Astereae Cass., 1819 è una tribù di piante angiosperme eudicotiledoni della famiglia delle Asteracee (sottofamiglia Asteroideae)..
Etimologia Il nome di questo gruppo deriva da un suo genere tipo Aster L., 1753, la cui etimologia deriva dal greco e significa (in senso ampio) "fiore a stella". Fu introdotto da Linneo ma sicuramente tale denominazione era conosciuta fin dall'antichità. Dioscoride fa riferimento ad un Astro attico (un fiore probabilmente dello stesso genere)..
Il nome scientifico ed è stato definito per la prima volta dal botanico e naturalista francese Alexandre Henri Gabriel de Cassini (1781 – 1832) nella pubblicazione "Journal de Physique, de Chimie, d'Histoire Naturelle et des Arts - 88: 1819" del 1819.
Descrizione
Portamento. Le specie di questo genere hanno un habitus di tipo erbaceo annuale o perenne (talvolta anche arbustivo). Raramente possono essere piccoli alberi come la vite. Alcune specie possono essere dioiche......
Fusto. Nella maggioranza dei casi i fusti sono eretti e ascendenti, semplici o ramosi (raramente prostrati).
Foglie. Le lamine delle foglie sono intere o anche divise (pennate o variamente lobate); sono picciolate (quelle basali) o sessili (quelle cauline); in alcune specie la superficie è ghiandolosa-punteggiata; foglie basali: le foglie inferiori formano facilmente una rosetta basale (a volte assente durante la fase di fioritura); le forme sono da spatolate a oblanceolate; foglie cauline: le foglie cauline normalmente sono a disposizione alterna (a disposizione opposta in alcuni generi africani e australiani); sono ridotte e con forme più lineari.
Infiorescenza. Le sinflorescenze sono sia scapose (capolini solitari) che composte da diversi capolini raccolti in formazioni corimbose, tirsoidi, spiciformi o racemose; le infiorescenze vere e proprie sono composte da un capolino terminale peduncolato di tipo radiato con fiori eterogami; capolino: il capolino è formato da un involucro, con forme da cilindriche a campanulate, composto da diverse brattee, al cui interno un ricettacolo fa da base ai fiori di due tipi: fiori del raggio (esterni) e fiori del disco (interni); brattee: le brattee, tutte di uguale lunghezza oppure scalate, persistenti (in alcuni casi sono caduche), con apice acuto oppure arrotondato secondo i generi, a consistenza più o meno erbacea (mentre l'apice può essere di consistenza cartacea o scariosa), a portamento è eretto o riflesso, sono disposte in modo più o meno embricato su più serie (da 2 o 3 fino a 5 – massimo 9 serie); ricettacolo: la forma del ricettacolo varia da piatta a convessa o conica (in alcuni casi può essere ciaziforme); la superficie può essere alveolata e glabra; inoltre può essere privo di pagliette (normalmente) o provvisto di pagliette (raramente) strette o larghe di protezione della base dei fiori.
Fiori. I fiori sono tetra-ciclici (formati cioè da 4 verticilli: calice – corolla – androceo – gineceo) e pentameri (calice e corolla formati da 5 elementi). Si distinguono in: fiori del raggio (esterni): sono femminili (raramente sono sterili) e sono disposti su 1 - 2 serie; la forma è ligulata (zigomorfa); fiori del disco (centrali): sono più numerosi con forme brevemente tubulose (attinomorfe); sono ermafroditi o (raramente) funzionalmente maschili.
Formula fiorale: */x K , [C (5), A (5)], G 2 (infero), achenio.
Calice: i sepali del calice sono ridotti ad una coroncina di squame. Corolla: è formata da un imbuto basale e un lembo terminante in uno o più lobi; fiori del raggio: la corolla è quasi sempre percorsa da 3 – 5 venature longitudinali; l'apice può essere acuto, troncato o dentato (in corrispondenza dei 5 sub-lobi connati in una ligula); i colori di base possono essere gialli, bianchi o blu; qualche volta i fiori del raggio sono ridotti ad un tubo oppure sono assenti; in alcuni casi la ligula è molto ridotta; fiori del disco: la forma è strettamente tubolare (imbutiforme) con i lobi improvvisamente allargati (raramente è zigomorfa); i lobi sono 5 (raramente 4), brevi, a portamento eretto o a volte ricurvi o avvolgenti (o contorti) con forme da triangolari a deltate. Androceo: l'androceo è formato da 5 stami sorretti da filamenti generalmente liberi; gli stami sono connati e formano un manicotto circondante lo stilo; le teche (produttrici del polline) alla base sono troncate e sono lievemente auricolate (molto raramente sono speronate o hanno una coda); le appendici apicali delle antere hanno delle forme piatte e lanceolate; il tessuto endoteciale (rivestimento interno dell'antera) è quasi sempre polarizzato (con due superfici distinte: una verso l'esterno e una verso l'interno). Il polline è sferico con un diametro medio di circa 25 micron; è tricolporato (con tre aperture sia di tipo a fessura che tipo isodiametrica o poro) ed è echinato (con punte sporgenti). Gineceo: l'ovario è infero uniloculare formato da 2 carpelli. Lo stilo (il recettore del polline) è profondamente bifido (con due stigmi divergenti) e con le linee stigmatiche marginali separate.. I due bracci dello stilo hanno una forma da lanceolata a deltoide e possono essere papillosi o ricoperti da ciuffi di peli.
Frutti. I frutti sono degli acheni con pappo; in alcune specie è presente un certo dimorfismo (gli acheni dei fiori del raggio differiscono dagli acheni dei fiori del disco); achenio: gli acheni, con forme da cilindriche a obovate, sono lateralmente compressi con due (o più) nervature laterali, oppure variano da angolati (a 5 coste) a quasi fusiformi e multi-nervati; raramente sono ob-compressi (compressi dorso-ventralmente) oppure sono provvisti di un becco; la superficie normalmente è cosparsa da setole, qualche volta ghiandolose; la parete dell'achenio è formata da celle contenenti rafidi ma prive di fitomelanina; il carpoforo normalmente è anulare; le setole con punte a forma di ancora non sono presenti; pappo: il pappo è formato da 1 - 2 (fino a 4) serie di setole finemente barbate o (più raramente) piumose; le setole sono persistenti; esternamente alle serie di setole può essere presente una coroncina di scaglie; a volte il pappo è completamente assente.
Biologia Impollinazione: l'impollinazione avviene tramite insetti (impollinazione entomogama tramite farfalle diurne e notturne). Riproduzione: la fecondazione avviene fondamentalmente tramite l'impollinazione dei fiori (vedi sopra). Dispersione: i semi (gli acheni) cadendo a terra sono successivamente dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (disseminazione mirmecorica). In questo tipo di piante avviene anche un altro tipo di dispersione: la zoocoria. Infatti gli uncini delle brattee dell'involucro (se presenti) si agganciano ai peli degli animali di passaggio disperdendo così anche su lunghe distanze i semi della pianta. Inoltre per merito del pappo il vento può trasportare i semi anche a distanza di alcuni chilometri (disseminazione anemocora).
Distribuzione e habitat La tribù ha una distribuzione cosmopolita; la maggior parte delle specie predilige le zone temperate ma alcuni generi hanno distribuzione subtropicale o tropicale. Le maggiori concentrazioni si hanno in America soprattutto del nord. Nella tabella sottostante è indicata la distribuzione delle varie sottotribù. Sottotribù DistribuzioneAfroasterinaeAfrica centro e sud orientaleAsterinaeCosmopolita, ma soprattutto Asia orientaleAstranthiinae America del Nord e MessicoBaccharidinae Soprattutto Sud AmericaBellidinae Eurasia e particolarmente nel MediterraneoBoltoniinae America del Nord e MessicoBrachyscominae Australia, Tasmania, Nuova Guinea e Nuova ZelandaCelmisiinae Oceania e AustralasiaChaetopappinae America del Nord e MessicoChamaegerinae Asia occidentaleChiliotrichinae Sudamerica Chrysopsidinae America (soprattutto del nord)Conyzinae America e EurasiaDenekiinae Africa (centrale e meridionale)Doellingeriinae Stati Uniti d'America e CanadaEgletinae Texas, America centrale e America meridionaleEschenbachiinae Africa, Asia (tropicale) e AustraliaFormaniinae Cina centraleGeissolepinae MessicoGrangeinae Soprattutto AfricaGutierreziinae Soprattutto Nord AmericaHomochrominae Africa (e in parte in Asia)Ionactinae U.S.A. e CanadaIranoasterinae Endemismo dell'IranLagenophorinae Soprattutto Nuova GuineaMachaerantherinae Soprattutto America del NordMadagasterinae Endemismo del MadagascarMairiinae SudafricaNannoglottidinaeEndemismo dell'altopiano tibetano dell'Asia centrale Oclemeninae U.S.A. orientali e Canada orientaleOritrophiinae America centrale e del sudPentachaetinaeSoprattutto California (U.S.A.)Printziinae SudafricaPteroniinaeAfrica meridionaleSolidagininaeIn maggioranza nell'America del Nord (un solo genere è eurasiatico: Solidago)Symphyotrichinae Soprattutto Nord America Sarcanthemum(incertae sedis) Endemismo dell'isola di Rodrigues (oceano Indiano)
Tassonomia La famiglia delle Asteracee (o Compositae, nomen conservandum) è la più numerosa del mondo vegetale, comprende oltre specie distribuite in generi. La famiglia attualmente (2021) è divisa in 16 sottofamiglie; la sottofamiglia Asteroideae è una di queste e rappresenta l'evoluzione più recente di tutta la famiglia.
Composizione della tribù La tribù Astereae comprende 36 sottotribù, 237 generi e circa specie.
Sottotribù Afroasterinae Comprende 1 genere e 18 specie: Afroaster J.C.Manning & Goldblatt, 2012 (18 spp.)
Sottotribù Asterinae Comprende 20 generi e circa 260 specie:
Arctogeron DC., 1836 (1 sp.) Aster L., 1753 (151 spp.) Asterothamnus Novopokr., 1950 (7 spp.) Callistephus Cass., 1825 (1 sp.) Chaochienchangia G.L.Nesom, 2020 (1 sp.) Chlamydites J.R.Drumm, 1907 (1 sp.) Cordiofontis G.L.Nesom, 2020 (5 spp.) Geothamnus G.L.Nesom, 2020 (1 sp.) Griersonia G.L.Nesom, 2020 (3 spp.) Helodeaster G.L.Nesom, 2020 (3 spp.) Homostylium Nees, 1845 (7 spp.) Iteroloba G.L.Nesom, 2020 (1 sp.) Kemulariella Tamamsch., 1959 (6 spp.) Metamyriactis G.L.Nesom, 2020 (5 spp.) Myriactis Less., 1831 (10 spp.) Neobrachyactis Brouillet, 2011 (4 spp.) Psychrogeton Boiss., 1875 (24 spp.) Sheareria S.Moore, 1875 (1 sp.) Tibetiodes G.L.Nesom, 2020 (27 spp.) Turczaninovia DC., 1836 (1 sp.)
Sottotribù Astranthiinae Comprende 3 generi e 43 specie:
Astranthium Nutt, 1840 (11 spp.) Dichaetophora A.Gray, 1849 (1 sp.) Townsendia Hook., 1834 (31 spp.)
Sottotribù Baccharidinae Comprende 24 generi e circa 630 specie:
Archibaccharis Heering, 1904 (36 spp.) Aztecaster G.L.Nesom, 1993 (2 spp.) Baccharis L., 1753 (436 spp.) Blakiella Cuatrec., 1969 (1 sp.) Diplostephium Kunth, 1818 (56 spp.) Exostigma G.Sancho, 2012 (2 spp.) Floscaldasia Cuatrec., 1969 (2 spp.) Flosmutisia Cuatrec., 1986 (1 sp.) Guynesomia Bonifacino & Sancho, 2004 (1 sp.) Hinterhubera Sch.Bip. ex Wedd., 1857 (9 spp.) Inulopsis (DC.) O.Hoffm., 1890 (4 spp.) Kieslingia Faúndez, Saldivia & A.E.Martic., 2014 (1 sp.) Laennecia Cass., 1822 (19 spp.) Laestadia Kunth ex Less., 1832 (6 spp.) Linochilus Benth., 1845 (59 spp.) Microgyne Cass., 1827 (2 spp.) Pacifigeron G.L.Nesom, 1994 (2 spp.) Parastrephia Nutt., 1841 (3 spp.) Plagiocheilus Arn. ex DC, 1838 (6 spp.) Podocoma Cass., 1817 (7 spp.) Pseudobaccharis Cabrera, 1944 (6 spp.) Sommerfeltia Less., 1832 (2 spp.) Talamancaster Pruski, 2017 (6 spp.) Westoniella Cuatrec., 1977 (6 spp.)
Sottotribù Bellidinae Comprende 4 generi e 56 specie:
Bellis L., 1753 (14 spp.) Bellium L., 1771 (5 spp.) Galatella Cass., 1825 (34 spp.) Tripolium Nees., 1832 (3 spp.)
Sottotribù Boltoniinae Comprende 3 generi e 10 specie:
Batopilasia G.L.Nesom & Noyes, 2000 (1 sp.) Boltonia L'Hér., 1788 (6 spp.) Chloracantha G.L.Nesom et al., 1991 (3 sp.)
Sottotribù Brachyscominae Comprende 34 generi e circa 400 specie:
Achnophora F.Muell., 1883 (1 sp.) Allittia P.S.Short, 2004 (2 spp.) Brachyscome Cass., 1816 (102 spp.) Calotis R.Br., 1820 (28 spp.) Camptacra N.T.Burb., 1982 (4 spp.) Ceratogyne Turcz., 1851 (1 sp.) Chondropyxis D.A.Cooke, 1986 (1 sp.) Dichromochlamys Dunlop, 1980 (1 sp.) Dimorphocoma F.Muell. & Tate, 1883 (2 spp.)