Il Governo di Rudinì V è stato il trentacinquesimo esecutivo del Regno d'Italia, il quinto guidato da Antonio di Rudinì.

Esso, nato in seguito alle dimissioni del governo precedente, ha avuto vita brevissima, essendo stato in carica dal 1º giugno al 29 giugno 1898 (sebbene già dimissionario dal precedente 18 giugno), per un totale di soli 28 giorni.

Compagine di governo Appartenenza politica PartitoPresidenteMinistriSottosegretariTotale Solo parte del partito supportò il governo. 1 8 6 15 In cambio di posizioni esecutive, il partito decise di supportare saltuariamente il governo, sebbene solo parte del partito lo fece. - 3 3 6 - 1 - 1

Situazione parlamentare NOTA: Nonostante questo governo non si sottopose mai ad alcun tipo di votazione, dimettendosi proprio alla prima occasione, ai tempi del Regno d'Italia, poiché secondo lo Statuto Albertino il governo rispondeva nei fatti al solo Re, la fiducia parlamentare in senso moderno non era obbligatoria (ed in tal senso vari sono stati i casi di formazione di un governo palesemente privo di tale supporto). La prassi di determinare la sopravvivenza dell’esecutivo in base al supporto parlamentare, dunque, si è andata sviluppando solo successivamente, specie con l’ascesa dei partiti di massa e con l’introduzione del sistema proporzionale, in tempi molto più tardi rispetto all’unità, ed ufficialmente solo con la Costituzione della Repubblica Italiana. Per questo motivo, il grafico sottostante espone, secondo ricostruzioni e dichiarazioni, nonché secondo la composizione del governo, l’eventuale supporto che questo avrebbe o ha ottenuto.

Camera Collocazione Partiti SeggiCamera dei deputatiViene riportata la situazione parlamentare solo di questa camera (e non anche del Senato del Regno) poiché, sebbene entrambe partecipino al processo di controllo del rapporto di fiducia con l'esecutivo, per convenzione costituzionale in caso di disaccordo è la decisione della camera bassa a prevalere, risultando essere la posizione ufficiale del Parlamento nella sua totalità. GovernoPLC (15), DEM (7)Opposizione DEM- (320), PLC- (84), ER (42), PRI (25), PSI (15)

Composizione Carica Titolare SottosegretarioPresidenza del Consiglio dei ministri Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio Presidentedel Consiglio dei ministri Antonio Starabba, marchese di Rudinì (Destra storica) Carica non assegnataPoiché all'epoca del Regno d'Italia la figura del Presidente del Consiglio era vista come una figura mediatrice e coordinatrice piuttosto che dirigenziale rispetto all’esecutivo, e dunque senza una costituzione autonoma, il detentore era più identificato con il ministero da egli detenuto piuttosto che dalle sue funzioni, e per questo non vi era mai stata la necessità di nominare un sottosegretario specifico, ma il Capo di governo si serviva dei propri sottosegretari ministeriali. Ministero Ministri Sottosegretario Affari Esteri Raffaele Cappelli(Destra storica) Lelio Bonin-Longare Agricoltura, Industria e CommercioAntonio Starabba, marchese di Rudinì (Destra storica)Ad interim Gianforte Suardi Lavori Pubblici Achille Afan de Rivera(Destra storica) Bassano Gabba Interno Antonio Starabba, marchese di Rudinì (Destra storica) Giorgio Arcoleo Pubblica Istruzione Luigi Cremona (Sinistra storica) Emilio Pinchia Guerra Alessandro Asinari di San Marzano(Destra storica) Cesare Tarditi Marina Felice Napoleone Canevaro(Indipendente)Affiliato alla sinistra storica Giuseppe Palumbo Finanze Ascanio Branca(Sinistra storica) Nicola Balenzano Tesoro Luigi Luzzatti (Destra storica) Carica non assegnata Grazia e Giustizia e Culti Teodorico Bonacci(Sinistra storica) Cesare Fani Poste e Telegrafi Secondo Frola (Destra storica) Enrico Stelluti Scala

Cronologia

1898 1º giugno - Il governo giura dinnanzi al Re. 6 giugno - A Milano, Bergamo, Varese e Cremona scoppiano disordini in seguito all'uccisione di Muzio Mussi, durante i quali muoiono due manifestanti ed un militare. 18 giugno - Di Rudinì annuncia alla Camera dei Deputati la decisione di rassegnare le dimissioni, avendo constatato l’assenza totale di supporto per la sua dichiarazione di politica generale, che molto conteneva in tema di decreti fortemente repressivi sulle manifestazioni. Il Re dunque, accettatele, conferì l’incarico prima a Emilio Visconti Venosta, ma poiché questo fu infruttuoso, il mandato fu successivamente affidato al generale Luigi Pelloux. 29 giugno - Il seguito al giuramento del nuovo esecutivo, termina ufficialmente l’esperienza di governo.

Note

Bibliografia Parlamenti e Governi d’Italia (dal 1848 al 1970) - Vol. II - Francesco Bartolotta - Vito Bianco Editore - 1971, pp. 92-93.

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