Ebbe un ruolo cruciale durante la campagna del Nordafrica quando ingaggiò le forze italo-tedesche durante la decisiva seconda battaglia di El Alamein, che segnò una svolta delle sorti della seconda guerra mondiale nel teatro africano e dell'intero teatro del Mediterraneo e, più tardi, fu tra i protagonisti della campagna alleata in Italia e dell'invasione della Francia.
Biografia
Famiglia Di origini irlandesi, Bernard Law Montgomery trascorse gran parte della sua infanzia in Tasmania (Stato federato dell'Australia), dove il padre era vescovo anglicano.I Montgomery discendevano da Gabriele I de Lorges, conte di Montgomery, che nel 1559 ferì accidentalmente a morte il re Enrico II di Francia e che proscritto, si convertì al protestantesimo, combatté contro i francesi e venne da essi catturato e giustiziato il 26 giugno 1574. Rientrato in Irlanda con la famiglia, nel 1908 incominciò la carriera militare iscrivendosi e frequentando in Gran Bretagna il Royal Military College di Sandhurst.
Prima guerra mondiale Si distinse come ufficiale (con il grado di capitano), durante la prima guerra mondiale con il Corpo di spedizione britannico in Francia e in Belgio; nel 1914 fu ferito due volte in combattimento e per questo decorato.Montgomery si trasferì in Francia nell'agosto 1914 con il suo battaglione, che all'epoca faceva parte della 4ª divisione. Combatté presso Le Cateau e durante il ritiro presso il confine belga di Bailleau il 13 ottobre fu ferito, durante una controffensiva alleata, al polmone destro e al ginocchio. Per questo Montgomery fu insignito del Distinguished Service Order.
Dopo essersi ripreso all'inizio del 1915, fu nominato maggiore di brigata prima nella 112ª brigata e poi nella 104ª sotto addestramento nel Lancashire. Tornò all'inizio del 1916 come ufficiale di stato maggiore nella 33ª divisione e partecipò alla battaglia di Arras nell'aprile-maggio 1917. Divenne ufficiale di stato maggiore con il IX Corpo d'Armata, parte della Seconda Armata del generale Herbert Plumer. Inoltre Montgomery prestò servizio nella battaglia di Passchendaele alla fine del 1917, prima di terminare la guerra come effettivo Capo di Stato Maggiore nella 47ª divisione, con grado temporaneo di tenente colonnello.
Primo dopoguerra Dopo il termine della guerra Montgomery comandò il XVII Battaglione Fucilieri Reali, un battaglione dell'esercito britannico del Reno, prima di tornare al suo grado di capitano nel novembre 1919. Dopo essersi diplomato presso lo Staff College, fu nominato maggiore della 17ª Brigata di Fanteria nel gennaio 1921. La brigata era stanziata nella contea di Cork, in Irlanda, e Montgomery effettuò operazioni anti-insurrezionali durante le fasi finale della guerra d'indipendenza irlandese. Nel 1927 si sposò con Betty Anderson, morta nel 1937.
Dopo avere militato in Renania, Irlanda, Egitto e India nel 1934 fu nominato colonnello; tre anni più tardi fu promosso generale di brigata e nel 1938 comandò una divisione in Palestina e Transgiordania.
Seconda guerra mondiale Campagna d'Africa e battaglia di El Alamein
Contribuì in modo rilevante alle vittorie degli Alleati in Africa ed Europa durante la seconda guerra mondiale. Nel 1942 fu nominato comandante dell'VIII Armata britannica in Africa, sostituendo il generale Claude Auchinleck (il 15 agosto 1942). Winston Churchill ritenne necessario - in seguito alle sconfitte riportate dall'esercito britannico contro le truppe italiane e l'Afrikakorps - sostituire Auchinleck, che deteneva al momento contemporaneamente il comando supremo del teatro del Medio Oriente e il comando della VIII Armata operante contro le forze italo-tedesche in Egitto, con due generali: uno, il generale Harold Alexander, quale comandante in capo per il teatro del Medio Oriente, l'altro, appunto il generale Montgomery, a capo dell'VIII armata.In realtà, assieme ad Alexander, avrebbe dovuto essere nominato il generale William Gott, il quale tuttavia perì sull'aereo che lo portava al Cairo per assumere il comando, abbattuto da un caccia tedesco nel cielo di El Alamein. Al suo posto fu quindi scelto Montgomery. Vedere in: Correlli Barnett, I generali del deserto, pag. 340.
Guidò quindi l'offensiva inglese a El Alamein, in Egitto, che si concluse con la sconfitta delle forze italo-tedesche, guidate dal generale Erwin Rommel. Il 23-24 ottobre 1942, Montgomery dette inizio alla grande offensiva (Operazione Lightfoot) che, dopo duri scontri, sarebbe terminata il 4 novembre con una schiacciante vittoria britannica. Dopo questo successo, l'Ottava armata proseguì verso ovest, invadendo la Libia, abbandonata dalle forze italo-tedesche in ritirata verso la Tunisia, già minacciata dalle forze anglo-americane sbarcate in Nord Africa il 7 novembre 1942. Prese nella morsa dalle forze Alleate che avanzavano dall'Algeria e da quelle di Montgomery che provenivano dalla Libia, le forze dell'Asse furono costrette alla resa (maggio 1943) anche a seguito del crollo della linea del Mareth, nella Tunisia meridionale.
Campagna d'Italia: dalla Sicilia a Ortona
Il successivo attacco alleato maggiore, comandato da Montgomery, fu l'invasione della Sicilia (Operazione Husky): Montgomery considerava i piani iniziali dell'invasione alleata (progettati da Dwight Eisenhower e dal generale Alexander) troppo complessi per dispersione degli sforzi. Tuttavia riuscì a riordinare gli schieramenti, facendo sbarcare l'armata statunitense del generale George Patton nel golfo di Gela, mentre l'Ottava Armata sbarcò a Siracusa. Ben presto Patton e Bradley incominciarono a soffrire del carattere vanaglorioso di Montgomery, che condusse le operazioni militari contro i tedeschi in Sicilia, insieme con altri sbarchi come quello di Salerno, Reggio Calabria e Taranto.
Gli alleati disponevano di uomini divisi in due armate: la 7ª Armata Americana del generale George Patton e l'8ª Britannica di Montgomery, supportati da aerei e 600 carri armati, soprattutto M4 Sherman. L'armata di Patton aveva il compito di conquistare le coste tra Licata e Vittoria, Montgomery di prendere le coste della penisola da Pachino a Siracusa. A contrastarli trovarono soldati italiani e tedeschi. Gli italiani del generale Alfredo Guzzoni erano raggruppati in quattro divisioni (Asta, Livorno, Assietta e Napoli), i tedeschi di Wilhelm Schmalz erano raggruppati nella divisione paracadutisti Hermann Göring, più altri tre gruppi della 15ª Divisione Panzer.
L'11 luglio 1943 dopo aspri combattimenti caddero Siracusa e Augusta, e in 10 giorni le forze alleate conquistarono i due terzi dell'isola, cosicché il 16 luglio i comandanti decisero di procedere con la campagna italiana, secondo i piani di Churchill. Furono effettuati pesanti bombardamenti sulle città di Foggia, Roma e Napoli. Palermo cadde il 22 luglio. Il 25 luglio il re Vittorio Emanuele III fece dimettere Benito Mussolini e cominciarono i contatti per giungere all'armistizio, proclamato l'8 settembre. Dopo la conquista di Palermo, le armate alleate procedettero con la campagna Foggia-Napoli, su proposta del generale Marshall. L'8ª Armata passò lo stretto di Messina, il 3 settembre con l'operazione Baytown fu conquistata Reggio Calabria, mentre Foggia cadde il 27 settembre dopo pesanti bombardamenti contro i tedeschi. Il 29 il generale Montgomery al comando dell'8ª Armata Britannica entrò in città, mentre il 1º ottobre il resto delle divisioni faceva il suo ingresso trionfale a Napoli, liberata dai tedeschi dopo le "quattro giornate". Il problema dell'organizzazione delle armate di Montgomery fu evidente specialmente in Abruzzo. La regione fu segnata dalla guerra immediatamente dopo l'armistizio dell'8 settembre, quando il re Vittorio Emanuele III e lo Stato Maggiore intendevano fuggire a Brindisi partendo dall'aeroporto di Pescara. Dato che la città era stata pesantemente bombardata nell'agosto-settembre del 1943, l'operazione secondaria fu quella di stazionare una notte al castello del paese di Crecchio, borgo del chietino a poca distanza da Ortona, dal cui porto i Savoia sarebbero salpati con la corvetta per Brindisi.
Qualche giorno dopo la partenza dei reali, la zona fu occupata dai nazisti, insieme al resto della regione. Gli Alleati e le armate di Montgomery arrivarono in Abruzzo dal versante sud-est, ossia da Vasto. Tra il 2 e il 3 novembre, l'Ottava Armata riuscì a ricacciare i guastatori della XXVI Divisione Panzer, asserragliati presso il Colle Sant'Antonio, lungo la fascia del fiume Trigno, per controllare il trasporto merci lungo la strada statale Adriatica.Il 5 settembre gli Alleati e Montgomery stesso entrarono a Vasto, liberata dai nazisti, e Montgomery tornerà in città alla fine del dicembre 1943 per un discorso di addio ai generali presso il teatro Rossetti. Successivamente i tedeschi si ritirarono presso il Sangro, nel territorio frentano di Lanciano e Atessa. La seconda città abruzzese dove si ebbero i più furiosi combattimenti fu Fossacesia. Il 12 ottobre gli Alleati bombardarono la città con ingenti danni agli edifici, provocando 8 morti. Due giorni dopo un editto fece sfollare la popolazione nelle campagne, affinché fossero costruite postazione di artiglieria e di difesa. Tuttavia il ripetuto bombardamento alleato fece ritirare i tedeschi; gli ultimi attacchi ci furono tra il 29 e il 30 novembre, e molti furono i prigionieri tedeschi catturati dagli Alleati, poiché fuggivano dalle campagne di Lanciano e Mozzagrogna. Il 1º dicembre incominciò il ritorno della popolazione in una città distrutta, e celebre restò la fotografia di Montgomery dentro la chiesa di San Donato. Il problema della riuscita militare della cosiddetta "battaglia del Sangro" fu l'attraversamento del fiume, ingrossatosi per via delle abbondanti piogge, e per la distruzione dei ponti da parte dei tedeschi. Lanciano fu liberata il 2 dicembre, dove si erano manifestati anche esempi eroici di ribellione popolare anti-nazista, come il sacrificio dei "martiri ottobrini" (5-6 ottobre). Successivamente i tedeschi della Wehrmacht non persero tempo ed edificarono una linea militare, detta "linea Gustav" da Ortona fino a Cassino. Il piano di Montgomery era quello di raggiungere Pescara da Ortona, e percorrere la vecchia via Tiburtina fino a scendere a Roma. I ritardi però permisero ai tedeschi di acquartierarsi per bene nella città, minando tutto il centro storico, per renderlo una trappola mortale contro il nemico. Tuttavia Adolf Hitler ordinò al generale Albert Kesselring di difendere la città "fino all'ultimo uomo", e a Ortona fu fatta arrivare la 1ª Divisione Fallschirmjäger (ossia i paracadutisti). Montgomery delegò Chris Vokes nell'incarico di guidare la spedizione canadese contro Ortona, che venne avviata con la campagna militare del fiume Moro, presso Orsogna, cittadina a poca distanza. La "battaglia di Ortona" durò dal 21 al 27 dicembre e fu una delle più sanguinose della seconda guerra mondiale, con perdite di un migliaio di civili e di numerosi soldati. Oltretutto l'esercito alleato, aiutato dai partigiani della "Brigata Maiella" dovette inseguire l'esercito tedesco superstite per il resto della linea Gustav, fino ai borghi della Maiella e oltre, fino alle battaglie combattute a Cassino.
Dalla Normandia alla campagna del Reno
Operazione Goodwood