Le competenze chiave, quali «combinazione di conoscenze, abilità e atteggiamenti», sono indicate dalla Raccomandazione del Consiglio dell'Unione europea del 22 maggio 2018Le informazioni di questa sezione sono tratte dalla come condizioni interne che permettono alle persone di realizzarsi sotto il profilo personale, occupazionale e sociale in un mondo in costante cambiamento.

Le otto competenze chiave - tre riferite a saperi di base e cinque trasversali, tra cui la competenza digitale - indicate nella Raccomandazione del 2006 e ridefinite nella successiva Raccomandazione del 2018, consentono di fronteggiare situazioni ed esigenze legate all'evoluzione della società, in una prospettiva di apprendimento lungo tutto l'arco della vita. L'individuazione di tali competenze nasce dal riconoscimento europeo del diritto di tutti ad avere un'istruzione, una formazione e un apprendimento permanente, e dall'esigenza di mettere a disposizione degli Stati membri uno strumento per costruire società «più uguali e democratiche».

Lo sviluppo delle competenze chiave mette gli individui in grado di comprendere argomenti, di applicare conoscenze per ottenere risultati e di agire o reagire nell'affrontare situazioni non note. Come base per un apprendimento permanente, esse debbono essere sviluppate sin dall'infanzia, in contesti educativi che mettano al centro la persona: di qui l'invito della Raccomandazione ai Paesi membri a migliorare la qualità dell'offerta di istruzione e formazione.

Storia La globalizzazione e la modernizzazione della fine del XX secolo e dei primi decenni del XXI, con le loro implicazioni sulla vita e sull'agire quotidiano, pongono le persone di fronte a problemi tra loro connessi che l'Europa intende affrontare: gli abbandoni precoci e l'insufficiente preparazione di base di una considerevole percentuale di quindicenni e di adulti, la disoccupazione, la salute, la sostenibilità ambientale e l'esclusione sociale.

Per quanto riguarda l'aspetto educativo, i documenti prodotti dall'Unione Europea, a cominciare dal Libro bianco su Istruzione e Formazione del 1995, intendono fornire un'unità pedagogica al sistema scolastico europeo. La scelta delle competenze chiave focalizza l'attenzione non più solamente su conoscenze condivise, ma sul risultato di un percorso e di uno sviluppo interiore di chi apprende, toccando le sue motivazioni personali e i suoi orientamenti verso la realtà. Questo approccio ha coinvolto le politiche dell'istruzione e della formazione negli Stati membri, che nel tempo hanno iniziato ad inserire, almeno in parte, le competenze chiave nei curricola. Un primo tentativo di definire le competenze chiave risulta essere stato fatto in Italia dalla Commissione nominata dal Ministro Luigi Berlinguer.

L'individuazione delle competenze chiave nel Rapporto DeSeCo Nel 2003, con il rapporto DeSeCo (Definition and Selection of Competencies), l'OCSE individua 9 competenze chiave, raggruppate all'interno delle seguenti tre categorie:

Utilizzo di strumenti in modo interattivo: gli strumenti qui intesi sono cognitivi, come ad esempio la lingua, sociali e fisici. Questo però non implica la mera conoscenza degli strumenti, ma richiede anche la capacità di creare e adattare le proprie conoscenze e capacità in relazione ad essi. Le competenze principali di questa categoria sono: capacità di utilizzare la lingua, i simboli e i testi; capacità di utilizzare le conoscenze e le informazioni; capacità di utilizzare le nuove tecnologie. Tutte queste competenze richiedono un uso interattivo (capacità di agire in correlazione o reciprocità con altri). Agire in modo autonomo: questa capacità consiste nella creazione di un'identità personale per dare alla propria vita un significato, riuscire a esercitare un'autonomia relativa, nel senso di saper decidere, scegliere e agire in un contesto dato. In generale comunque per agire in autonomia è necessaria una propensione al futuro per capire il proprio ambiente e le dinamiche socio culturali in cui si e inseriti. All'interno di questa categoria è presente la capacità di difendere affermare i propri diritti, interessi, responsabilità, limiti e bisogni, la capacità di definire e realizzare programmi di vita e progetti personali e la capacità di agire in un quadro di insieme, in un contesto ampio. Funzionamento di gruppi socialmente eterogenei (composti cioè da persone con caratteristiche socio-anagrafiche, abilità e culture differenti): necessario è per l'individuo la creazione di un capitale sociale. Fondamentale è l'acquisizione di competenze per poter apprendere, vivere e lavorare con gli altri. Le competenze essenziali sono: la capacità di stabilire buone relazioni con gli altri, la capacità di cooperare e la capacità di gestire e risolvere i conflitti. Tutte queste competenze sono correlate tra loro e dipendono dal contesto in cui si vogliono collocare.

Criteri per la selezione delle competenze nel progetto DeSeCo Come riportato dall'indagine CCP (Country Contribution Process) che è parte del progetto DeSeCo, non esiste un'unica descrizione delle competenze chiave, che sono soggette a notevoli differenze, a seconda dei Paesi di riferimento. Le competenze non possono essere trasmesse da individuo a individuo, ma devono essere apprese dal singolo attraverso un approccio riflessivo e critico all'interno di contesti e situazioni. Inoltre non sono statiche, ma possono essere soggette a cambiamenti. Per selezionare le competenze chiave sono indicati i seguenti criteri : devono essere misurabili e valutabili sia in ambito economico che sociale; devono portare vantaggi in vari ambiti della vita; devono poter essere universali.

Le otto competenze chiave nella Raccomandazione del 18 dicembre 2006 Gli apprendimenti sviluppati dai sistemi di istruzione tradizionale sono necessari ma non sufficienti. L'Unione europea ha individuato nello sviluppo di competenzeIl concetto di competenza dagli anni novanta a oggi ha acquisito centralità nelle letteratura specializzata e nelle norme, incluse quelle emanate dagli Organi Europei. la via per rendere i cittadini capaci di rispondere a richieste complesse, facendo affidamento anche sulle risorse legate all'identità e alle caratteristiche individuali. Le competenze si descrivono come «combinazione di conoscenze, abilità e attitudini appropriate al contesto. Le competenze chiave sono quelle di cui tutti hanno bisogno per la realizzazione e lo sviluppo personali, la cittadinanza attiva, l’inclusione sociale e l’occupazione»Raccomandazione del Parlamento Europeo e del Consiglio del 18 dicembre 2006 relativa a competenze chiave per l'apprendimento permanente, cit., p. 13..

Esse sono: comunicazione nella madrelingua; comunicazione nelle lingue straniere; competenza matematica e competenze di base in scienza e tecnologia; competenza digitale; imparare a imparare; competenze sociali e civiche; spirito di iniziativa e imprenditorialità; consapevolezza ed espressione culturale

Funzionamento Caratteristiche Le competenze chiave nella Raccomandazione del 2018 La Raccomandazione del Consiglio europeo pubblicata nel 2018, evoluzione della prima, del 2006, ricorda agli Stati membri la necessità di prendere provvedimenti per il miglioramento della qualità dell'istruzione, considerati i mutamenti sociali ed economici, i bisogni formativi e occupazionali delle persone e le urgenze riguardanti la tutela salute e dell'ambiente.

La descrizione delle competenze chiave nella Raccomandazione del Consiglio del 2018 è articolata in conoscenze, ovvero le informazioni già stabilite necessarie per comprendere argomenti, in abilità, ovvero la capacità di eseguire processi. Il terzo componente delle competenze, indicato nel 2006 con il termine «attitudini» adeguate al contesto, viene sostituito da «atteggiamenti», nel senso di «disposizione della persona ad agire/reagire a idee, persone e situazioni». Si sottolinea il ruolo attivo della persona nell'apprendere, considerando i limiti dell'imparare attraverso la memorizzazione di fatti e procedure, rispetto all'apprendimento fondato sulle competenze chiave, il cui sviluppo porta a risultati quali:

Competenza alfabetica funzionale La competenza alfabetica funzionale, la cui denominazione sostituisce la precedente «comunicazione nella madrelingua», può essere sviluppata nella lingua madre, ma anche nella lingua dell’istruzione scolastica e/o nella lingua ufficiale di un paese o di una regione; è la capacità di esprimersi utilizzando diversi mezzi, e interpretare concetti, pensieri, sentimenti, fatti e opinioni, in forma orale e scritta, e di interagire adeguatamente in modo creativo sul piano linguistico in un'intera gamma di contesti culturali e sociali. Ciò comporta la conoscenza del vocabolario e delle funzioni linguistiche, dei principali tipi di interazione verbale, di testi letterari e non letterari, delle principali caratteristiche dei diversi stili e registri, considerando la variabilità del linguaggio e della comunicazione a seconda dei contesti.

La disponibilità a dialogare in modo critico ma costruttivo, la consapevolezza dell’influenza della lingua sugli altri e la necessità di capire e usare la lingua in modo positivo e socialmente responsabile sono gli atteggiamenti che contraddistinguono tale competenza.

Competenza multilinguistica La competenza multilinguistica, non più «comunicazione nelle lingue straniere», comprende le principali abilità richieste per la competenza alfabetica: essa si basa sulla capacità di comprendere, esprimere e interpretare concetti, pensieri, sentimenti, fatti e opinioni in forma sia orale sia scritta, attraverso l'apprendimento delle lingue in modo formale, non formale e informale per tutta la vita. Tale competenza è basata sulla capacità di effettuare mediazioni tra diverse lingue e mezzi di comunicazione, come indicato nel quadro comune europeo di riferimento, nonché tra diverse culture, comprendendone la dimensione storica e interculturale.

Il riconoscimento della diversità culturale , insieme con l’interesse e la curiosità per lingue diverse e per la comunicazione interculturale rappresenta un atteggiamento positivo della competenza, che presuppone anche il rispetto per il profilo linguistico individuale di ogni persona, inclusa la lingua materna di chi appartiene a minoranze.

Competenza matematica e competenza in scienze, tecnologie e ingegneria La competenza matematica, basata sulla conoscenza dei numeri, delle misure e delle strutture, delle operazioni fondamentali e delle presentazioni matematiche di base, è l'abilità di sviluppare e applicare il pensiero matematico per risolvere una serie di problematiche quotidiane, attraverso l'utilizzo di modelli matematici di pensiero e di presentazione (formule, modelli, costrutti, grafici, diagrammi), nella consapevolezza degli ambiti in cui la matematica può essere d'aiuto. Un atteggiamento positivo di questa competenza riguarda il rispetto della verità, con la disponibilità a cercare le cause e a valutarne la validità.

Le competenze - non più «di base» - in campo scientifico e tecnologico, cui si aggiunge, rispetto alla precedente denominazione, l'ingegneria, si fondano sulla conoscenza dei principi di base del mondo naturale, i concetti, le teorie, i principi e i metodi scientifici fondamentali, le tecnologie e i prodotti e processi tecnologici. Tali competenze permettono l'applicazione di conoscenze e di metodologie che spiegano i meccanismi basilari del mondo naturale, la comprensione del metodo scientifico l'uso di dati e strumenti per raggiungere un obiettivo, nella consapevolezza dei progressi, dei limiti e dei rischi delle teorie, applicazioni e tecnologie scientifiche nella società.

L'analisi critica, la curiosità, l’interesse per la dimensione etica e l’attenzione alla sicurezza e alla sostenibilità ambientale rappresentano atteggiamenti positivi connessi a queste competenze.

Competenza digitale