutti, pittore anconitano dell'ultimo OttocentoRivista di Ancona: rassegna del Comune , Anno 9 (1966), n.1, Pagine 37-42. Sculture Tra le sculture si segnalano le opere di: Remo Bianco, Corrado Cagli, di cui è esposto il modellino del monumento eretto a Gottinga per commemorare la Notte dei cristalli, Aristodemo Costoli, Edgardo Mannucci, Augusto Murer. Inoltre la galleria conserva diversi lavori di Valeriano Trubbiani, tra cui il bozzetto metallico della scultura Mater Amabilis, uno dei monumenti moderni più noti di Ancona, popolarmente detto "I Rinoceronti", collocato in Piazza Pertini. Sono presenti anche opere degli importanti scultori anconetani Mentore Maltoni e Vittorio Morelli; di quest'ultimo da segnalare è il ritratto di fra' Paolo Mussini, l'artista del primo Novecento del quale Ancona conserva notevoli dipinti nella chiesa dei Cappuccini.
Ampliamento degli spazi espositivi