Il commissario Maigret è un personaggio letterario creato da Georges Simenon, protagonista di settantacinque romanzi e ventotto racconti di genere poliziesco trasposti in numerose produzioni cinematografiche, radiofoniche e televisive.
L'autore lo descrive come un uomo dalla corporatura massiccia, ereditata dai suoi antenati contadini, largo di spalle, dall'aspetto distinto, ma dall'indole burbera, amante della buona cucina, bevitore accanito e fumatore di pipa.
Il suo metodo investigativo consiste nell'immergersi nelle atmosfere dei luoghi in cui i delitti sono stati commessi e, lasciandosi guidare dal proprio istinto, nell'immedesimarsi e cercare di comprendere la personalità e l'umanità dei diversi personaggi di un caso criminale, sino al punto, talora, di arrivare a giustificare il loro comportamento e a cambiare la sorte a cui sarebbero andati incontro.
In tal senso, con le inchieste del commissario Simenon ha imposto sin dagli anni trenta del Novecento una svolta nel modello di romanzo poliziesco europeo, abbandonando lo schema del giallo classico "all'inglese" imperniato su delitti perfetti, investigatori infallibili, ambientazioni mondane e altolocate e introducendo invece personaggi e ambientazioni popolari e piccolo borghesi, dove il centro dell'attenzione è spostato sulle motivazioni umane che portano al delitto, più che sulla ricerca degli indizi materiali.
Biografia del personaggio
Jules Maigret (nome completo Jules-Joseph Anthelme Maigret oppure Jules Amédée François MaigretIl nome completo di Maigret viene utilizzato da Simenon due sole volte, in modo diverso tra loro: Jules-Joseph Anthelme nel romanzo Le revolver de Maigret, mentre Jules Amédée François nel romanzo La première enquête de Maigret (1913).) nasce nel 1885 o nel 1887In due romanzi si danno riferimenti contraddittori: in La prima inchiesta di Maigret, ambientato nel 1913 e pubblicato nel 1949, il giovane Maigret aveva 26 anni, mentre in Il signor Gallet, defunto, ambientato a fine giugno 1930, pubblicato nel 1931, il personaggio aveva 45 anni. a Saint-Fiacre, un piccolo villaggio immaginario nell'Allier, non lontano da Moulins; il padre, Evariste, svolge la professione di amministratore del castello di Saint-Fiacre, una proprietà di tremila ettari sulla quale si contavano non meno di ventisei fattorie, di una delle quali era fattore il nonno paterno; la madre, Hernance, è figlia del droghiere del paese e casalingacfr. "Corriere della Sera", 30 ottobre 2004..
L'infanzia in provincia Maigret, ormai adulto, ricorda spesso con un misto di sentimento di lontananza e nostalgia, il periodo della sua infanzia trascorsa nel villaggio di Saint-Fiacre, quando faceva il chierichetto, svegliandosi al freddo e allo scuro delle albe invernali per assistere il prete della prima messa. Risente nelle narici l'odore d'incenso e di vecchio legno della sacrestia, che gli fanno venire alla memoria quel misto di ingenuità e spregiudicatezza tipici di quell'età ormai lontanaLe témoignage de l'enfant de chœur, (Maigret e la testimonianza del chierichetto, 1946)..
Non meraviglia quindi che Maigret, in una sua inchiesta, ripensi alla sua infanzia e venga attirato da tre biglie di vetro colorate rinvenute nei pantaloni di un barbone ripescato nella Senna. Il commissario ne prenderà una e se la metterà in tasca, portandosela dietro durante tutta l'indagine: la toccherà, ci giocherellerà proprio come faceva il vagabondo e, alla fine dell'inchiesta, gliela farà scivolare in mano quasi per un muto dialogo con luiMaigret e il vagabondo (Maigret et le clochard, 1962)..
Nel 1895, quando il piccolo Jules ha appena otto anni, la madre, in attesa del secondo figlio, muore a causa delle maldestre cure di un medico ubriaco che l'assiste, Nel 1899 viene mandato a studiare come interno al liceo di Banville de Moulins, ma dopo pochi mesi, non sopportando la vita di collegio, viene affidato dal padre a una sua sorella, sposata ma senza figli, il cui marito aveva appena aperto un forno a Nantes.
In quegli anni Maigret trascorre i periodi scolastici a Nantes e passa le vacanze dal padre, che muore di pleurite all'età di 44 anni, nel 1906; nel frattempo Maigret comincia gli studi di medicina, quasi a voler compensare l'ignoranza di quel medico che ha lasciato morire la madreAmbiguo è il rapporto di Maigret con i medici, che cerca di evitare il più possibile quando è colto da qualche malanno ed è piuttosto restio a curarsi, ma nello stesso tempo apprezza molto la confidenza e l'amicizia di un bravo dottore, dedito alla sua professione, come l'amico Pardon. Il commissario beve e fuma troppo, è un sedentario, ma ha la fortuna di avere una salute di ferro. Quando decide di cambiare stile di vita lo fa senza crederci troppo (Maigret a Vichy, Oscar 698, Mondadori 1976, p. 176)..
Nel 1907 anche la zia muore di pleurite; Maigret rifiuta l'offerta dello zio, che gli propone di tenerlo con sé e di insegnargli il mestiere di fornaio; interrompe gli studi di medicina e si trasferisce a Parigi, dove, essendo costretto a guadagnarsi da vivere, inizia a cercare un lavoro.
Parigi e la polizia
Va ad abitare in un piccolo alloggio sulla riva sinistra della Senna; in una camera accanto alla sua vive un uomo nel quale Maigret crede di trovare una certa rassomiglianza con il padre.
La sera prima di essere assunto in una ditta di passamaneria, incontra casualmente il suo vicino di casa, in un ristorante a prezzo fisso in cui va abitualmente a mangiare. Dopo la cena i due passeggiano insieme e Maigret scopre che il suo vicino si chiama Jacquemain ed è ispettore di polizia; alla fine della serata, Maigret, probabilmente affascinato dai discorsi dell'uomo, decide di diventare poliziottoDa Les Mémoires de Maigret..
Nel 1909 entra in polizia con la qualifica di agente ciclista; il suo incarico consiste nel portare gli incartamenti tra i vari uffici e questo gli permette di conoscere a fondo la città.
Pur ricoprendo un incarico modesto, Maigret inizia a farsi notare; lo stesso Jacquemain lo segnala ai suoi superiori, rimarcando il fatto che aveva iniziato gli studi universitari. Dopo alcuni mesi diventa segretario del commissario di polizia del quartiere Saint-Georges; il nuovo incarico gli consente di non indossare più l'uniforme (cosa che, a suo dire, gli aveva impedito di fare la corte alle ragazze).
La signora Maigret
Una sera incontra per strada un vecchio compagno della facoltà di medicina, Félix Jubert; i due iniziano a frequentarsi e, dopo alcuni giorni, l'amico gli propone di accompagnarlo a un ricevimento nell'abitazione di alcuni conoscenti; Maigret, dapprima riluttante, acconsente e nell'occasione conosce e si fidanza con la futura "signora Maigret", Louise LéonardNel racconto breve L'amoureux de Madame Maigret, questa viene però chiamata Henriette, il nome della madre di Simenon., nativa di Colmar (Alsazia), che sposerà nel 1912.
La coppia avrà una figlia morta dopo pochi giorni di vita, avvenimento che costituirà per Maigret e la moglie un rimpianto sempre accennato, ma sepolto nel loro intimoDa Maigret et l'homme du banc..
Avendo deciso di sposarsi, ha necessità di un alloggio più grande; così prende in affitto, nelle sue intenzioni solo per pochi anni, un appartamento al numero 132L'indirizzo completo di numero civico viene specificato solamente in un romanzo, Maigret et son mort. di boulevard Richard-Lenoir; in realtà i coniugi Maigret, finché rimarranno a Parigi, abiteranno sempre in quell'appartamento, tranne un breve periodo in cui, a causa di alcuni lavori di ristrutturazione effettuati dal proprietario dello stabile, vanno ad abitare al 21 di place des Vosges, come descritto nei romanzi Les Mémoires de Maigret e Maigret e il vagabondoGeorges Simenon ha davvero abitato in place des Vosges, proprio al numero 21, dove tra l'altro ha ambientato L'ombra cinese, e, come narrato in Les Mémoires de Maigret, è proprio Simenon che cede il suo appartamento ai coniugi Maigret durante un suo viaggio in Africa..
La prima inchiesta
Nel 1912 Maigret lavora come segretario nel commissariato Rochechouart del quartiere Saint-Georges, nel IX arrondissement di Parigi Uno scacco di Maigret, ed. L'Unità, 1993, pag. 64. ed è in questa veste che nel 1913 svolge la sua prima inchiesta, il caso "Gendreau-Balthazar", narrato nel volume La première enquête de Maigret; in questa storia Maigret appare giovane, porta con sussiego una bombetta, è battagliero, quasi idealista; riesce a scoprire l'insospettabile autore di un delitto, ma vede la sua fatica annullata, in quanto, a causa delle persone coinvolte che appartengono al mondo politico e dell'alta finanza, l'intera faccenda viene messa a tacere.
Maigret rimane deluso e amareggiato per l'esito dei fatti, ma il suo operato gli consente di ottenere la promozione a ispettore della Sûreté, la futura Polizia giudiziaria, nella brigata del commissario Barodet, e di passare dal commissariato di zona al Quai des Orfèvres, sede centrale della Polizia, dove tra gli altri lavora un amico del padre, Xavier GuichardGuichard è un personaggio realmente esistito, capo della polizia parigina e conoscente di Simenon, nonché archeologo e scrittore, cfr. approfondimento in lingua inglese. capo della Sûreté e protettore in maniera molto discreta del giovane Maigret.
La carriera I primi incarichi di Maigret come ispettore consistono nello svolgere il servizio pubblico prima nelle strade, poi a Les Halles (i mercati generali di Parigi), in seguito all'interno dei grandi magazzini e della Gare du Nord (una delle stazioni ferroviarie di Parigi) e infine alla "buoncostume"L'allora giovane Maigret condivide queste sue prime esperienze con il collega Marella, che diventerà poi commissario a Tolone e con il quale si ritroverà a collaborare molti anni più tardi (in Maigret e la vecchia pazza - Ed. "Gli Adelphi", 2011, p. 103)..
Nel 1917 entra a far parte della Brigata Speciale, comandata dal commissario Guillaume; successivamente viene nominato commissario e infine capo della Brigata Speciale.