Camico (Κᾰμῑκός, in greco antico; Camīcus in latino; in italiano è letta Camìco con pronuncia latina, Càmico con quella greca. Forse da identificarsi con l'odierna Sant'Angelo MuxaroPer l'identificazione, si veda il commento di Pietro Vannicelli ed Aldo Corcella ad Hdt. VII 170,1 (Erodoto. Le Storie. Libro VII. Serse e Leonida, a c. di Pietro Vannicelli ed Aldo Corcella, Fondazione Lorenzo Valla, Milano 2017).) era un'antica città sicana, sede della reggia di Kokalos. Secondo il mito, a Camico venne ospitato Dedalo, in fuga da Creta, e Minosse vi trovò la morte, ucciso dalle figlie di Kokalos.
Esisteva ancora al tempo della prima guerra punica: Diodoro Siculo, infatti, la descrive come φρούριον Ἀκραγαντίνων, phrourion di Akragas.
Da alcuni studiosi è stata identificata con le rovine pre-elleniche site nel territorio di Sant'Angelo Muxaro, comune italiano della provincia di Agrigento o secondo altri nel territorio del comune di Sciacca (vedi le stufe del Monte Kronio) e /o Caltabellotta, anch'essi in provincia di Agrigento. Tra le diverse ipotesi di localizzazione di Camico, viene indicata anche Sutera in provincia di Caltanissetta. In assenza di documentazioni archeologiche, l'ipotesi è supportata dalle caratteristiche del monte S. Paolino, che come descritto da Diodoro Siculo poteva essere difeso da due uomini e che mostra ancora sulla sua sommità tracce di antiche strutture murarie e fortificazioni.
In una rarissima carta nautica di Filippo Cluverio del 1641 risulta evidenziata Camico, situata tra Agrigento ed Eraclea Minoa.
Storia I Cretesi a Camico Narra Erodoto nel VII libro della sua opera che la città di Camico subì l'assedio dei Cretesi, giunti dalla loro isola per vendicare la morte di Minosse: dopo cinque anni di guerra, i Cretesi, non riuscendo a espugnare la città, abbandonarono il campo di battagliaTraduzione di Luigi Annibaletto.:
Note
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