Con il termine battaglia del Caucaso ci si riferisce alla serie di violenti scontri combattuti tra le forze tedesche della Wehrmacht e le truppe dell'Armata Rossa durante la seconda guerra mondiale tra il luglio del 1942 e l'ottobre del 1943 sul fronte orientale, in una zona compresa tra il Mar Nero ad ovest, la catena montuosa del Caucaso a sud, il Mar Caspio ad est, e i fiumi Don e Volga a nord.

La lunga campagna iniziò con una veloce avanzata delle truppe corazzate tedesche che sembrarono in grado di raggiungere rapidamente l'importante regione petrolifera di Groznyj e Baku; contemporaneamente le unità da montagna raggiunsero la catena caucasica. I sovietici si trovarono in grave difficoltà e ripiegarono in profondità; in autunno 1942 tuttavia, a causa delle difficoltà logistiche, dell'esaurimento dei mezzi e del rafforzamento della resistenza sovietica, l'avanzata tedesca si arrestò senza aver raggiunto gli obiettivi strategici più importanti.

La grande offensiva sovietica nel settore di Stalingrado, iniziata il 19 novembre 1942, provocò il crollo del fronte tedesco e mise in pericolo le comunicazioni delle armate in combattimento nel Caucaso; a partire dal 30 dicembre 1942 quindi i tedeschi abbandonarono il terreno conquistato e effettuarono, sotto gli attacchi sovietici, una difficile ritirata in inverno. Nel febbraio del 1943 le armate tedesche riuscirono a ripiegare in salvo a nord del Don dopo aver evacuato i territori occupati nel Caucaso tranne la penisola di Taman' che fu difesa fino all'autunno del 1943. La campagna si concluse con un completo fallimento tedesco.

Nello stesso periodo nella regione caucasica si ebbe l'insurrezione cecena contro il regime sovietico che venne duramente repressa da Stalin che ordinò la deportazione delle popolazioni ribelli.

L'offensiva tedesca dell'estate 1942

I piani di Hitler La direttiva n. 41 diramata da Adolf Hitler e dal Comando supremo della Wehrmacht il 5 aprile 1942 aveva indicato le direttrici d'attacco e gli obiettivi principali della cosiddetta operazione Blu, la seconda offensiva estiva tedesca sul fronte orientale. Dopo aver accerchiato e distrutto la massa delle armate sovietiche schierate nel settore meridionale tra il Donec e il Don, il Gruppo d'armate Sud tedesco al comando del feldmaresciallo Fedor von Bock avrebbe dovuto concentrare le sue forze per raggiungere il Volga a Stalingrado; dopo aver raggiunto questo importante obiettivo strategico, sarebbe iniziata l'offensiva decisiva diretta alla conquista della regione del Caucaso, ed in particolare dei preziosi impianti petroliferi di Majkop, Groznyj e Baku.. Era prevista anche l'occupazione dell'intera costa del Mar Nero, mentre lo stato maggiore aveva anche iniziato studi operativi per ulteriori operazioni verso l'Iran, l'Iraq, la penisola Arabica e l'Afghanistan previsti per una fase successiva all'atteso crollo della resistenza sovietica..

Preceduta da alcune operazioni preliminari concluse con successo dai tedeschi in Ucraina e Crimea, l'operazione Blu ebbe inizio il 28 giugno 1942 e sembrò svilupparsi vittoriosamente per le forze del feldmaresciallo von Bock che sfondarono in più punti il fronte sovietico e avanzarono in profondità verso la grande ansa del Don. In realtà le grandi manovre di annientamento previste dal comando della Wehrmacht a Staryj Oskol e a Millerovo si conclusero entro la prima metà di luglio con risultati deludenti e la massa delle armate sovietiche riuscirono a sfuggire alla trappola e ripiegare verso est e verso sud; la ritirata dell'Armata Rossa peraltro si svolse nella confusione e le truppe mostrarono segni di demoralizzazione.. Il 17 luglio la 6. Armee tedesca del generale Friedrich Paulus raggiunse l'ansa del Don ed entrò in combattimento con le deboli forze sovietiche schierate in fretta per sbarrare il passo verso Stalingrado, mentre le armate dell'ala destra tedesca il 23 luglio 1942 raggiunsero e occuparono dopo aspri combattimenti Rostov sul Don creando una testa di ponte a sud del fiume... Il 28 luglio 1942 Stalin, preoccupato dai fenomeni di disgregazione presenti nell'esercito in ritirata e dall'evoluzione fortemente negativa delle operazioni, diramò il famoso ordine n. 227 che in termini drammatici descriveva la critica situazione dell'Unione Sovietica e disponeva un draconiano rafforzamento della disciplina per consolidare la resistenza e arrestare l'invasore che avanzava apparentemente inarrestabile nella Russia profonda..

Il 16 luglio 1942 Adolf Hitler raggiunse il suo nuovo quartier generale avanzato a Vinnica, il wehrwolf da dove intendeva controllare da vicino le operazioni; nonostante i successi, il Führer non era molto soddisfatto dell'andamento della campagna; il 13 luglio aveva destituito il feldmaresciallo von Bock accusato di aver ritardato l'avanzata con le sue errate disposizioni tattiche.. Inoltre egli aveva deciso di modificare l'organizzazione del comando, suddividendo l'originario Gruppo d'armate Sud in due nuovi raggruppamenti, il Gruppo d'armate B, affidato al generale Maximilian von Weichs, e il Gruppo d'armate A, al comando del feldmaresciallo Wilhelm List.. Hitler divenne più ottimista e fiducioso dopo aver appreso della rapida conquista di Rostov; egli interpretò la nuova ritirata sovietica come un segno inequivocabile della disgregazione del nemico e dell'esaurimento delle sue riserve e della sua volontà combattiva. Nonostante i dubbi del generale Franz Halder, capo di Stato maggiore dell'esercito, che invitava alla prudenza e considerava con scetticismo le considerazioni su una presunta debolezza dei sovietici, Hitler decise di modificare sostanzialmente le disposizioni strategiche dell'operazione Blu e il 23 luglio 1942 diramò la nuova e ambiziosa direttiva n. 45, denominata in codice Braunschweig...

Nel nuovo ordine operativo Hitler, partendo dalla premessa fondamentale che gli "obiettivi lontani sono stati raggiunti" e che "solo deboli elementi nemici sono riusciti a sfuggire all'accerchiamento", stabiliva che l'avanzata dei due gruppi d'armate sarebbe proseguita simultaneamente verso il Caucaso e verso Stalingrado. Mentre il Gruppo d'armate B avrebbe attaccato la città sul Volga, Il compito principale sarebbe stato assegnato al feldmaresciallo List: il Gruppo d'armate A avrebbe dovuto occupare la costa del Mar Nero fino a Batumi, il Kuban compreso Majkop e Armavir e la regione petrolifera di Groznyj e Baku. Le forze tedesche avrebbero anche dovuto impadronirsi dei passi principali della catena caucasica lungo la strada militare dell'Ossezia fino a Kutaisi e la strada militare della Georgia fino a Tbilisi, e avrebbero ricevuto l'appoggio in un secondo momento del corpo d'armata alpino italiano.. Il Führer, oltre ad ampliare enormemente la prevista linea di schieramento delle sue armate che si sarebbe dovuta estendere da Voronež a Stalingrado fino a Astrachan', Baku, Tbilisi e Batumi., procedette ad importanti trasferimenti di unità che indebolirono lo schieramento dei due gruppi d'armate tedeschi nel settore meridionale.

Hitler fin dal 9 luglio aveva diramato una nuova direttiva in cui esprimeva i suoi timori di una possibile apertura del secondo fronte in Europa da parte degli eserciti anglo-americani e quindi disponeva un rafforzamento delle difese in occidente con il potenziamento del vallo atlantico e con il trasferimento di unità mobili particolarmente efficienti.. Il Führer quindi, oltre a trasferire nel settore di Leningrado il grosso della 11ª Armata del feldmaresciallo Erich von Manstein che era pronta in Crimea, ritirò dal fronte orientale alcune combattive divisioni Waffen-SS che vennero trasportate in Francia; inoltre ben presto inviò al Gruppo d'armate Centro l'eccellente Divisione motorizzata Grossdeutschland.. Il feldmaresciallo List ebbe a disposizione solo due divisioni da montagna (Gebirgs-Division) per l'attacco al Caucaso, mentre altre quattro divisioni alpine tedesche vennero sparpagliate in altri teatri bellici..

Operazione Edelweiss

Prima fase

Dopo la caduta di Rostov e la conquista da parte tedesca di teste di ponte a sud del Don, che aveva suscitato forti polemiche all'interno dei comandi sovietici e accuse di codardia alle truppe coinvolte nella disfatta, la situazione dell'Armata Rossa nel settore meridionale appariva veramente critica.. La difesa a sud del Don tra Verchne Kurmojarskaja e la foce del fiume era affidata alla 51ª Armata appartenente al Fronte del Nord Caucaso del maresciallo Semën Budënnyj e ai resti della 37ª, 12ª e 18ª Armata del Fronte Meridionale del generale Rodion Malinovskij che aveva ripiegato in rotta dalla linea del Donec.. Si trattava in totale di circa soldati con 120 carri armati e 130 aerei della 4ª Flotta aerea; queste truppe non disponevano di posizioni fortificate a sud del Don, le retrovie e i rifornimenti erano carenti, l'artiglieria era insufficiente e le linee di comunicazione erano intralciate dal movimento dei profughi in fuga, mentre la Luftwaffe disponeva della netta superiorità aerea.. Il Fronte del Nord Caucaso del maresciallo Budënnyj schierava altre forze, la 47ª Armata, un corpo di fucilieri e il 17º corpo di cavalleria cosacca del Kuban, a difesa della costa del Mar Nero fino a Lazarevsk, mentre era in fase di costituzione il Fronte Transcaucasico del generale Ivan Tjulenev che era incaricato di proteggere il bastione settentrionale della catena montuosa ma doveva contemporaneamente anche coprire il confine con la Turchia e presidiare l'Iran settentrionale.

L'operazione Edelweiss, nome in codice assegnata all'offensiva nel Caucaso del Gruppo d'armate A, ebbe inizio il 25 luglio 1942; il feldmaresciallo List disponeva in quel momento di una grande superiorità numerica e materiale; il gruppo d'armate era costituito da undici divisioni di fanteria, tre divisioni alpine, cinque Panzer-Division e quattro divisioni motorizzate con in totale soldati, carri armati e aerei da combattimento.. Il Gruppo d'armate A schierava sulla destra la 17. Armee del generale Richard Ruoff che avrebbe dovuto marciare, sboccando dalla testa di ponte di Rostov, verso Krasnodar; al centro la 1. Panzerarmee del generale Ewald von Kleist sarebbe avanzata verso Majkop coperta sulla sua sinistra dalla 4. Panzerarmee del generale Hermann Hoth che avrebbe puntato verso Stavropol'.. Le colonne dei panzer tedeschi dovevano avanzare nella desolata e arida steppa del Kuban solcata da numerosi corsi d'acqua, cercando di accerchiare e distruggere la massa delle forze sovietiche in ritirata dal Don, prima di raggiungere la barriera caucasica.